Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Altri velivoli dell'USAF rischierati a Kandahar 30-01-2018

Il Comando Centrale dell’Aeronautica americana di stanza ad Al-Udeid ha reso noto il programma di ridislocamento di mezzi aerei e personale presso la base di Kandahar in supporto all’operazione statunitense FREEDOM’S SENTINEL ed alla RESOLUTE SUPPORT a guida NATO. 

a cura di Andrea Mottola
anteprima logo RID Variante EW per il bombardiere H-6 cinese 29-01-2018

Secondo alcune immagini emerse nei giorni scorsi, durante le recenti esercitazioni aeronavali svoltesi tra dicembre e gennaio nel Mar Cinese Meridionale, la Marina Cinese (PLANAF) ha schierato per la prima volta un nuovo tipo di velivolo da guerra elettronica.

a cura di Andrea Mottola
anteprima logo RID Con i TORNADO del 6Âș Stormo a Decimomannu 26-01-2018

"Generalmente ci rischieriamo a Decimomannu 3 volte all’anno, per campagne che durano un paio di settimane durante le quali riusciamo anche a realizzare una certa rotazione degli equipaggi e, se necessario, dei velivoli. In particolare, l’attività di poligono è necessaria a conseguire o a mantenere le qualifiche di prontezza al combattimento, per le quali sono richiesti un certo numero di sganci reali entro una certa distanza dal bersaglio". E’ con queste parole, pronunciate nell’ufficio che ospita la sala briefing del 6º Stormo, all’interno di uno dei locali dell’RSSTA (Reparto Sperimentale e di Standardizzazione Tiro Aereo), che inizia la nostra chiacchierata con il T.Col. Fabio S. Comandante del 154º Gruppo rischierato a Decimomannu per una delle periodiche campagne di tiri a fuoco reale. Fabio (abbiamo preferito non indicare il cognome del nostro interlocutore) aggiunge anche che "durante questa campagna abbiamo in programma attività aria-aria, improntate sull'impiego del missile e sull'utilizzo del cannone, quest'ultimo pure in modalità aria-suolo, sebbene sul TORNADO questi armamenti abbiano uno scopo solamente di autodifesa". Siamo infatti venuti in Sardegna per vedere da vicino come gli equipaggi delle linee TORNADO IDS ed ECR si addestrano per conseguire le qualifiche o mantenere le "currencies" propedeutiche all’impiego dell’armamento. In altre parole, volevamo vedere come A-200C ed EA-200B (questa la designazione rispettivamente del TORNADO IDS ed ECR in accordo alle "Mission Design Series" nostrane) si addestrano a fare sul serio. Quella svolta in Sardegna con il supporto logistico e operativo dell’RSSTA è un’attività che si inquadra nel contesto dei programmi addestrativi svolti dal Gruppo in ambito nazionale ed internazionale durante tutto l’arco dell’anno. Se a Ghedi si volano principalmente missioni BQ (Bassa Quota) e MQ (Media Quota) con 2 o 4 velivoli, missioni “recce” (ricognizione), aerocooperazioni e un paio di COMAO (Combined Air Operations) al mese, le campagne di tiri rientrano nel novero delle attività svolte “fuori sede”, ovvero rischierando i velivoli su altre basi. Tra queste, il poligono di Bardenas, in Spagna, che essendo molto esteso, rende disponibile una grossa varietà di target (inclusi edifici vari, pista, ecc.); il TLP (Tactical Leadership Programme) di Albacete, sempre in Spagna; oltre alle varie esercitazioni interforze e multinazionali, in Italia e all’estero. “Al TLP partecipiamo solitamente con un paio di velivoli ed altrettanti equipaggi, cercando di dare la precedenza a piloti e navigatori che non hanno mai avuto l’opportunità di prendere parte ai corsi di Albacete, che rappresentano per noi un vero e proprio punto di arrivo, per complessità dello scenario e varietà degli assetti nazionali ed internazionali coinvolti. Ma non solo. Siamo già stati e prevediamo di tornare in futuro al Polygone, al confine tra Germania e Francia, per effettuare addestramento contro alcuni specifici tipi di minaccia all’interno del poligono di Guerra Elettronica: un qualcosa di non molto diverso dal tipo di missione che voliamo di notte all’interno del PISQ (Poligono Interforze Salto di Quirra). Inoltre, abbiamo iniziato a svolgere con una certa frequenza anche attività CAS (Close Air Support) nell’area balcanica”, ci spiega Fabio.

