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anteprima logo RID L’Argentina ritenta con il nucleare?

La drammatica perdita del sommergibile SAN JUAN, affondato con l’intero equipaggio di 44 effettivi (compresa la prima donna sommergibilista del Sudamerica) il 15 novembre 2017, ha riaperto il dibattito sul destino della componente subacquea argentina. Una tradizione che risale al 1933, quando entrarono in servizio 3 sommergibili di costruzione italiana, e che ora si è ridotta a 2 soli battelli: il vecchio SALTA, uno dei 2 Type-209/1.100 consegnati nel 1973, reduce dall’ennesimo ammodernamento effettuato nel 2013-2014, e il SANTA CRUZ, gemello del battello perduto a novembre, tipo TR-1700, in servizio dal 1984. Nel 1977 la Giunta militare argentina, nel pieno di una ambiziosa espansione della flotta, comprendente l’acquisto di 10 tra fregate e corvette tipo MEKO, aveva ordinato in Germania anche 6 sottomarini estremamente avanzati e veloci, oceanici, modello TR-1700. La successiva crisi politica ed economica degli anni ‘80 aveva tuttavia ridotto il programma alla consegna nel 1984-1985 dei primi 2, mentre la seconda coppia, impostata nei locali cantieri Astillero Domecq Garcia, dal 1994 restava incompleta sullo scalo, e la terza coppia veniva cancellata. Recuperando il materiale già predisposto per questi ultimi, veniva assicurato il supporto ai 2 battelli in servizio, più volte interessati da radicali interventi manutentivi e di ammodernamento, cui attualmente viene sottoposto il SANTA CRUZ. Lavori rallentati dalle indagini su quanto accaduto all’unità gemella, reduce da un analogo upgrade gestito localmente, tanto che ormai si parla di un rientro in servizio attorno al 2020. Tuttavia, sin dagli anni ’90 si è più volte rimesso mano ad un piano di recupero almeno del SANTA FE, che dei 2 battelli incompleti della seconda coppia era quello che risultava in fase più avanzata di costruzione, attorno al 70%. Un recupero che è stato incentrato su 3 ipotesi. La prima, meno costosa e lenta, punta a completare i lavori limitandosi ad aggiornare il progetto originale sulla base degli upgrade studiati per i 2 battelli entrati in servizio. La seconda, più radicale, cui si è lavorato nel 2010, prevedeva di equipaggiare il SANTA FE con un propulsore AIP. Tuttavia, una terza ipotesi, non nuova, è rispuntata in questi giorni, soprattutto alla luce delle ambizioni del vicino Brasile: fare del terzo TR-1700 un sottomarino d’attacco nucleare, e in tempi relativamente rapidi, con la consegna nel 2025. Un progetto che prevede di sviluppare presso il Centro nucleare di Bariloche, col coinvolgimento di altri soggetti, un reattore compatibile con l’inserzione nello scafo del SANTA FE, investendo sin d’ora 5 milioni di dollari in 3 anni, per gli studi preliminari. La proposta sta incontrando molte perplessità, anche in seno alle Forze Armate, impegnate a chiedere più fondi per alcuni programmi basici, e per un aumento salariale, mentre il progetto del SANTA FE nucleare costerebbe almeno mezzo miliardo di dollari. Con quale rapporto costo-benefici, inoltre, è difficile dirlo, visto che lo studio di fattibilità dovrà anche tenere conto dell’acquisizione di sensori e armi diverse da quelle ipotizzate negli anni ’80; e di certo più sofisticate e costose. Il tutto poi per un singolo battello, poiché non si fa cenno della possibile estensione del programma al SANTA CRUZ. Con 500 milioni di dollari si potrebbero invece acquistare 2 battelli diesel-elettrici di nuova generazione, o magari 2 AIP cinesi, non troppo sofisticati ma validi, oppure un nucleo di battelli di seconda mano (si può pensare ad esempio ai 4 SAURO italiani Trerza e Quarta Serie serie, magari con uno o 2 degli esemplari più vecchi per cannibalizzazione, oppure qualche Type-209 nelle versioni degli anni ’80-’90 di prossima dismissione), abbastanza numeroso e omogeneo da mandare in pensione SALTA e SANTA CRUZ.

