anteprima Il Qatar sceglie anche l'Eurofighter TYPHOON 18-09-2017

Dopo mesi di rumors e trattative sotterranee, che RID vi aveva anticipato, ieri il Ministro della Difesa britannico Michale Fallon ed il Ministro della Difesa del Qatar Khalid bin Mohammed al Attiyah hanno firmato una Lettera d'Intenti per l'acquisto da parte del Paese del Golfo di 24 caccia Eurofighter TYPHOON. Nonostante la grave crisi diplomatica con Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, il Piccolo emirato del Golfo sembra tutt'altro che isolato e dopo aver ordinato 24 caccia Dassault RAFALE e dopo l'accordo dello Scorso giugno con gli USA per l'acquisto di 36 cacciabombardieri F-14 QA, ha scelto un altro caccia europeo. BAE Systems è il prime contractor, e dunque gestirà la commessa e produrre gli aerei nello stabilimento di Warton, ma un ruolo importante, qualora venga poi formalizzato il contratto, sarà giocato anche da Leonardo che tra elettronica e componenti strutturali è responsabile per un 36% circa del velivolo. Resta da capire in che maniera una piccola componente aerea come quella qatarina, che finora aveva una linea combat basata su soli 12 MIRAGE2000-5, sarà in grado di gestire ben 3 linee diverse e così numerose considerando il ridottissimo fattore umano del Paese. Per questo, ci si attende un massiccio a personale non-qatarino, in particolare asiatico come tradizionalmente avveniva, ed in alcuni casi avviene ancora, per alcune aeronautiche della regione e come sta già accadendo relativamente ai futuri equipaggi delle navi che il Qatar ha acquistato dall'Italia. Ulteriori approfondimenti su RID 11/17.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Kim risponde alle sanzioni puntando Guam 15-09-2017

La risposta di Pyongyan alle nuovi sanzioni approvate all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza non si è fatta attendere. Stamattina, infatti, la Corea del Nord ha lanciato, da una base vicino la stessa capitale, un nuovo missile balistico che ha sorvolato l'Isola giapponese di Hokkaido, dove sono risuonati gli allarmi, ricadendo nel Pacifico settentrionale dopo aver percorso una traiettoria di 3.700 e raggiungendo un apogeo di 770 km. Dovrebbe trattarsi sempre di un un missile a raggio intermedio HAWSONG-12, dello stesso tipo di quello testato il 29 agosto. In quell'occasione, l'ordigno aveva effettuato una traiettoria di 2.700 km, raggiungendo un apogeo di 550 km, prima di ricadere in mare. E' probabile, dunque, che i tecnici nordcoreani abbiano voluto provare una diversa traiettoria, per sottoporre il missile ed il veicolo di rientro che trasporta la testata a nuove sollecitazioni e dinamiche, aprendone ulteriormente l'inviluppo. Un modo per ampliare i parametri a propria disposizione migliorando continuamente le proprie soluzioni e le prestazioni. Questa tipologia di simile può raggiungere tranquillamente l'isola di Guam, che dista 3.2000 km dalle coste coreane, dove gli Americani hanno un importante base per sottomarini ed un altrettanto importante base per bombardieri strategici. L’ HWASONG-12 è un missile balistico monostadio accreditato di una gittata di 4500, basato su piattaforme mobili ed alimentato da propellente liquido. Il “fratello” più grande HWASONG-14, invece, testato il 4 luglio, è bistadio, mantiene l’alimentazione a propellente liquido, ed è accreditato di una portata di 7.000-10.000 km (la portata dipende anche dal peso della testata) con la quale potrebbe raggiungere il territorio americano. Questo nuovo test come si diceva giunge in risposta alla sanzioni adottate all'unanimità del Consiglio di Sicurezza che prevedono il parziale blocco alle importazioni di petrolio e derivati – una riduzione del 30% - provenienti per la gran parte dalla Cina ed in misura molto minore dalla Russia, il bando alle esportazioni tessili nordcoreane, che garantiscono al regime circa 800 milioni di dollari l'anno, ma forse anche qualcosa in più, ed il blocco all'invio di nuovi lavoratori all'estero. Gli originali intendimenti americani sono stati, pertanto, molto annacquati: non c'è il blocco totale delle importazioni di petrolio e non ci sono i controlli, anche non consensuali, su navi sospette – ma queste ultime de misure avrebbero assunto i contorni di una dichiarazione di guerra - e manca anche il congelamento degli asset degli esponenti della leadership, mentre anche le rimesse dei Nordcoreani che adesso lavorano all'estero non sono state toccate. Tuttavia, annacquate o no, Kim ha reagito subito alle sanzioni con il consueto messaggio griffato HAWSONG.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Libano: I militari italiani addestrano le LAF 15-09-2017