a cura di David Cenciotti
anteprima logo RID La Marina riceve il primo F-35B (update) 25-01-2018

Come anticipato da RID, oggi la Marina Militare prende in consegna il primo F-35B italiano (BL-1). La cerimonia di consegna si svolge a Cameri alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Claudio Graziano e del Capo di Stato Maggiore della Marina Amm. Valter Girardelli. 

a cura di Pietro Batacchi
anteprima logo RID Prima esercitazione combat per il J-20 23-01-2018

Dopo essere entrato ufficialmente in servizio nel settembre dell’anno passato, lo scorso 12 gennaio il caccia stealth di Quinta Generazione Chengdu J-20 ha finalmente preso parte alla sua prima esercitazione di combattimento. Secondo quanto riportato da un comunicato dell’Aeronautica Militare Cinese, il J-20 si sarebbe confrontato con altri 2 modelli di caccia multiruolo, lo Shenyang J-16 (variante evoluta e più prestante, solo biposto, del J-11B, quest’ultimo evoluzione indigena del Su-27) e il Chengdu J-10C (basato sullo IAI LAVI israeliano), al fine di testare le capacità dell’aeromobile in una serie di manovre di tipo aria-aria con ingaggio Beyond-Visual-Range (BVR). La notizia è di particolare rilevanza, se si considera che solo qualche mese fa le autorità cinesi hanno reso per la prima volta pubblici, durante un’esibizione presso la base militare di Zhurihe (Mongolia Interna), alcuni dettagli circa l’interno del cockpit di 3 esemplari J-20. Il J-20, il cui prototipo ha compiuto il suo primo volo l’11 gennaio 2011, dovrà essere in grado di reggere il confronto con i velivoli stealth attualmente in dotazione all’Aeronautica Americana (ovvero l’F22 RAPTOR e l’F-35 LIGHTNING II), regolarmente presenti nel delicato teatro operativo dell’Asia pacifica. Sarà pertanto fondamentale, nei prossimi anni, addestrare quanti più piloti possibile all’utilizzo di questo aeroplani, in modo tale da avere una forza credibile e competitiva. Infatti, nell’ipotesi di uno scontro aereo, al J-20 spetterebbe il difficile compito di “pulire” i cieli da eventuali difese nemiche, in modo tale da lasciare spazio ad altri caccia non dotati di tecnologia a bassa rilevabilità radar. Sviluppato dalla Chengdu Aircraft Industry Group (CAIG), il J-20 si è negli anni evoluto al fine di eseguire anche missioni d’attacco a terra. Le dimensioni, confrontate con quelle di altri caccia di Quinta Generazione, sono notevoli: l’apertura alare di 15 metri lo rende più largo dei colleghi russi (Sukhoii T-50) e americani (Lockheedd Martin F-22 RAPTOR), mentre il peso (17,600 kg a vuoto) lo avvicina alle caratteristiche standard di questi velivoli. Mentre il prototipo è stato equipaggiato da 2 motori Saturn 117S di fabbricazione russa, il J-20, ora in produzione, sarà propulso da altrettanti WS-10G, disegnati e costruiti dalla cinese Shenyang Liming Aircraft Engine Company, che consentiranno all’aereo di sviluppare una velocità superiore agli attuali 1,7 Mach. La notevole autonomia, di circa 3.400 km, consentirà inoltre al J-20 di condurre missioni su distanze importanti, requisito fondamentale per operare nel teatro Asia-Pacifico. Una sfida, dunque, posta direttamente alla supremazia aerea degli Stati Uniti, fino a oggi gli unici in grado di impiegare e dispiegare dei caccia di Quinta Generazione pienamente operativi. Anche se il traguardo raggiunto dalla Cina è significativo, il J-20 avrà bisogno di ancora qualche tempo, sia per avviare la produzione di massa, che per essere utilizzato in operazioni di combattimento. Per farsi un’idea, basti guardare al lungo e travagliato percorso intrapreso dalla stessa US Air Force nello sviluppare appieno le potenzialità di velivoli di quinta generazione (un esempio per tutti: l’F-35). Del resto, molti dettagli restano tuttora ignoti, e l’effettiva competitività con i caccia americani è ancora tutta da dimostrare. Oltre agli 8 prototipi finora sviluppati, sarebbero almeno 6 i J-20 di preserie attualmente in servizio, mentre ci si aspetta che entro la fine del 2020, con la produzione di massa, l’Aeronautica cinese possa raggiungere i 100 esemplari, con una media di almeno 3 velivoli costruiti ogni mese.

