anteprima Afghanistan: militari italiani consegnano farmaci 13-09-2017

I militari italiani della CIMIC del TAAC-W, hanno organizzato e condotto la donazione di farmaci generici a favore dell’ospedale regionale di Herat

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Bangladesh Navy selects SEASPRAY 5000E 12-09-2017

Leonardo has signed a contract with RUAG Aviation, original equipment manufacturer and type certificate holder of the Dornier 228 aircraft, to provide its SEASPRAY 5000E Active Electronically Scanned Array (AESA) radars for the two new production model Dornier 228 multirole aircraft, recently ordered by the Bangladesh Navy. The new aircraft will be used to help monitor and protect Bangladesh’s 120.000 square kilometres of maritime territorial area and exclusive economic zone (EEZ). The radars will be delivered in 2018. SEASPRAY, which can detect small targets in rough seas, will be used by the Bangladesh Navy to conduct anti-smuggling and anti-pollution missions and for the prevention of illegal fishing and migration. Because the radar is particularly suited to search-and-rescue tasks, the new SEASPRAY equipped multirole aircraft will also be able to help protect the lives of sailors during natural disasters. This is of particular importance to the Bangladesh Navy as the Bay of Bengal is prone to cyclones and hurricanes. Leonardo’s AESA surveillance radars are in-service internationally, including with the Australian Maritime Safety Authority, and continue to be selected in the world’s most demanding competitions, such as the US Navy’s MQ-8C FIRE SCOUT programme. In total, 30 international customers have chosen Leonardo AESA radars. As well as providing AESA surveillance radars, Leonardo is Europe’s leader in fire control radar. The company provides the RAVEN ES-05 AESA radar for Saab’s GRIPEN-E combat jet and leads the pan-European Euroradar consortium in the development of the TYPHOON’s new CAPTOR-E AESA radar.

a cura di Redazione
anteprima DIAVOLI ROSSI per la SASSARI 12-09-2017

Continua senza sosta l’impegno addestrativo della Brigata SASSARI. Si è, infatti, appena conclusa la CPX (Command Post Exercise) DIAVOLI ROSSI 2017, che ha visto il Comando dell’unità simulare un “Joint Operation Center” e sviluppare una serie di attivazioni volte a testare l’applicazione delle procedure e l’emanazione di ordini. L’esercitazione costituisce il secondo “step” di un intenso e prolungato periodo addestrativo, che vede la Brigata impegnata nella preparazione finalizzata al raggiungimento di un elevato stato di prontezza operativa. La prima fase del “training” si è svolta nel mese di luglio scorso, con l’esercitazione BEYOND THE SEA, presso l'area addestrativa di Campomela, ubicata a pochi chilometri da SASSARI. Ulteriori approfondimenti su www.esercito.difesa.it.

a cura di Esercito Italiano
anteprima Esercitazione caschi blu ONU 12-09-2017

Si è conclusa in questi giorni, nel Libano del Sud, l’esercitazione RITE III/17 per il Contingente italiano della JTF – Lebanon che conduce l’operazione “Leonte XXII” dal 27 aprile scorso

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima La battaglia di Deir Ezzor: ecco anche i Curdi 11-09-2017

