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anteprima logo RID Un BLACK HAWK armato per gli EAU

Lo scorso 22 gennaio, presso il centro emiratino AMMROC (Advanced Military Maintenance, Repair and Overhaul Center, di cui Lockheed Martin possiede il 40%) di Abu Dhabi, è stata presentata una variante pesantemente armata dell’elicottero utility UH-60 BLACK HAWK. Nello specifico, la macchina emiratina è caratterizzata da un kit composto da una torretta elettro-ottica montata sul muso, da una coppia di dispenser per contromisure flares montati sulle prese d’aria del motore, da scarichi modificati e, soprattutto, da nuove alelle dotate di 4 piloni subalari complessivi (una coppia per ala), destinati al trasporto di diversi armamenti aria-sup guidati e non (le foto della presentazione mostrano missili AGM-114N HELLFIRE e pod per razzi HYDRA 70), e di 2 mitragliatrici tipo Gatlin 7,62 mm fissate ai lati della fusoliera. Sebbene alcune di tali caratteristiche (torretta sensori, dispenser flares e mitragliatrici) fossero già presenti sui 26 UH-60M BATTLE HAWKS in servizio presso il 18° Gruppo Comando Operazioni Speciali emiratino, i piloni destinati all’armamento rappresentano un’assoluta novità per gli EAU (mentre esiste un’altra versione armata dei BLACK HAWK, la A/UH-60L ARPIA III in servizio in Colombia), nonostante il diffuso utilizzo degli UH-60 nelle operazioni armate contro i ribelli Houthi nello Yemen. In tali casi, tuttavia, gli elicotteri apparivano in una configurazione diversa, caratterizzata dalla presenza di soli pod lanciarazzi montati su un pilone agganciato alla parte inferiore della sezione anteriore della fusoliera. Tornando ai nuovi elicotteri emiratini, in seguito alla conclusione dei vari test di fuoco effettuati durante il 2018, l’Aeronautica ha in previsione l’immissione in servizio di 6 macchine entro la prima metà del 2019. La Lockheed Martin non ha confermato se tale soluzione sia stata sviluppata autonomamente dall’AMMROC, o si tratti di una versione costruita su licenza del concept S-70I/UH-60M BATTLE HAWK (o ABH – ARMED BLACK HAWK), in sviluppo dal 2012 dalla Sikorsky (oggi inglobata dalla LM).

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anteprima logo RID Navi logistiche italiane per la Francia

Il Raggruppamento Temporaneo d’Imprese (RTI) formato da Naval Group e Chantier de l’Atlantique ha sottoscritto un contratto, del valore di 1,7 miliardi di euro, con OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d'Armement /Organizzazione Congiunta di Cooperazione in materia d’amrmaneto) e per conto della Direction Générale de l’Armement” (DGA) francese per la fornitura alla Marine Nationale di 4 unità logistiche e da rifornimento di squadra.

 


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anteprima logo RID Confermato: USA fuori dal Trattato INF

