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anteprima logo RID Quale, o quali, caccia per l'Europa?

In questi mesi l'Europa si appresta a compiere scelte decisive per il futuro della sua industria aerospaziale.

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anteprima logo RID Robotrolling: azioni russe e reazioni occidentali

Agli albori di internet il soprannome “troll” si dava a coloro i quali uscivano dal tema della discussione o che, scherzando, proponevano argomenti out topic. Poi il net si estende, aumentano luoghi interattivi di scambio e piattaforme sulle quali conoscersi, confrontarsi e discutere ed ecco che il “troll” assume la valenza odierna: elemento di disturbo che attacca gli altri navigatori con offese e insulti o che cerca di fare polemica gratuita su argomenti di scottante attualità. Ma da alcuni anni i social network sono anche nuovo campo di battaglie delle guerre moderne. Nel corso della sua attività di propaganda sulla rete, lo Stato Islamico ha concentrato i contenuti su Snapchat e su piattaforme di video-sharing, cioè le applicazioni sociali più diffuse fra i giovani, bacino d’utenza privilegiato per gli operatori del Califfato. D’altronde l’impatto emotivo di un’immagine o di un footage è eccezionalmente più forte di un post perché riesce subito a coinvolgere ed emozionare lo spettatore trasmettendo un messaggio immediato ed inequivocabile. Dunque, video e foto reali o abilmente manipolati che subito coinvolgono il pubblico grazie a testi elaborati ad arte dal troll: ragazza afro-americana uccisa dalla polizia. Poco importa che l’immagine sfocata impedisca di capire cosa davvero succeda perché le parole, agganciate ad un hashtag di tendenza, inducono automaticamente all’indignazione, provocando rabbia e garantendo quindi una veloce condivisione. Nel 2015 un tweet allarmante avvisa la rete di un grave incidente alla Columbia Chemical: il capo dei servizi di soccorso e sicurezza di St. Mary Parish in Louisiana riceve una chiamata nel cuore della notte da un cittadino preso dal panico perché ha letto su Twitter che i locali impianti chimici sono saltati. La news fa il giro del web ed è visualizzata da giornalisti, autorità, militari che si chiedono cosa davvero sia accaduto dato che non si hanno riscontri di incidenti ed eventuali vittime. E’ tutto finto: la ragazza uccisa e l’esplosione sono infatti opera di un troll anzi, di una rete di Robo-trolling che fa capo all’ Internet Research Agency (IRA) del distretto di Primorsky a San Pietroburgo, agenzia per la quale la stampa internazionale ha coniato il soprannome di “Troll Farm” e che è costantemente monitorata da StratcomCOE, il centro comunicazione strategica della NATO con sede a Riga. Studiando i trend e le tracce lasciate in rete da IRA, gli analisti si sono accorti che la maggior parte dei profili usati sulla rete sono automatici, robot appunto. Di un campione di 26 profili operanti sul web in Estonia e Polonia (membri NATO geograficamente vicini al confine russo), gli operatori StratcomCOE hanno notato che 21 di essi sono di lingua russa, 5 in inglese, 2 sono gestiti da persone in carne ed ossa e gli altri sono “bot” la cui attività, va da sé, è difficilmente censurabile. Una volta chiuso un account i sistemi di IRA ne generano subito un altro che può tranquillamente riprendere il suo lavoro di condivisione di tweet e post allarmanti o di link che rimandano a specifici siti. In altre parole qualcosa di simile allo spam e ai messaggi privati che talvolta si ricevono su Facebook e i cui collegamenti conducono a piattaforme di e-commerce. Ma i siti russi non vogliono vendere prodotti, semmai influenzare l’opinione pubblica sugli sviluppi del conflitto fra Kiev e le autoproclamatesi repubbliche di Donetsk e di Luganks o, ancora, sulla guerra in Siria; argomenti sui quali non sempre il popolo della rete è informato. Come noto, la geopolitica è tutt’altro che un argomento “pop” e, mosso da buona fede, l’utente può condividere con rabbia la notizia di un bombardamento che ha coinvolto civili senza verificarne la veridicità. Talvolta non è necessario diffondere immagini di morte per suscitare indignazione. La pronta reazione di Madrid al voto consultivo catalano ha fornito spunto ai canali di informazione vicini al Cremlino per condividere con la rete notizie non veritiere o, in altri casi, per dare grande eco a vicende e situazioni assolutamente insignificanti. Ad esempio il 29 ottobre 2017 l’edizione italiana di Sputnik pubblica l’articolo “Ucraina, reduci dell'operazione nel Donbass creano battaglione per l'unità della