Argomento Selezionato: Difesa
anteprima Iraq: concluso corso "Sniper and RECCE Mout" 06-07-2017

Nei giorni scorsi, nel comprensorio addestrativo di Sulemanye (Iraq), si è concluso il  2° “SNIPER AND RECCE MOUT” Course...

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Corea del Nord, testato missile a lungo raggio 04-07-2017

La Corea del Nord saluta il 4 luglio con l'ennesimo test missilistico dell'anno, anzi, degli ultimi anni. Questa volta, secondo il regime, sarebbe stato testato un missile balistico intercontinentale (ICBM, Inter Continental Ballistic Missile) capace, dunque, di raggiungere il territorio americano. Secondo il Comando USA nel Pacifico, invece, il test avrebbe riguardato un missile a raggio intermedio (IRBM, Intermediate Range Ballistic Missile). Durante il test, il missile ha raggiunto un'altezza massima di oltre 2.800 km prima di ricadere in mare e colpire il suo bersaglio ad una distanza di 933 km dall'area di lancio. Se i parametri in oggetto fossero corretti, l'ordigno testato potrebbe avere una gitta di quasi 7.000 km, dunque essere catalogabile tecnicamente come ICBM, e raggiungere l'Alaska e le Hawai. Resta da verificare, tuttavia, se i Nordcoreani abbiano messo a punto anche un veicolo di rientro, ovvero il "contenitore” capace di ospitare la testata e proteggerla dall'enorme calore che si sviluppa per effetto dell'attrito al rientro in atmosfera. Il test in questione potrebbe essere servito anche a questo dopo che il regime aveva annunciato di aver già sperimentato la relativa tecnologia in un test a terra lo scorso anno e in un test missilistico condotto a maggio. Ad oggi la Corea del Nord ha un arsenale balistico consolidato e molto sviluppato che comprende missili a corto raggio, medio raggio, raggio intermedio e lungo raggio. Per quanto riguarda i missili a raggio intermedio, il primo della serie è stato il TAEPODONG-1, forse costruito in una cinquantina di esemplari a partire dalla seconda metà degli anni ‘90. Si tratta di un missile a propellente liquido, basato in silos, accreditato di una gittata di oltre 2.500 km e dotato di una testata del peso inferiore ai 1.000 kg. Dal TAEOPODONG-1, la Corea del Nord ha poi derivato il TAEOPODONG-2, il primo missile balistico intercontinentale di cui dispone il Paese. Il TAEPODONG-2 è un missile tristadio a propellente liquido, basato in silos, dalla gittata stimata in circa 6.000 km per una capacità di payload di appena 1.000 kg (ma che si ridurrebbe a 500 kg per ottenere la gittata massima di 9.000 km). Il sistema, che utilizza per gli stadi i motori dei missili a medio raggio NODONG e corto raggio SCUD, è stato impiegato per mettere in orbita i piccoli satelliti KWANGMYŎNGSŎNG-3, nel dicembre 2012, e KWAMONGSONG-4, nel febbraio 2016, e, dunque, è da ritenersi operativo anche se non è chiaro di quanti esemplari disponga il regime. Negli ultimi anni, Pyongyang ha anche sviluppato altri missili a raggio intermedio ed altre tipologie di missili intercontinentali, basati su piattaforme mobili. Nella categoria dei missili a raggio intermedio rientra il MUSUDAN, derivato dal vecchio R-27 (o SS-N-6) sovietico, SLBM (Submarine Launched Ballistic Missile) a propellente liquido, di cui, appunto, ne rappresenta un riadattamento per renderlo idoneo ad operare da terra. Il missile ha una gittata compresa tra i 2.500 ed i 4.000 km ed una testata da circa 1.200 kg; è stato testato ben 6 volte in volo, ma soltanto gli ultimi 2 test, condotti a giugno 2016, sono stati un parziale successo. Il MUSUDAN non dovrebbe essere ancora operativo, ma, non appena lo diventasse, rappresenterebbe una minaccia per i Paesi vicini e per tutte le installazioni militari americane nel teatro pacifico, Guam compresa. Nella seconda categoria, rientrano i missili KN-08 e KN-14, già mostrati in parata sottoforma di mock-up, accreditati di una gittata compresa tra i 6.000 km ed i 10.000 km. Si tratta di sistemi basati, appunto, su piattaforme mobili, a propellente liquido e derivati in parte dallo stesso MUSUDAN, di cui sembrano riutilizzare i motori. Il KN-14 potrebbe essere bistadio, a differenza del tristadio KN-08, ed essere anche più corto con un cono a punta e arrotondato. A febbraio di quest'anno, e poi ancora il 21 maggio, Pyongyang ha testato con successo anche una variante terrestre dell'SLBM KN-11 (missile bistadio a propellente solido con una gittata nell'ordine dei 1.000 km, già più volte testato con successo e lanciabile dai sottomarini classe GORAE/SINPO), denominata KN-15, dotata di una gittata più estesa e di diverse migliorie nel sistema di guida e nelle capacità di evasione delle difese avversarie. Il KN-15 è un missile bistadio a propellente solido, basato su un TEL cingolato, probabilmente di produzione locale, e accreditato di una gittata compresa tra i 1.500 ed i 2.000 km. Su RID 8/2017 grande approfondimento dedicato alle capacità militari nordcoreane.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Il ricordo del Tenente Millevoi 03-07-2017

