LEONARDO
RID Articoli Mese
anteprima logo RID ATR 72MP per la Finanza

Leonardo ha firmato con la Guardia di Finanza un contratto del valore di circa 44 milioni di euro per la fornitura di un ATR 72MP e dei relativi servizi di supporto tecnicologistico ed addestrativi. Il contratto, stipulato a seguito dell’aggiudicazione di un bando di gara europeo, definisce anche opzioni successive che porterebbero il valore complessivo dell’accordo fino a circa 250 milioni di euro. La prima consegna sarà effettuata nel 2019. Tutti gli apprfondimenti su RID 8 e 9.

a cura di
anteprima logo RID Il Summit NATO di Bruxelles

Si sta svolgendo a Bruxelles il 29° Summit NATO, il primo nella nuova sede della capitale belga ed uno dei più importanti degli ultimi anni. Il Summit non è certo partito bene dopo le solite bordate del Presidente Trump contro gli alleati – nel mirino soprattutto la Germania, sentita come un pericoloso concorrente commerciale da ridimensionare – ed altre sparate varie, come, per esempio, quella di destinare il 4% del PIL alla Difesa. Più in generale, l'Amministrazione americana sembra continuare a preferire un approccio bilaterale alle relazioni internazionali, ed alla risoluzione delle relative problematiche. Un approccio un tantino contingente che non tiene conto quanto strutturalmente l’Alleanza Atlantica sia importante anche per Washington tanto da un punto di vista politico quanto da un punto di vista strategico-militare. Fortunatamente, però, la politica estera americana non la decide solo il Presidente e questo lo si vede soprattutto sul teatro europeo dove gli USA spenderanno quest’anno sul fronte della solidarietà e della deterrenza nei confronti di Mosca 4,8 miliardi di dollari, contro i 3,4 miliardi dello scorso anno, che saliranno a 6,5 miliardi nel 2019 (EDI, European Deterrence Initiative). Proprio la questione del burden sharing è stato il tema più importante affrontato durante il vertice. L'Alleanza ha ribadito l'impegno ad arrivare al 2% del PIL entro il 2024, ma già oggi l'inversione di tendenza è molto chiara. Quest'anno saranno 8 i membri che raggiungeranno tale soglia, erano solo 3 nel 2014, mentre come ricordato dal Segretario Generale Stoltenberg si stima che Canada ed alleati europei da qui al 2024 aggiungeranno 266 miliardi di dollari extra ai propri budget. Numeri importanti che segnalano uno sforzo concreto da parte dei Paesi membri e che vanno considerati con il dovuto rispetto. Sul fronte, invece, dei rapporti con la Russia e delle iniziative di deterrence and defence, abbiamo già accennato agli stanziamenti americani per la Europea Deterrence Initiative. A ciò bisogna solo aggiungere che è stato ufficialmente adottata pure la NATO Readiness Initiative dei "4-30" che prevede, entro il 2020, la creazione di una forza composta da 30 battaglioni meccanizzati, 30 squadroni aerei e 30 mezzi navali multinazionali pronti ad essere schierati in 30 giorni. Tali misure di deterrenza, tuttavia, continueranno ad essere accompagnate dalla ricerca del dialogo con Mosca ed in quest'ottica va letto l'incontro che si svolgerà nei prossimi giorni ad Helsinky tra lo stesso Trump ed il Presidente russo Putin. Altri temi importanti hanno riguardato i partenariati e l'Afghanistan. Nel primo caso, la NATO ha annunciato una nuova e più robusta missione di addestramento in Iraq, ed un incremento del supporto a Paesi strategici per la stabilità del Mediterraneo come Giordania e Tunisia. Questo è un punto che sta particolarmente a cuore all'Italia – impegnata a bilanciare l'impegno NATO ad est con quello a sud – soprattutto per ciò che concerne la Tunisia dove a questo punto dovrebbe partire la missione di supporto e training dell’Alleanza alla quale l’Italia prenderà parte con 70 uomini (missione già votata ed approvata dal Parlamento). La NATO si è detta inoltre pronta anche a sviluppare una partnership a lungo termine con la Libia che includa eventualmente pure l'ingresso di Tripoli nel Dialogo Mediterraneo. Nel quadro dell’impegno NATO per il sud, l'Italia ha pure incassato la piena operatività dell'hub di Napoli, sperando che le resistenze all'interno dello stesso JFC di Napoli, dove l'hub è inserito, vengano definitivamente superate e che l’hub possa finalmente iniziare a coordinare tutta l'attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione in un teatro di così grande interesse per il nostro Paese. Per quanto riguarda l'Afghanistan, si è deciso invece di estendere il supporto finanziario alle ANSF (Afghan National Security Forces) fino al 2024 incoraggiando allo stesso tempo gli sforzi intrapresi dal Presidente Ghani per il processo di pace e riconciliazione. Infine, è stata firmata una dichiarazione congiunta con l'UE per la cooperazione tra le 2 organizzazioni e sono iniziati ufficialmente i colloqui per l'ingresso della Macedonia, dopo che finalmente Skopje e Atene hanno risolto l'annosa questione del nome. La Macedonia diventerà pertanto il 30° Paese della NATO con il nome ufficiale di Repubblica della Macedonia del Nord.