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anteprima logo RID Proseguono i test della bomba nucleare B61-12

Lo scorso 29 giugno, il Dipartimento Nazionale dell’Energia statunitense e l’USAF hanno comunicato di aver completato con successo i primi 2 test di certificazione allo sgancio della bomba nucleare tattica a caduta libera B61-12 da un bombardiere strategico B-2 SPIRIT. 

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anteprima logo RID Le ultime novità sui PPX

Il design dei nuovi pattugliatori di squadra/fregate leggere PPX destinate ad affiancare PPA e FREMM con la Marina Militare e ad essere proposte per il mercato dell’export sta via, via prendendo forma. Oggi si parla di un dislocamento attorno alle 3.500 t – una taglia grosso modo simile a quella della qatarine classe DOHA (nella foto un design di Fincantieri di corvettona multiruolo) – mentre sta prendendo sempre più piede l’ipotesi di avere quanto meno una parte di tali unità in configurazione antisom. La funzione ASW è del resto molto richiesta in considerazione del proliferazione di sottomarini in tutto il mondo ed è pertanto un requisito che anche in seno alla Marina Militare è sempre più sentito. Sulle tempistiche non c’è ancora nessuna certezza, ma a quanto ci risulta il programma potrebbe ufficialmente partire anche tra il 2020 ed il 2021 in modo da consentire un adeguato de-risking.

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anteprima logo RID L'USAF interrompe gara OA-X

Dopo lo schianto di un A-29 SUPER TUCANO, avvenuto lo scorso 22 giugno, incidente che ha causato la morte di uno dei 2 membri dell’equipaggio, l’USAF ha deciso di sospendere a tempo indeterminato la parte dedicata al volo della gara di valutazione LAE (light-attack experiment), nuova definizione del programma precedentemente conosciuto come OA-X per la sostituzione degli A-10 WARTHOG.

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anteprima logo RID Ecco il nuovo missile israeliano RAMPAGE

In un comunicato apparso lo scorso 11 giugno, la Israeli Military Systems – IMI ha dichiarato di essere vicina alla conclusione dello sviluppo congiunto con la Israel Aerospace Induastries – IAI, del nuovo missile aria-sup supersonico ad alta velocità RAMPAGE in grado di colpire bersagli situati ad una distanza superiore ai 165 km. L’annuncio è avvenuto proprio nel pieno della recente campagna di raid aerei israeliani contro obiettivi iraniani in Siria, che ha visto un incremento dell’utilizzo di armi stand-off data la complessa e stratificata rete di difesa aerea presente nel Paese. La produzione in serie del missile - che rappresenta la versione aviolanciata derivata dal razzo guidato d’artiglieria a lungo raggio EXTRA (Extended Range Artillery) prodotto dalla stessa IMI - dovrebbe partire nel 2019, ma nel corso degli ultimi 2 anni sono stati effettuati diversi test da F-16I SUFA. Rispetto all’EXTRA, il RAMPAGE si differenzia per alcune lievi differenze al design esterno relative, in particolare, all’aggiunta di una sezione rinforzata della struttura centrale con alette di fissaggio. Portata, lunghezza (4,70 m), peso (567 kg di cui circa 100 di testata) e sistema di guida - basato su un sistema di navigazione inerziale GPS assistita ad alta resistenza al jamming (grazie alla presenza di un sistema di navigazione di backup basato su algoritmo) – sono pressoché identici a quelli dell’arma terrestre. Secondo quanto trapelato, la IMI dovrebbe essere responsabile della produzione della testata, del motore a razzo e della struttura del missile, mentre alla IAI è destinata la produzione dei sistemi di controllo e di navigazione. Ulteriori approfondimenti su RID 8/18.

