LEONARDOFincantieri
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID Haftar minaccia Sirte ma Tripoli si riarma

Negli ultimi giorni ci sono stati diversi sviluppi, militari e politici, sul fronte libico. Dal punto di vista militare, la novità è rappresentata dalla possibile apertura del nuovo fronte di Sirte, dove le forze fedeli ad Haftar hanno inviato centinaia di unità. Teoricamente, scopo principale di un’eventuale offensiva, sarebbe quella di costringere le milizie misuratine a dividersi, attirandone una parte da Tripoli verso il nuovo fronte di Sirte, o impedendo l’invio di rinforzi da Misurata verso la capitale. Altro probabile scopo sarebbe quello di prendere il controllo della città ed utilizzarla come base d’appoggio costiera per le proprie linee di rifornimento tra Bengasi e Tripoli. Infine, è possibile che, nelle intenzioni di Haftar, ci sia anche quella di utilizzare Sirte come avamposto per un’eventuale offensiva su Misurata. A Tripoli, intanto, la situazione resta fondamentalmente bloccata. Una novità importante riguarda lo schieramento a fianco delle forze del LNA di Haftar della 7ª Brigata Tarhuna dei fratelli Kani che, fino alla fine di aprile, erano rimasti neutrali. Sulla città sono proseguiti i raid di aerei ed elicotteri del LNA, concentrati nell’area meridionale della capitale. Le forze di Haftar restano ammassate tra Garian, Qaser bin Gashir (zona ex aeroporto internazionale) e la parte meridionale di Ain Zara. Sul fronte GNA, invece, va registrata l’ufficializzazione del supporto alle forze di Serraj da parte della brigata Al Samoud, uno dei maggiori gruppi armati misuratini, facente capo a Salah Badi (ex membro del Congresso Nazionale Generale libico soppresso nel 2014, nonostante le sue forti resistenze, nonché uno dei leader dell’operazione Alba libica contro Haftar nel 2014) e guidata sul campo da Ahmed bin Omran. I velivoli del GNA hanno colpito diverse postazioni nelle zone meridionali della capitale (Qaser bin Gashir e Sidi al Sayed) e a nord di Garian. Infine, anche il fronte meridionale rimane caldo. Nella zona di Saba, in particolare nel villaggio di Ghadduwah, Daesh continua le proprie incursioni ai danni dei miliziani del LNA, approfittando del concentramento delle forze sul fronte tripolino e, da alcuni giorni, su quello di Sirte. Negli ultimi giorni si sono registrati anche diversi trasferimenti di armi a favore di entrambe i contendenti, in barba all'embargo sulle armi imposto dall’ONU. In particolare, il GNA ha ricevuto un carico via nave proveniente dalla Turchia comprendente decine di blindati protetti 4x4 KIRPI, prodotti dalla joint venture turco-qatarina BMC, missili terra-aria e missili controcarro, mitragliatrici MG-M1 della bulgara Arsenal e munizioni. Evidentemente il ridimensionamento del dispositivo dell’Operazione SOPHIA, che ha anche il compito di far rispettare l’embargo verso la Libia, sta favorendo favorendo l'afflusso di rinforzi per Serraj. In tale quadro va letta pure la visita del Ministro degli Interni del GNA, Fathi Bashagha (peraltro ex pilota dell’Aeronautica Libica sotto Gheddafi) al salone della difesa turco di IDEF 2 settimane fa, che RID ha documentato in esclusiva. L’LNA, invece, ha ottenuto blindati da trasporto truppe 8x8 AL MARED di produzione giordana. Per Haftar è molto più semplice ottenere aiuti militari via terra attraverso il lungo confine con l’Egitto. Sul fronte politico, oltre ai rispettivi tour diplomatici di Serraj - a Berlino, Londra, Parigi e Roma - e di Haftar – a Parigi e Roma - durante i quali, più che supporti politici concreti alle fazioni in lotta, è emersa una generale richiesta di cessate il fuoco senza condizioni (ma anche senza alcuna condanna all’offensiva del LNA), va segnalato l’incontro del Generale con il Presidente egiziano Sisi e il Generale Abbas Kamel, capo dei servizi egiziani, avvenuto al Cairo lo scorso 9 maggio. Nell’incontro, il Governo egiziano ha confermato il proprio supporto politico e militare ad Haftar.

