LEONARDO
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anteprima logo RID Fregate FREMM francesi per la Grecia

Il Ministero della Difesa greco ha confermato il raggiungimento di un accordo con la Francia per l'acquisizione in leasing, per un periodo di 5 anni, di 2 fregate tipo FREMM appartenenti alla Marina Francese. Si tratterebbe, in particolare, della LANGUEDOC e della AQUITAINE. Alla scadenza del leasing, la Marina Greca potrebbe acquisire almeno 2 fregate di taglia intermedia classe BELHARRA, variante per l'export delle francesi FTI, prodotte dai cantieri Naval Group. La Francia conferma così il suo impegno a fianco della Grecia, in un periodo di crescenti tensioni con la Turchia, e la sua politica fortemente anti-Ankara (la Francia, del resto, ha sempre osteggiato l’ingresso della Turchia nell’UE). Resta però il fatto che la Marina Francese si priverà per 5 anni di 2 unità navali di prima linea, una scelta quanto meno questionabile sopratutto se si pensa ad un'evoluzione dello scenario in senso sempre più convenzionale.

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anteprima logo RID Cacciamine ALGHERO si unisce a SNMCMG2

Nave Alghero navigherà fino a Port Mahon con le altre navi della forza NATO, per unirsi ufficialmente al gruppo di contromisure mine il 27 aprile.

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anteprima logo RID Un ibrido tra F-22 ed F-35 per il Giappone

Secondo fonti della Difesa giapponese citate dal quotidiano Asahi, Lockheed Martin vorrebbe sviluppare assieme al Giappone un caccia da combattimento derivato dall'F-22 e dall'F-35 per concorrere a soddisfare il requisito nipponico per la realizzazione di un caccia nazionale, programma F-3, da affiancare all'F-35 Come noto il Giappone ha inviato di recente ad alcune aziende europee, tra cui anche la BAE Systems, oltre che la stessa Lockheed Martin, una richiesta di informazioni per partecipare allo sviluppo - fornendo assistenza, supporto e trasferimento tecnologico - del futuro caccia F-3. Tokyo sembra così incontrare delle difficoltà a portare avanti il progetto secondo quelli che erano gli intendimenti iniziali che prevedevano solo una limitata fornitura di assistenza da parte di un’azienda straniera. Ricordiamo che, proprio per minimizzare i rischi in questo campo, la Difesa giapponese aveva lanciato il programma ATD-X (Advanced Technology Demonstrator), poi X-2 SHINSHIN, il cui dimostratore aveva effettuato il volo inaugurale nell’aprile del 2016 e che di recente dovrebbe aver concluso la sua campagna di test in volo. Evidentemente i risultati di tali test non sembrano essere stati soddisfacenti.

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anteprima logo RID US Navy e SSN: una riduzione critica