Spagna”, con tanto di foto presa da Facebook dei sedicenti combattenti: 3 uomini a capo di altri 300 pronti a combattere una guerra che non c’è, senza contare il fatto che un paese che dispone di forze armate efficienti non avrebbe comunque l’ esigenza di schierare poche centinaia di volontari stranieri. L’origine geografica è invece un dato interessante: ucraini che, dopo aver combattuto i ribelli del Donbass, sono ora pronti a combattere quelli della Catalogna. Notizia che, come accennato, rivestirebbe scarsa importanza se non fosse inserita in un ambito informativo ben più articolato. Information Manipulation, rapporto dell’Institut de recherche stratégique de l'École militaire (agosto 2018), riporta numerosi casi di interferenza russa nelle tensioni fra Barcellona e Madrid: lanci che annunciano l’appoggio catalano alla causa dei russi di Donetsk e di Lugansk o che denunciano l’indifferenza europea verso l’azione repressiva della Guardia Civil. Una strategia piuttosto chiara: presentare l’Europa e le sue istituzioni come insensibili agli aneliti di libertà delle minoranze, dal Mediterraneo al Mar Nero. Stando al rapporto, inoltre, l’attività dei troll non si limita alla sola Penisola Iberica poiché informazioni di carattere anti-spagnolo (e anti-europeo) sono condivise anche fra gli utenti dei paesi ispanici, spesso appoggiandosi a piattaforme sudamericane e ad account locali: dei 5 milioni di post che sarebbero stati diffusi in America Latina nell’autunno 2017, il 32% proveniva da profili venezuelani, aiutati nella loro attività da TeleSure, TV di stato di Caracas che già nel 2011 aveva condannato la primavera libica e sostenuto Gheddafi. Come accennato il lavoro dell’Internet Research Agency gioca sull’emotività del navigatore sul quale i titoli eclatanti fanno effetto immediato. Non è un caso che il “Robotrolling” si muova con maggiore frequenza su Twitter e su Reddit, social news fondato nel 2005 nel quale è possibile caricare contenuti video accompagnati da brevi descrizioni e inserirli nelle “subreddit”cioé sotto categorie divise per tema. In particolare è proprio su Reddit che l’obiettivo dei “bot troller” è scatenare l’indignazione degli utenti occidentali sui temi del razzismo e della discriminazione, promuovere false notizie relative alle manovre finanziarie, spostare l’attenzione sulle operazioni militari in terra siriana. Su Twitter invece i “bot” affrontano la politica interna ed estera della Federazione Russa, l’economia e anche argomenti più ameni dallo sport al tempo. Stando alle ricerche di StratcomCOE più del 50% dei “robotroller” segue singoli argomenti ed il 34% è costituito da profili “specializzati”, vale a dire creati per influenzare determinati topic e trend esprimendosi in lingua inglese. I restanti sono profili in lingua russa. Sostenuta da fondi statali, l’IRA è un prezioso alleato del Cremlino: ufficialmente agenzia di ricerca segue una precisa strategia fondata sulla diffusa idea dei navigatori del web che i social siano semplici strumenti di svago, non certo i campi di nuove battaglie combattute nel cyberspazio. Più che tecnici informatici, dunque, gli operatori IRA sembrerebbero veri e propri esperti di psyops, perché capaci di influenzare e di orientare il giudizio di follower inclini a condividere senza prima aver valutato la veridicità delle fonti. E lo dimostra il fatto che i “bot” continuano a fare breccia nelle piattaforme sociali, malgrado l’esistenza e il lavoro di Internet Reasearch Agency siano noti alla stampa internazionale da oltre 3 anni. Il monitoraggio delle fake e degli influencer russi è seguito con molta attenzione dalla NATO che cerca di limitarne le incursioni sia con un’attenta attività di counter-intelligence online, sia approfondendo l’argomento “robotrolling” attraverso i suoi canali e con lo strumento più semplice (ma anche più efficace) a sua disposizione: promozione della conoscenza della minaccia per contenerne le conseguenze. Le stesse attività vengono svolte pure dalla GEC (Global Engagement Centre), Agenzia del Dipartimento di Stato americano fondata nel 2016 con lo scopo di “condurre, sincronizzare e coordinare gli sforzi del governo federale per riconoscere, comprendere, esporre e contrastare gli sforzi di propaganda e disinformazione stranieri e non statali volti a minare gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Agli albori dell’organizzazione, l’allora Direttore Micheal D. Lumpkin affermava che la GEC potesse contare su una vasta gamma di partner, in particolare su stati amici coi quali lavorare insieme per realizzare “messaggi efficaci”.

