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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID Gli S-300 in Siria

In seguito all’abbattimento di uno degli appena 6 velivoli ELINT/SIGINT IL-20M COOT-A in dotazione all’Aeronautica Russa - avvenuto lo scorso 18 settembre ad opera di una delle 6/8 batterie di S-200 in dotazione alle Forze di Difesa Aerea siriane nel tentativo di eliminare alcuni F-16 israeliani durante l’ultimo raid effettuato contro postazioni industriali e militari siriane non lontane dalle basi russe nell’area costiera di Latakia e Tartus - Mosca, che ritiene il principale responsabile dell’abbattimento Israele, ha deciso di rafforzare la difesa siriana inviando 2 batterie di sistemi missilistici antiaerei a medio-lungo raggio S-300.

anteprima logo RID NATO: tornano gli euromissili?

Parte oggi a Bruxelles la Ministeriale della Difesa NATO. I temi più importanti in agenda sono 3. Prima di tutto l’obbiettivo del 2% sul PIL da destinare alla Difesa. Nella conferenza stampa di presentazione di ieri, il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha parlato apertamente di “nuovo senso di urgenza” per conseguire questo obbiettivo con “piani nazionali credibili”. Certamente, per l’Italia questa è una prova del nove viste le voci sempre più insistenti di tagli significativi al Bilancio ordinario della Difesa; voci peraltro sostanziate da quanto già accaduto con il programma CAMM ER (su cui però nelle ultime ore paiono aprirsi nuovi spiragli accompagnati da ipotesi di ripresentazione del decreto...). A seguire, si parlerà di difesa e deterrenza, in particolare del nuovo missile da crociera russo a lungo raggio lanciabile da terra Novator 9M729 (SSC-8), la cui esistenza è stata di recente ammessa anche da Mosca. Il missile violerebbe il Trattato sul disarmo INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) – che elimina tutti i missili balistici e da crociera lanciabili da terra con una portata compresa tra 500 km ed i 5.500 km – tanto che la questione, dopo alcuni anni di scambi di accuse a livello bilaterale tra Mosca e Washington (che ha già avviato gli studi e le ricerche per realizzare un contraltare), è “scalata” pubblicamente a livello NATO. Nella succitata conferenza stampa, Stoltenberg ha parlato di Trattato INF “in pericolo” e di Alleati concordi nel ritenere la “Russia in violazione del Trattato”. Infine, tra le altre cose, si parlerà anche di cooperazione NATO-Georgia e di cooperazione nel Mar Nero.

anteprima logo RID Radar e CMS della Legge Navale

La Divisione Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale (ETN) di Leonardo prosegue molto alacremente nello sviluppo dei sensori e dei CMS (Combat Management System) pensati per essere installati a bordo dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA), dell'unità da assalto anfibio “tuttoponte” a bacino allagabile (LHD, Landing Helicopter Dock) e della LSS (Logistic Support Ship) VULCANO. Molti elementi sono allo stato di prototipo e sono attualmente sottoposti a campagne di sperimentazione, alcuni sono stati consegnati ai cantieri Fincantieri (incaricati della costruzione delle navi), altri sono stati addirittura già imbarcati sulla nuova LSS VULCANO (recentemente danneggiata da un incendio, evento sul quale torneremo più avanti). Abbiamo avuto la possibilità di approfondire tutti questi argomenti nel corso di una serie di visite agli stabilimenti di Leonardo di Roma (in via Tiburtina) e della provincia di Napoli (Fusaro ed Arco Felice) potendo raccogliere molti nuovi dettagli e riuscendo a “toccare con mano” molti degli apparati e a visionare numerose delle tecnologie impiegate per la loro realizzazione.

anteprima logo RID CAMM ER: programma strategico per l’Italia

Secondo un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera, il programma MBDA CAMM ER sarebbe a rischio. La causa: l'opposizione del Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. Il programma, come noto, è già ben avviato da tempo; con fondi – del bilancio ordinario della Difesa - che già ci sono ed il solo parere parlamentare necessario per il via libera ufficiale. Ora, al di là delle questioni politiche, nelle quali come sempre non entriamo e che non ci competono, occorre sottolineare che il CAMM ER è un programma strategico per l’Italia, per tutta una serie di ragioni. La prima, e più evidente, è che si tratta di un prodotto italiano che coinvolge massicciamente aziende del nostro Paese: MBDA Italia, responsabile del progetto e che vede interessati gli stabilimenti di Roma/Tiburtina, Spezia e Bacoli/Fusaro (Napoli), in particolare quest'ultimo risulterebbe il più coinvolto; Avio, responsabile del motore con lo stabilimento di Colleferro (Roma); e Leonardo, per il radar KRONOS, con gli stabilimenti di Roma/Tiburtina e Bacoli/Fusaro. La ricaduta sul nostro Paese, pertanto, sarebbe estremamente rilevante sia in termini tecnologico-industriali che occupazionali. Inoltre, andrebbero salvaguardati i cospicui investimenti già effettuati in questi anni. La seconda questione riguarda invece gli aspetti internazionali legati alla cooperazione ed all’export. Il programma CAMM ER, infatti, nasce nell’ambito di una cooperazione con il Regno Unito, con il quale già esiste un accordo che verrà reso esecutivo nelle prossime settimane mediante un “implementation agreement” la cui firma è prevista proprio al Fusaro. Per quanto riguarda, invece, l’export, ci sono ottime opportunità in Polonia e Spagna, ma anche in Qatar. In generale, essendo il CAMM ER il naturale sostituto dell’ASPIDE – venduto in circa 5.000 esemplari nel corso degli anni in tutto il mondo – le prospettive sono davvero importanti (oltre un miliardo di euro solo nel breve periodo) e non farebbero che portare ulteriori benefici al tessuto occupazionale italiano. Non meno importanti, gli aspetti operativi. Il CAMM ER dovrà rimpiazzare con Esercito ed Aeronautica i sistemi SKYGUARD e SPADA che non potranno essere più usati a partire dal 2021 a causa della loro età. Se, pertanto, il CAMM ER dovesse realmente essere cancellato, l‘Italia si ritroverebbe priva di difesa missilistica a corto-medio raggio; fondamentale per la sicurezza del territorio nazionale (grandi eventi, infrastrutture critiche, ecc.) anche nei confronti di minacce quali droni e missili da crociera. Strumenti sempre più diffusi anche presso organizzazioni terroristiche e non-statuali. Infine, Infine ricordiamo un ulteriore aspetto. Nel contratto CAMM ER sono inseriti pure 2 studi di fattibilità: uno per l’integrazione dello stesso CAMM ER come “seconda munizione” nel sistema sup-aria SAMP/T dell’EI; l’altro per la navalizzazione del CAMM ER, visto che anche la Marina si sta orientando ormai sempre di più su questa soluzione per equipaggiare i PPA Light e le future European Patrol Corvette (EPC).