Martedì 5 settembre 2017, unità dell’Esercito Siriano (SAA) e delle National Defense Forces (NDF), con alla loro testa le Tiger Forces, l’unità d’elité formata da ufficiali alawiti resasi protagonista nelle battaglie condotte in Siria nell’ultimo anno, hanno ufficialmente spezzato l’assedio dello Stato Islamico alla città di Deir Ezzor. L’avanzata dei lealisti è stata ampiamente supportata dalle Forze Aerospaziali Russe (Vozdushno-Kosmicheskiye Sily - VKS) e dagli Spetsnaz/Contractor russi che parrebbero aver partecipato in maniera massiccia ed attiva agli scontri. I governativi di Assad erano riusciti a spingersi nelle vicinanze della città già durante il 2-3 settembre ma, vista la resistenza da parte dei miliziani dell’ISIS posti a cinturare l’area, sono riusciti a stabilire un corridoio sicuro con la guarnigione della 104ª Brigata Paracadutisti, appartenente alla Guardia Repubblicana, all’interno della base della 137ª Brigata, nella parte occidentale della città, soltanto nella giornata di martedì 5. A partire dal 4 settembre, le VKS hanno aumentato in maniera significativa i ratei degli strike aerei condotti sia dentro la città di Deir Ezzor che nelle sue vicinanze, al fine così di mantenere sotto pressione gli assedianti del Daesh e di fornire supporto aereo all’avanzata dei lealisti. A quanto dichiarato dal Ministero della Difesa Russo, le VKS hanno condotto circa 80 sortite aeree mettendo fuori uso e distruggendo 2 carri armati, 3 veicoli da combattimento, e più di 10 pick-up dotati di armamento pesante, con la morte o il ferimento di circa 70 miliziani. Al fine di supportare le operazioni attorno al villaggio di Ash-Sholah poi, oltre a strike aerei, il 5 settembre sono stati lanciati 3 missili da crociera KALIBR da una fregata in navigazione nel Mediterraneo. L’unità navale, l’ADMIRAL ESSEN (distintivo ottico 751), è la seconda fregata della classe GRIGOROVICH, con un dislocamento a pieno carico di 4.000 tonnellate e dotata, tra i vari armamenti a disposizione, di un lanciatore ottuplo a celle verticali tipo UKSK per missili della famiglia KALIBR. Sempre dai comunicati del Ministero della Difesa di Mosca, gli strike navali hanno portato all’eliminazione di un posto di comando dell’ISIS, un centro di comunicazioni, un’officina per la riparazione dei mezzi e depositi di munizioni ed armi. L’attacco missilistico avrebbe altresì contribuito a sventare un ammassamento di miliziani in procinto di contrattaccare le unità del SAA proprio nei pressi di Ash-Sholah. L’ISIS ha risposto all’avanzata delle truppe di Damasco sia lanciando attacchi diretti contro le posizioni governative presenti nella città di Deir Ezzor, sia trasferendo miliziani nel villaggio di al-Mayadeen che si trova a sud-est, al fine di sviluppare una controffensiva nell’area per tagliare le retrovie del SAA isolando così la “testa di ponte” ricongiuntasi con gli uomini del Maggior Generale Issam Zahredinne, divenuto ormai per i fedelissimi di Assad l’eroe della resistenza di Deir Ezzor. Il 7 settembre sembrerebbero essere giunti nella città anche pontoni ed imbarcazioni appartenenti al 5° Corpo dell’Esercito Siriano così da poter attraversare l’Eufrate e proseguire l’avanzata con una manovra a tenaglia sulla città ai danni dei miliziani ancora presenti al suo interno. Con l’avvenuto ricongiungimento e la rottura dell’assedio, l’obiettivo principale dei lealisti è infatti ora quello di riprendere il controllo totale della città: un’operazione che beneficia del possesso del canale di rifornimento rappresentato dal controllo dell’autostrada Palmyra-Sukhna-Deir Ezzor. L’avanzata continua a proseguire con successo e a riprova di ciò l’8 settembre gli uomini di Assad, con l’aiuto, oltre che russo anche delle milizie palestinesi di Liwa al-Quds ed Hezbollah, hanno