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anteprima logo RID Tre C-27J e AW-139 per il Kenya

Leonardo ha confermato la fornitura al Kenya di 3 velivoli da trasporto tattico C-27J SPARTAN e di un numero non precisato di elicotteri AW-139. Per quanto riguarda il C-27J, il Kenya sarà il primo cliente a ricevere il velivolo con la nuova suite avionica e con ulteriori modifiche che rendono l'aereo più efficiente ed operativamente meno costoso. Le consegne dovrebbero iniziare nel 2019. L'Africa si conferma così un mercato privilegiato per il C-27J dopo che il velivolo è già stato ordinato da Ciad, Zambia e Marocco, mentre ulteriori prospettive potrebbero concretizzarsi a breve.

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anteprima logo RID La Marina pensiona altre 3 unità

Tre bandiere ammainate in un colpo solo. Il 16 luglio, infatti, lasceranno il servizio 3 esemplari di quella “grande flotta” nata tra anni ’70 e ’90, grazie soprattutto alla Legge navale del 1975, e a successivi programmi integrativi. 

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anteprima logo RID Quale sicurezza per Balcani e Mediterraneo centro-orientale?

Con la recente rielezione del Presidente turco Recep Tayyip Erdo?an, coronata dalla maggioranza assoluta in parlamento ottenuta dalla coalizione di riferimento fra i Partiti AKP e MHP dell’ultranazionalista Devlet Bahceli, si rafforzano i timori di instabilità nel bacino del Mediterraneo centro orientale e della penisola balcanica, da sempre una delle aree di riferimento per la sicurezza e lo sviluppo italiano.

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anteprima logo RID In Australia vince la Regina

BAE Systems si è aggiudicata la gara per la fornitura alla Marina Australiana di 9 nuove fregate in configurazione antisom (classe HUNTER). Oggi dovrebbe arrivare anche l'ufficialità. BAE ha battuto con il design Type 26 la concorrenza di Navantia, mai veramente in gara, e, sopratutto, di Fincantieri che correva con la FREMM. Una sconfitta per la cantieristica italiana che, tuttavia, va analizzata per quella che è veramente. La Marina Australiana, ormai sembra assodato, voleva la FREMM: una nave da tempo in servizio e matura, di eccellenti caratteristiche, e, dunque, un programma nel complesso a basso rischio e con ampi margini. La scelta però è caduta sulla Type 26: una nave ancora in sviluppo – con la costruzione della prima unità per la Royal Navy avviata solo la scorsa estate – le cui prestazioni sono, pertanto, tutte da dimostrare. E poi la Type 26 è una fregata che sembra essere molto grossa: oltre 8.000 t di dislocamento e questo significa costi maggiori ed esercizio più pesante. Un aspetto quest’ultimo fondamentale per un Paese dai piccoli numeri e dallo scarso fattore umano come l’Australia. Nella scelta, tuttavia, ha inevitabilmente influito il fattore politico: l’Australia è un Paese del Commonwealth il cui Capo di Stato è formalmente la Regina Elisabetta II e sappiamo quanto in questi contesti può pesare la “fratellanza anglosassone” e la comunanza di lingua, cultura e destino (il famoso “manifest destiny”). Da questo punto di vista, l’Italia sin dall'inizio partiva svantaggiata e certo la lunga crisi politico-istituzionale vissuta dal nostro Paese non ha certamente giovato. L’importante adesso è rimboccarsi le maniche, fare sistema e vincere con la FREMM la gara negli Stati Uniti per la nuova fregata dell’US Navy. Il Presidente Conte sarà da Trump a fine luglio. La strategia della Casa Bianca è chiara: fare perno sull’Italia in Europa per “marcare” Francia e, soprattutto, Germania. Bene: chiediamo qualcosa in cambio...

