anteprima G7 Taormina: l'Italia si blinda 10-05-2017

E' attualmente in discussione in Parlamento per essere convertito il Decreto Legge, varato dal Governo a fine aprile, che incrementa gli organici dell'Operazione STRADE SICURE ai fini della sicurezza del G7 di Taormina del 26-27 maggio. In particolare, il Decreto prevede l'aumento temporaneo, tra il 1° ed il 28 maggio, di 2.900 effettivi della consistenza della missione, pari in precedenza a 7.050 unità. Il grosso dei rinforzo previsti, 1.923 militari, viene assegnato dal Decreto alla vigilanza di siti e obiettivi sensibili a Taormina, mentre altri 432 uomini servono al rafforzamento dei dispositivi di vigilanza delle frontiere marittime e aeree della Sicilia e della Calabria, nonché di altre aree a rischio; i rimanenti 545 sono destinati alla protezione degli assetti militari di difesa dello spazio aereo e navale. Il costo di questo incremento di organici è di 5,360 milioni di euro, da attingersi al Fondo per le esigenze indifferibili istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Su RID 6/17 ulteriori approfondimenti.

a cura di Redazione
anteprima Workshop peacekeeping: parla Graziano 10-05-2017

Il Capo di SMD, Generale Claudio Graziano, è intervenuto oggi al 2° workshop sui nuovi modelli di peacekeeping.

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima L’aereo spia U-2 in servizio fino al 2025 09-05-2017

Il velivolo per la ricognizione e sorveglianza strategica Lockheed Martin U2 vedrà la propria vita operativa estendersi ancora per qualche anno. Secondo quanto previsto fino a poco tempo fa, il DRAGON LADY avrebbe dovuto essere ritirato dal servizio tra il 2019 ed il 2020 lasciando i compiti di ricognizione ad alta quota al solo Northrop Grumman RQ-4B GLOBAL HAWK. Secondo funzionari dell’USAF, adesso l'intento, invece, sarebbe quello di mantenere in servizio la flotta di 27 U2 almeno fino al 2025 fidando, da un lato, sull’ottimo stato delle cellule – considerando che tutti gli esemplari eccetto uno sono stati prodotti negli anni ottanta – e, dall’altro, sui continui aggiornamenti apportati. Del resto, quando gli aerei sono “grandi” e le cellule sono buone, i margini di crescita sono sempre importanti e Lockheed Martin sta lavorando in tal senso per migliorare ancor di più il DRAGON LADY. Negli ultimi anni, il velivolo ha già visto completamento sostituita e migliorata la sua sensoristica. Innanzitutto, è stato introdotto il nuovo sistema SIGINT, realizzato da Northrop Grumman, ASIP (Airborne Signals Intelligence Payload) che garantisce l’identificazione, la localizzazione e l'intercettazione di tutti i segnali elettromagnetici e delle comunicazioni da altissime quote. Il sistema è caratterizzato da 2 grandi pod installati uno per ciascuna semiala. Un’altra miglioria ha interessato il sistema multispettrale di osservazione UTC Aerospace SYERS-2C la cui capacità di acquisizione è stata incrementata fino a 10 bande multispettrali. Aggiornati anche il sistema di autoprotezione elettronica, mentre è stata introdotta anche una capacità di attacco elettronica. Altri 2 grandi upgrade sono in fase di sviluppo ed a breve dovrebbero iniziare i test in volo. Il primo è un sistema di navigazione basato sul tracciamento dei corpi celesti denominato Celestial Object Sighting System (COSS, or “star tracker”), sviluppato dai Laboratori Draper. Il sistema punta ad emancipare l’U2 dal GPS il cui segnale è stato più volte jammato negli ultimi tempi, soprattutto con il velivolo in missione sulla Corea del Nord per monitorare lo stato dei programmi balistico e nucleare. Il secondo upgrade riguarda l’evoluzione del radar ad apertura sintetica ASARS-2/2A (Advanced Synthetic Aperture Radar System) mediante l'introduzione di un’antenna a scansione elettronica attiva. Il nuovo sensore sarebbe, così, ridenominato ASARS-2B. Allo stesso tempo, sono in corso a Palmdale i test in volo di un sistema di missione ad architettura aperta, OMS (Open Mission System). Ulteriori approfondimenti su RID 5/17.

