anteprima logo RID Eurofighter TYPHOON italiani di nuovo in Estonia 11-01-2018

Ieri si è svolta ufficialmente presso la base di Amari, Estonia, la cerimonia ufficiale (al quale ha preso parte anche il Presidente della Repubblica Estone, Sig.ra Kersti Kaljulaid, nella foto) di avvicendamento tra un distaccamento di Eurofighter TYPHOON dell'AM ed un distaccamento di F-16 dell'Aeronautica Belga nell'ambito della missione Balitic Air Policy della NATO. Il distaccamento dell'AM è composto da 4 velivoli che resteranno in Estonia per 4 mesi. Quest'anno la NATO ha deciso di potenziare le missioni di pattugliamento degli spazi aerei dei Paesi membri – missioni che fanno parte del pacchetto delle cosiddette misure di rassicurazione adottate dall'Alleanza a partire dal 2014 – e l'Italia vi parteciperà con 8 velivoli ed un numero massimo di unità di personale pari a 250, ad un costo (fino al 30 settembre 2018) di 12,5 milioni di euro.

a cura di Redazione
anteprima logo RID Autocarri Iveco per Romania e Germania 10-01-2018

Lo scorso 19 dicembre Iveco Defence Vehicles (Iveco DV) ha firmato un contratto con il Ministero della Difesa Romeno per la fornitura di 173 autocarri logistici ad alta mobilità 6x6, dotati di sistema centralizzato CTS di regolazione della pressione degli pneumatici e di verricello per l’autorecupero, da consegnare entro il 2018. Tali veicoli, in grado di essere trasportati per via aerea con il C-130, si aggiungono ai 57 autocarri 6x6 e 8x8 in diverse configurazioni ordinati nel 2015. Pochi giorni prima della firma di questo contratto, e precisamente il 12 dicembre, Iveco DV ne aveva siglato un altro con il German BwFuhrparkService per la fornitura all'Esercito Tedesco di 280 autocarri medi 4x4 Eurocargo Euro 6 MILL 150 E28 WS. Nello scorso decennio Iveco DV ha consegnato all’Esercito Tedesco circa 1.000 mezzi (in configurazione 4x2, 4x4, 6x2, 6x4, 6x6 e 8x8), veicoli che sono già stati intensamente impiegati in aree operative come ad esempio quelle in Afghanistan e in Mali.

a cura di Eugenio Po
anteprima logo RID Test del pod AGILE sullo SCORPION 09-01-2018