a cura di
anteprima logo RID Le minacce di Trump e il burden sharing

Secondo alcune agenzie di stampa, il Presidente Trump avrebbe minacciato di far uscire gli USA dalla NATO se gli alleati non spendono di più per la Difesa. Fonti NATO hanno smentito pur confermando i toni duri di Trump durante la seconda giornata del Summit NATO. Da giorni, del resto, il Presidente americano si scaglia contro gli alleati, accusati di "free riding", e, soprattutto, contro la Germania, sentita come un pericoloso concorrente commerciale da ridimensionare. Al di là della conferma o meno della minaccia di Trump, l'atteggiamento del Presidente ci sembra controproducente e potrebbe innescare, da un lato, fenomeni sempre più spinti di aggregazione militare in Europa e, dall'altro, incentivare gli stati revisionisti a cambiare le architetture di sicurezza in altri scacchieri regionali.

a cura di
anteprima logo RID Il KINZHAL sui bombardieri Tu-22

Nell’ultima settimana sono emerse notizie interessanti riguardo al nuovo missile da crociera ipersonico aria-sup Kh-47M2 KINZHAL. Secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa russo, dopo i test (circa 250) effettuati fino allo scorso marzo da 6 caccia MiG-31K (intercettori MiG-31BM appositamente modificati per il ruolo aria-sup) del 929° GLITS di Aktjubinsk sul test range di Groshevo/Vladimirovka, il KINZHAL - variante aviolanciata del missile balistico 9K720 del sistema ISKANDER-M, con cui condivide il primo stadio - verrà testato nei prossimi mesi anche sui bombardieri strategici Tu-22M3 BACKFIRE, in vista della sua piena integrazione prevista per la prima metà del 2019. Secondo i programmi, i Tu-22 saranno in grado di trasportare fino a 4 missili Kh-47M2, aumentando significativamente la probabilità di colpire obiettivi paganti, rispetto al trasporto di un singolo missile, come avviene nel caso dei MiG-31. Secondo le fonti ufficiali, il KINZHAL è in grado di raggiungere Mach 10, con un’autonomia di 2.000 km e può essere armato con testate convenzionali e nucleari. Ulteriori approfondimenti su RID 8/18.

a cura di
anteprima logo RID SUPER TUCANO per il MALI

Il Mali ha appena ricevuto i 4 turboelica COIN SUPER TUCANO ordinati nei mesi scorsi (ai quali dovrebbero aggiungersi altri 2 esemplari). I velivoli verranno impiegati per le operazioni di ricognizione armata e contro-guerriglia nell'ambito della strategia di contrasto ai gruppi jihadisti attivi nel nord del Paese (foto @JigiAfrica).