Al Mansouri (Libano) 15 settembre 2017 – Si è concluso oggi l’addestramento sulle tecniche e procedure di Controllo della Folla (CRC - Crowd and Riot Control) a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF - Lebanese Armed Forces)  a cura del Contingente italiano impiegato nel Sud del Libano.

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima F-35A Block 3F per l’USAF: e via verso il Pacifico 14-09-2017

I primi 2 squadroni di F-35A dell’USAF dovrebbero ottenere la Full Combat Capability (FCC) entro il prossimo mese di ottobre quando, dalla base aerea californiana di Edwards, giungeranno i primi esemplari dei 108 F-35A dotati della versione iniziale del nuovo software Block 3F che ne certifica la piena idoneità al combattimento e l’incremento della panoplia di sensori e di sistemi d’arma trasportabili. I primi aerei verranno consegnati nei prossimi giorni al centro addestrativo per gli F-35 di stanza presso la Luke AFB (Arizona), sede del 56° Fighter Wing. L’altra unità destinata a ricevere a breve i primi F-35A dotati del software Block 3F è il 34° Fighter Squadron “Rude Rams” di stanza ad Hill (Utah). A tale unità dovrebbe appartenere la prima squadriglia di LIGHTNING II dell’USAF che, secondo i programmi del Pentagono, verrà rischierata a rotazione nel Pacifico, probabilmente ben prima della fine dell’anno, tenuto conto dell’escalation di tensione dovuta ai test missilistici e nucleari nordcoreani. I caccia di Hill si andranno ad aggiungere agli F-35B appartenenti al VMFA-121 “Green Knights” dei Marines già presenti nella base aerea giapponese di Iwakuni, unità che avrebbe già iniziato a ricevere i primi velivoli dotati della release iniziale Block 3F. L’incremento della presenza di LIGHTNING II nell’area Asia/Pacifico, anche con assetti dell’Air Force, si inserisce in uno sforzo che punta ad ottenere una presenza entro il 2021/2022 di oltre un centinaio di F-35 in teatro, numero che includerebbe gli aerei statunitensi (Aeronautica, Marina e Marines), giapponesi e sudcoreani. Come detto, tali velivoli saranno equipaggiati con la versione iniziale del software 3F che consentirà al caccia di sfruttare un più ampio inventario di armamenti. Nello specifico, gli F-35 Block 3F potranno utilizzare i missili aria-aria a corto raggio AIM-9X SIDEWINDER a guida infrarossa e con spinta vettoriale (trasportati su piloni subalari e non nelle baie interne) e diversi armamenti aria-terra, tra cui le SDB GBU-39 e le JDAM da 500 libbre, nonché il cannone GAU-22/A e l’ordigno standoff JSOW. L’aggiornamento 3F, inoltre, implementerà le capacità di targeting/tracking di bersagli in movimento, di trasmissione di immagini via data-link e di sensore aeroportato avanzato. Trattandosi, tuttavia, della release iniziale del software in oggetto, tali aerei risulteranno ancora incompleti riguardo ai cosiddetti Mission Data Files (MDF) o Threat Data Libraries – il database con le informazioni dettagliate riguardo alle diverse minacce catalogate in base alla loro geolocalizzazione – ancora in fase d’impostazione e test. La release finale del Block 3F è prevista per metà del 2018, con un ritardo di oltre un anno rispetto ai programmi iniziali, ritardo che, verosimilmente, non sarà l’ultimo. É estremamente probabile, infatti, che il successivo aggiornamento software Block 4 che, secondo i programmi dovrebbe essere pronto nel 2019, e che aggiungerà nuove modalità radar, nuove funzioni di EW, conformità con i terminali ROVER e certificazione per svariate armi - tra cui le SDB II GBU-53/B e la possibilità di trasportare 6 missili aria-aria a medio raggio AIM-120D AMRAAM - subirà anch’esso un ritardo. Un recente rapporto dell'USAF, infatti, ha evidenziato un potenziale problema di sottodimensionamento dell’attuale CPU utilizzata, non in grado di sostenere le previste funzionalità da aggiungere nel nuovo software (come l’incremento dell’immagazzinamento dei dati a cui potrebbero essere legati MDF globali e non locali). A tal proposito, parrebbe che Lockheed Martin sia già alla ricerca di un prodotto maggiormente performante nell’ambito del cosiddetto TR3 (Technology Refresh 3) che, tuttavia, rischia di non essere disponibile prima della seconda tranche dei Block 4 (la 4B o 4.2) prevista per il 2022/2023.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Italia protagonista della Vigorous Warrior 17 14-09-2017