Durante il mese di dicembre l'USAF ha condotto alcuni test di compatibilità fra il Textron AirLand SCORPION ed il nuovo pod modulare ISR AGILE. Tali test, effettuati dal Air Force Research Laboratory (AFRL) nella base di Wrigh-Patterson, fanno seguito a quelli effettuati tra giugno e luglio scorsi su un vecchio DC-3. Il pod AGILE rientra nel più ampio programma BLUE GUARDIAN riguardante lo studio di suite di sensori modulari basati su software altamente flessibili. L’AGILE è basato su un sistema “plug and play” che gli consente di essere impiegato in diversi tipi di missioni, contrariamente agli attuali pod destinati fondamentalmente a specifici compiti riguardanti targeting ed a missioni di supporto aereo ravvicinato. La caratteristica peculiare di tale pod sta nella sua modularità e versatilità che si estrinsecano nella capacità di poter ospitare diversi tipi di sensori utilizzabili durante la stessa missione, incrementando sensibilmente la flessibilità e la “situational awareness” rispetto alle configurazioni di pod esistenti. Nella sua configurazione finale, l’AGILE dovrebbe essere equipaggiato con diversi tipi di sensori elettro-ottici/infra-rossi (foto/videocamere montate su 2 torrette, stando alle immagini degli ultimi test sullo SCORPION), in grado di raccogliere immagini con ogni tipo di luce (diurna o notturna), e di sensori per la detezione di segnali elettromagnetici (ELINT) e l’intercettazione di comunicazioni (COMINT). In pratica stiamo parlando di una suite SIGINT vera e propria. Il sistema è costituito da 3 a 5 unità individuali lunghe tra i 70 e gli 84 cm, ognuna delle quali ospita diversi payload di sensori e non solo. La differenza nel numero delle unità individuali è legata alla preferenza dell’Air Force per l’acquisizione di 3 sottotipi di pod (mini con 3 blocchi, medio con 4 e maxi con 5 unità), in base ai differenti tipi di sensori montati ed aerei utilizzati. La modularità dell’AGILE, non solo renderebbe più agevole il lavoro degli equipaggi a terra nel passare da un sensore all’altro senza dover cambiare velivolo, ma essendo il pod unico e montato su un solo pilone subalare, lascerebbe spazio per ulteriori ordigni/equipaggiamenti, elemento non trascurabile soprattutto nel caso di velivoli - quali gli UAV MQ-9 REAPER, prossimi velivoli ad essere testati con l’AGILE – che non dispongono di un numero elevato di “hardpoint”. L’architettura flessibile del sistema dovrebbe consentire un’estrema facilità nel futuro inserimento di altri tipi di equipaggiamenti e di “capacità”, quali nodi di comunicazione per la condivisione dati o suite per la cyber warfare. Inoltre, è possibile che in futuro il pod AGILE possa essere equipaggiato con le cosiddette Small Tactical Munition, micro munizioni con pesi che variano tra i 2 ed i 6 kg, di lunghezza non superiore a 60 cm e dotate di guida laser o GPS - HATCHET, PYROS o SHADOW HAWK, per citarne alcune – che ridurrebbero la necessità di trasportare ordigni su guide dedicate. Secondo l’AFRL i test dell’AGILE sono stati effettuati sullo SCORPION per dimostrare la facilità d’integrazione “plug and play” del pod su qualsiasi velivolo – manned o unmanned – basato su un’architettura aperta ed equipaggiato esclusivamente con un set standard di interfacce elettroniche e meccaniche. La possibilità di effettuare tale collaudo su un dimostratore e con tempi di integrazione strettissimi (una settimana circa), sono stati altri 2 elementi che hanno determinato la scelta dello SCORPION come test bed. Certo, viene da pensare che tale test potrebbe rappresentare un indizio riguardo ad una certa “preferenza” da parte dell’Aeronautica americana verso la piattaforma Textron che, insieme ai turboelica A-29 SUPER TUCANO, AT-6B WOLVERINE e AT-802L LONGSWORD, partecipa alla gara OA-X per l’acquisizione di un nuovo velivolo da attacco leggero/ricognizione armata per l’USAF. È anche vero, però, che i citati pregi dell’AGILE (flessibilità e modularità) lo rendono adatto anche agli altri concorrenti della gara OA-X che, grazie al pod, potrebbero ritagliarsi un ruolo importante nell’ambito di missioni di pattugliamento dei confini, sorveglianza marittima e missioni ISR - purché all’interno di scenari a bassa intensità – con un ottimo rapporto costo-efficacia. Quindi, a meno di accordi (non confermati) per la condivisione dei costi di sviluppo dell’AGILE e del programma BLUE GUARDIAN da parte di Textron che, ovviamente, ha sfruttato i collaudi del nuovo pod per dimostrare il potenziale e la versatilità del proprio velivolo, i test non danno garanzie sul vincitore della gara OA-X che vede ancora favorito il SUPER TUCANO con cui l’USAF ha già una certa dimestichezza.

a cura di Andrea Mottola
anteprima logo RID L'Italia cambia marcia in Africa 09-01-2018

