Notizie a cura di RID
anteprima L'Australia riceve il cacciatorpediniere Hobart 05-10-2017

Finalmente è arrivato. Con circa 2 anni di ritardo sul cronoprogramma iniziale, il 23 settembre (tre mesi dopo la consegna amministrativa, avvenuta il 19 giugno) è infatti ufficialmente entrato in servizio con la Royal Australian Navy (RAN) il cacciatorpediniere da difesa aerea, ma con ampie capacità multiruolo, HOBART; capoclasse di un gruppo di 3 unità in costruzione dal 2012 e derivate dalle F-100 di Navantia, cui furono ordinate nel 2007 nell’ambito del programma SEA-4000. 

a cura di Giuliano Da Frè
anteprima Ecco il Master in Cyber Security 04-10-2017

Insegnare agli studenti la capacità di essere innovativi e a scommettere sulle professioni del futuro, creando un sistema di nuove prospettive di formazione e di lavoro, come quelle legate al tema della sicurezza informatica, considerata la seconda emergenza in Europa dopo il cambiamento climatico e prima dell’immigrazione. Con queste premesse, l'Università LUISS Guido Carli, in partnership con Elettronica SpA, ha presentato oggi il primo Master in Cyber Security, volto a formare nuovi professionisti del settore, capaci di gestire le frodi e gli attacchi informatici e di interpretare le ricadute di un fenomeno cruciale per la competitività dell’Italia nel contesto internazionale dell’industria 4.0. La giornata, svoltasi nella splendida cornice di Villa Blanc (Roma), nuova sede della Business School della LUISS, ha offerto anche l'occasione per un confronto a tutto campo sulla tematica al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro degli Interni Marco Minniti, il Presidente e CEO di Elettronica Enzo Benigni, il Presidente della LUISS Emma Marcegaglia, il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ed il Vice Direttore del DIS (Dipartimento Informazioni e Sicurezza) Paolo Ciocca. Il tutto moderato dall'ottimo Gianni Riotta, editorialista de La Stampa. Gli interventi si sono tutti concentrati sulla necessità di un approccio multidisciplinare per fronteggiare, e rispondere, ad una minaccia sempre più complessa e subdola, ma devastante, come quella cibernetica e sulla necessità di sviluppare una sinergia, anzi una vera e propria alleanza, per utilizzare le parole del Ministro Minniti, tra istituzioni, imprese ed università. L'obbiettivo è quello di affermare una nuova cultura della cyber e dei professionisti a tutto tondo in grado di affrontare e di ridurre i rischi derivanti dagli attacchi cyber. Il Presidente di Elettronica Enzo Bengni ha sviluppato ancor di più questo concetto rimarcando il fatto che la sua azienda sta spingendo da tempo per far crescere le sinergie con l'università recuperando una cultura che sia poi il più possibile fruibile per le stesse imprese e per il mondo del lavoro. E questo Master, il cui protocollo è stato firmato tra Elettronica e LUISS il 20 settembre, va proprio in tale direzione e mira ad avere un taglio fortemente interdisciplinare in cui aspetti legali, economici, politici, digitali e informatici, possano essere al servizio di un sistema di ricerca e analisi, tra pubblico e privato, che consenta lo sviluppo di una economia che governi la rivoluzione tecnologica. A tirare un pò le fila di tutti gli interventi ci ha pensato, poi, il Ministro Minniti - che ancora una volta ha dimostrato di padroneggiare in maniera eccellente i fondamentali dell'interlligence e della sicurezza - il cui intervento si è concentrato sul sempre più stretto legame tra sicurezza e Web toccando diversi aspetti. Dall'impiego che l'ISIS fa di Internet – grazie al quale è possibile convertire, reclutare e trasferire, ovvero trasferire per emulare o per veicolare esperienze/expertise – all'ampiezza della minaccia cyber, che può arrivare fino a sfidare l'espressione del consenso in una democrazia, per finire al ruolo centrale che il DIS ha assunto nella politica pubblica italiana sulla cyber (a seguito del DPCM Gentiloni dello scorso febbraio). Il Master, che prenderà il via all’inizio del nuovo anno, sarà diretto dalla Prof.ssa Paola Severino, Rettore della LUISS, dal Prof. Andrea Prencipe, Prorettore Vicario LUISS e docente di Innovation Management, e dal Prof. Luciano Floridi, Direttore del Laboratorio di Etica digitale al Oxford Internet Institute e Professore di Filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford. Le iscrizioni saranno aperte fino a fine novembre e sarà possibile candidarsi per una borsa di studio a copertura integrale messa a disposizione dalla Elettronica S.p.A.  

