anteprima I TORNADO tedeschi in Giordania 22-09-2017

Lo scorso 31 luglio la Germania ha ritirato i propri TORNADO impegnati nell’Operazione anti-ISIS INHERENT RESOLVE dalla base NATO turca di Incirlik, dove erano stazionati dal dicembre del 2015. In seguito allo loro ultima missione, effettuata il 29 luglio, i 6 cacciabombardieri appartenenti al 33° Stormo sono rientrati a Büchel, dove stanno effettuando la manutenzione ordinaria e le attività addestrative previste fino al loro nuovo rischieramento, in programma per la prima metà di ottobre, questa volta presso la base Muwaffaq Salti di al-Azraq, in Giordania, 56 km a sud del confine con la Siria. Nella base - sede in passato delle componenti aeree belghe (6 F-16AM) ed olandesi (8 F-16AM), ed attualmente base dei 3 stormi (1°, 2° e 6°) di F-16 AM/BM ed F-16 ADF Block 15 dell’Aeronautica Giordana - dallo scorso giugno è presente personale della Luftwaffe (circa 100 unità) impegnato nella predisposizione del segmento terrestre per il supporto del pod da ricognizione RECCELITE impiegato dai velivoli - in particolare, la stazione di programmazione del pod e la strumentazione necessaria per l’analisi delle immagini RGES (RecceLite Ground Exploitation Station). In attesa dell’arrivo dei 6 TORNADO e di circa 150 uomini, da metà luglio ad Azraq è presente un’aerocisterna A-310 MRTT della Luftwaffe. Il trasferimento da Incirlik, ufficializzato dal Ministero della Difesa tedesco lo scorso 8 agosto, fa seguito al progressivo deterioramento dei rapporti tra Germania e Turchia dovuto prima alla dichiarazione del Bundestag riguardante il genocidio armeno, poi al tentato “golpe” del luglio 2016, all’indomani del quale la Germania fornì asilo politico a diversi membri del movimento guidato da Fetullah Gulen, considerato da Erdogan il vero e proprio regista del colpo di stato, fino ad arrivare all’episodio più recente, riguardante il rifiuto del Governo turco di consentire l’accesso ad Incirlik ad un gruppo di parlamentari tedeschi dopo che, pochi giorni prima, lo stesso Bundestag aveva votato in favore del ritiro degli aerei tedeschi dalla base turca. Dal punto di vista geopolitico, la scelta tedesca va interpretata come uno dei primi chiari esempi di quello che può essere considerato un nuovo approccio assunto dalla NATO verso un maggior coinvolgimento di Paesi partner considerati strategici – Giordania in primis - nella lotta contro il “Califfato” (e non solo), ed un conseguente “allontanamento” dell’Alleanza dalle posizioni sempre più filo russe del “Sultano” Erdogan che, proprio in questi giorni, ha pure ufficializzato l’acquisto del sistema russo superficie aria polivalente S-400.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Addio ATLANTIC e benvenuto P-72A 21-09-2017

Si tiene oggi, giovedì 21 settembre, presso la base di Sigonella, sede del 41° Stormo Antisom, la cerimonia di addio allo storico velivolo da pattugliamento marittimo Breguet P-1150 ATLANTIC, sostituito dal nuovo Leonardo Velivoli P-72A, presentato ufficialmente nel corso della stessa cerimonia. Alla cerimonia presenziano i vertici di Marina e Aeronautica, insieme alle massime autorità industriali e regionali delle province di Catania e Siracusa, nella cui realtà l’aeroporto di Sigonella è da sempre profondamente integrato. Il velivolo ATLANTIC, che lascia la linea volo dell’Aeronautica dopo 45 anni di servizio e oltre 250.000 ore di volo,  ha preso parte a tutte le recenti operazioni di sorveglianza marittima nazionale nel Mar Mediterraneo – da MARE NOSTRUM a MARE SICURO - grazie al quotidiano lavoro di equipaggi di volo misti composti da personale della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare. Questa specificità rappresenta, sin dal 1965, un esempio di sinergia e cooperazione interforze ben collaudata ed efficiente. Il 41° Stormo dipende gerarchicamente dall'Ufficio dell'Ispettore dell'Aviazione per la Marina, ente comandato da un Ufficiale Generale dell'Aeronautica Militare, con un collegamento tecnico dal Comandante in Capo della Squadra Navale della Marina Militare.  Il P-72A è un pattugliatore marittimo ognitempo, sviluppato dall’ATR72-600 per il mercato civile e poi modificato da Leonardo Velivoli con apparati e sensori specifici per assolvere i suoi compiti in ambito militare e rappresenta una soluzione ad interim finalizzata a coprire il gap capacitivo fino al momento in cui la Difesa si potrà dotare di un Long Range Maritime Patrol Aircarft che abbia anche capacità ASW (Anti-Submarine Warfare). A tal proposito ricordiamo l'interesse, dell'Italia e di altri Paesi NATO (di cui RID vi ha parlato in esclusiva), per il Kawasaki P-1, nonchè l'avvio da parte della stessa NATO di un programma per l'acquisizione di una capacità MPA/ASW multinazionale. Il P-72A era giunto a Sigonella a novembre 2016, dopodichè era iniziata la transizione degli equipaggi, ed era stato impiegato per la prima volta lo scorso maggio in occasione del G7 di Taormina.