Lo scorso 4 aprile, dopo un anno passato in riserva, era stato radiato il più famoso dei sottomarini nucleari d’attacco (SSN) americani classe LOS ANGELES, il DALLAS, costruito nel 1976-1981, protagonista oltre che di decine di missioni reali, di diverse storie di fiction letteraria. Otto giorni più tardi, il Sottosegretario alla Marina addetto a ricerca, sviluppo e procurement, James F. Geurts, ha certificato in una udienza davanti all’House Armed Services Committee, la necessità per la US Navy di affrontare la rapida riduzione del numero di SSN operativi. Lo standard fissato negli anni scorsi era stato di 48 unità, mentre nei piani di espansione numerica della “flotta di 355 navi” annunciati dall’Amministrazione Trump nel 2017, si parla di 66 sottomarini d’attacco. Tuttavia, l’attuale bilancio tra unità radiate (stando all’attuale pianificazione nel 2018-2019 toccherà ad altri 6 LOS ANGELES, mentre 2 vengono convertiti per attività addestrativa) e nuove costruzioni – 2 VIRGINIA Block 3 da consegnarsi entro il 2019, mentre il COLORADO è operativo dal 17 marzo -, è decisamente allarmante. Si calcola infatti che nel 2029 saranno disponibili solamente 41 battelli: 7 in meno rispetto alle vecchie previsioni, e con un gap di ben 25 esemplari rispetto alla nuova programmazione. Geurts ha pertanto spiegato quali strategie l’US Navy intende seguire per arrestare questa costante riduzione delle proprie capacità d’attacco – gli SSN restano l’altra punta di lancia della flotta, accanto alle portaerei, e quella più “discreta” – proprio mentre si vanno riscaldando le sfide anche navali con Russia e Cina, ed è di pochi giorni fa l’attacco missilistico sferrato anche con i sottomarini contro la Siria. Strategia che comunque, ha spiegato il Sottosegretario, riguarderà anche altre categorie di naviglio, sebbene sia la componente subacquea quella oggi maggiormente in sofferenza. La prima opzione, è ovviamente quella mirata a estendere ulteriormente la vita dei LOS ANGELES. Uno studio effettuato nel 2017 ha portato alla selezione di 5 battelli, tipo Flight III 688 Improved (presumibilmente quelli completati tra 1995 e 1996) sui quali investire risorse per prolungarne la vita di 10 anni, attraverso un Service Life Extensions (SLE) straordinario. Il primo battello potrebbe andare ai lavori nell’anno fiscale 2019, e contemporaneamente si cercherà di sfruttare il più possibile anche gli esemplari più anziani, come già accaduto nel 2017 con il BUFFALO, passato in riserva ma non ancora radiato come inizialmente previsto. Da sottolineare che alcuni provvedimenti previsti dall’US Navy riguardano anche tempi di naftalina più lunghi per le unità inattive, in taluni casi portati al limite di vita di 60 anni. La seconda opzione, che richiederà un’attenta programmazione tra Pentagono e industria, riguarda le nuove acquisizioni. Il piano presentato da Geurts prevede infatti di accelerare il ritmo di costruzione dei VIRGINIA. Attualmente, le commesse annuali riguardano (anche per l’anno fiscale 2019) 2 battelli, e presto si andranno a incrociare con l’avvio del programma relativo ai 12 nuovi battelli strategici (SSBN) classe COLUMBIA, destinati a prendere il posto della classe OHIO, con l’avvio dei lavori previsto nel 2021. Il Dipartimento della Marina vorrebbe passare a un ritmo di 3 VIRGINIA per anno fiscale, almeno negli anni in cui non verranno impostati nuovi SSBN. Per farlo, viene pure proposto di assegnare entro il 2019 un contratto pluriennale per 10 unità, attualmente in fase di negoziazione con i cantieri Huntington Ingalls Newport News e General Dynamics Electric Boat, nonché di ottenere finanziamenti per esemplari aggiuntivi negli anni 2022-2023. Resta allo studio il programma SSN(X)/Improved VIRGINIA, che però in parte è mirato alla sostituzione delle 4 più vecchie unità della classe, costruite nel 1999-2008. Nel corso di una seduta della Commissione parlamentare sono comunque emerse le difficoltà nell’invertire una politica di tagli ai sottomarini avviata negli anni ’90 dopo la fine della Guerra Fredda, con provvedimenti che richiederanno tempo e finanziamenti adeguati, anche tenendo conto delle necessità legate alle altre componenti della US Navy, e proprio mentre diversi attori, a cominciare dalla Cina, accelerano i propri programmi navali aggiungendo alla “quantità” anche una crescente qualità dei materiali.

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anteprima logo RID Un nuovo missile ipersonico per gli USA

Lockheed Martin ha ricevuto un contratto da quasi un miliardo di dollari per progettare, prototipizzare ed integrare su velivolo un nuovo missile ipersonico aria-superficie. L'ordigno, che avrà una velocità supereroe ai Mach 5 ed una testata convenzionale, dovrà essere capace di attaccare bersagli ad alto contenuto con la massima precisione "bucando" difese estremamente sofisticate. Altre caratteristiche fondamentali dovrebbero riguardare la bassissima rilevabilità e, presumibilmente, l'adozione di una porzione di intelligenza artificiale. Lockheed Martin ha battuto la concorrenza di altre 2 aziende non specificate che, tuttavia, dovrebbero essere Boeing (nella foto il il prototipo di veicolo supersonico X-51A WAVERIDER) e Raytheon.

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anteprima logo RID Ammaina bandiera per nave Bersagliere

Martedì 17 aprile al tramonto presso l’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia si è svolta la cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera del pattugliatore  di Squadra Bersagliere (F584) della Marina Militare che, dopo 23 anni di attività al servizio delle istituzioni e della collettività, ha terminato la propria vita operativa.

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anteprima logo RID Il libro bianco olandese

Lo scorso 26 marzo, l’Olanda ha presentato il piano di spesa quindicennale per la difesa. Il documento stabilisce la precisa volontà di incrementare le capacità delle 3 FFAA con il procurement di nuovi materiali e sistemi d’arma e la modernizzazione di quelli acquisiti in tempi più recenti. 

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anteprima logo RID Attacco alla Siria: prime valutazioni

A 72 ore dall’attacco missilistico congiunto, effettuato da USA, Regno Unito e Francia ai danni delle strutture per la produzione e lo stoccaggio di armi chimiche presenti in Siria, emergono diversi dettagli, riguardanti numeri ed assetti impiegati.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa NRDC-ITA: cooperazione con European University Institute

Presso la sede della Presidenza dell’EUI ha avuto luogo la firma del Memorandum of Cooperation (MOC) tra il citato Istituto ed il NRDC-ITA

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anteprima logo RID L'F-35C prosegue i test in vista della IOC

Tra gli scorsi 17 e 21 marzo, la portaerei americana USS ABRAHAM LINCOLN ha completato le qualifiche di appontaggio e decollo – le cosiddette FCQ (Fleet Carrier Qualifications) della variante da portaerei F-35C.

