anteprima La HMS OCEAN destinata alla Marina brasiliana 14-12-2017

Lo scorso 1 dicembre, il Ministero della Difesa brasiliano ha ottenuto dal Governo l’autorizzazione per l’avvio dei negoziati per l’acquisizione dell’unica portaelicotteri britannica, nonché ammiraglia della Royal Navy, HMS OCEAN. 

a cura di Andrea Mottola
anteprima Parte l’assemblaggio dei TYPHOON per il Kuwait 13-12-2017

Leonardo ed il consorzio Eurofighter hanno ufficialmente dato avvio all’assemblaggio dei caccia TYPHOON destinati all'Aeronautica del Kuwait nell'ambito del contratto siglato nell'aprile 2016. Leonardo è prime contractor della commessa kuwaitiana che prevede la fornitura di 28 esemplari (22 monoposto e 6 biposto) con consegne che inizieranno nel 2020 e proseguiranno fino al 2023. Leonardo ha un ruolo di primo piano all'interno del programma Eurofighter ed è responsabile per la produzione di tutte le semiali sinistre, complete di sistemi installati, di tutte le sezioni posteriori di fusoliera, progettate insieme alla britannica BAE Systems, di alcune superfici mobili e dei piloni sub-alari per i carichi, nonchè dei raccordi ala-fusoliera e della carenatura in titanio dei motori. Leonardo, inoltre, progetta e integra importanti sistemi di bordo (gestione dei carichi, navigazione, controllo del volo, display nel cockpit) e realizza l’integrazione con il velivolo dell’intero sistema d’arma e di propulsione. Presso gli stabilimenti della Divisione Aerostrutture di Nola (Napoli)e Foggia e della Divisione Velivoli di Venegono Superiore (Varese) si producono le parti che vengono poi assemblate per realizzare le semiali e le sezioni posteriori di fusoliera presso lo stabilimento di Torino-Caselle, sede della linea finale di assemblaggio dei velivoli completi destinati all'Aeronautica Militare e, appunto, all'Aeronautica del Kuwait. A ciò bisogna aggiungere le attività riguardanti l'avionica del velivolo che vedono Leonardo guidare il consorzio Euroradar – responsabile per progettazione e realizzazione del radar CAPTOR-M/E – ed Eurofirst – responsabile per la progettazione e la realizzazione dell'IRST PIRATE – ed essere co-design, assieme ad Elettronica del sistema di autoprotezione elettronica DASS PRAETORIAN. Infine, presso lo stabilimento della Divisione Velivoli di Venegono, si progettano e si costruiscono gli equipaggiamenti di supporto a terra (Ground Support Equipment o AGE), nonchè le unità di avvio del motore e per la generazione di potenza ausiliaria. Per quanto riguarda i velivoli kuwaitiani, si tratta di esemplari Tranche 3 allo stato dell'arte dotati innanzitutto di radar AESA CAPTOR-E – inizialmente in una variante denominata CAPTOR-E EIS (Entry In Service) – pod di targeting Lockheed Martin SNIPER e di un pacchetto di armamenti molto spinto comprendente, tra l’altro, missili land attack aria-superficie a lungo raggio MBDA STORM SHADOW, missili sup-aria polivalenti MBDA BRIMSTONE, missili antinave MBDA MARTE-ER (in particolare, grazie al Kuwait, si potrà completare pure la versione “fast jet” dell’arma), e bombe a guida laser/satellitare EGBU-16. Il contratto con il Ministero della Difesa del Kuwait include anche una serie di servizi per gestire al meglio la flotta di Eurofighter TYPHOON, come la progettazione e la costruzione delle infrastrutture presso la base aerea di Ali Al-Salem, in Kuwait, e i servizi di supporto iniziale per 3 anni (con un’opzione per altri 5). Questi ultimi includono la fornitura di equipaggiamenti e una serie di ausili per l’addestramento per costituire un'Unità di Conversione Operativa in Kuwait. 

a cura di Redazione
anteprima Il Su-57 vola con il nuovo motore 12-12-2017

Durante un volo durato 17 minuti, effettuato lo scorso 5 dicembre, presso la base aerea di Zhukovsky, è stato testato per la prima volta il nuovo motore NPO Saturn Izdeliye 30 che dovrebbe equipaggiare il caccia russo di 5ª Generazione Su-57. 