Si è svolta ieri nella base di Shama l’inaugurazione di una lapide in ricordo della medaglia d’oro al valor militare, Tenente Andrea Millevoi, deceduto il 2 luglio del 1993 durante la missione “Ibis” (missione UNOSOM II) come casco blu in Somalia.

 

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Dentro il PISQ 23-06-2017

Lo scorso 1° giugno RID, grazie ad MBDA Italia, ha avuto la possibilità di partecipare ad una visita al Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Salto di Quirra (PISQ). Tale struttura rappresenta un centro di assoluta eccellenza nell’ambito dei poligoni d’addestramento nel panorama europeo e NATO. Durante la visita, il Comandante del Poligono Generale B.A. Giorgio Francesco Russo ci ha mostrato il corpo centrale della base e, in particolare, la nuova sala operativa C2 - dove si effettua il monitoraggio in tempo reale delle attività addestrative e sperimentali del poligono (Real Time Display) – ammodernata dalla Vitrociset nel 2015 con nuove console VTS e 2 server speculari che assicurano la ridondanza nella raccolta dati. Durante la visita, il Tenente Colonnello Massaiu ha effettuato una presentazione estremamente dettagliata del PISQ e delle diverse attività che si svolgono al suo interno. Fondato nel 1956 per la sperimentazione dei sistemi aerospaziali - attività che ha permesso all’Italia di disporre e lanciare i propri satelliti già negli anni ‘60 – dopo meno di un anno il PISQ cominciò ad essere utilizzato dall’Aeronautica Militare per la sperimentazione di missili di difesa aerea. Dal 1959 tale attività venne condivisa da Marina ed Esercito, trasformando il PISQ in un poligono per scopi addestrativi, sperimentali e scientifici totalmente interforze. Dal punto di vista geografico, il PISQ è suddiviso in 2 grosse aree: il poligono terrestre situato nell’area di Perdasdefogu, che copre circa 120 km², ed il poligono “a mare” del distaccamento AM di Capo San Lorenzo, situato lungo una piccola striscia costiera di 11 km². Il Poligono dispone di un’ampia rete radar localizzata principalmente su 60 km di costa (tratto strumentato concentrato soprattutto a sud, area maggiormente impiegata). Di questa rete fanno parte un radar per il controllo del traffico aereo dedicato e “linkato” alla rete dell’ENAV, uno di sorveglianza a bassa quota PLUTO per il sistema AA SPADA e alcuni radar navali impiegati per la sorveglianza e la scoperta di battelli sotto costa. Per il tracking sono 9 i radar presenti nell’area del Poligono: 6 radar in banda C refittati totalmente nel 2016, un vecchio radar NIKE utilizzato per il plottaggio o per l’utilizzo nelle attività di guerra elettronica e 2 radar doppler. Anche la suite di sensori presente nel Poligono è di tutto rispetto, tenuto conto dell’importanza che tali sistemi rivestono nelle attività del PISQ. Tra i sistemi ottici sono presenti 15 sensori CTD e 4 piattaforme elettroottiche multisensori con capacità IR performanti, soprattutto dal punto di vista di capacità angolare. Per le attività di addestramento dei piloti e di validazione di