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anteprima logo RID Siria: aggiornamenti

Il riacutizzarsi della crisi siriana dopo il presunto attacco con armi chimiche di Douma del 7 aprile, l’attacco israeliano contro la base siriana T4 e le parole del Presidente Trump stanno portando a una nuova mobilitazione militare nell’intera regione.

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anteprima logo RID Siria: la spirale della credibilità

Questa volta gli USA non potranno limitarsi ad una risposta meramente simbolica al presunto attacco chimico di Douma come quella data lo scorso anno per Khan Sheikun, e dopo la "non risposta" dell'agosto 2013 ai fatti di Ghouta, ma dovranno necessariamente agire in maniera più robusta. Ne va della loro credibilità di fronte al mondo rispetto all’obbligo di far osservare quelle soglie dichiarate come non superabili. In pratica, è come se Washington si ritrovasse prigioniera delle proprie dichiarazioni/impegni per i quali finora è stata sostanzialmente inadempiente. Una non risposta, o una risposta “leggera”, infatti, incentiverebbe i nemici ad usare ancora armi chimiche, legittimandone di fatto un utilizzo limitato sul piano tattico (come avvenuto in tutti questi anni in Siria da entrambi i fronti), e dimostrebbe ad amici ed alleati la scarsa credibilità dell'impegno politico-militare americano. Tuttavia, il "dilemma della credibilità" vale anche per la Russia. Mosca non potrebbe non rispondere ad un'azione americana che non sia solo simbolica, pena, da un lato, la dimostrazione della debolezza della propria strategia di “guerra ibrida”, dall’altro, la dimostrazione agli occhi dei propri clienti/alleati locali del limite della propria garanzia. Si sta creando, perciò, una pericolosa spirale che ricorda sinistramente quella che portò alla Prima Guerra Mondiale.

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anteprima logo Marina Italiana Corno d'Africa: autorità locali e UNFAO su nave Margottini

Importante incontro a bordo della fregata italiana, Flagship della missione europea al largo delle coste del Corno d'Africa

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Afghanistan: Istruiti dieci ufficiali su processo decisionale

Dieci militari dell’Esercito Afgano di cui tre donne hanno raggiunto la qualifica di specialista nel processo decisionale militare

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anteprima logo RID Un nuovo MPA da Francia e Germania

Continua a rafforzarsi il rapporto bilaterale in materia di Difesa tra Francia e Germania dopo che la Marina Tedesca ha annunciato il lancio di una nuova iniziativa tra i 2 Paesi, denominata Maritime Airborne Warfare System, per lo sviluppo di un nuovo MPA con il quale rimpiazzare P-3C ORION (nella foto) ed ATLANTIC 2. Un LOI (Letter Of Intent) dovrebbe essere firmata dai 2 Ministri della Difesa Florence Parly e Ursula von der Leyden nel corso del salone ILA, che si svolgerà tra 2 settimane a Berlino. Ricordiamo che pure la NATO ha lanciato lo scorso anno un'iniziativa in questo contesto denominata  “Cooperation on Multinational Maritime Multi Mission Aircraft Capabilities.”

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anteprima logo RID Siria: preparativi di guerra generale?

Il riacutizzarsi della crisi siriana dopo il presunto attacco con armi chimiche di Douma del 7 aprile, l’attacco israeliano contro la base siriana T4 e le parole del Presidente Trump stanno portando a una nuova mobilitazione militare nell’intera regione.

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anteprima logo RID FALCO 48: il nuovo UAV di Leonardo

Stanno emergendo i primi dettagli sul nuovo UAV di Leonardo FALCO 48, la cui esistenza è stata svelata per la prima volta in occasione della presentazione del piano industriale dell’azienda avvenuta a fine gennaio. Si tratta di un UAV nella categoria leggera dei MALE (Medium Altitude Long Endurance) con un peso massimo al decollo di 1.250 kg, un’apertura alare di 19 m ed un payload di 200 kg, pensato soprattutto per il mercato dell'export. Il velivolo, prodotto negli stabilimenti di Ronchi dei Legionari, è in grado di svolgere compiti che vanno dalla sorveglianza e la ricognizione, al pattugliamento marittimo, passando per l’anti-pirateria e la protezione dei confini. Il design potrà evolvere pure in una configurazione armata – a seconda delle richieste del cliente – essendo già predisposto per portare i necessari piloni sia sotto le ali che in posizione ventrale al di sotto della fusoliera. Per quanto riguarda gli equipaggiamenti, il sistema di missione è una variante dello SKYISTAR, che Leonardo ha sviluppato pure per il P1HH HAMMERHEAD, mentre il sensore principale è il radar di sorveglianza in banda X GABBIANO T-80 (con capacità SAR, ISAR e GMTI). Il velivolo sta al momento completando l’integrazione in vista dell'avvio della campagna di test in volo con un primo prototipo previsto entro la fine dell’anno.