Un ospedale da campo perfettamente attrezzato ed equipaggiato, con anche una unità chirurgica d’emergenza, un laboratorio analisi, dentistico, diagnostico per immagini e unità di decontaminazione da emissioni chimiche, radioattive e nucleari (CBRN). 

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Afghanistan: militari italiani consegnano farmaci 13-09-2017

I militari italiani della CIMIC del TAAC-W, hanno organizzato e condotto la donazione di farmaci generici a favore dell’ospedale regionale di Herat

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Bangladesh Navy selects SEASPRAY 5000E 12-09-2017

Leonardo has signed a contract with RUAG Aviation, original equipment manufacturer and type certificate holder of the Dornier 228 aircraft, to provide its SEASPRAY 5000E Active Electronically Scanned Array (AESA) radars for the two new production model Dornier 228 multirole aircraft, recently ordered by the Bangladesh Navy. The new aircraft will be used to help monitor and protect Bangladesh’s 120.000 square kilometres of maritime territorial area and exclusive economic zone (EEZ). The radars will be delivered in 2018. SEASPRAY, which can detect small targets in rough seas, will be used by the Bangladesh Navy to conduct anti-smuggling and anti-pollution missions and for the prevention of illegal fishing and migration. Because the radar is particularly suited to search-and-rescue tasks, the new SEASPRAY equipped multirole aircraft will also be able to help protect the lives of sailors during natural disasters. This is of particular importance to the Bangladesh Navy as the Bay of Bengal is prone to cyclones and hurricanes. Leonardo’s AESA surveillance radars are in-service internationally, including with the Australian Maritime Safety Authority, and continue to be selected in the world’s most demanding competitions, such as the US Navy’s MQ-8C FIRE SCOUT programme. In total, 30 international customers have chosen Leonardo AESA radars. As well as providing AESA surveillance radars, Leonardo is Europe’s leader in fire control radar. The company provides the RAVEN ES-05 AESA radar for Saab’s GRIPEN-E combat jet and leads the pan-European Euroradar consortium in the development of the TYPHOON’s new CAPTOR-E AESA radar.

a cura di Redazione
anteprima Esercitazione caschi blu ONU 12-09-2017

Si è conclusa in questi giorni, nel Libano del Sud, l’esercitazione RITE III/17 per il Contingente italiano della JTF – Lebanon che conduce l’operazione “Leonte XXII” dal 27 aprile scorso

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima La battaglia di Deir Ezzor: ecco anche i Curdi 11-09-2017

