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Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID A bordo del CAVOUR

Lo scorso 7 maggio RID ha avuto la possibilità di salire a bordo della portaeromobili CAVOUR in partenza dal porto di Civitavecchia per partecipare all’esercitazione Mare Aperto 2018, evento addestrativo della durata di 11 giorni e diviso in 5 fasi - di cui 3 operative – che rappresenta la principale attività addestrativa avanzata interforze ed internazionale della Marina Militare. 

anteprima logo RID Via all’upgrade degli elicotteri TIGER

Il Ministro della Difesa francese Florence Parly ha annunciato il lancio del programma di ammodernamento di mezza vita degli elicotteri da ricognizione armata e attacco Airbus Helicopter TIGER. Il programma, che porterà le macchine ad uno standard definito come “TIGER Standard 3”, mira ad adeguarne le prestazioni all'evoluzione della minaccia mantenendole in servizio fino a dopo il 2040. Centrale nell’ambito del programma sarà anche l’adozione di un nuovo missile aria-superficie che MBDA ha già iniziato a sviluppare.

anteprima logo RID Sei C-130J per la Germania

Il Dipartimento di Stato americano ha autorizzato la vendita alla Germania in FMS di 3 velivoli da trasporto C-130J-30 e 3 aerorifornitori KC-130J. Il valore potenziale della commessa è di 1,4 miliardi di dollari.

anteprima logo RID Ultima navigazione per l’AUDACE  

Oggi ha preso il largo per il suo ultimo viaggio nave AUDACE (D 551, 1973-2006) diretta verso il sito di Aliaga in Turchia dove raggiungerà il cacciatorpediniere ARDITO (D 550, 1973-2006).  Le due unità navali per più di 35 anni di servizio hanno rappresentato un fiore all’occhiello del Paese,  in Italia e all’estero partecipando a numerose missioni operative in diversi bacini del mondo assicurando, al contempo, grande consenso e lustro alla Forza armata e alla Nazione. Dopo aver lasciato il servizio attivo nel 2006, dopo oltre 10 anni di ormeggio alle banchine della base di La Spezia, a dicembre 2017 le 2 navi sono state cedute, a cura dell’Agenzia Industrie Difesa (AID), a mezzo  di asta pubblica internazionale in ambito Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), al cantiere turco Istanbul Shipyard. Il fisiologico “avvio al riciclaggio” delle 2 ex navi della Marina Militare rappresenta certamente una perdita di un pezzo della nostra storia marinara, tuttavia la cessione al cantiere demolitore ha assicurato un afflusso di risorse per le manutenzioni sulle unità in linea della Marina Militare che saranno eseguite dagli  stabilimenti industriali nazionali.   Ad oggi, nei vari sorgitori della Forza Armata sono in attesa di avvio al riciclaggio e/o di concrete proposte di “recupero” per altri scopi  - quali le “musealizzazioni” - un numero sempre crescente di mezzi che vengono dismessi a causa della oggettiva vetustà.   A giugno ulteriori decisioni dovranno essere prese, quindi, per l’eventuale “avvio al riciclaggio”  di altre unità navali dal passato glorioso, simboli di storia della marineria e dell’industria navale italiana da molti anni in disarmo, che sono state spesso associate a progetti di musealizzazione. La Marina Militare si è sempre espressa favorevolmente per questa soluzione ma al contempo è sempre stato chiaro che, non disponendo di risorse dedicabili a tale scopo, i relativi oneri di bonifica, messa in sicurezza, trasferimento ed allestimento museale debbano essere necessariamente a carico delle Amministrazioni/Istituzioni proponenti. Purtroppo, ad oggi, la Forza Armata non ha ricevuto, per queste unità dismesse, alcuna iniziativa finanziariamente e tecnicamente concreta e si è ormai giunti alla condizione per cui la Marina non può continuare a sostenere il loro mantenimento in condizioni di sicurezza, sottraendo risorse finanziare destinate alle esigenze delle Unità operative.

