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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Sottomarini AIP, il Giappone introduce le batterie al litio

Il 4 ottobre, nel cantiere di Kobe è stato varato il sottomarino SS-511 ORYU, realizzato da Mitsubishi Heavy Industries (MHI). 

anteprima logo RID ASTER 30 sulle ultime 2 FREMM ASW francesi

Le ultime 2 fregate ASW tipo FREMM della Marina Francese, BRETAGNE e NORMANDIE, sono state equipaggiate con lanciatori SYLVER A50, in sostituzione dei SYLVER A43, per consentire il lancio dei missili sup-aria a medio-lungo raggio MBDA ASTER 30. Le unità mantengono, però, i SYLVER A70 per il lancio dei missili da crociera land attack MBDA SCALP NAVAL. Questa modifica si è resa necessaria per colmare il gap che si creerà con il ritiro dal servizio delle fregate AAW classe CASSARD, atteso per il 2020, e l’ingresso in servizio della settima e ottava FREMM in configurazione antiaerea, FREDA, previsto tra il 2022 ed il 2023.

anteprima logo RID Seconda portaerei francese: ci siamo?

La seconda portaerei francese, o Porte-Avions 2, secondo l’accezione risalente al progetto varato negli anni 2000 e mirato a una collaborazione con la Gran Bretagna, prima di essere cancellato nel 2013, da 3 lustri in effetti appare e scompare dai radar della “Royale”. Con la nuova presidenza Macron, la PA2 sta però di nuovo prendendo vita, con l’obbiettivo di andare ad affiancare la DE GAULLE per poi sostituirla. Non va dimenticato, però, che la generazione precedente era incentrata su 2 portaerei, CLEMENCEAU e FOCH, costruite nel 1955-1963. La Marina Francese ha sempre sofferto la “solitudine” imposta dalla loro radiazione, 20 anni fa, mentre la DE GAULLE (nella foto) si è dimostrata problematica sin dalla prima uscita in mare dopo la consegna, quando perse un’elica. Negli anni la nuova ammiraglia si è dimostrata più efficiente, soprattutto quando ha imbarcato i moderni caccia multiruolo di generazione 4.5 RAFALE-M, partecipando a operazioni belliche sin dalla ENDURING FREEDOM del 2002, per poi operare di recente con efficacia nella lotta contro l’ISIS. Ma anche lasciando privi di portaerei gli ammiragli francesi, soprattutto nel corso dei lunghi lavori di ammodernamento, l’ultimo avviato nel 2017, e ora entrato nella fase dei test in mare, iniziata a metà settembre. Presentando nel 2018 il programma pluriennale 2019-2025, è stata ufficializzata la volontà di dotarsi di una nuova portaerei, e con una novità rispetto al progetto “Porte-Avions 2” originale: infatti, anche questa sarà a propulsione nucleare, dopo che lo studio precedente aveva preso in esame l’adozione delle TAG. A fine settembre, mentre la DE GAULLE effettuava le prove post-upgrade, è stato annunciato il via libera a un progetto di studio preliminare avviato da Marina e Direction générale de l’armement-DGA (“Reflection for definition studies”, l’ha definita il direttore dei programmi navali di DGA Laurent Sellier il 24 settembre) per la nuova portaerei. Studio che include anche le valutazioni relative ad un aereo imbarcato di nuova generazione, poiché se si ipotizza di arrivare al varo dell’unità nel 2025, questa resterà presumibilmente in servizio sino al 2065; e senza contare un’eventuale seconda unità similare. Una versione navalizzata dell’aereo da combattimento di sesta generazione franco-tedesco annunciato nel 2017, sembrerebbe la più probabile, anche se siamo davvero solo alle prime battute, essendoci ora sul piatto anche il progetto TEMPEST inglese. Per la realizzazione della nuova portaerei francese, lo studio preliminare, che si avvarrà anche dell’esperienza accumulata da Thales e MBDA nella realizzazione delle QUEEN ELIZABETH britanniche (non dimentichiamo che l’originale programma PA-2 era legato a quello inglese, mentre ora in prospettiva c’è anche la partnership italo-francese Fincantieri-STX/Naval Group), sarà affiancato da un secondo filone, guidato da DGA, mirato alla definizione di sistema di combattimento e architettura tecnologica generale, con i nodi fondamentali del sistema di lancio degli aerei, e della propulsione, anche se come si ricordava l’opzione nucleare sembra aver fatto grandi passi avanti. Si tratta di un secondo studio da avviare tra ottobre e novembre, di cui si dovrebbe parlare con maggiori dettagli anche nell’edizione 2018 di EURONAVAL, in svolgimento tra 23 e 26 ottobre. Il progetto preliminare sarà pronto a fine 2019, inizio 2020, anno che dovrebbe portare al progetto definitivo e all’avvio della costruzione. Sulla tempistica ancora non ci sono certezze, anche se il 2025 è stato indicato come l’anno del varo: il che porterebbe a fissare al 2030 la presumibile piena operatività della PA-2, quando la DE GAULLE toccherà i 30 anni di servizio.