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anteprima logo RID Scontro totale in Siria?

Nuova, pericolosa, escalation in Siria. Dopo il presunto attacco chimico di ieri contro la cittadina di Douma alle porte di Damasco – attacco attribuito da ribelli e potenze occidentali ai governativi e che ha provocato la definitiva resa dei ribelli salafiti filo-sauditi di Jaish Al Islam e la loro evacuazione – Israele sembra aver approfittato della situazione creatasi – con l'avvertimento ad Assad da parte di Trump e le voci di una possibile risposta americana – per colpire di nuovo la base T4, nel governatorato di Homs. Secondo il Ministero della Difesa russo, nell'attacco sarebbero stati impiegati 2 cacciabombardieri pesanti F-15I RAAM che avrebbero lanciato 8 missili – probabilmente missili standoff della famiglia POPEYE – di cui 5 sarebbero stati abbattuti dalla contraerea e 3 andati a segno. In particolare, nell'attacco sarebbero morti 15 soldati governativi ed alcuni consiglieri iraniani che usano la base come hub per la pianificazione delle operazioni di assistenza militare all’alleato siriano e l’impiego di velivoli senza pilota. La situazione in Siria diventa, così, incandescente come mai prima con lo spettro di uno scontro di più ampia portata tra le potenze coinvolte. Oggi si riunisce il Consiglio di Sicurezza e gli USA meditano sul tipo di risposta da dare ad Assad. Al momento non ci sono portaerei americane nell'area, ma Washington può sempre contare su sottomarini e cacciatorpediniere/incrociatori per il lancio di missili TOMAHAWK, sulla grande base qatarina di Al Udeid, sede del Comando avanzato della componente aerea del CENTCOM (Central Command), dove sono rischierati bombardieri B-1B LANCER, sulla base emiratina di AL DHAFRA, dove sono di stanza cacciabombardieri F-15E, caccia a bassa rilevabilità radar e IR F-22 RAPTOR e caccia F-16, e sugli F-16 schierati nella base giordana di Muwaffaq Salti. Ad AlDhafra e Muwaffaq Salti sono basati anche MIRAGE 2000D e RAFALE francesi.

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anteprima logo RID Aeronautica: primo test dell'AGM-88E AARGM

Il 2 aprile un TORNADO ECR dell’AM ha testato per la prima volta un missile anti-radiazioni AGM-88E AARGM (Advanced Anti Radiation Guided Missile). Il test è avvenuto presso la Naval Air Weapons Stations di China Lake ed ai comandi del velivolo c’era un Test Aircrew del Reparto Autonomo di Volo (RAV). Il team italiano ha gestito da terra tutte le fasi relative all’impiego del missile dal Range Control Center di China Lake. Il lancio, primo dei 2 previsti durante l’esercitazione BLAZING SHIELD 2018, ha rappresentato uno degli eventi di maggior importanza nell’ambito della campagna di valutazione operativa - OT&E (Operational Testing & Evaluation) - del binomio AARGM/TORNADO ECR condotta presso i poligoni della base americana. Il missile AGM-88E è frutto di un programma di cooperazione tra l’AM e l’US Navy che vede il coinvolgimento anche di industrie italiane, a cominciare da MBDA Italia. BLAZING SHIELD 2018, oltre all’OT&E AARGM, si pone l’obiettivo di validare le procedure tattico-operative, in ambito autoprotezione, di Eurofighter TYPHOON e C27J SPARTAN. Ad oggi i velivoli del RAV hanno già effettuato più di 200 sortite, totalizzando oltre 600 ore di volo, a testimonianza di un costante sforzo quotidiano che vede impegnato tutto il personale italiano rischierato su China Lake.