sistemi d’arma antimissile/antiaereo, il PISQ dispone di 31 droni bersaglio MIRACH di tipo 100/4 e 100/5 (quest’ultimo in servizio dal 2005) per la simulazione di caccia subsonici. I MIRACH possono trasportare 2 “sub target” subalari anche manovranti, come il bersaglio ad autopropulsione LOCUSTA, per simulare il lancio di un missile e, tramite kit supplementare, possono essere equipaggiati con sistemi di autoprotezione (chaff e flares) e lenti di Lunenberg per l’amplificazione della RCS (Radar Cross Section). Come detto, il PISQ è una struttura totalmente interforze e, in quanto tale, fornisce possibilità di addestramento e sperimentazione per ognuna delle FA italiane che ne faccia richiesta. Il periodo di attività “di fuoco” del poligono è di 8 mesi l’anno, dal 1° ottobre al 31 maggio, mentre nei 4 mesi “estivi” (1° giugno-30 settembre) non si effettuano tali attività a causa della forte presenza turistica nelle aree adiacenti. In tale periodo, tuttavia, proseguono le attività sperimentali che rappresentano il 15% del totale. Negli 8 mesi l’attività è stata estremamente intensa e, solo negli ultimi 2 anni, ha visto test su diversi sistemi d’arma ed esercitazioni complesse durate lunghi periodi. Tra i test effettuati, va menzionato quello riguardante l’UCAV europeo NEURON che nella primavera del 2015 è stato rischierato sulla base di Decimomannu, effettuando 12 voli sull’area del PISQ volti a testarne la bassa osservabilità (segnatura elettromagnetica ed infrarossa) e la capacità di ingaggiare un bersaglio in modo completamente autonomo. I voli sono stati effettuati a quote e con profili differenti e contro “minacce” rappresentate sia da radar ground-based che aerei. A ciò, ovviamente, bisogna aggiungere le attività di validazione che in passato hanno riguardato, tra l’altro, l’ottenimento della “combat capability” del Eurofighter TYPHOON, compresa l’integrazione dei suoi sistemi d’arma (eccezion fatta per il missile aria-aria METEOR), di quella relativa ai TORNADO ed AMX, dopo i rispettivi aggiornamenti di mezza vita MLU, ed il programma di digitalizzazione del missile antinave MBDA TESEO. Ulteriori approfondimenti e reportage completo sulla visita al PISQ su RID 8/2017.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Cerimonia schieramento battaglione NATO Lettonia 19-06-2017

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, ha presenziato, in Lettonia, alla cerimonia per lo schieramento del quarto e ultimo Battle Group multinazionale della NATO, a cui prende parte anche l’Italia con circa 160 militari, costituito in base alla decisione assunta dai Capi di Stato e di Governo dell’Alleanza durante il Summit di Varsavia lo scorso luglio.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Corso Interforze Personnel Recovery 16-06-2017

Sedici frequentatori di Esercito, Marina e Aeronautica hanno terminato presso la Scuola di Aerocooperazione di Guidonia (RM), l’8° Corso Joint Personnel Recovery (JPR).

 

 

a cura dello Stato Maggiore Difesa
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