a cura di Redazione
anteprima PPA: via ai lavori in bacino 09-05-2017

Si è svolta oggi presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) la cerimonia di impostazione che dà il via ai lavori in bacino del primo Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA). Questo PPA, primo di 7 unità, sarà consegnato nel 2021 e rientra nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare deciso dal Governo e dal Parlamento e avviato nel maggio 2015. La caratteristica fondamentale di questa classe di navi è il loro altissimo livello di innovazione, che le rende estremamente flessibili nei diversi profili di utilizzo con un elevato grado di efficienza. In particolare, queste unità presentano un doppio profilo di impiego (il c.d. dual use), quello tipicamente militare e quello per operazioni di protezione civile e soccorso in mare; in aggiunta hanno un basso impatto ambientale ottenuto con opportune soluzioni tecnologiche e costruttive, come ad esempio gli  avanzati sistemi di propulsione ausiliari a bassa emissione inquinante (motori elettrici). Sono previste differenti configurazioni di sistema di combattimento: a partire da una “leggera”, relativa al compito di pattugliamento, integrata da capacità di autodifesa, fino ad  una “completa”, equipaggiata con il massimo della capacità di difesa. Inoltre l’unità è in grado di impiegare imbarcazioni veloci tipo RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) sino a una lunghezza di oltre 11 metri tramite gru laterali o una rampa di alaggio situata all’estrema poppa. I PPA sono lungi 132,5 m ed hanno un dislocamento a pineo carico, nella variante Full, di 6.280 t (le varianti Light e Light Plus avranno, invece, un dislocamento inferiore nell’ordine delle 400-450 t). La velocità è di oltre 31 nodi in funzione della configurazione e dell’assetto operativo e l'equipaggio comprende 173 persone. Due zone modulari a poppa e centro nave permetteranno l’imbarco di svariate tipologie di moduli operativi/logistici/abitativi/sanitari containerizzati (in particolare la zona di poppa può ricevere e movimentare in area coperta fino a 5 moduli in container ISO  20’ mentre la zona centrale fino 8 container ISO 20’). I PPA saranno costruiti presso il Cantiere Integrato di Riva Trigoso e Muggiano con consegna prevista per la prima unità della classe nel 2021, mentre i successivi saranno consegnati nel 2022, 2023, 2024 con due unità, nel 2025 e nel 2026.

a cura di Redazione
anteprima Iniziata la MARE APERTO 09-05-2017

L'8 maggio è iniziata nel Mediterraneo Centrale la “Mare Aperto”, esercitazione interforze e internazionale che, condotta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, rappresenta il primo evento addestrativo complesso annuale della Marina Militare italiana, con la partecipazione anche di assetti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, oltre a unità navali dei due gruppi permanenti della NATO e della Forza Marittima Europea. In mare opereranno la portaerei Cavour, con i velivoli AV8B imbarcati, navi e sommergibili della Marina Militare e 11 navi provenienti da Canada, Francia, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia, inquadrate nei Gruppi marittimi permanenti della NATO e nella Forza Marittima Europea. La Marina, inoltre, schiererà la Brigata Marina San Marco. Prenderanno parte all’esercitazione anche velivoli Tornado, AMX, CAEW, Predator, KC 767 dell’Aeronautica Militare nonché il reggimento Lagunari, elicotteri AW-129, un posto comando di artiglieria terrestre ed un posto comando di artiglieria antiaerea dell’Esercito Italiano. Per dieci giorni gli uomini e le donne imbarcati sulle navi, sui sommergibili e gli equipaggi di volo, si addestreranno nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare, quali la difesa delle navi nella lotta antiaerea, antisommergibile ed antinave, il contrasto alle attività illegali sul mare, la gestione di situazioni di crisi in ambienti con presenza di minaccia convenzionale e asimmetrica e la proiezione di una forza anfibia dal mare su terra. La “Mare Aperto” integra anche l’esercitazione di contromisure mine IT MINEX, coinvolgendo il comando delle Forze di Contromisure Mine della Marina e la forza permanente di contromisure mine della NATO. La “Mare Aperto” è un’esercitazione mirata all’addestramento complesso della Marina Militare, in particolare, e delle Forze Armate in generale, finalizzata al mantenimento di elevati standard di interoperabilità ed integrazione delle forze nazionali e NATO, per la sicurezza marittima comune dell'Italia, europea e dell’Alleanza Atlantica. L’esercitazione è organizzata dal Comando in Capo della Squadra Navale e viene condotta dal Comando della Seconda Divisione Navale. Approfondimenti e aggiornamenti su www.marina.difesa.it

a cura di Marina Militare
anteprima Iran: mega esercitazione con l'S-300 PMU2 08-05-2017