raggiunto un altro importante traguardo: il ricongiungimento con i lealisti presenti all’interno dell’aeroporto, anch’essi cinti d’assedio dai ribelli da più di 3 anni. La conquista e la messa in sicurezza dell’intera città di Deir Ezzor, al pari del suo perimetro circostante, costituirebbe un colpo mortale ai danni del Daesh e permetterebbe alle truppe di Damasco di poter disporre di un avamposto di inestimabile valore operativo dal quale poter effettuare operazioni militari nell’intera regione e riprendere il controllo di tutto il territorio lungo il confine iracheno. Quella che si sta prefigurando è però una vera e propria corsa contro il tempo: a partire da venerdì 8 settembre, infatti, le Syrian Democratic Forces (SDF), supportate dagli Stati Uniti, hanno iniziato la loro propria offensiva contro le posizioni del Daesh presenti nella parte nord della provincia di Deir Ezzor e puntando verso sud, in direzione della città capoluogo. L’avanzata è stata sino ad ora rapidissima, permettendo alle SDF di sottrarre al Califfato ben 250 km² di territorio dall’avvio delle operazioni. Sebbene ufficialmente la Coalizione abbia affermato che lo scopo dell’avanzata delle SDF sia la messa in sicurezza e l’espulsione di ISIS dalle aree della valle del fiume Khabur, sarà sicuramente interessante vedere nelle prossime ore se la Coalizione a guida USA permetterà a Damasco e a Mosca di conquistare in maniera totale Deir Ezzor, oppure se tenterà in qualche modo di inserirsi cercando di “arginare” e contenere i Siriani al di là del fiume Eufrate. Nel 2012, Deir Ezzor era la settima più popolosa città siriana con 240.000 abitanti. La sua importanza però deriva dal fatto di essere sempre stata il principale centro di estrazione petrolifero dell’intero Paese, con il più grande sito di stoccaggio situato nel complesso di Al-Omar. La sua collocazione geografica, le fa assumere poi il ruolo di snodo cruciale per le arterie viarie che connettono Siria ed Iraq. Da un punto di vista storico e simbolico, infine, Deir Ezzor è stata una delle prime città siriane ad essere investita nel 2011 dall’ondata di proteste sfociate poi su scala nazionale nell’attuale conflitto siriano. Caduta nell’autunno del 2012 la quasi totalità dell’omonima provincia in mano dei ribelli, è a partire dalla successiva primavera che la città è stata cinta d’assedio ed ha visto i governativi abbandonare le proprie posizioni nel centro città per trincerarsi nel settore occidentale all’interno della base della 137ª Brigata e mantenendo il controllo dell’aeroporto. Dal luglio 2014, poi, i militanti del neonato Califfato hanno continuamente cercato di far crollare la strenua resistenza degli uomini di Zahredinne, circa 5.000 soldati, senza però mai riuscirci. Di questi 5.000, il nucleo è costituito dai membri della già menzionata 104ª Brigata Aerotrasportata, a cui si sono aggiunte unità appartenenti alla 137ª e 123ª Brigata Meccanizzata, miliziani locali e parti del 119° , 71° Reggimento e dell’8° Stormo della Syrian Arab Air Force (SAAF), ed anche, parrebbe, uomini di Hezbollah, attivi in città a fianco dei lealisti sin dal 2014. I tentativi da parte dei miliziani del Daesh di eliminare la guarnigione dei lealisti sono stati innumerevoli nel corso dei 3 anni d’assedio ed hanno visto l’impiego massivo di attentatori suicidi, di Vehicle-Borne Improvised Explosive Devices (VBIEDs) blindati, così come di tunnel bomba scavati con lo scopo di penetrare le difese nemiche. L’accurato supporto di fuoco d’artiglieria, di armi anticarro così come l’impiego del potere aereo combinato di SAAF e VKS hanno permesso, però, alla guarnigione di resistere durante gli scorsi 3 anni, fino all’arrivo delle Tiger Forces del Maggior Generale Suheil Al Hassan, avvenuto lo scorso 5 settembre.