Gli Stati Uniti hanno confermato per bocca del Segretario di Stato Mike Pompeo l’uscita dal Trattato INF dopo che da mesi ne avevano annunciato la violazione da parte della Russia. Ricordiamo che l’INF prevede lo smantellamento di tutti i missili balistici e da crociera basati a terra, convenzionali e nucleari, con portata compresa tra i 500 e i 5.500 km e i relativi lanciatori. Alla data prevista per il completamento dell’impegno, e cioè il maggio 1991, Stati Uniti e URSS avevano rispettivamente ritirato e distrutto un totale di 846 e 1.846 sistemi: tutti gli SS-20 russi e tutti i PERSHING II e i GRYPHON americani basati in Belgio, Gran Bretagna, Italia e Olanda. La decisione americana è una conseguenza dello sviluppo e del dispiegamento del missile russo da crociera lanciabile da terra 9M729/SSC-8, accreditato di una portata di oltre 1.500 km e derivato dal 3M14 KALIBR per impiego navale. Il Cremlino non ha mai ufficialmente confermato il dispiegamento di questa arma, mantenendo sulla questione una certa ambiguità (secondo il principio che l’incertezza crea deterrenza...) e stigmatizzando invece come destabilizzante il dispiegamento da parte americana di un segmento della difesa antimissile (BMD, Ballistic Missile Defense) in Romania e Polonia. E’ possibile, pertanto, che la Russia abbia sviluppato questo sistema d’arma proprio per controbilanciare in qualche modo la presenza in Polonia e Romania degli intercettori americani SM-3, che nella loro versione Block IIA sembra abbiano capacità d’ingaggio anche di missili balistici intercontinentali. A questo punto, pure gli Americani potranno sviluppare nuovi missili balistici o da crociera con gittata supereroe ai 500 km, ma gli studi e gli sviluppi in tal senso sono in corso da tempo, e saranno liberi dai vincoli dell’INF. Vincoli che, ricordiamolo, non riguardano la Cina tanto che Pechino ha potuto realizzare negli ultimi anni diverse tipologie di missili balistici e da crociera capaci di colpire le principali installazioni militare americane nel Pacifico, Guam compresa. L’INF, pertanto, così com’è, non serve più a nessuno: è una camicia di forza per i Russi, ma lo è diventato pure per gli Americani, sempre più preoccupati dei progressi militari cinesi. Allora, o si rinegozia un nuovo INF che inglobi anche la Cina, e magari pure India e Pakistan, senza dimenticare la Corea del Nord, o, scenario più probabile, si tornerà alla stagione del super-riarmo e della ri/convenzionalizzazione piena degli scenari.

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anteprima logo RID Una nuova torre per il CHALLENGER 2

Nelle prossime settimane il Ministero della Difesa britannico potrebbe selezionare il team vincente nella gara per il CHALLENGER 2 Life Extension Project (LEP), che ha l’obiettivo di rimpiazzare le obsolete ottiche e il sistema di condotta del tiro, così da posticipare l’uscita dal servizio del carro al 2035 o 2040. A contendersi il programma, con un valore potenziale di 700 milioni di sterline per un numero di carri fra i 150 e i 227, sono il team BAE – General Dynamics Land Systems, supportate da Safran, Leonardo e Moog; e Rheinmetall, supportata da BMT, Pearson Engineering, Supacat e Thales UK. Mentre BAE aveva presentato il suo dimostratore BLACK NIGHT già al Defence Vehicle Dynamics 2018 (vedi RID 11/2018), Rheinmetall ha atteso l’International Armoured Vehicles 2019 a Londra per rivelare la sua proposta, molto più radicale. Di fatto Rheinmetall, investendo anche soldi propri, ha deciso di offrire al British Army la soluzione che desidera ma che non ha osato chiedere. Ha infatti sviluppato una torre completamente nuova, digitalizzata ed equipaggiata con il cannone ad anima liscia L55A1 in sostituzione dell’attuale L30A1 rigato e con munizioni in 2 pezzi. Così facendo si elimina la principale debolezza del CHALLENGER 2: l’impossibilità di adottare il moderno munizionamento sviluppato in ambito NATO, come gli esplosivi programmabili e i dardi APFSDS lunghi (il tedesco DM63 in tungsteno o l’americano M829A4 all’uranio impoverito). L’ottica del cannoniere viene spostata dall’attuale posizione sopra il cannone e il visore indipendente del capocarro è ora l’ORION di Thales, realizzato originariamente per l’AJAX, così da offrire al British Army anche comunanza logistica. Nel dicembre scorso Rheinmetall ha già condotto prove di tiro con la nuova torre, per ora senza equipaggio a bordo, dimostrando l’elevata maturità della sua soluzione.

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anteprima logo RID Il primo A330 MRTT in Corea del Sud

Il primo di 4 A330 Multi Role Transport Tanker prodotti da Airbus per la Republic of Korea Air Force è arrivato a Busan. La Corea è il secondo acquirente asiatico dell'aerocisterna europea. Per la ROKAF, un moltiplicatore di forze senza precedenti nella sua storia. 