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anteprima logo RID Amendola: gli F-35 in attività

In questi giorni abbiamo avuto l'opportunità di visitare il 32° Stormo di Amendola che con il 13° Gruppo ha in carico al momento i primi 5 F-35A dell'Aeronautica Militare. I velivoli conducono giornalmente un'intensa attività e sono già stati integrati pure nel dispositivo della difesa aerea nazionale nell'ambito del quale montano regolarmente di allarme, e questo nonostante che la IOC (Initial Operational Capability) non sia stata ancora ufficialmente dichiarata, alternandosi a rotazione con altri assetti di altre basi della Forza Armata. Per questa tipologia di missione il velivolo è equipaggiato con missili aria-aria a lungo raggio AIM-120 C5 AMRAAM (anche se l'AM non ha fornito ulteriori dettagli su tale aspetto). In pratica, come ci ha spiegato il Comandante del 32° Stormo, Col. Davide Marzinotto, il velivolo ha dimostrato una sorprendente maturità, considerando che si tratta pur sempre di una macchina di preserie che ha appena completato il suo sviluppo. Attualmente gli F-35A di Amendola operano con la release di software Block 3i – che offre sia capacità aria-aria che aria suolo con AIM-120 AMRAAM, JDAM GBU-31 e bombe a guida laser GBU-12 – ma entro l'anno transiteranno alla configurazione 3F, che aggiungerà nuove capacità – tra queste, la capacità di poter impiegare il cannone tipo Gatling a canne rotanti GAU-22/A - e garantirà il definitivo completamento dell'inviluppo di volo. A quel punto il velivolo avrà raggiunto anche formalmente la capacità operativa iniziale. Peraltro, sempre entro l'anno, il 32° Stormo dovrebbe ricevere pure altri 2 velivoli ed il reparto avrà un numero di piloti e tecnici manutentori sufficiente a soddisfare le esigenze di un’unità della dimensione di un gruppo di volo. Tutti gli approfondimenti e i dettagli su RID 8/18.

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anteprima logo RID Nave ALPINO rientra in Italia

Sabato 30 giugno rientrerà a Taranto la fregata tipo FREMM ALPINO della Marina Militare, a conclusione della campagna negli Stati Uniti d’America (campagna di cui RID è stata media partner). Al suo arrivo in porto all’interno della Stazione Navale Mar Grande, la nave sarà accolta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano e da familiari, amici e colleghi dell’equipaggio. Partita da Taranto lo scorso 2 maggio, nave ALPINO ha fornito una presenza qualificata e tecnologicamente rilevante in diversi Paesi con cui l'Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di cooperazione militare. Le attività condotte nei quasi 2 mesi di campagna si inquadrano, più in generale, all'interno dei compiti istituzionali che la Marina Militare assicura al nostro Paese ed alla collettività senza soluzione di continuità in tutte le aree di interesse strategico, garantendo quindi presenza navale finalizzata al sea-control, sicurezza delle linee di comunicazione commerciale (SLOC), vigilanza sulle attività marittime nazionali, deterrenza e contrasto alle attività illegali in alto mare, cooperazione internazionale e addestramento. La campagna appena conclusa può essere considerata rilevante sia per aver proiettato l'immagine della Marina Militare, delle Forze Armate e del sistema Paese in aree di non usuale gravitazione sia per il supporto fornito alla competitività internazionale di importanti realtà nazionali. In questo ambito, si inquadra anche l'importante attività che ha permesso di mostrare e far conoscere le capacità operative dell'unità a delegazioni composte da membri del Congresso degli Stati Uniti ed ufficiali della US Navy, nell'ambito del processo informativo per la definizione da parte dell’US Navy di una nuova classe di fregate (programma di acquisizione denominato Future Frigate Program FFG(X)) destinata a colmare il gap capacitivo tra le Littoral Combat Ship (LCS) e i cacciatorpediniere ARLEIGH BURKE.

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anteprima logo RID Termina la Unified Vision 2018

L’esercitazione NATO Unified Vision 2018, iniziata l’11 giugno, si è conclusa dopo 2 settimane di attività addestrative che hanno coinvolto 17 paesi membri e 2 paesi partner (Finlandia e Svezia).

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