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anteprima logo RID Attacco alla Siria. Aggiornamenti

Stanotte Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno lanciato un attacco contro una serie di obbiettivi in territorio siriano. Come andiamo dicendo da giorni, il presunto attacco chimico di Douma non poteva restare senza risposta, e le 3 potenze occidentali sono passate all'azione. Secondo quanto comunicato in un briefing del Pentagono, sarebbero stati colpiti uno stabilimento del Syrian Scientific Studies and Research Center (SSRC) nella capitale Damasco, un centro di stoccaggio di armi chimiche ad ovest di Homs e, sempre nell'area di Homs, un altro centro di stoccaggio ed un posto di comando. Secondo altre fonti, invece, nell'attacco sarebbero state colpite anche la base di Dumayr, da dove sarebbero partiti gli elicotteri che avrebbero lanciato i barili al cloro contro Douma il 7 aprile, e la base missilistica di Al Qutifah. Nell'attacco sarebbero stati lanciati oltre 100 missili, da navi e sottomarini nel Mediterraneo Orientale, ma anche da aerei. In particolare, come scrivevamo anche ieri, nell'area operativa gli Stati Uniti possono contare sul cacciatorpediniere USS DONALD COOK, sul sottomarino OHIO convertito USS GEORGIA e sul sottomarino classe VIRGINIA  USS JOHN WARNE, ma sarebbero stati impiegati anche bombardieri strategici B-1B LANCER decollati dalla base qatarina di Al Udeid che dovrebbero aver usato missili standoff a lungo raggio JASSM ER. Coinvolte anche Francia e Regno Unito. Parigi ha usato i propri caccia RAFALE di stanza in Giordania (equipaggiati con la versione lanciabile da aereo del missile da crociera a lungo raggio SCALP, SCALP-EG), ma potrebbe aver coinvolto anche la fregata tipo FREMM classe AQUITAINE nel Mediterraneo equipaggiata con 16 missili SCALP-Naval. Gli Inglesi, invece, come confermato dal Ministero della Difesa di Londra, hanno utilizzato 4 bombardieri tattici TORNADO GR4 che hanno impiegato nell’attacco missili da crociera STORM SHADOW (la versione britannica dello SCALP). La Russia, che ha minacciato "conseguenze", ha tuttavia precisato che le proprie difese in Siria non sono intervenute. Secondo fonti locali e secondo fonti libanesi vicine ad Hezbollah, oltre una dozzina di missili sarebbero stati abbattuti dalla contraerea di Damasco. Al momento la sensazione è che si sia trattato di un attacco, di intensità superiore a quello lanciato lo scorso anno dopo i fatti di Khain Sheikhun, ma pur sempre dimostrativo su obbiettivi in qualche misura "concordati" con la Russia. Tuttavia, una valutazione più approfondita dovrà giocoforza essere fatta più avanti con maggiore calma.

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anteprima logo RID Giochi di guerra nell'Egeo

Mentre l’attenzione internazionale è puntata sulla crisi siriana, anche in Egeo sale il termometro delle tensioni politico-militari. La sfida è tra 2 vecchi duellanti, Grecia e Turchia, più volte “venuti alle mani” negli ultimi 200 anni. Se nei mesi scorsi, parole grosse (e qualche incidente “dimostrativo”) erano volate per i classici punti caldi di Cipro e Imia, negli ultimi giorni le tensioni hanno virato verso una maggiore asprezza. Lunedì, militari della Guardia Costiera ellenica avevano aperto il fuoco, a scopo dimostrativo, verso un elicottero turco che aveva violato lo spazio aereo dell’Isola di Ro, a poche miglia dalla prospicente costa anatolica. Si tratta di uno dei territori la cui sovranità è contesa tra Grecia e Turchia, soprattutto dopo che il Presidente Recep Tayyip Erdogan, infuriato per l’asilo concesso da Atene ad alcuni militari protagonisti del fallito golpe del 2016, ha rimesso in discussione il Trattato di Losanna del 1923, e il controllo del Dodecaneso. Ieri, l’incidente più grave, quando un caccia MIRAGE 2000-5 dell’Aeronautica Greca è precipitato al largo dell’Isola di Skyros mentre era impegnato in uno scramble per fronteggiare un nuovo sconfinamento da parte di jet turchi. La perdita dell’aereo, e del suo pilota, Capitano Giorgos Baltadoros, del 331° Squadron THESEUS/114° Stormo da caccia ognitempo di Tanagra, non sono dovuti ad azione ostile, ma ad un incidente, dalle dinamiche ancora non chiarite. Tuttavia in passato, e soprattutto tra gli anni ’80 e ’90, diversi jet turchi e greci sono andati perduti nel corso di spericolate manovre di intercettazione, con una sola perdita dovuta ad un abbattimento, quando durante la crisi del 1996 un F-16 turco fu abbattuto da un missile lanciato proprio da un MIRAGE 2000 ellenico. Dal 2006, dopo l’istituzione di una “linea rossa” e di nuove regole concordate tra Atene e Ankara, non si erano più registrati incidenti con perdite, benché le violazioni dei rispettivi spazi aerei siano tornate ad aumentare esponenzialmente negli ultimi tempi.

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