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anteprima logo RID Leonardo chiude l' operazione Vitrociset

Con l'arrivo delle autorizzazioni Golden Power e Antitrust, Leonardo completa l'acquisizione di Vitrociset, specialista dei sistemi elettronici ed informatici, civili e militari.

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anteprima logo Aeronautica Italiana Eurispes: aumenta la fiducia dei cittadini verso le Forze Armate e l'Aeronautica Militare
I numeri parlano chiaro: cresce la fiducia dei cittadini nelle Forze Armate. E' quanto emerge dal Rapporto Italia 2019 dell’Eurispes, presentato ufficialmente ieri, giovedì 31 gennaio, presso l’aula magna della Sapienza Università di Roma.
 
Nella sezione relativa alla fiducia nelle istituzioni, l'Aeronautica Militare si conferma la Forza Armata più in alto nei consensi, con un significativo incremento rispetto allo scorso anno di circa due punti percentuali, passando dal 72,9% al 74,8%. Trend in crescita anche per le altre Forze Armate per le quali si conferma l’apprezzamento di oltre sette italiani su dieci.
 
Numeri che confermano l’aumento del sentimento generale di fiducia degli italiani verso le Forze Armate e ne sottolineano l’impegno continuo al servizio del Paese. In particolare, sono numerosi gli ambiti di pubblica utilità in cui gli uomini e le donne dell’Aeronautica Militare sono impegnati quotidianamente a sostegno della collettività, tra cui la difesa dello spazio aereo nazionale e dell’Alleanza Atlantica, i trasporti sanitari di urgenza e la ricerca e soccorso, la meteorologia  ed i servizi di assistenza al traffico aereo, le molteplici attività di supporto alla sperimentazione in ambito aero-spaziale.
 
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anteprima logo Aeronautica Italiana Realtà aumentata per innovare addestramento e manutenzione

Il 30 gennaio presso l'hangar M346 del Reparto Sperimentale di Volo si è svolta la dimostrazione pratica del progetto "EMS-Expert Maintenance Supervisor" del team "Tango" presentata durante la maratona competitiva d'innovazione "Airathon"che si è svolta il 5 e 6 giugno 2018.

La dimostrazione, effettuata tramite un collegamento da remoto ha evidenziato come, grazie alla Realtà aumentata e alla Realtà simulata, il progetto possa supportare e supervisionare da remoto l'addestramento, la manutenzione, l'analisi inerente l'efficientamento, l'innovazione e la riduzione dei costi e dei tempi del ciclo logistico. Inoltre grazie all'integrazione di Blockchain è in grado di certificare o convalidare interventi manutentivi, reportistica e attività di formazione.

Il progetto si pone l'obiettivo di implementare i processi addestrativi e manutentivi attraverso l'introduzione della realtà aumentata e di nuove soluzioni nel campo della digitalizzazione delle procedure, della tracciabilità e della registrazione delle operazioni effettuate. [...] 

Leggi la notizia completa sul sito dell'Aeronautica Militare

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Lo scorso 24 gennaio, il Comando Sistemi Aeronavali della Marina americana (NAVAIR) ha reso nota l’intenzione di siglare un contratto con la Northrop Grumman riguardante uno studio di fattibilità/valutazione tecnica per l’integrazione del sistema tattico di comunicazioni radio satellitari di nuova generazione MUOS a bordo dei velivoli di controllo ed early warning (AEW&C) E-2D ADVANCED HAWKEYE. 

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anteprima logo RID La Cina rivela il DF-26 "carrier killer"

I media di stato e gli esperti cinesi sostengono che il nuovo video sia la prova della capacità del DF-26 di colpire anche le portaerei americane in pieno Oceano Pacifico, ma i dubbi restano.  