anteprima logo RID Notte di guerra totale in Siria

Dopo il vertice di Sochi tra il Preidente turco Erdogan e quello russo Putin, in cui è stata decisa la creazione di una zona cuscinetto nella provincia di Idlib per scongiurare l'offensiva di Assad, stanotte velivoli e navi israeliane hanno lanciato un pesante attacco contro obbiettivi governativi a Latakia, Tartus e Homs. Colpite postazioni militari, ma secondo diverse fonti anche aree residenziali e impianti industriali. La contraerea siriana ha risposto impiegando missili sup-aria. Nell'attacco gli Israeliani avrebbero impiegato per la prima volta anche missili balistici tattici LORA, montati in apposti moduli su navi container nel Mediterraneo. Tuttavia, il fatto potenzialmente più grave è l'abbattimento di un velivolo per lo spionaggio elettronico russo Il-20 COOT, partito dalla base di Jableh, avvenuto proprio nel bel mezzo dell'attacco. A tal proposito il Ministero della Difesa russo ha confermato che ad abbattere il jet sarebbe stata la contraerea siriana poichè gli F-16 israeliani si sarebbero fatti scudo con lo stesso aereo russo, mentre in un primo momento Mosca aveva parlato di abbattimento da parte di missili provenienti da una nave francese tipo FREMM. Secondo altre fonti, invece, gli Israeliani avrebbero di proposito abbattuto l'Il-20. Del resto non sarebbe la prima volta che gli Israeliani arrivano a tanto, basti ricordare l'affondamento della nave spia americana USS LIBERTY durante la Guerra dei 6 Giorni nel 1967.

anteprima logo RID Anche la Turchia alla VOSTOK 18?

Il Ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar, di ritorno dal vertice di Teheran sulla Siria al quale ha partecipato anche il Presidente Erdogan, ha rivelato ai giornalisti di aver ricevuto l’invito dal Governo russo per una partecipazione alla grande esercitazione russa VOSTOK 2018, alla quale prende parte anche la Cina 8l’esercitazione è iniziata ieri nelle aree estremo-orientali della Russia e proseguirà, interessando la Russia europea fino al 17 settembre). L’invito è arrivato nel quadro degli incontri fra Russia, Turchia e Iran, incentrati sia sull’offensiva siriana su Idlib, sia sul ruolo che Russia ed USA ricoprono nel contesto regionale. Lo stesso Presidente Erdogan, impressionato dalle dimensioni delle esercitazioni congiunte fra Russia e Cina e dal loro impatto geopolitico, ha promesso una rapida decisione in proposito. Il Presidente turco, informato in persona dal Ministro Akar, è rimasto particolarmente colpito anche dalla recente esercitazione aeronavale russa in Mediterraneo e dalla singolare coincidenza delle aree di fuoco con i principali giacimenti di gas ivi situati. Anche la successione temporale delle 2 esercitazioni russe non è sfuggita ad Erdogan, che incontrando la stampa ha dichiarato come la questione delle risorse energetiche del Mediterraneo sia vitale per la Turchia, e come sia necessario comprendere anche gli impatti che lo scontro globale fra USA e Russia avrà sulla questione. Erdogan, che dimostra sempre molta attenzione alle sinergie con la Russia, ha espresso la propria preoccupazione per il ruolo USA (sempre più vicini a Grecia e Cipro) e per quello della Francia, che secondo il Presidente turco sta lavorando in accordo con Gerusalemme. Movimenti che isolerebbero la Turchia, minacciandone il ruolo strategico, indebolendone l’economia e la sicurezza energetica. Tali eventi vedrebbero nel costante avvicinamento della Turchia alla Russia un necessario contraltare a difesa degli interessi strategici turchi. La stampa turca ha dato ampio risalto alle parole di Akar ed Erdogan, sottolineando come la VOSTOK 2018 sia un chiaro segnale per gli USA in merito alle reali capacità militari ed intenzioni politiche di Mosca e Pechino. VOSTOK 2018, alla quale oltre alla Russia, partecipano pure la già citata Cina e la Mongolia, è la più grande esercitazione dai tempi della ZAPAD-81 di era sovietica. Tutti i distretti militari russi sono stati allertati ed oltre 300.000 militari russi prenderanno parte all’esercitazione in questione. Nel quadro dell’esercitazione sarà anche simulato un attacco nucleare con la partecipazione dello stesso Presidente Putin. Pechino prenderà parte alla VOSTOK con 3.900 militari, 30 velivoli e circa 900 mezzi dell’Esercito, inclusi MBT del tipo TYPE 99, 13 dei quali sono stati segnalati durante il transito via ferrovia verso la Siberia.

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