a cura di Redazione
anteprima Intervista al Capo di Stato Maggiore della Marina 20-09-2017

Ci voleva, indubbiamente, soprattutto adesso. E alla fine eccola qua: una chiacchierata a tutto campo con il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Valter Girardelli (l’intervista nella sua versione integrale sarà disponibile su RID 10/17 in edicola a partire da martedì 26 settembre)

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Northrop Grumman acquista Orbital ATK 20-09-2017

Dopo le indiscrezioni sempre più fitte degli ultimi giorni, adesso è anche ufficiale: Northrop Grumman ha acquistato Orrbital ATK. Il tutto formalizzato in un comunicato congiunto delle 2 società. L'operazione, che adesso è al vaglio delle autorità regolatrici, si chiuderà entro i primi mesi del 2018. Il valore complessivo è di circa 9 miliardi di dollari, compreso il debito di 1,4 miliardi di dollari di Orbital ATK, ed è in parte finanziato con la cassa – ricordiamo che Northrop Grumman di recente ha dismesso il ramo aziendale cantieristico, che ha dato vita poi alla nuova compagnia indipendente HHI, ed ha un cash flow che negli ultimi 5 anni è sempre stato abbondantemente sopra i 2 miliardi di dollari - in parte con debito. L'azienda, tuttavia, non ha fornito maggiori dettagli in merito. Con Orbital ATK, Northerop Grummna chiude un'acquisizione di altissimo valore strategico per le ricadute che questa ha sopratutto in campo spaziale e missilistico. Ricordiamo che Orbital ATK produce (oltre che cannoni, munizionamento, ecc.) lanciatori spaziali, motori razzo per gli stessi lanciatori e per missili, navette e bus spaziali, oltre che satelliti piccoli e medi. In pratica con Orbital ATK, Northrop Grumman giunge a presidiare in maniera completa il settore spaziale, sempre più importante in senso sia offensivo che difensivo per la strategia militare americana, allegando in maniera significativa il proprio portafoglio che finora comprendeva sensoristica, comunicazioni satellitari protette e non, componentistica e sistemi di supporto satellitare e satelliti pesanti/navette. Northrop Grumman è anche il prime contractor del James Webb Space Telescope il cui lancio è previsto a ottobre del prossimo anno. Anche nel campo missilistico e della difesa antimissile – altri 2 settori sempre più strategici - le conseguenze sono enormi. Northrop Grumman, infatti, è stata selezionata come uno dei 2 concorrenti, assieme a Boeing, per la sviluppo e la realizzazione del nuovo missile balistico intercontinentale che dovrà rimpiazzare il MINUTEMAN III oggi in servizio – programma  Ground Based Strategic Deterrent  (GBSD) – per cui l'acquisizione di Orbital ATK rafforza notevolmente le probabilità di Northrop Grumman di affermarsi in questa importantissima gara. Per quanto riguarda la difesa antimissile, oggi Northrop Grumman è responsabile, tra l'altro, del sistema di comando e di controllo del tiro del segmento Ground-based Midcourse Defense (GMD) della difesa antibalistica americana – che di recente per la prima volta è stato testato contro un bersaglio rappresentante un missile balistico intercontinentale – e del segmento relativo alla difesa di teatro basata sui sistemi PATRIOT PAC-2 e PATRIOT PAC-3. A questa capacità, pertanto, bisogna aggiungere quanto "portato in dote" da Orbital ATK, ovvero il booster del Ground-Based Interceptor della GMD – OBV (Orbital Booster Vehicle), il motore razzo dell'intercettore con capacità di kill endo/eso-atmsoferica SM-3, il sistema di controllo e di manovra della testata cinetica dello stesso SM-3, ed il sistema di lancio dei bersagli impiegati nei test della difesa antimissile.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima La Svezia si mobilita e guarda alla NATO 19-09-2017