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anteprima logo RID Pakistan Air Force: l'asso nella manica di Islamabad

Data di nascita, 15 agosto 1947. Sotto il segno del leone, ascendenza Royal Air Force. E sono caratteristiche che forniscono già un buon punto di partenza, per parlare di una forza aerea, la Pakistan Air Force (PAF, o Pakistan Fiza'ya), che in 70 anni è stata coinvolta in 5 guerre con l’India, 2 delle quali combattute - nel 1965 e nel 1971 - su vasta scala.

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Non è mai facile penetrare la cortina di segretezza e incertezza che circonda i programmi aeronautici cinesi, ma la US Defense Intelligence Agency, nel suo ultimo rapporto, ritiene che la Cina stia sviluppando 2 aerei d'attaco stealth con capacità tipiche della 5ª Generazione: uno, “tattico”, sarebbe un cacciabombardiere, mentre il secondo sarebbe uno strategico a lungo raggio. Il rapporto DIA non si avventura nelle designazioni, ma è sostanzialmente confermato che lo strategico è conosciuto come XIAN H-20, e ci si attende un'ala volante concettualmente simile ai B-2 e B-21 di Northrop Grumman, con un raggio d'azione fra le 4000 e le 5000 miglia nautiche e con un carico bellico che potrebbe arrivare a 20 t. La DIA ritiene che l'H-20 assumerà la missione nucleare che è stata riassegnata all'Aeronautica nel 2017, andando quindi a completare per la prima volta una triade nucleare credibile per la Cina. Molto più incerta l'identificazione del cacciabombardiere tattico, che alcune fonti suggeriscono risponda alla sigla JH-XX. Questo velivolo sarebbe un prodotto Shenyang, come il J-31 e le derivazioni cinesi dei Sukhoi Su-27 e successivi, incluso il J-15 imbarcato. Immagini di un modello denominato JH-XX erano apparse per la prima volta nel 2013 e nuovi disegni sono stati pubblicati nell'edizione di maggio 2018 di Aviation Knowledge, la più anziana e prestigiosa pubblicazione cinese nel settore aerospaziale. Le immagini mostrano un design che ricorda i mai costruiti FB-22 ed FB-23, le proposte derivazioni “cacciabombardiere a lungo raggio”, di quello che è divenuto poi l'F-22 RAPTOR. Di quei concetti il JH-XX condivide le linee stealth, l'ampia stiva armamenti centrale e il cockpit per 2 membri d'equipaggio, ma si distingue per l'avere prese d'aria sul dorso della fusoliera, dietro all'abitacolo. Questa è un'ottima configurazione in termini di stealthness, ma presenta significative sfide dal punto di vista aerodinamico e della manovrabilità: qualcosa di simile è presente sul B-21 RAIDER e ci sono state notizie delle difficoltà che ha causato nelle prime fasi di sviluppo. Il nuovo velivolo cinese sarebbe equipaggiato di radar AESA, missili a lunga gittata e armamento di precisione. Il suo raggio d'azione potrebbe situarsi fra le 1000 e le 2000 miglia nautiche, in modo da estendere la bolla cinese di capacità Anti-Access, Area Denial (A2AD). Come cacciabombardiere potrebbe colpire obiettivi in Giappone e ben oltre la “prima linea di isole”, arrivando forse anche fino alla seconda linea, il che vuol dire, ovviamente, Guam. Nei giorni scorsi dalla Cina sono arrivate notizie che suggeriscono l'imminente sviluppo di una versione biposto del caccia stealth Chengdu J-20, che acquisirebbe contestualmente maggiori capacità aria-suolo e di Electronic Warfare. Sarebbe il primo caccia stealth biposto al mondo, e potrebbe anche essere il vero “bombardiere tattico”, poiché sussistono dubbi sull'effettivo proseguimento del JH-XX, da alcune fonti interpretato come un concorrente per il requisito strategico, sconfitto dall'H-20 e conseguentemente abbandonato. La DIA ritiene che la capacità operativa iniziale per entrambi i velivoli non sia probabile prima del 2025.

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