a cura di Andrea Schiaffino
anteprima logo RID Operativo il secondo CAEW italiano 22-01-2018

E’ divenuto operativo in questi giorni il secondo aereo radar dell’Aeronautica Militare italiana: un Gulfstream G550 CAEW, bireattore leggero di derivazione commerciale militarizzato e customizzato in Israele dalla IAI. I 2 velivoli, il primo consegnato il 19 dicembre 2016, il secondo giunto in Italia un anno dopo, sono infatti il frutto di un accordo siglato nel 2012, nell’ambito delle compensazioni industriali relative alla vendita ad Israele di 30 addestratori avanzati M-346 (ribattezzati LAVI). Compensazione che pone fine ad una carenza negli assetti dell’AM, che data agli anni ’80, quando si iniziò a proporre l’acquisto di un aereo radar nazionale, da affiancare agli AWACS cogestiti in ambito NATO, anche con personale tricolore. Il programma per l’aereo radar in questi 30 anni è scomparso e riapparso con frequenza carsica, con particolare urgenza dopo l’avvio delle consegne dei primi caccia TYPHOON, simbolo del rinnovamento della difesa aerea italiana. E dopo aver preso in considerazione svariate opzioni, dal sistema WEDGETAIL a C-130J “customizzati”, la svolta israeliana del 2012. Il Gulfstream G-550 CAEW (Conformal Airborne Early Warning) è uno dei sistemi di sorveglianza aerea più sofisticati al mondo, in grado di monitorare a 360° uno spazio sino a 370 km di raggio, grazie al radar AESA EL/W-2085 multibanda (S e L) dell’israeliana IAI-Elta. Il sistema comprende anche pod ELINT, e presumibilmente anche COMINT, un sistema di comunicazioni configurato secondo gli standard della NATO, e un sofisticato sistema di auto-protezione con sensori attivi e passivi, più le contromisure. Infine, il computer di missione può fornire un’immagine digitalizzata di uno scenario in 3D: aereo, marittimo e terrestre, che integra tutti i dati forniti da sensori e datalink, oltre a sistemi per comunicazioni satellitari, pianificazione e analisi di missioni tipo MSS (Mission Support System), e infine un apparato di simulazione per l’addestramento del personale. Non va dimenticato che questo velivolo è in servizio dal 2005 con l’Aeronautica Israeliana, il che ne certifica il livello di eccellenza; e anche – sebbene non vi siano dati certi – il livello di combat proven, soprattutto alla luce delle operazioni aeree in corso nei cieli siriani. Sulla base di questa esperienza l’AM potrebbe acquisire, anche in tempi ragionevolmente brevi, pure un G-550 in variante SIGINT dedicata noto come SEMA (Special Electronic Missions Aircraft che è in ballo con l’ AISREW (Airborne Intelligence, Surveillance, Reconnaissance, and Electronic Warfare) di L3, basato sempre su piattaforma G550).

a cura di Giuliano Da Frè
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