E’ attualmente in corso in Svezia la più grande esercitazione militare degli ultimi 20 anni: più di 19.000 uomini e donne, circa la metà dell’intero organico delle Forze Armate di Stoccolma (Försvarsmakten), un quarto dei quali appartenenti alla Guardia Nazionale, stanno partecipando all’esercitazione denominata AURORA 2017. A questi si aggiungono anche elementi di altri corpi ed agenzie governative varie. Le manovre sono iniziate ufficialmente l’11 settembre e si protrarranno fino al 29 del mese. L’obiettivo principale di AURORA 2017 è quello di migliorare l’interoperabilità tra le varie Armi e branche dello Stato in un contesto di “difesa totale” del territorio e di dare nel contempo un chiaro messaggio a livello internazionale circa la determinazione del Paese a difendere le proprie istituzioni ed i propri confini. Sono coinvolte unità provenienti da tutta la Svezia ed appartenenti ad Esercito (Armén), Aeronautica (Flygvapnet) e Marina (Marinen), che mettono in campo tutti i mezzi a loro disposizione, tra i quali: caccia JAS 39 GRIPEN C/D, carri STRIDSVAGN 122 (LEOPARD 2 A5), veicoli da combattimento per la fanteria CV-9040C e PATRIA AMV, autocannoni, corvette, sottomarini, mezzi MCMV oltre che i velivoli della componente interforze ad ala rotante. Le grandi manovre in corso in questi giorni in Scandinavia coinvolgono le aree del Mälardalen, Stoccolma e la zona di Göteborg: ovvero le divisioni amministrative a maggior densità abitativa del Paese e quindi di maggior interesse strategico. A queste si aggiunge l’Isola di Gotland, vero e proprio avamposto situato nel mezzo del Mar Baltico. L’Isola ha da sempre avuto un ruolo sia simbolico che strategico di estrema valenza per le Forze Armate del Paese, in quanto “fortezza” posta all’entrata del Regno. Recentemente Stoccolma ha deciso di dispiegarvi nuovamente in maniera permanente le sue truppe, lanciando così un chiaro messaggio alla Federazione Russa circa le proprie intenzioni rispetto al presidio dell’area del Baltico e delle SLOC di primario interesse nazionale. Scendendo nel dettaglio l’esercitazione è suddivisa in 4 distinte fasi. La prima, che si è da poco conclusa ha avuto come scopo quello di amalgamare e di integrare le unità coinvolte fino al livello di brigata e ha permesso ai reparti di rischierarsi presso i poligoni. Questa situazione di pre-conflitto simulato è stata un’importante opportunità addestrativa per i reparti logistici, impegnati a trasportare materiali e uomini in prossimità dei vari poligoni ed in particolare su Gotland, attraverso l’impiego di convogli notturni, a mezzo terrestre, aereo e navale, in previsione della successiva fase “a caldo” delle manovre. E’ stata altresì testata la capacità di “accogliere” eventuali aiuti militari provenienti da Paesi amici, leggasi NATO, in caso di crisi in atto, operazioni possibili grazie ad un accordo siglato tra Stoccolma e l’Alleanza Atlantica. Grazie a quest’accordo, la Svezia potrebbe quindi divenire in futuro un nuovo hub di preposizionamento per la NATO in un ottica di eventuali operazioni di crisis-response nel Baltico. Il 18 è poi partita la simulazione di una crisi di tipo convenzionale (fase che si concluderà il 23 settembre). Lo scenario lascia poco spazio alla fantasia: sul continente europeo sorge il Paese amico denominato “A land”, il quale è stretto in una morsa, sia a Nord che a Sud dei suoi confini, dalla Nazione denominata “B land”, ostile e che ne minaccia l’integrità territoriale. A seguito dello scoppio della crisi e del rischio che possibili aiuti di tipo militare possano arrivare ad “A land” partendo dai territori svedesi, “B land” fa oggetto delle sue azioni offensive l’Isola di Gotland ed i territori a Sud di Stoccolma. L’Alto Comando svedese deve reagire ed è quindi simulata un’azione difensiva contro un’operazione aviolanciata/di assalto aereo sia ai danni della suddetta Isola così come della Svezia continentale. Parallelamente è previsto anche che la OPFOR (Opposing Force – forza contrapposta) di “B land” lancino una serie di attacchi aerei contro le basi svedesi della Flygvapnet ed i concentramenti di truppe a terra occupati nelle manovre di controinterdizione. Lo scenario procederà poi con la simulazione di attacchi aerei e raid anfibi tra Oxelosund e Nykoping da parte della OPFOR tra il 24 ed il 27 settembre. In questo caso saranno Marina ed Aeronautica ad essere estesamente coinvolte ed, in particolare, un ruolo di primissimo piano lo avranno i reparti dei Kustjagare (l’unità di elite dei Rangers Costieri) con le loro imbarcazioni veloci tipo COMBAT BOAT 90. Il battaglione anfibio che incorpora i Kustjagare, data la peculiarità del territorio svedese caratterizzato da una miriade di piccole isole, svolge un ruolo di importanza strategica per Stoccolma potendo contrastare