a cura di Michele Taufer
anteprima 65° Congresso di Medicina Aeronautica e Spaziale 11-09-2017
Si sono aperti oggi i lavori del 65° Congresso Internazionale di Medicina Aeronautica e Spaziale (65th International Congress of Aviation and Space Medicine - ICASM 2017) che prevede la partecipazione di più di 400 scienziati ed esperti del settore aeromedico provenienti da oltre 80 Paesi.
Erano presenti alla cerimonia il Generale Ispettore Capo Enrico Tomao, Capo del Corpo Sanitario Aeronautico e Ispettore Generale della Sanità Militare, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Prof. Massimo Inguscio, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, l’On. Domenico Rossi, il Presidente del Parlamento Europeo, On. Antonio Tajani.
 
La comunità aeromedica mondiale discuterà dall’11 al 14 settembre 2017 presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche sia del benessere dei milioni di passeggeri che viaggiano quotidianamente a bordo degli aerei commerciali, sia dei problemi aeromedici dei professionisti del settore, piloti ed equipaggi, militari e civili, per incrementare sempre di più la sicurezza del volo. Una specifica sessione sarà dedicata alla Cardiologia aeronautica ed alla valutazione del rischio aeromedico nel volo di piloti ed equipaggi, legato alle patologie cardiovascolari che oggi, nel mondo occidentale, sono la prima causa di morte nella popolazione generale. Legata a questa tematica è quella dell’aumento dell’età media dei piloti commerciali, fenomeno che viene studiato approfonditamente per stabilire politiche comuni di gestione dell’idoneità medica dei naviganti, in particolare di quelli ultrasessantenni. Saranno, inoltre, discussi numerosi casi clinici riguardanti particolari patologie venute all’attenzione dei medici aeronautici e che pongono problemi importanti nel giudizio di idoneità al volo, unitamente alle tradizionali tematiche di human factor e gestione della fatica operazionale, aircrew performance, addestramento aerofisiologico e medical evacuation.
 
a cura di Aeronautica Militare
anteprima Ultimo ammainabandiera per nave ALISEO 08-09-2017

Oggi, alle ore 19.35, all'interno della Stazione navale Mar Grande di Taranto, sede del Comando della Seconda Divisione Navale, la fregata ALISEO termina la sua vita operativa dopo 34 anni di attività al servizio delle istituzioni e della collettività. L'atto formale, che sancisce l'uscita della nave dal servizio attivo nella Squadra Savale, si svolge con la cerimonia dell'ultimo ammainabandiera solenne, presieduta dal Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di squadra Valter Girardelli, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, e di autorità civili e religiose. Nave ALISEO è la quinta fregata della classe MAESTRALE, e la seconda a essere collocata in disarmo al termine di un'intensa attività operativa che l'ha vista solcare i mari del mondo nelle numerose missioni assegnate, a partire da quelle nel Golfo Persico nel lontano 1988, alle operazioni NATO ENDURING FREEDOM, dopo gli attentati dell'11 settembre in America, e ACTIVE ENDEAVOUR, per il controllo del traffico mercantile in Mediterraneo, sino alle più recenti Operazioni MARE NOSTRUM e MARE SICURO. Continua così il processo di adeguamento della flotta della Marina Militare, un piano in atto da tempo che ha visto sinora la dismissione di importanti unità navali come la fregata MAESTRALE, le corvette MINERVA, SIBILLA, DANAIDE e URANIA, i pattugliatori d'altura GRANATIERE e ARTIGLIERE e i cacciamine LERICI e SAPRI.

a cura di Redazione
anteprima Gen. Graziano riceve Gen. Nicholson 08-09-2017

Il Capo di SMD, Generale Claudio Graziano, ha ricevuto la visita del Generale statunitense John William Nicholson, Comandante della missione NATO in Afghanistan “Resolute Support”(RS)

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Aspetti navali della crisi coreana 07-09-2017