Il Governo italiano ha deciso di cambiare il proprio approccio alla sicurezza in Nordafrica e nel Sahel adottando un profilo più incisivo basato sull'assistenza ai partner locali e sul cosiddetto “capacity building”. E' in quest'ottica che va letto il contenuto della Delibera che contiene gli impegni internazionali dell'Italia per il 2018 - prevista dalla Legge Quadro Garofani sulle missioni all'estero del 2016 (L.141/2016) - e che andrà all’attenzione delle commissioni parlamentari la prossima settimana, e di cui in esclusiva vi abbiamo già dato ampie anticipazioni. La Delibera prevede soprattutto 2 nuove missioni, quella in Niger ed in Tunisia, e la riconfigurazione dell’impegno in Libia con un incremento del nostro contingente presente nel Paese fino ad un massimo di 400 unità. In Niger e Libia si tratta di missioni bilaterali, richieste dai Governi dei 2 Paesi, basate sostanzialmente sul medesimo approccio, ovvero addestramento e formazione, mentoring ed assistenza alle forze di sicurezza locali per migliorarne le capacità nelle operazioni di lotta al terrorismo e di monitoraggio dei confini e dei flussi migratori. In pratica, le 2 missioni si complementeranno ed integreranno con l’obbiettivo di garantire una più incisiva tutela dell’interesse nazionale in un’area strategica per l’Italia. Una certa integrazione potrebbe esserci anche sul piano operativo. Se, infatti, come sembra, in Niger dovessero essere schierati anche UAV PREDATOR del 32° Stormo di Amendola dell’Aeronautica per le operazioni di ricognizione e sorveglianza è ovvio che...i loro “occhi” guarderebbero anche al sud della Libia ed al Fezzan dove negli ultimi mesi si vanno riformando anche nuclei dello Stato Islamico (lo Stato Maggiore non ha tuttavia fornito dettagli più precisi circa la composizione della missione). In più la “nuova” missione in Libia, come già anticipato da RID, prevede anche le attività per il ripristino dell'efficienza dei principali mezzi terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, impiegati dalle forze che sostengono il Governo Serraj (a cominciare da quelle di Misurata, tradizionalmente più vicine all'Italia). Per quanto riguarda, invece, la Tunisia, il Governo ha deciso di prendere parte alla neo-costituenda missione NATO per il supporto alla creazione di un Comando Joint di livello brigata per trasformazione del già esistente Comando della 1ª Brigata di fanteria dell’Esercito Tunisino. L'iniziativa è inserita nell'ambito delle attività di cooperazione per la sicurezza svolte dalla NATO con i Paesi cosiddetti partner, quali, appunto, anche la Tunisia (con la quale la NATO collabora già nel campo dell’intelligence), ed è volta ad intervenire su 2 aspetti complementari ed integrati: lo sviluppo capacitivo ed ordinativo del Comando brigata attraverso attività di addestramento, consulenza ed assistenza e la realizzazione di un'adeguata infra/info-struttura di supporto alla capacità di comando e controllo. In particolare, questo nuovo Comando, che integrerà membri pure della Polizia e della Guardia Nazionale tunisina, avrà il compito di coordinare e gestire le operazioni di lotta al terrorismo e di controllo delle frontiere. Il contingente italiano comprenderà consiglieri, addestratori, nuclei di supporto, team sanitario e aliquota di force protection per un totale massimo di 60 unità (costo fino al 30 settembre 2018 di poco inferiore ai 5 milioni di euro).

a cura di Pietro Batacchi
anteprima logo RID Più incisivo l’impegno italiano in Libia 08-01-2018

Nella Delibera che contiene gli impegni internazionali dell'Italia per il 2018, prevista dalla Legge Quadro Garofani sulle missioni all'estero del 2016 (L.141/2016), trasmessa dal Governo al Parlamento il 28 dicembre, è contenuta anche la rimodulazione dell’impegno militare e di assistenza in Libia. Nel dettaglio, la Delibera prevede la riorganizzazione in un unico dispositivo delle attività di supporto sanitario e umanitario dell'Operazione IPPOCRATE e di alcuni compiti della missione in supporto alla Guardia Costiera libica, fino ad ora inseriti tra quelli svolti dal dispositivo aeronavale nazionale MARE SICURO, più “ulteriori attività richieste dal Governo di Accordo Nazionale libico”. Quest’ultima frase potrebbe far pensare ad un’ulteriore espansione dei compiti della missione, qualora richiesto da Tripoli, considerando pure 2 ulteriori fattori. La priorità che la stessa Delibera assegna all'Africa in termini di attenzione e proiezione di politica estera, con l’impegno pure nel confinante Niger, nonché la contestuale riduzione della presenza militare in Iraq e Afghanistan. Detto ciò, la nuova missione italiana in Libia (anche questa, come quella in Niger, a carattere bilaterale) ha l'obiettivo di rendere l'azione di assistenza e supporto in Libia maggiormente incisiva ed efficace, sostenendo le autorità libiche nell'azione di pacificazione e  stabilizzazione del Paese e nel rafforzamento delle attività di controllo e contrasto all'immigrazione illegale, ai traffici illegali ed alle minacce alla sicurezza. Tra i compiti, troviamo: assistenza e supporto sanitario, attività di sostegno a carattere umanitario, formazione, addestramento, consulenza, assistenza e mentoring a favore delle forze di sicurezza e delle istituzioni governative libiche, in Italia e in Libia, al fine di incrementarne le capacità complessive e di supportarle nelle operazioni di contrasto all'immigrazione illegale, ai traffici illegali ed alle minacce alla sicurezza, attività per il ripristino dell'efficienza dei principali mezzi terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, ecc. Il contingente avrà una consistenza massima di 400 unità e comprenderà anche 130 mezzi terrestri, mezzi navali, tratti dalle unità del dispositivo aeronavale nazionale MARE  SICURO già autorizzate, e mezzi aerei, tratti sempre dal dispositivo di MARE SICURO. Il costo per il 2018 è programmato in poco meno di 35 milioni di euro. Ulteriori approfondimenti su RID 2/18.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima logo RID Typhoon spagnoli per la Colombia? 04-01-2018