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Era complessivamente soddisfatto il Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Gen. B. Paolo Riccò, al termine della prima delle 2 esercitazioni che rappresentano la fase “live” della CAEX II-2018

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anteprima logo RID Cosa sta succedendo a Idlib?

Situata nel versante nordovest siriano, la regione di Idlib, al confine con la Turchia, è l'ultima roccaforte dell'opposizione armata al regime di Assad.

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anteprima logo RID Inizia l'esercitazione TRIDENT JUNCTURE 2018

Inizia oggi in Norvegia la fase denominata “preparation and co-training” dell'esercitazione NATO TRIDENT JUNCTURE 2018.

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Capire e sperimentare le dinamiche NATO nel contesto di sicurezza odierno, i rapporti con la Russia e l’Unione Europea, la presenza nell’area del Mediterraneo, le sfide per l’industria della difesa, ecc. A tal fine lo IAI organizza dal 5 al 7 novembre a Roma una simulazione intensiva dell’Alleanza Atlantica per approfondire - con un percorso interattivo - i problemi della sicurezza, del crisis management e della diplomazia internazionale. I partecipanti saranno infatti chiamati a impersonare i delegati dei Paesi membri impegnati in una riunione di emergenza del Consiglio Atlantico. Scadenza per la consegna delle domande: 30 ottobre. Info: http://www.iai.it/it/news/nato-intensive-simulation-game

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anteprima logo RID Al via Euronaval 2018

Ha aperto ieri Euronaval 2018, la mostra navale che si tiene ogni 2 anni a Parigi negli spazi espositivi dell'aeroporto Le Bourget.

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anteprima logo RID Accordo Fincantieri Naval Group

Nella tarda serata di martedì 23 ottobre, come preannunciato dalla stessa Ministra della Difesa francese Parly durante il suo discorso di inaugurazione, Fincantieri e Naval Group hanno annunciato l'intenzione di lanciare concretamente un'alleanza (subordinatamente all'approvazione da parte dei rispettivi consigli d'amministrazione) tra le 2 aziende secondo quanto concordato dai rispettivi Governi già il 27 settembre del 2017 (nel corso del vertice franco-italiano di Lione).