Nella sempre più allarmante crisi coreana, la partita non si gioca solamente nel cuore incandescente delle esplosioni nucleari, o alle alte quote extra-atmosferiche raggiunte dai missili balistici di Pyongyang. Puntata come una spada verso la strategica regione marittima del Sudest asiatico, la Penisola di Corea, e le minacce legate al mai risolto conflitto scoppiato 67 anni fa tra il Nord comunista, e il Sud filo-occidentale, hanno ovviamente anche un risvolto navale. In primis, perché il giovane Maresciallo-dittatore (quasi un monarca, essendo il terzo della dinastia al potere dal 1948) Kim Jong-un, nel creare con indubbia tenacia il suo apparato di deterrenza nucleare, ha già avviato anche la capacità di second strike. Nel classico gioco della Mutual Assured Destruction (MAD), la capacità di lanciare un contrattacco nucleare anche dopo aver subito un primo, devastante attacco, è la chiave di volta di una deterrenza credibile; ed è assicurata soprattutto dai sottomarini lanciamissili, gli assetti meno vulnerabili della triade nucleare. E infatti, dopo anni di abbandono, sotto il terzo Kim la flotta nordista sta rinascendo, soprattutto nella componente subacquea: non a caso forse nel 2010, mentre il padre era ormai mortalmente malato, e si apriva la lotta per la successione, la più grave provocazione degli ultimi 15 anni contro Seul fu l’affondamento di una corvetta sudista da parte di un sottomarino del Nord. Nel catalogo delle nuove costruzioni, spunta preoccupante la costruzione del sommergibile lanciamissili GORAE, con un primo esemplare ancora prototipico impiegato dal 2015 con i missili tipo balistici KN-11 (Submarine Launched Ballistic Missile)), e almeno altri 2 (presumibilmente migliorati) in costruzione/programma. E non è nemmeno questo un caso se, il 4 settembre, integrando le esercitazioni aeree, missilistiche e di forze speciali, Seul ha iniziato una “quattro giorni” di realistiche manovre navali a fuoco, schierando lungo le coste orientali 20 unità, inquadrate nel 13th Maritime Battle Group del Commodoro Choi Young-chan. Tra le unità impiegate, oltre a una corvetta classe POHANG e a FAC tipo GUMDOKSURI e CHAMSURI, c’era anche la fregata multiruolo da 3.200 t. GANGWON, classe INCHEON Batch-1, entrata in servizio nel 2015. Le unità hanno impiegato con munizionamento reale i loro cannoni da 127/62 mm Mk-45/Mod.4 e COMPATTO da 76/62 mm, i sistemi missilistici sup/aria RAM Block-1, e antinave SSM-700K HAESEONG e HARPOON, nonché le armi antisom. Mobilitati anche aerei da ricognizione antisommergibili P-3C ORION ed elicotteri (le INCHEON imbarcano SUPER LYNX e i nuovi AW-159 di AgustaWestland/Leonardo, con i primi 4 operativi dal 1° febbraio 2017), e sottomarini. E, altro passaggio non causale, il Comandante del gruppo navale ha sottolineato come le sue navi siano pronte a respingere ogni provocazione del nemico, “ovunque, in superficie o sotto, annientandolo”. La perdita della corvetta CHEONAN, con oltre 100 tra morti e feriti, non è stata dimenticata. Ma anche la minaccia balistica nordcoreana viene affrontata in mare. Oltre agli assetti navali statunitensi presenti nella regione, anche il Giappone schiera i 6 cacciatorpediniere KONGO/ATAGO (con altri 2 in costruzione) che, al pari dei BURKE ultimo modello, impiegano i sistemi missilistici AEGIS-BMD SM-3 con capacità eso-atmosferica di ingaggio di missili balistici. La Marina Sudcoreana vorrebbe retrofittarli sui similari 3 SAEJONG THE GREAT in servizio, e in versione migliorata sui 3 in programma. Al coro si è ora unita anche la Royal Australian Navy, cui fra 2 settimane sarà consegnato il primo dei 3 caccia AEGIS realizzati in base a un contratto con Navantia, l’HOBART, seguito nel 2018-2019 dagli altri 2. Il 30 agosto, all’indomani del lancio di un missile balistico che ha sorvolato il Giappone, il Ministro dell’Industria militare (entità che fa capo al ministero della Difesa) Christopher Pyne ha confermato la volontà di creare un sistema di difesa antimissile basato a terra, e in mare, il cui costo è stimato in 1,3 miliardi di dollari. Per gli assetti antimissile navali, Pyne ha innanzitutto indicato negli HOBART la piattaforma privilegiata da riconfigurare, in tempi brevi; ma non ha escluso che capacità integrative possano essere prese in considerazione anche sulle future 9 fregate destinate a sostituire le ANZAC. Programma cui partecipano Fincantieri con una versione customizzata delle FREMM antisom e BAE Systems con la Type-26 (che il 20 luglio è entrata in lavorazione con l’impostazione della prima unità ordinata dalla Royal Navy).

a cura di Giuliano Da Frè