L'Iran ha condotto una complessa esercitazione antiaerea impiegando 4 batterie di sistemi sup-aria a lungo raggio con capacità antiaerea e anti-missile (nei confronti di minacce balistiche a medio raggio) S-300 PMU2 FAVORIT culminata con il lancio di intercettori Fakel 48N6E2 da quasi 200 km di raggio di azione. Tre batterie erano dispiegate presso la base di Semnan ed una presso la base di Khavar Shahr, a sudest di Teheran, mentre un radar di scoperta 64N6E2 BIG BIRD era schierato presso la base di Kahrizak a sud di Teheran ed era presumibilmente collegato alle batterie mediante il radio link FL-95. L'Iran ha acquistato 4 batterie di S-300 nell'aprile 2015, dopo che la Russia, a causa delle sanzioni ONU sul Paese imposte per il suo programma nucleare, aveva cancellato un precedente accordo con Teheran. L'accordo originario prevedeva la fornitura del sistema S-300 PMU1. Con l'intesa negoziata dall'Amministrazione Obama con il Paese, ed il successivo rilassamento del regime sanzionatorio, nel 2015 il Presidente Putin aveva deciso di di sbloccare l'accordo ed onorarlo, ma, considerato che l'S-300 PMU1 era uscito di produzione, dandovi corso con il più performante S-300 PMU2. Tipicamente una batteria di S-300 PMU2 comprende fino a 6 lanciatori qadritubo per i missili 48N6E2 – la cui testata è stata ottimizzata anche per l'ingaggio di missili balistici - associati ad il radar di acquisizione e controllo missili 30N6E2 TOMB STONE, un posto comando 54K6E2 con il radar di scoperta 64N6E2 BIG BIRD, nonchè, quando previsto, come nel caso dell'Iran, il radar di scoperta ed early warning LEMZ96L6E

a cura di Redazione
anteprima Collaudato l'eliporto per il G7 di Taormina 08-05-2017

E’ stata inaugurata lunedì 8 maggio a Taormina la prima piazzola elicotteri realizzata dal 3° Reparto Genio dell’Aeronautica Militare di Bari per agevolare gli spostamenti dei partecipanti al G7 di maggio. A bordo dell’HH139 del 15° Stormo che è atterrato sull’aviosuperficie di contrada Bongiovanni, nei pressi della piscina comunale, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli. Ad accoglierlo è stato il Prefetto Riccardo Carpino, Commissario Straordinario per il G7, che ha manifestato la propria soddisfazione per il lavoro concluso. Il Generale Vecciarelli ha colto l’occasione per incontrare il personale ancora occupato nella fasi conclusive dei lavori assegnati alla Forza Armata. Nello specifico si tratta di una seconda elisuperficie, in località Piano Porto, e della manutenzione del Palazzo dei Congressi che sta avvenendo in stretta sinergia con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Leggi la notizia completa sul sito dell'Aeronautica Militare.

a cura di Ufficio Pubblica Informazione
anteprima Cameri: rollout per il primo F-35B 05-05-2017

Oggi, presso la FACO (Final Assembly and Check Out) di Cameri, si è svolta la cerimonia di rollout del primo F-35B in variante da decollo corto e atterraggio verticale per le Forze Armate italiane. Si tratta dell'ottavo F-35 per l'Italia prodotto nello stabilimento di Cameri, dove sono attualmente in diversi stadi di produzione altri 4 esemplari e dove a breve dovrebbe partire anche l'assemblaggio del primo F-35 per l'Olanda. Secondo fonti di RID il velivolo che oggi ha effettuato il rollout dovrebbe condurre il primo volo tra la fine di luglio e i primi di agosto per essere poi consegnato a novembre. Nonostante le incertezze e le difficoltà, dunque, il programma F-35 italiano continua. Ad oggi l'Italia ha già ordinato 12 velivoli e 3 di questi, appartenenti all'Aeronautica, sono stati rischierati a Amendola dove stanno svolgendo le normali attività addestrative in volo e dove sono stati anche effettuati i primi test di interoperabilità e d’integrazione procedurale con il GULFSTREAM 550 CAEW (Conformal Airborne Early Warning) e con l’addetratore avanzato M-346.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Corea: le capacità antimissile del THAAD 04-05-2017