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anteprima logo RID L'Esercito resta a 11 Brigate

Adesso è ufficiale. L'Esercito Italiano ha deciso di mantenere la struttura operativa su 11 brigate di manovra. E' quanto si apprende dalla Relazione sullo stato di avanzamento dei provvedimenti di ristrutturazione delle Forze Armate, presentata al Parlamento a fine gennaio. Il nuovo Modello Operativo Integrato di Riferimento, approvato nel corso del 2017, prevede infatti per l’Esercito "la capacità di disporre di 11 Brigate di manovra, a variante delle 9 previste nel modello precedente". In tale ambito, il "provvedimento di riconfigurazione della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA da Brigata di manovra in Comando per le attività di Forza Armata nell’area della Capitale, come previsto da Allegato 4 al D. Lgs. n. 7 /2014, è stato revocato". La seconda Brigata che avrebbe dovuto essere riconfigurata/smembrata come previsto dal "modello a 9" non era stata ancora decisa dopo che il Presidente della Regione Friuli Debora Serracchiani si era fortemente opposta ad un eventuale provvedimento in tal senso rispetto alla Brigata POZZUOLO DEL FRIULI. Ulteriori approfondimenti su RID 5/2018.

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anteprima logo RID A caccia di droni con R&S®ARDRONIS

La minaccia dei droni commerciali, o rudimentali, è sempre più sentita. E quanto questa percezione sia fondata lo dimostrano i recenti accadimenti nel teatro oeprativo siriano con gli attacchi condotti da sciami di droni contro la base aerea di Jableh/Latakia.

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anteprima logo RID Un BARRACUDA per la Corea del Sud?

Da tempo la Corea del Sud ha avviato una spettacolare espansione della propria flotta subacquea, al pari di quanto stanno facendo diverse altre Marine del Sud Est asiatico, Giappone e Australia in testa. Ai 9 CHANG BOGO derivati dai Type-209 negli anni ’90, si sono pertanto aggiunti a partire dal 2007 altrettanti SON WON-IL, questi invece appartenenti al modello 214 con propulsione AIP, la cui consegna sarà completata nel 2020. Nel frattempo, sin dal 2015 è iniziata la costruzione dei nuovi battelli di progettazione nazionale (sebbene derivati dalle classi precedenti) del programma KSS-III, con il primo dei 3 esemplari Batch-I da consegnarsi entro il 2020. Il programma prevede che i 9 battelli previsti, da realizzare in 3 lotti di prestazioni via via implementate, vadano a sostituire i CHANG BOGO entro il 2029. Tuttavia, da tempo, e non solo guardando alla incombente (sebbene negli ultimi mesi diminuita) minaccia nordcoreana, ma anche alle proprie ambizioni di Blue Water Navy, Seul – che sviluppa il proprio Sea Power tenendo d’occhio l’alleato-rivale nipponico – ha preso in considerazione la possibilità di potenziare ulteriormente la componente subacquea, puntando sul nucleare. A fine marzo ha quindi iniziato a circolare il rapporto commissionato a ottobre dalla Marina, mirato ad elaborare uno studio di fattibilità per un sottomarino nucleare da 5.000 t. Il rapporto prende esplicitamente in esame, come punto di riferimento, il BARRACUDA francese, in costruzione per la Marina Francese in 6 esemplari (classe SUFFREN, da 5.300 t), e che ha influenzato anche la versione convenzionale destinata all’Australia coi 12 SHORTFIN BARRACUDA. Una scelta legata anche al tipo di propulsione nucleare adottata dai BARRACUDA, con reattore a basso livello di arricchimento di uranio (il che non violerebbe gli accordi stipulati con gli USA e rivisti nel 2015), nonché alla possibilità di accesso a un progetto maturo. Il programma mantiene comunque un basso profilo, per evitare il ripetersi di quanto accaduto nel 2003, quando la pubblicità data al “Progetto 362”, pure relativo a battelli nucleari, portò alla sua cancellazione, e all’intervento dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Gli studi dell’epoca, che miravano a un sottomarino nazionale con reattore miniaturizzato, saranno comunque usati per “customizzare” il nuovo progetto, eventualmente basato sul BARRACUDA, sebbene non si chiuda la porta ad altre opzioni. Il programma, di cui si è discusso anche durante la visita del Presidente americano Donald Trump lo scorso novembre, potrebbe richiedere sino a 17 anni di tempo e sfociare nella realizzazione di 6/9 battelli destinati a sostituire dopo il 2035 i SON WON-IL. Molto dipenderà tuttavia dalle inclinazioni “pacifiste” dell’attuale amministrazione sudcoreana, e dalle emergenti prospettive di dialogo tra Seul e Pyongyang, che mirano alla denuclearizzazione della Penisola coreana. In tal caso, la quarta generazione di battelli sudcoreani sarà un’evoluzione del programma KSS-III, ulteriormente indigenizzato.

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