efficacemente eventuali azioni anfibie nemiche grazie alla mobilità offerta dalle unità navali organiche al reparto. Il 28 ed il 29 settembre, infine, le manovre avranno fine e terminerà il rischieramento dei reparti con il rientro presso le rispettive basi d’appartenenza. Ad AURORA 2017 partecipano anche uomini e mezzi provenienti da altre Nazioni, che nello specifico sono: Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Lettonia, Lituania, Norvegia e Stati Uniti. In dettaglio circa 300 sono i militari finlandesi, 1.435 i soldati americani, 120 i francesi ed oltre 200 provenienti da Danimarca, Norvegia, Lituania e Estonia. Da segnalare che gli Stati Uniti hanno provveduto al dispiegamento di una batteria di PATRIOT e hanno messo a disposizione elicotteri da trasporto, mentre i soldati francesi, appartenenti all’Armée de l'Air, hanno schierato una batteria antiaerea/antimissile del sistema MBDA SAMP/T ed una di SHORAD CROTALE. Entrambe le batterie sono localizzate a Camp Säve, nell’area di Göteborg. La partecipazione internazionale ad AURORA 2017 è di fondamentale importanza, in primis da un punto di vista simbolico in quanto membri NATO si esercitano sul suolo svedese per valutare e sviluppare le capacità d’integrazione con la difesa stratificata di Stoccolma. AURORA 2017 segna così in maniera inequivocabile il ritorno al passato e la sentita necessità da parte di Stoccolma di dare maggior peso alle proprie capacità militari esprimibili in campo convenzionale lasciando intendere una sempre maggiore volontà di avvicinamento nei confronti della NATO in un’ottica di deterrenza nei confronti della Federazione Russa. La spinosa questione dell’adesione o meno alla NATO da parte svedese sarà infatti discussa durante la campagna elettorale per le prossime elezioni che si terranno nel 2018. Storicamente, la Svezia è sempre stata neutrale riuscendo a restare estranea alle alleanze militari dalla fine delle Guerre Napoleoniche fino all’epoca post 11 settembre. Una neutralità, tuttora sentita nel Paese, che però non ha impedito a Stoccolma di tessere nel corso degli anni legami via via sempre più stretti con l’Alleanza Atlantica, partecipando nel contempo a numerose missioni internazionali sotto egida ONU, UE e NATO. La Svezia è a tal proposito membro del programma NATO Partnership for Peace sin dal 1994 e da allora è stata una dei contributori più attivi alle missioni internazionali dell’Alleanza, impegnando i propri soldati e mezzi in Afghanistan, nei Balcani e nella Guerra di Libia del 2011. Stoccolma, inoltre, è bene ricordarlo, partecipa alla Forza di Reazione Rapida della NATO pur non essendo formalmente un membro dell’Alleanza. Un avvicinamento nei confronti della NATO ancor più marcato, quindi, è quasi obbligato, visto da un lato le capacità militari russe e l’attivismo di Mosca, tornati ad essere uno spauracchio per l’area del Baltico, e dall’altro l’incapacità svedese, almeno allo stato attuale, di esercitare una qualche forma di credibile deterrenza in considerazione dei continui tagli al bilancio e agli organici che hanno eroso il potere militare di Stoccolma nel corso degli anni, facendolo precipitare pericolosamente. Durante la Guerra Fredda, infatti, la Svezia investiva in media il 5% del proprio PIL per la difesa del Paese, un dato che nel corso degli ultimi 25 anni è crollato prima al 2,5% per poi attestarsi attorno all'1%. Stoccolma ha quindi ora intenzione di correre ai ripari arginando in primis la decurtazione dei propri organici, attualmente meno di 50.000 uomini e donne tra effettivi, riservisti e appartenenti alla Guardia Nazionale. Una prima mossa è stata proprio la reintroduzione della coscrizione obbligatoria, anche se limitata, a partire dal 2018, mentre per quanto concerne il tema degli investimenti, con la Legge programmatica per gli anni 2016-2020 la Svezia ha aumentato le spese per la Difesa del 2,2 % per i prossimi 5 anni: passando così da 43,355 miliardi di Corone (4,5 miliardi di euro) nel 2016 a circa 50 miliardi di Corone (5,25 miliardi di euro) previsti nel 2020. Secondariamente sarà quindi altamente probabile che Stoccolma ritorni ad aumentare numericamente anche la consistenza dei propri mezzi militari che pur mantenendo un livello tecnologico allo stato dell’arte, esprimono in talune specialità un output operativo risibile dato il bassissimo numero di piattaforme in servizio, basti pensare alle corvette della classe VISBY. La necessità di dover operare ipoteticamente in un contesto esposto pesantemente alle “bolle” A2/AD russe, spingerà poi le Forze Armate svedesi a rispolverare il proprio know how in tema di dispersione delle forze e per quanto possibile a cercare di sviluppare nuove strategie in tale ambito, un’impellenza e un’esigenza operativa a cui anche la NATO non è più ormai estranea.