In vista della sostituzione dei propri caccia multiruolo IAI KFIR – versione israeliana dei Dassault MIRAGE 5 equipaggiata con motori General Electric J-79, al posto degli ATAR9C, e dotata di fusoliera più corta e stretta, con aggiunta di piani canard, e suite elettronica con componenti israeliane - l’Aeronautica Colombiana sta valutando diverse opzioni per la modernizzazione della propria flotta aerea da combattimento.

a cura di Andrea Mottola
anteprima logo RID Leonardo: altri 2 AW119 Kx per la Polizia lettone 03-01-2018

Leonardo ha annunciato oggi che la Polizia di Frontiera della Lettonia ha firmato un contratto che prevede l’acquisto di due elicotteri monomotore AW119Kx con configurazione dedicata, un’opzione per un’ulteriore unità e servizi di addestramento per equipaggi e tecnici addetti alla manutenzione.

a cura di Redazione
anteprima logo RID Portaerei per il Giappone? 02-01-2018

Il crescere delle tensioni in Estremo Oriente, tra crisi coreana, sfida India-Cina, contenziosi sulle isole del Mar Cinese, il nodo di Taiwan, e il duello Washington-Pechino in cui anche Mosca cerca di giocare una sua partita, stanno accelerando i programmi di riarmo, soprattutto relativamente ai sistemi aerei e navali.

a cura di Giuliano Da Frè
anteprima logo RID La missione in Niger 29-12-2017

 La missione in Niger, che verrà dispiegata nel Paese del Sahel nelle prossime settimane, avrà il compito di addestrare le Forze Armate e di Polizia nigerine e supportarle nel controllo e monitoraggio di un'area strategica al confine con la Libia, fondamentale per i flussi migratori ed i traffici diretti verso l’Europa e l’Italia. Nel dettaglio si tratta di una missione sotto mandato ONU (anche se tecnicamente non sarà una missione ONU tipo UNIFIL in Libano), richiesta dal Governo del Niger, che vedrà l'Italia operare a fianco di Stati Unti, Francia, Germania, e 5 Paesi africani tra cui Mali, Mauritania, Ciad, Burkina Faso e pure lo stesso Niger. In pratica, i nostri militari lavoreranno in coordinamento con gli uomini dell’Operazione francese BARKHANE, attiva da tempo in tutto il Sahel, e con le forze americane presenti nella regione, nonchè con le controparti nigerine. La missione, pertanto, si caratterizza come impegno a tutela dell'interesse nazionale in uno scacchiere, quello del Mediterraneo Allargato, che è vitale per la sicurezza dell'Italia e che il Libro Bianco identifica come area d'intervento prioritario dello strumento militare del nostro Paese. Come affermato anche dal Ministro della Difesa Pinotti in un'intervista a Repubblica, la missione sarà composta da un numero massimo di 470 militari ed oltre 100 veicoli e si schiererà sul terreno in 3 fasi con una prima aliquota di 30 unità, poi 120 ed il totale entro la fine dell'anno. Lo Stato Maggiore della Difesa non ha ancora fornito ulteriori dettagli circa la composizione e la configurazione del contingente che, ricordiamo, andrà ad operare in un'area molto impegnativa sotto il profilo della sicurezza dove sono attive cellule della locale branca dello Stato Islamico, gruppi legati ad AQMI (Al Qaeda nel Maghreb Islamico) e bande criminali di ogni genere, e dove solo 2 mesi fa in una battaglia con miliziani jihadisti sono stati uccisi 4 Berretti Verdi americani. Non è noto neppure dove verrà dispiegato il contingente. Al momento sono state condotte da personale italiano alcune ricognizioni nell’area, ma un’opzione potrebbe essere quella di un utilizzo congiunto della base franco-nigerina di Madama, nei pressi del confine con la Libia. Un paio di aerei da trasporto dovrebbero assicurare i collegamenti, ma è lecito attendersi anche il dispiegamento di una componente elicotteristica, quanto mai necessaria in un contesto molto complicato da un punto di vista logistico ed orografico. A Madama è da tempo attivo un contingente francese basato su un distaccamento blindato francese, forze speciali, più, ovviamente, tutti i necessari elementi logistici, del genio e di supporto. La base è servita da una pista capace di far atterrare e decollare velivoli cargo e da pad per elicotteri. Parallelamente al nuovo impegno militare in Niger, l'Italia alleggerirà nel 2018 la propria presenza in Afghanistan e dimezzerà quella in Iraq, dove il numero dei nostri militari scenderà dagli attuali 1.500 a 700-800, che continueranno il training per le FA e le Forze di Polizia irachene, come conseguenza della sconfitta dello Stato Islamico.

a cura di Pietro Batacchi
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