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anteprima logo RID Per ora niente tagli all'F-35

In attesa di capire gli esiti dello studio di rimodulazione condotto dal gabinetto del Ministero della Difesa, il programma F-35 procede per ora regolarmente e quest'anno riceve un finanziamento di 745 milioni di euro che saliranno a 766 milioni nel 2019 ed a 783 milioni nel 2020. Lo apprendiamo dal DPP 2018-2020 appena approntato dalla Difesa e che in questi giorni verrà trasmesso al Parlamento. Il documento era stato messo a punto dal Ministro Pinotti, ma lo staff del Ministro Trenta lo ha rivalutato e modificato in alcune aree anche se la pianificazione finanziaria è stata in larga parte mantenuta. Vedremo poi quali saranno le conseguenze dei tagli (500 milioni sul bilancio ordinario, ai quali ne vanno aggiunti altrettanti, se non di più, sui bilanci di MEF e Mise) previsti dall'attuale manovra sul bilancio difesa 2019 e sul proseguo dei programmi di acquisizione. Al momento però è impossibile stabilirlo ed elementi certi non ve ne sono. Per quanto riguarda il programma F-35, finora l'Italia si è impegnata all'acquisto di 27 velivoli tra ordini fermi (fino al LRIP 11) ed acquisizione dei materiali a lunga durata (fino al LRIP 14).

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anteprima logo RID Ecco i nuovi programmi della Difesa

Secondo quanto si apprende dal DPP 2018-2020 - appena approntato dalla Difesa e in attesa di trasmissione al Parlamento – sono diversi, e molto importanti, i nuovi programmi di acquisizione che partono quest’anno grazie ai finanziamenti allocati. Tra questi, ricordiamo l’ammodernamento di mezza vita del carro ARIETE, lo sviluppo del nuovo missile antinave con capacità land-attack MBDA TESEO MK/2E, l'acquisizione della terza coppia di sottomarini U-212A – noti anche come U-212 NFS (Next Future Submarine) – e della nuova unità di soccorso sommergibili per il rimpiazzo di nave ANTEO, nonché il procurement di un nuovo veicolo tattico leggero per le forze speciali. Confermate anche le acquisizioni del nuovo UAV super-MALE P2HH, frutto della cooperazione tra Leonardo e Piaggio Aerospace, e degli elicotteri CHINOOK ER per le forze speciali. In particolare, per i CHINOOK ER sono stati stanziati ben 528 milioni di euro, rispetto ai 400 milioni che inizialmente si poteva presumere. Esce invece dalla pianificazione finanziaria – ma resta in riserva di programmazione, dunque resta una priorità della Difesa – il missile sup-aria a corto-medio raggio MBDA CAMM ER. Detto questo, vale la pena precisare che i tagli previsti dall'attuale manovra di bilancio (500 milioni sul bilancio ordinario della Difesa, ai quali ne vanno aggiunti altrettanti, se non di più, sui bilanci di MEF e Mise), qualora venissero confermati, potrebbero avere delle conseguenze tanto sui suddetti programmi di acquisizione quanto su quelli già operanti.

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anteprima logo RID Ricerca e sviluppo per la Difesa europea