a cura di Michele Taufer
anteprima Kosovo: Primo Corso sulla tutela ambientale 22-09-2017

Oggi si è concluso il primo corso “Environmental Crime Course” sulla tutela ambientale, svolto dai militari dell’Arma dei Carabinieri in favore dei poliziotti della Kosovo Police (KP).

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima DIAVOLI ROSSI per la SASSARI 12-09-2017

Continua senza sosta l’impegno addestrativo della Brigata SASSARI. Si è, infatti, appena conclusa la CPX (Command Post Exercise) DIAVOLI ROSSI 2017, che ha visto il Comando dell’unità simulare un “Joint Operation Center” e sviluppare una serie di attivazioni volte a testare l’applicazione delle procedure e l’emanazione di ordini. L’esercitazione costituisce il secondo “step” di un intenso e prolungato periodo addestrativo, che vede la Brigata impegnata nella preparazione finalizzata al raggiungimento di un elevato stato di prontezza operativa. La prima fase del “training” si è svolta nel mese di luglio scorso, con l’esercitazione BEYOND THE SEA, presso l'area addestrativa di Campomela, ubicata a pochi chilometri da SASSARI. Ulteriori approfondimenti su www.esercito.difesa.it.

a cura di Esercito Italiano
anteprima Nasce il corso Dunatos 04-09-2017

Dunatos deriva dal Greco antico e significa letteralmente potente-capace-forte (intellettualmente, fisicamente e moralmente), in grado di migliorarsi continuamente. Deriva da “Dunamai” che rappresenta un'èlite accomunata dal medesimo ideale

a cura di Marina Militare
anteprima Incendi: oltre 44mila litri sganciati dall'AM 31-08-2017

Da metà luglio gli elicotteri dell'Aeronautica Militare stanno operando in Sicilia nell'ambito del dispositivo della Difesa in supporto alla Protezione Civile per la lotta agli incendi.

In particolare, un elicottero HH-212 dell'80° Centro CSAR (Combat Search and Rescue) di Decimomannu (Cagliari), equipaggiato con una speciale benna in grado di caricare circa 750 litri di acqua, è schierato presso la base aerea di Trapani Birgi in prontezza con equipaggi specializzati in attività antincendio.

Finora sono circa 90 le ore di volo effettuate, per un totale di circa 600 sganci e più di 440.000 litri d'acqua riversati sulle zone colpite dai roghi. Gli interventi, coordinati dal Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico (Fe), in contatto diretto con il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) della Protezione Civile, si sono concentrati principalmente in alcune località della regione Sicilia delle province di Agrigento, Trapani e Palermo.

Attività antincendio è stata svolta anche nella regione Sardegna che ha visto impiegato ancora una volta un elicottero HH-212 dell'80° Centro CSAR di Decimomannu (CA) in una missione di spegnimento roghi in località Sorgono, nella provincia di Nuoro.

L'antincendio è una della capacità duali che l'Aeronautica Militare, in concorso con le altre Forze Armate, mette quotidianamente a disposizione della collettività nei casi di pubblica utilità o in occasione di calamità, operando in questo caso in stretta sinergia e a supporto delle diverse agenzie e corpi dello Stato impegnati nei soccorsi a terra e in volo. 

 

Leggi la notizia completa sul sito dell'Aeronautica Militare

a cura di Ufficio Pubblica Informazione - Aeronautica Militare
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