Lo scorso 25 aprile, a Seongju, una cittadina rurale 250 km a sud est di Seul, è stata installata una batteria del sistema per la difesa antimissilistica terminale (Terminal High-Altitude Area Defense – THAAD), destinata a proteggere almeno i 2/3 del territorio sudcoreano. Le prime componenti del THAAD sono giunte nella base aerea di Osan a bordo di un C-17 dell’USAF tra il 5 e il 16 marzo scorsi, esattamente a cavallo dell’intensa fase di test missilistici nordcoreani, successivi ai precedenti test di fine 2016 e della scorsa estate, allorquando venne deciso il dispiegamento dello scudo missilistico in Corea del Sud. Il THAAD è un sistema antimissile con portata dichiarata di 200 km e capacità d’ingaggio endo ed esoatmosferica (tra 40 e 150 km di altitudine) di missili balistici a raggio breve e medio nella fase terminale del volo, secondo la tecnologia “hit-to-kill che non prevede testata esplosiva, sfruttando l’energia cinetica dell’impatto per distruggere il missile. Il THAAD è composto dalle seguenti componenti: missile intercettore; veicoli di lancio con canister per 8 missili; il potente radar phased-array AN/TYP2 (in gergo “Tippy Two”) dispiegabile in banda X (8/12,5 Ghz) - con copertura di 1.000 km in “modalità terminale” (utilizzata all’interno del complesso THAAD per identificare, acquisire, tracciare e selezionare missili balistici in fase di discesa/terminale di volo), ma configurabile separatamente da tale sistema come sensore avanzato (come avviene, per esempio, in Turchia), con copertura di circa 2.000 km - e caratterizzato da un’antenna a singola faccia fissa, montata su un trailer, dotata di una superficie di 9 m² e di ben 24.000 moduli di trasmissione/ricezione posizionati al suo interno; un’unità per il controllo di tiro e comunicazioni (Command, Control, Battle Management, Communication - C2BMC), dotata di un’interfaccia software che consente di integrare/fondere dati provenienti da diversi sensori per il calcolo della miglior soluzione di tiro; ed equipaggiamento di supporto (generatore e unità di raffreddamento). Attualmente il sistema sudcoreano, basato su una batteria ridotta con soli 2 veicoli di lancio (invece dei 6 previsti da una batteria standard) ha ottenuto la capacità operativa iniziale il 1° maggio, mentre la piena capacità operativa dovrebbe essere raggiunta la prossima estate con l’aggiunta di altre componenti che completeranno il sistema, tra cui altri 4 veicoli di lancio. Il THAAD rischierato in Corea del Sud si aggiunge al mix di sistemi antiaerei/antimissile a medio/lungo raggio MIM-104 PATRIOT PAC-2 GEM/T e PAC-3 che equipaggiano 2 brigate (8 batterie totali) dell’Aeronautica Sudcoreana - con i PAC-2 che verranno sostituiti entro la fine dell’anno con i PAC-3 - oltre alle batterie americane di PAC-3 presenti nella penisola. I PATRIOT rappresentano il secondo strato di difesa antimissile su brevi distanze (35/40 km) e basse altitudini (25 km) e integrano il THAAD completando il sistema pluristratificato di difesa antimissile. Secondo quanto stabilito dai 2 governi lo scorso luglio, il costo totale del rischieramento del THAAD - pari a circa 1 miliardo di dollari - verrà diviso in tal modo: i costi legati alle voci “supporto, logistica e infrastrutture” verranno coperti dal Governo sudcoreano, mentre gli Stati Uniti sosterranno quelli relativi alla fornitura, gestione operativa e manutenzione del sistema.

a cura di Andrea Mottola