anteprima logo RID Via al refit (limitato) della KUZNETSOV

Nell’ultima settimana di aprile, il Ministero della Difesa russo ha comunicato l’avvenuta firma con la United Shipbuilding Corporation del contratto riguardante il refit dell’incrociatore lanciamissili portaeromobili ADMIRAL KUZNETSOV. Nello specifico, il contratto prevede un aggiornamento limitato della nave, a fronte di un costo che oscilla tra i 55 ed i 62 miliardi di rubli (rispettivamente 736 e 829 milioni di euro), con riconsegna prevista nella seconda metà del 2020 e rientro in servizio operativo a giugno/luglio 2021. I lavori si svolgeranno presso il 35° Centro di Riparazioni Navali della Severodvinsk Zvezdochka a Murmansk. La grossa parte del refit interesserà il sistema di propulsione, con l’adozione di caldaie a vapore più moderne rispetto a quelle attuali, ed il rimpiazzo del radar di scoperta ed early warning a 4 facce fisse Mars-Passat (Sky Watch in denominazione NATO), sistema di prima generazione risalente al periodo sovietico. Al suo posto, dovrebbe essere montato un non ben specificato sistema di recente generazione Poliment-Redut. Verranno effettuati, inoltre, interventi anche su parte del ponte di volo, in particolare è previsto il rifacimento del rivestimento dello ski-jump, e verranno sostituiti il sistema ed i cavi d’arresto dei velivoli, nonché il sistema d’illuminazione per gli appontaggi. Inoltre, è probabile, anche se non tutte le fotni concordano, un aggiornamento dei sistemi d’arma. In particolare, sembrerebbe che la KUZNETSOV verrà equipaggiata con complessi per la difesa aerea a breve raggio PANTSIR-M, versione navalizzata del sistema terrestre PANTSIR-S1, e con il sistema missilistico a medio raggio S-350E VITYAZ/REDUT - variante navale dell’omonimo sistema terrestre che risulta in fase di sviluppo ormai quasi decennale – al posto dell’attuale sistema a corto-medio raggio SA-N-9. Per questioni di fondi non dovrebbero, invece, essere adottati i missili land attack KALIBR al posto dell’attuale batteria di missili antinave pesanti GRANIT. Ulteriori approfondimenti su RID 6/18.

anteprima logo RID L’US Navy guarda a nuovi incrociatori

L’US Navy è tornata a valutare l'acquisizione di un sostituto degli icrociatori lanciamissili classe TICONDERGA. Come ha di recente confermato l’Ammiraglio John M. Richardson, dal 2015 Chief of Naval Operations della US Navy, il sostituto dei “TICO” dovrà in particolare fare tesoro dell’esperienza tecnica acquisita con lo sviluppo del sistema AEGIS dei BURKE nelle varianti più avanzate, e con la costruzione degli ZUMWALT. Inoltre, al pari di quanto si è fatto per il programma FFG/X, che ha visto il Pentagono puntare su progetti anche stranieri già maturi, da customizzare radicalmente (e che vede in gara 5 proposte, compresa la FREMM di Fincantieri), anche per i nuovi incrociatori – presumibilmente il programma si chiamerà CG/X – gli ammiragli ragioneranno anche su progetti e tecnologie già esistenti. O in fase di sviluppo avanzato. Tuttavia, contrariamente a quanto accade per la categoria delle fregate, con un ampio mercato, di incrociatori veri e propri si parla solo nelle Marine americana, russa e cinese. E tenendo conto del fatto che Richardson intende lanciare la fase progettuale nell’anno fiscale 2019, per arrivare all’avvio delle consegne delle nuove unità dal 2029, la scelta è limitata a una lista molto corta. Si parte essenzialmente dai BURKE Flight-III, dagli ZUMWALT, e dalle grandi fregate britanniche Type-26. Tuttavia, il nuovo incrociatore, che disporrà di un sistema AEGIS di nuova generazione e del radar AN/SPY-6, di sensoristica avveniristica, di cannoni railgun elettromagnetici, e armi laser, richiederà grandi quantità di energia, e andrà tarato anche per le necessità future garantendo ampi margini di crescita, per navi destinate a restare in servizio 35 anni come minimo. Attualmente, solo lo ZUMWALT appare in parte adeguato a rispondere a queste esigenze, pur presentando dei limiti, mentre le forme dello scafo e le caratteristiche generali vengono considerate un buon punto di partenza per il design stealth e gli spazi garantiti, sebbene siano emersi problemi di stabilità nautica. Accanto a questa ipotesi, ne sta emergendo un’altra con gli studi effettuati dal cantiere Huntington Ingalls per realizzare una mini-arsenal ship basata sulle LPD tipo SAN ANTONIO, unità anfibie da 25.000 t che secondo gli ingegneri potrebbero essere riconfigurate come lanciamissili per missili cruise, antinave e antiaerei/antimissile. Un altro punto da chiarire resta poi se e quanta modularità applicare al progetto del nuovo incrociatore, alla luce dei problemi emersi con le LCS, altro programma di riferimento (nel bene e …nel male) della US Navy del XXI secolo. Infine, la questione dei costi. L’approccio simile a quello adottato per le FFG-X appare positivo: ma l’esperienza fatta con gli ZUMWALT (o i sottomarini SEAWOLF) sono una spada di Damocle, soprattutto per una categoria ormai poco esplorata. Ma è anche vero che i 10 miliardi di dollari spesi per i 3 super caccia di nuova generazione potrebbero servire a lanciare una nuova classe di grandi unità di superficie, destinate non solo a sostituire i TICO, ma anche i BURKE più anziani, che dal 2026 inizieranno a raggiungere i 35 anni di vita.

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