a cura di
anteprima logo RID La Polonia entra nell'AW-249

Leonardo e l’azienda polacca Polska Grupa Zbrojeniowa (PGZ) hanno firmato una Lettera di Intenti (LoI – Letter of Intent) per cooperare nel programma AW-249, l'unico nuovo elicottero da combattimento attualmente in sviluppo a livello internazionale, con l’obiettivo di soddisfare uno specifico requisito dell’Esercito Polacco. Con questo accordo, che RID vi aveva anticipato nei mesi scorsi, Leonardo e PGZ potranno valutare varie aree di collaborazione tra cui progettazione, produzione, assemblaggio, commercializzazione e supporto post-vendita per l'elicottero. Il documento testimonia il comune interesse di PGZ e Leonardo nello sviluppo e nella produzione del nuovo elicottero da combattimento, pensato per le esigenze dell'Esercito Italiano, e di una sua variante polacca nell'ambito del programma KRUK.

a cura di
anteprima logo RID La Svizzera ci riprova per un nuovo caccia

La Svizzera ha ufficialmente inviato alle industrie di alcuni Paesi una richiesta di offerta per l'acquisizione di un nuovo caccia con il quale rimpiazzare gli HORNET attualmente in servizio e dopo che un referendum popolare aveva bloccato il procurement già deciso del GRIPEN. Le richieste sono state inviate a Airbus per l’Eurofighyer TYPHOON, a Dassault per il RAFALE, a Saab per il GRIPEN, a Boeing per il SUPER HORNET ed a Lockheed Martin per l’F-35A. Le aziende hanno tempo fino al gennaio 2019 per presentare le loro offerte.

a cura di
anteprima logo RID Un altro UAV armato dalla Cina

Il nuovo UAV tipo MALE cinese YAOYING II ha effettuato il volo inaugurale. Il velivolo, sviluppato dalla Guizhou Aircraft Industry Corporation (GAIC), facente parte del conglomerato AVIC, è concepito per le operazioni di ricognizione armata, potendo contare su un hardpoint per semiala al quale può essere agganciato il missile controcarro AKD-9, ed è proposto principalmente per il mercato dell’export. Mercato che negli ultimi anni ha visto una notevole affermazione degli UAV cinesi, soprattutto in Medio Oriente, anche grazie all’indisponibilità americana ad esportare PREDATOR e REAPER.

a cura di
anteprima logo RID Verso un DIRCM navale

Elettronica sta studiando la possibilità di testare a bordo di una fregata tipo FREMM della Marina Militare il DIRCM ELT-572. Tale sperimentazione potrebbe svolgersi tra quest’anno ed il prossimo per dar modo all’azienda di valutare l’applicabilità della tecnologia DIRCM nell’ambiente marino reale dopo che già nel novembre 2015 un sistema analogo era stato sperimentato presso MARITELERADAR di Livorno (vedi foto). L’obbiettivo dell’azienda è adesso acquisire una serie di esperienze operative per arrivare alla realizzazione di un dimostratore di un nuovo prodotto da utilizzare per il contrasto della minaccia rappresentata dai MANPADS impiegati contro le murate della navi da barchini e/o naviglio veloce sottile.

a cura di
anteprima logo RID L’Argentina ritenta con il nucleare?