Martedì 5 settembre 2017, unità dell’Esercito Siriano (SAA) e delle National Defense Forces (NDF), con alla loro testa le Tiger Forces, l’unità d’elité formata da ufficiali alawiti resasi protagonista nelle battaglie condotte in Siria nell’ultimo anno, hanno ufficialmente spezzato l’assedio dello Stato Islamico alla città di Deir Ezzor. L’avanzata dei lealisti è stata ampiamente supportata dalle Forze Aerospaziali Russe (Vozdushno-Kosmicheskiye Sily - VKS) e dagli Spetsnaz/Contractor russi che parrebbero aver partecipato in maniera massiccia ed attiva agli scontri. I governativi di Assad erano riusciti a spingersi nelle vicinanze della città già durante il 2-3 settembre ma, vista la resistenza da parte dei miliziani dell’ISIS posti a cinturare l’area, sono riusciti a stabilire un corridoio sicuro con la guarnigione della 104ª Brigata Paracadutisti, appartenente alla Guardia Repubblicana, all’interno della base della 137ª Brigata, nella parte occidentale della città, soltanto nella giornata di martedì 5. A partire dal 4 settembre, le VKS hanno aumentato in maniera significativa i ratei degli strike aerei condotti sia dentro la città di Deir Ezzor che nelle sue vicinanze, al fine così di mantenere sotto pressione gli assedianti del Daesh e di fornire supporto aereo all’avanzata dei lealisti. A quanto dichiarato dal Ministero della Difesa Russo, le VKS hanno condotto circa 80 sortite aeree mettendo fuori uso e distruggendo 2 carri armati, 3 veicoli da combattimento, e più di 10 pick-up dotati di armamento pesante, con la morte o il ferimento di circa 70 miliziani. Al fine di supportare le operazioni attorno al villaggio di Ash-Sholah poi, oltre a strike aerei, il 5 settembre sono stati lanciati 3 missili da crociera KALIBR da una fregata in navigazione nel Mediterraneo. L’unità navale, l’ADMIRAL ESSEN (distintivo ottico 751), è la seconda fregata della classe GRIGOROVICH, con un dislocamento a pieno carico di 4.000 tonnellate e dotata, tra i vari armamenti a disposizione, di un lanciatore ottuplo a celle verticali tipo UKSK per missili della famiglia KALIBR. Sempre dai comunicati del Ministero della Difesa di Mosca, gli strike navali hanno portato all’eliminazione di un posto di comando dell’ISIS, un centro di comunicazioni, un’officina per la riparazione dei mezzi e depositi di munizioni ed armi. L’attacco missilistico avrebbe altresì contribuito a sventare un ammassamento di miliziani in procinto di contrattaccare le unità del SAA proprio nei pressi di Ash-Sholah. L’ISIS ha risposto all’avanzata delle truppe di Damasco sia lanciando attacchi diretti contro le posizioni governative presenti nella città di Deir Ezzor, sia trasferendo miliziani nel villaggio di al-Mayadeen che si trova a sud-est, al fine di sviluppare una controffensiva nell’area per tagliare le retrovie del SAA isolando così la “testa di ponte” ricongiuntasi con gli uomini del Maggior Generale Issam Zahredinne, divenuto ormai per i fedelissimi di Assad l’eroe della resistenza di Deir Ezzor. Il 7 settembre sembrerebbero essere giunti nella città anche pontoni ed imbarcazioni appartenenti al 5° Corpo dell’Esercito Siriano così da poter attraversare l’Eufrate e proseguire l’avanzata con una manovra a tenaglia sulla città ai danni dei miliziani ancora presenti al suo interno. Con l’avvenuto ricongiungimento e la rottura dell’assedio, l’obiettivo principale dei lealisti è infatti ora quello di riprendere il controllo totale della città: un’operazione che beneficia del possesso del canale di rifornimento rappresentato dal controllo dell’autostrada Palmyra-Sukhna-Deir Ezzor. L’avanzata continua a proseguire con successo e a riprova di ciò l’8 settembre gli uomini di Assad, con l’aiuto, oltre che russo anche delle milizie palestinesi di Liwa al-Quds ed Hezbollah, hanno raggiunto un altro importante