a cura di Andrea Mottola
anteprima TYPHOON al Qatar: ci siamo 11-12-2017

Il Governo inglese e quello del Qatar hanno sottoscritto l'accordo per la fornitura all'Emirato del Golfo di 24 caccia Eurofighter TYPHOON dopo la selezione del velivolo prodotto dal consorzio Eurofighter avvenuta a settembre. Con la commessa del Qatar, il numero di Eurofighter TYPHOON ordinati raggiunge i 623 esemplari. L'accordo, di cui è prime contrator BAE Systems come nel caso dell'Oman, ha un valore complessivo di poco inferiore ai 7 miliardi di euro e comprende, oltre che la fornitura dei velivoli, anche supporto logistico e addestramento, nonchè un pacchetto di armamenti che include missili aria-superficie MBDA BRIMSTONE, aria-aria a lungo raggio MBDA METEOR – ma il wepoans package MBDA potrebbe prevedere pure missili land attack a lungo raggio STORM SHADOW e antinave MARTE ER (considerando che il Qatar ha già acquisito il MARTE ER per le batterie costiere) – e bombe a guida laser/satellitare Raytheon PAVEWAY IV. Le consegne inizieranno a partire dal 2022. La commessa avrà importanti ricadute pure in Italia, soprattutto per Leonardo, ma anche per altre aziende quali Elettronica – co-design autority assieme a Leonardo del sistema di autoprotezione elettronica PRAETORIAN - e AvioAero (che ha una quota di circa il 20% del consorzio Eurojet che produce il motore EJ-200). Leonardo, in particolare, è responsabile di circa il 35-36% del velivolo se si considerano le strutture (semiala sinistra e fusoliera posteriore), l'avionica (Leonardo guida il consorzio Euroradar responsabile del radar CAPTOR-M/E, e Eurofirst, responsabile del sistema di tracciamento IR dei bersagli, IRST, PIRATE) e pure l'integrazione del sistema d'arma. Secondo fonti di RID, gli Eurofighter TYPHOON qatarini avranno la medesima configurazione di quelli ordinati dal Kuwait. Dunque: standard Tranche 3A, radar AESA CAPTOR-E, weapons package spinto, ecc.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Cooperazione NATO-UE: quale futuro? 07-12-2017