Ieri,lunedì 22 ottobre, si è tenuta, nell’ambito del Festival della Diplomazia di Roma, la conferenza “Ricerca e Sviluppo per una comune Difesa Europea” realizzata in collaborazione con il Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali. L’evento aveva lo scopo di esaminare lo stato attuale della nascente Difesa europea e, in particolare, lo sviluppo dei 2 programmi principali attraverso cui questa sta prendendo forma: la Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) e il Fondo Europeo per la Difesa (EDF). L’incontro è stato un’importante occasione di confronto tra alcuni dei principali attori italiani e stranieri attivi nell’ambito della Difesa europea e ha permesso di delineare i contorni del progetto che, come sottolineato dal Presidente del Ce.S.I. Andrea Margelletti, e dall’Onorevole Giovanni Aresta, Vicecapogruppo IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, deve essere portato avanti con un forte ruolo di leadership da parte l’Italia. L’obiettivo più generale è di presentare l’Europa quale “security provider” al fine di assicurarsi credibilità a livello globale, come evidenziato dall’Ambasciatore presso il Comitato politico e di sicurezza dell’UE, Luca Franchetti Pardo. Tuttavia, le agenzie dell’UE che si occupano del processo di creazione di una Difesa europea dovranno, nel medio termine, adattarsi alla nuova struttura in cui si sta configurando l’Unione, in primis l’Agenzia Europea per la Difesa (EDA). Siamo, dunque, davanti ad uno scenario in cui l’UE sta gradualmente cambiando forma al fine di integrare al suo interno il settore Difesa. Al riguardo il Dott. Tardy, Responsabile per la ricerca del NATO Defence College, ha sottolineato una sfida quasi esistenziale alla base del progetto europeo: il concetto di Difesa non è ancora stato definito all’interno dell’Unione. Più precisamente, se in seno alla NATO si parla di Difesa collettiva, manca una simile definizione in ambito UE, laddove l’Unione si occupa prettamente di operazioni di supporto alla sicurezza. E’, invece, ben chiaro quali siano stati i motori che hanno spinto ad una integrazione europea nel campo della Difesa. Secondo la Dott.ssa Riccardi, Direttore V Reparto Innovazione Tecnologica, il Presidente statunitense Donald Trump e le sue affermazioni circa la necessità che l’Europa si assuma la responsabilità per la propria Difesa, la volontà della NATO di rendere l’UE più indipendente nel campo militare, e l’impulso delle industrie europee per la Difesa desiderose di rendere il mercato dell’Unione più competitivo all’estero, sono alla base della nascita del progetto di Difesa europeo. Di fatto, sono state principalmente le aziende italiane leader nel settore della Difesa, rappresentate durante la conferenza da Giovanni Soccodato per Leonardo e Lorenzo Benigni per Elettronica, che hanno dato un forte stimolo al progetto. Nel dettaglio, queste ultime hanno favorito la creazione di un quadro cooperativo europeo incentrato su progetti sviluppati da un numero minimo di 3 Stati al fine di evitare che relazioni bilaterali forti (come l’asse franco-tedesca) potessero portare alla marginalizzazione di alcuni Stati e quindi all’ annullamento dello scopo integrativo alla base del progetto di Difesa dell’UE. Inoltre, Leonardo ha avanzato a Bruxelles la proposta di includere in tale processo aziende con sede all’estero che collaborano con industrie europee, si pensi a DRS Technologies parte del gruppo Leonardo. Da ultimo, dunque, occorre definire delle regole ben precise su come attingere alle risorse messe a disposizione dall’UE e garantire che la proprietà intellettuale resti, ad ogni modo, nei confini europei. In conclusione, dal dibattito è emerso che, nonostante i progressi conseguiti grazie alla PESCO e all’EDF, sono tutt’oggi presenti un numero di sfide e ostacoli che dovranno essere affrontati e superati al fine di poter parlare concretamente di una Difesa europea.

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anteprima logo RID L'ARIETE AMV riguarderà anche il motore?

Alcune interessanti novità stanno emergendo sul programma di ammodernamento del carro da combattimento ARIETE. A differenza infatti di quanto si pensava inizialmente, l'AMV (Ammodernamento Mezza Vita) potrebbe interessare anche il motore  V-12 MTCA, con un forte investimento di prospettiva da parte di Iveco e del CIO, considerando la limitata entità dei fondi disponibili, 35 milioni, stanziati per realizzare i primi 3 prototipi. L’obbiettivo è quello di saturare tutti i margini di crescita residua del propulsore, arrivando fino al massimo consentito da cambio e trasmissioni attuali. L’intervento, in particolare, dovrebbe portare all’incremento di cilindrata (da 26 l a 30 l) e potenza (da 1200 a 1500 CV), all'adozione di un sistema di iniezione con tecnologia common rail ed all'innalzamento della coppia in basso per aumentare la spinta ai bassi regimi. A ciò bisogna bisogna aggiungere l'installazione di un nuovo impianto frenante. Ulteriori dettagli su RID 11/18.

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