traguardo: il ricongiungimento con i lealisti presenti all’interno dell’aeroporto, anch’essi cinti d’assedio dai ribelli da più di 3 anni. La conquista e la messa in sicurezza dell’intera città di Deir Ezzor, al pari del suo perimetro circostante, costituirebbe un colpo mortale ai danni del Daesh e permetterebbe alle truppe di Damasco di poter disporre di un avamposto di inestimabile valore operativo dal quale poter effettuare operazioni militari nell’intera regione e riprendere il controllo di tutto il territorio lungo il confine iracheno. Quella che si sta prefigurando è però una vera e propria corsa contro il tempo: a partire da venerdì 8 settembre, infatti, le Syrian Democratic Forces (SDF), supportate dagli Stati Uniti, hanno iniziato la loro propria offensiva contro le posizioni del Daesh presenti nella parte nord della provincia di Deir Ezzor e puntando verso sud, in direzione della città capoluogo. L’avanzata è stata sino ad ora rapidissima, permettendo alle SDF di sottrarre al Califfato ben 250 km² di territorio dall’avvio delle operazioni. Sebbene ufficialmente la Coalizione abbia affermato che lo scopo dell’avanzata delle SDF sia la messa in sicurezza e l’espulsione di ISIS dalle aree della valle del fiume Khabur, sarà sicuramente interessante vedere nelle prossime ore se la Coalizione a guida USA permetterà a Damasco e a Mosca di conquistare in maniera totale Deir Ezzor, oppure se tenterà in qualche modo di inserirsi cercando di “arginare” e contenere i Siriani al di là del fiume Eufrate. Nel 2012, Deir Ezzor era la settima più popolosa città siriana con 240.000 abitanti. La sua importanza però deriva dal fatto di essere sempre stata il principale centro di estrazione petrolifero dell’intero Paese, con il più grande sito di stoccaggio situato nel complesso di Al-Omar. La sua collocazione geografica, le fa assumere poi il ruolo di snodo cruciale per le arterie viarie che connettono Siria ed Iraq. Da un punto di vista storico e simbolico, infine, Deir Ezzor è stata una delle prime città siriane ad essere investita nel 2011 dall’ondata di proteste sfociate poi su scala nazionale nell’attuale conflitto siriano. Caduta nell’autunno del 2012 la quasi totalità dell’omonima provincia in mano dei ribelli, è a partire dalla successiva primavera che la città è stata cinta d’assedio ed ha visto i governativi abbandonare le proprie posizioni nel centro città per trincerarsi nel settore occidentale all’interno della base della 137ª Brigata e mantenendo il controllo dell’aeroporto. Dal luglio 2014, poi, i militanti del neonato Califfato hanno continuamente cercato di far crollare la strenua resistenza degli uomini di Zahredinne, circa 5.000 soldati, senza però mai riuscirci. Di questi 5.000, il nucleo è costituito dai membri della già menzionata 104ª Brigata Aerotrasportata, a cui si sono aggiunte unità appartenenti alla 137ª e 123ª Brigata Meccanizzata, miliziani locali e parti del 119° , 71° Reggimento e dell’8° Stormo della Syrian Arab Air Force (SAAF), ed anche, parrebbe, uomini di Hezbollah, attivi in città a fianco dei lealisti sin dal 2014. I tentativi da parte dei miliziani del Daesh di eliminare la guarnigione dei lealisti sono stati innumerevoli nel corso dei 3 anni d’assedio ed hanno visto l’impiego massivo di attentatori suicidi, di Vehicle-Borne Improvised Explosive Devices (VBIEDs) blindati, così come di tunnel bomba scavati con lo scopo di penetrare le difese nemiche. L’accurato supporto di fuoco d’artiglieria, di armi anticarro così come l’impiego del potere aereo combinato di SAAF e VKS hanno permesso, però, alla guarnigione di resistere durante gli scorsi 3 anni, fino all’arrivo delle Tiger Forces del Maggior Generale Suheil Al Hassan, avvenuto lo scorso 5 settembre.

a cura di Michele Taufer
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