Ieri si è svolto a Roma un'interessante convegno, organizzato dallo IAI e dalla Delegazione Italiana presso l'Assemblea Parlamentare della NATO, sullo stato della cooperazione NATO-UE e sulle sue prospettive. Il convengo, suddiviso in 2 diversi panel, ha visto confrontarsi i vertici della Difesa, a cominciare dal Capo di SMD Gen. Claudio Graziano, con i vertici dell'industria - rappresentata dall'AD di Fincantieri Giuseppe Bono e dal Direttore delle Strategie di Leonardo Giovanni Soccodato, nonchè dal Presidente dell'AIAD Guido Crosetto – esponenti politici – i Presidenti delle Commissioni Difesa parlamentari Francesco Saverio Garofani e Nicola Latorre ed il Presidente della Commissione Esteri della Camera Fabrizio Cicchitto, e gli On. Paolo Alli e Andrea Manciulli - e del Ministero degli Esteri, rappresentato dal Segretario Generale Elisabetta Belloni. Insomma, un bel pezzo di sistema Paese. Il tutto poi si è concluso con l'intervento del Ministro della Difesa Roberta Pinotti. Il tema era di quelli importanti, la cooperazione NATO-UE, appunto, soprattutto adesso che l'Unione Europea ha finalmente accelerato sulla strada dell'integrazione in ambito difesa, compiendo una serie d passi in avanti concreti, a cominciare dalla creazione del nuovo Fondo Europeo per la Difesa e dal via libera ufficiale alle cooperazioni rafforzate e strutturare, PESCO. Per cui adesso più che mai si pone il grande problema di come conciliare questo rinnovato attivismo dell'UE sulle questioni di difesa con il tradizionale ruolo della NATO quale organizzazione politico-militare. Il convengo ha cercato di dare delle risposte in tal senso e di fornire degli spunti di riflessione per evitare che la cooperazione tra le 2 organizzazioni si traduca in duplicazioni, inefficienze o, peggio, competizione, ma la riflessione ha inevitabilmente toccato pure l'aspetto riguardante le opportunità che il processo d'integrazione della difesa europea potrà dare all'Italia ed alla sua industria. Per quanto riguarda il primo aspetto, ormai è chiaro che il tempo del cosiddetto Pacchetto “Berlin Plus” 2002, che prevedeva la suddivisione del lavoro tra UE e NATO sulla base del fatto che alla prima sarebbero spettate le missioni civili, mentre alla seconda quelle militari, secondo la dicotomia "soft-hard", è ormai superato. Oggi l'UE è sempre più presente sul fronte del crisis management ed in alcuni contesti è persino “più hard” della NATO – vedi per esempio il caso della missione SOPHIA, più incisiva della "cugina" NATO SEA GUARDIAN, come sottolineato dal Gen. Graziano – e la stessa "Joint Declaration" NATO-UE del luglio 2016 stabilisce che il terreno di cooperazione principale tra le 2 organizzazioni è il defence capacity building, strumento sempre più importante e strategico in ottica di stabilizzazione e proiezione di sicurezza. Ma in futuro potremmo aspettarci pure maggiore sinergia nelle stesse operazioni militari visto che, come precisato sempre dal Generale Graziano, "le forze sono sempre quelle". Venendo invece alla seconda questione, c'è da dire che tutti gli interventi sono stati unanimi nell'osservare che per cogliere più opportunità possibile in sede europea occorre una massa critica ed una capacità di fare sistema che, purtroppo, il nostro Paese non sempre ha dimostrato e che troppo spesso si è sgretolata nei mille frammenti delle beghe di cortile nostrane. Da ciò discenderebbe, dunque, un’assunzione di maggiore responsabilità da parte del Governo, il solo che può ricondurre a sintesi le differenze sulla base del superiore interesse nazionale. Peccato che su questo l’Italia sia da sempre latitante pensando che tutto ciò che è strategia e sicurezza riguardi esclusivamente il Ministero della Difesa. A ciò bisogna aggiungere la necessità, sollevata con forza dal SGD/DNA Gen. Magrassi ed alla quale va data immediata risposta, di creare "dei professionisti di Bruxelles", ovvero delle figure da distaccare a Bruxelles, supportandole e non lasciandole poi a se stesse, per presidiare ad ogni livello i complessi meccanismi burocratici europei. Da questo punto di vista, pertanto, l'Italia deve ancora crescere molto, ma deve farlo in fretta perchè gli altri certo non ci aspettano, anzi, e marciano spediti per "fare bargaining" all'interno dell'arena europea e spuntare il più possibile. A nostro discapito.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Operazione Atalanta: l’Italia termina il comando 06-12-2017

A bordo della fregata italiana Virginio Fasan, ormeggiata nel porto di Gibuti, il Contrammiraglio Fabio Gregori della Marina Militare italiana ha lasciato l’incarico di Force Commander della Task Force 465 al Major General Charlie Stickland, l’attuale Operational Commander dell’Operazione Atalanta.

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Addestramento sull'impiego dei mortai 12-12-2017

Concluso presso il poligono di Tor di Nebbia il 1° corso di specializzazione per mortaisti dei bersaglieri del 1° reggimento.

a cura di Esercito Italiano
anteprima Il cacciamine Crotone rientra dopo attività NATO 11-12-2017

Il cacciamine Crotone rientra in Italia, dopo 70 giorni di attività nel Secondo Gruppo di Contromisure Mine della NATO. Navigando per più di 3000 miglia nautiche, il cacciamine italiano si è addestrato con numerose Marine Militari straniere nell’ambito della Standing NATO Maritime Group 2 - SNMCMG2

a cura di Marina Militare
anteprima Riapre la pista dell’aeroporto militare di Birgi 11-12-2017

Sono terminati i lavori di manutenzione della pista dell’aeroporto militare, che riapre anche al traffico civile.

a cura di Aeronautica Militare
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