La drammatica perdita del sommergibile SAN JUAN, affondato con l’intero equipaggio di 44 effettivi (compresa la prima donna sommergibilista del Sudamerica) il 15 novembre 2017, ha riaperto il dibattito sul destino della componente subacquea argentina. Una tradizione che risale al 1933, quando entrarono in servizio 3 sommergibili di costruzione italiana, e che ora si è ridotta a 2 soli battelli: il vecchio SALTA, uno dei 2 Type-209/1.100 consegnati nel 1973, reduce dall’ennesimo ammodernamento effettuato nel 2013-2014, e il SANTA CRUZ, gemello del battello perduto a novembre, tipo TR-1700, in servizio dal 1984. Nel 1977 la Giunta militare argentina, nel pieno di una ambiziosa espansione della flotta, comprendente l’acquisto di 10 tra fregate e corvette tipo MEKO, aveva ordinato in Germania anche 6 sottomarini estremamente avanzati e veloci, oceanici, modello TR-1700. La successiva crisi politica ed economica degli anni ‘80 aveva tuttavia ridotto il programma alla consegna nel 1984-1985 dei primi 2, mentre la seconda coppia, impostata nei locali cantieri Astillero Domecq Garcia, dal 1994 restava incompleta sullo scalo, e la terza coppia veniva cancellata. Recuperando il materiale già predisposto per questi ultimi, veniva assicurato il supporto ai 2 battelli in servizio, più volte interessati da radicali interventi manutentivi e di ammodernamento, cui attualmente viene sottoposto il SANTA CRUZ. Lavori rallentati dalle indagini su quanto accaduto all’unità gemella, reduce da un analogo upgrade gestito localmente, tanto che ormai si parla di un rientro in servizio attorno al 2020. Tuttavia, sin dagli anni ’90 si è più volte rimesso mano ad un piano di recupero almeno del SANTA FE, che dei 2 battelli incompleti della seconda coppia era quello che risultava in fase più avanzata di costruzione, attorno al 70%. Un recupero che è stato incentrato su 3 ipotesi. La prima, meno costosa e lenta, punta a completare i lavori limitandosi ad aggiornare il progetto originale sulla base degli upgrade studiati per i 2 battelli entrati in servizio. La seconda, più radicale, cui si è lavorato nel 2010, prevedeva di equipaggiare il SANTA FE con un propulsore AIP. Tuttavia, una terza ipotesi, non nuova, è rispuntata in questi giorni, soprattutto alla luce delle ambizioni del vicino Brasile: fare del terzo TR-1700 un sottomarino d’attacco nucleare, e in tempi relativamente rapidi, con la consegna nel 2025. Un progetto che prevede di sviluppare presso il Centro nucleare di Bariloche, col coinvolgimento di altri soggetti, un reattore compatibile con l’inserzione nello scafo del SANTA FE, investendo sin d’ora 5 milioni di dollari in 3 anni, per gli studi preliminari. La proposta sta incontrando molte perplessità, anche in seno alle Forze Armate, impegnate a chiedere più fondi per alcuni programmi basici, e per un aumento salariale, mentre il progetto del SANTA FE nucleare costerebbe almeno mezzo miliardo di dollari. Con quale rapporto costo-benefici, inoltre, è difficile dirlo, visto che lo studio di fattibilità dovrà anche tenere conto dell’acquisizione di sensori e armi diverse da quelle ipotizzate negli anni ’80; e di certo più sofisticate e costose. Il tutto poi per un singolo battello, poiché non si fa cenno della possibile estensione del programma al SANTA CRUZ. Con 500 milioni di dollari si potrebbero invece acquistare 2 battelli diesel-elettrici di nuova generazione, o magari 2 AIP cinesi, non troppo sofisticati ma validi, oppure un nucleo di battelli di seconda mano (si può pensare ad esempio ai 4 SAURO italiani Trerza e Quarta Serie serie, magari con uno o 2 degli esemplari più vecchi per cannibalizzazione, oppure qualche Type-209 nelle versioni degli anni ’80-’90 di prossima dismissione), abbastanza numeroso e omogeneo da mandare in pensione SALTA e SANTA CRUZ.

a cura di
anteprima logo RID Proseguono i test della bomba nucleare B61-12

Lo scorso 29 giugno, il Dipartimento Nazionale dell’Energia statunitense e l’USAF hanno comunicato di aver completato con successo i primi 2 test di certificazione allo sgancio della bomba nucleare tattica a caduta libera B61-12 da un bombardiere strategico B-2 SPIRIT. 

a cura di
anteprima logo RID Le ultime novità sui PPX

Il design dei nuovi pattugliatori di squadra/fregate leggere PPX destinate ad affiancare PPA e FREMM con la Marina Militare e ad essere proposte per il mercato dell’export sta via, via prendendo forma. Oggi si parla di un dislocamento attorno alle 3.500 t – una taglia grosso modo simile a quella della qatarine classe DOHA (nella foto un design di Fincantieri di corvettona multiruolo) – mentre sta prendendo sempre più piede l’ipotesi di avere quanto meno una parte di tali unità in configurazione antisom. La funzione ASW è del resto molto richiesta in considerazione del proliferazione di sottomarini in tutto il mondo ed è pertanto un requisito che anche in seno alla Marina Militare è sempre più sentito. Sulle tempistiche non c’è ancora nessuna certezza, ma a quanto ci risulta il programma potrebbe ufficialmente partire anche tra il 2020 ed il 2021 in modo da consentire un adeguato de-risking.

a cura di