anteprima logo RID Portaerei e B-52 verso il Golfo

USS Abraham Lincoln e B-52H inviati con urgenza dopo rapporti intelligence su possibili attacchi iraniani. 

anteprima logo RID La guerra d’attrito israeliana in Siria

Dallo scoppio della guerra civile siriana, Israele ha inaugurato quella che può essere definita a tutti gli effetti una “guerra d’attrito” nei confronti della Siria ma, soprattutto, dell’Iran e del suo alleato libanese Hezbollah. La definizione “guerra d’attrito” si riferisce, come noto, ad una particolare strategia militare attuata per fiaccare un nemico infliggendogli continue perdite in termini di personale e materiali.

anteprima logo RID Tripoli, si continua a combattere

Svanita la sorpresa, la puntata di Haftar contro Tripoli si arena in duri scontri a 30 km dal centro della capitale. 

anteprima logo RID Libia, impazza la guerra civile

La battaglia di Tripoli continua ormai secondo uno spartito consolidato, ovvero quello di un confronto di attrito a bassa intensità militare. La “bltitzkrieg” di Haftar è fallita e si è trasformata in una battaglia di posizione, con scontri circoscritti in una serie di località dell’area meridionale della “grande Tripoli”. Nel weekend sembra che le forze di Haftar abbiano fatto alcuni progressi lungo 2 direzioni: la prima, verso Ain Zhara, con l’obbiettivo da lì di raggiungere poi la cintura del centro cittadino, e la seconda, verso Quarabulli, per tagliare le linee di comunicazione fra Tripoli e la capitale. Proprio nell’area di Ain Zhara è stato abbattuto un MiG-23 dell’Aviazione del Generale, ad opera di un sistema antiaereo spalleggiabile. Dal canto suo le forze filo-Serraj hanno preso la cittadina di Al Aziziyah, a metà strada tra Tripoli e Gharyan. Sul fronte politico, dopo la visita di Haftar al Cairo, oggi incontro a Roma tra il Presidente Conte, il Vice di Serraj Ahmed Maitig, uomo forte di Misurata, ed il Ministro degli Esteri del Qatar, Mohamed al Thani.

anteprima logo RID Infuria la battaglia di Tripoli

Il blitz di Haftar contro Tripoli può dirsi ormai fallito. Il Generale puntava sulle debolezze del fronte che sostiene Serraj per prendere in un colpo solo Tripoli e mettere la comunità internazionale di fronte al fatto compiuto, ma la reazione delle forze di Misurata e, in parte, delle milizie tripoline e di Zintan, ha trasformato la puntata delle forze del Generale in una battaglia di attrito a bassa intensità nei sobborghi della capitale. La situazione al momento vede le truppe del Generale, rinforzate dai miliziani della 7ª Brigata dei fratelli Kani di Tarhuna, puntare su Garabulli per cercare di tagliare i collegamenti tra Misurata e Tripoli, mentre dal canto loro le forze fedeli al Governo riconosciuto di Serraj stanno cercando di spingersi verso Gharyan per tagliare in 2 il fronte attaccante isolandolo in 2 sacche. Difficile capire quale dei 2 contendenti prevarrà anche perchè le notizie sono frammentarie e le macchine propagandistiche contrapposte lavorano a pieno regime rendendo estremamente complicato farsi un’idea più precisa. Di sicuro l’azione di Haftar, che nei recenti colloqui dell’ONU si era visto riconoscere il ruolo di futuro Comandante di un eventuale Esercito Libico riunificato, soggetto però al controllo di un organismo civile, ha nuovamente rigettato nel caos della guerra civile la Libia ed il suo destino appare così legato inevitabilmente agli esiti della battaglia di Tripoli. Una battaglia che non sembra preannunciarsi breve e che dipenderà anche dal livello di supporto che gli sponsor esterni dei 2 contendenti Qatar e Turchia, da un lato, ed Egitto, EAU e Arabia Saudita, dall’altro, saranno in grado di garantire, sotto gli occhi dell’Italia e dell’Europa.

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>