anteprima logo RID Ecco il calendario 2019 della Marina Militare

Oggi, presso il Teatro del Mare della Fiera di Genova, dove è in corso il 58° Salone Nautico, è strato presentato il calendario 2019 della Marina Militare. All’evento hanno preso parte il Capo di Stato Maggiore della Marina Amm. Valter Girardelli ed il Comandante di COMSUBIN Contramm. Paolo Pezzuti. Questa edizione del calendario, infatti, è dedicata al reparto di elite della Marina e reca il titolo “Palombari e Incursori della Marina Militare”. Attraverso bellissime foto, scattate dal fotografo Massimo Sestini, il calendario racconta una delle componenti specialistiche d'eccellenza della Marina ed è il primo passo di un percorso che toccherà altre specialità, tutte caratterizzate da elevate competenze, professionalità e peculiari caratteristiche indispensabili per garantire la sicurezza della dimensione marittima. Si tratta di immagini uniche, vive, che descrivono in particolare l’orgoglio che prova un incursore o un palombaro di COMSUBIN e il suo fortissimo senso di appartenenza. Immagini che propongono, quale elemento focale, la principale risorsa della Marina Militare: il personale. La prima copia del calendario è stata donata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, proprio prima della presentazione, ha fatto visita al salone – a testimonianza della grande vicinanza tra l’istituzione Quirinale e la città di Genova dopo i tragici fatti di Ponte Morandi – ed agli stand delle Forze Armate.

anteprima logo RID US Navy: nostalgia per gli SSK?

La necessità di rafforzare numericamente la US Navy, sino a quota 355 unità, l’obbiettivo di immettere in linea naviglio di nuovo modello e di superare alcuni gap creatisi dopo la fine della (prima) Guerra Fredda, come nei settori del naviglio di scorta antisom e mine warfare, e le maggiori risorse destinate dall’amministrazione Trump al procurement, stanno comportando l’avvio di nuovi programmi, con modalità inedite.

anteprima logo RID Brasile, ecco la tuttponte ATLANTICO

La Marina Brasiliana torna a schierare una tuttoponte. Il 25 agosto è infatti arrivata nella base navale di Rio de Janeiro la LHD A140 ATLANTICO; nome “oceanico” dietro cui si cela la (non troppo) vecchia ex HMS OCEAN, unità portaelicotteri d’assalto anfibio costruita nel 1994-1998 per la Royal Navy, sulla base di una rielaborazione del progetto per le 3 portaerei VSTOL classe INVINCIBLE realizzate nel 1973-1985. L’OCEAN, comunque in grado di trasportare sino a 20 HARRIER ma senza poterli ricoverare, e con limitate capacità operative per aerei VSTOL, è stata la punta di lancia della forza anfibia britannica per quasi 20 anni. Lunga 203 m, larga sino a 36, e con un dislocamento di 21.500 t. a pieno carico, dispone di ampie capacità aeronautiche, grazie al ponte di volo continuo di 170x32 m, collegato al sottostante hangar tramite 2 elevatori della portata di 19 tonnellate. Il che le rendeva in grado di supportare, durante il servizio con la Royal Navy, un gruppo aereo formato da 18 elicotteri pesanti (SEA KING, MERLIN o CHINOOK, LYNX o APACHE d’attacco). Nei ponti sottostanti trovavano posto sino ad un massimo di 800 soldati, con 80 mezzi tra veicoli leggeri e cannoni, ma non corazzati pesanti, mentre in assenza di un bacino allagabile 4 mezzi da sbarco LCVP Mk-5B (pure trasferiti al Brasile) sono alloggiati in aree laterali. Già ammodernata nel 2012-2014, l’OCEAN, venduta alla Marina Brasiliana il 19 febbraio 2018 per quasi 85 milioni di sterline, è stata sottoposta a revisione completa prima della consegna, come mostrano le immagini della ribattezzata ATLANTICO, fresca di pitturazione grigio chiara. Sono stati mantenuti i nuovi radar ARTISAN Type-997, il sistema CCS CMS-1, i 4 cannoni da 30 mm DS-30B, imbarcati nel 2014, e parte della sensoristica più datata, ma aggiornata. Sono invece stati rimossi altri apparati, come i 3 CIWS PHALANX Mk-15 Block-1B, i lancia-inganni SIREN, il sistema antisiluro Surface Ship Torpedo Defence (SSTD). L’unità va a sostituire la portaerei SAO PAULO (ex FOCH francese, completata nel 1963) in servizio con la Marina Brasiliana dal 2000, quando aveva preso il posto della MINAS GERAIS (1960-2002), e disarmata nel 2017. Tuttavia, se l’ATLANTICO, unità recente e di moderna concezione, mantiene nella flotta brasiliana una grande unità “tuttoponte”, gli ammiragli carioca restano ancora, dopo 57 anni di valida esperienza aeronavale, privi di una portaerei, essendo poco probabile una trasformazione dell’ex OCEAN in portaerei VSTOL, data la scarsa disponibilità di aerei a decollo verticale di quarta generazione efficienti, e l’entità dei lavori da effettuarsi. Sul tappeto resta quindi la necessità di dotarsi di una vera portaerei, nuova o di seconda mano.

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