a cura di Pietro Batacchi
anteprima SU-35 per gli Emirati Arabi Uniti? 04-10-2017

Secondo alcune fonti vicine alla Difesa russa e a quella emiratina, gli Emirati Arabi Uniti vorrebbero acquistare dalla Russia un numero imprecisato di caccia multiruolo Su-35 FLANKER-E, con un accordo che potrebbe essere firmato entro la fine dell’anno.

a cura di Andrea Mottola
anteprima F-35 diventa il principale programma della Difesa 03-10-2017

Da quest'anno il caccia multiruolo F-35 è diventato il più importante programma della Difesa italiana con uno stanziamento di 724 milioni di euro. Si tratta del finanziamento più cospicuo, superiore anche a quello per il caccia Eurofighter TYPHOON (che quest'anno ottiene a bilancio 717 milioni di euro), tra quelli che vanno a sostene i programmi di acquisizione del Ministero della Difesa. I fondi per l'F-35 , tutti rigorosamente inscritti nel bilancio ordinario della Difesa, saliranno poi a 727 milioni nel 2018 ed a 747 milioni nel 2019 consentendo di sostenere la cosiddetta Fase 1 del programma, ovvero la fase associata allo sviluppo ed all'acquisizione dei velivoli appartenenti ai lotti di produzione LRIP (Low Rate Initial Production). Tale fase doveva terminare nel 2019, ma è slittata di un anno a causa del ritardo della conclusione della fase di sviluppo del velivolo. Nel 2021 partirà poi la Fase 2 relativa alle acquisizioni pluriennali di serie. Ad oggi, l'Italia ha ordinato 15 aerei, compresi i 3 del LRIP 11 (2 F-35A ed un F-35B), e 4 sono già dispiegati presso la base di Amendola dell'Aeronautica dove stanno conducendo l’attività addestrativa. Si tratta di velivoli dotati di software Block 3i/2B, mentre una versione iniziale del Block 3F, ovvero del software che garantisce al velivolo una completa capacità bellica, è in fase d’introduzione sugli F-35A della base adedstrativa di Luke (Arizona) e sugli F-35A del 34° Fighter Squadron di Hill (Utah), i cui velivoli dovrebbero essere rischierati nel Pacifico entro l’anno, nonché sugli F-35B del VMFA-121 “Green Knights” dei Marines già presenti nella base aerea giapponese di Iwakuni.  La release finale del Block 3F è prevista per metà del 2018, con un ritardo di oltre un anno rispetto ai programmi iniziali.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Ecco la prima base USA in Israele 02-10-2017

Il 18 settembre gli Stati Uniti hanno ufficialmente comunicato la loro prima presenza fissa in territorio israeliano, la Site 883 Life Support Area. Una piccola cerimonia si è tenuta sulla base militare di Mashabim, nel deserto del Negev, che già ospita altri reparti dell’Israeli Air Defense Command (il comando della difesa aerea israeliana che gestisce la difesa missilistica). Il complesso statunitense comprende alcune palazzine destinate ad ospitare i militari dello U.S. European Command (EUCOM) che gestiscono il radar mobile antimissile AN/TPY-2, schierato nel Negev dal 2009. Sebbene si tratti di un sedime piccolo, in grado di accogliere tra i 40 e i 100 uomini, sia Israele che gli Stati Uniti hanno enfatizzato molto l’evento, il quale è il punto di arrivo di una serie di accordi stipulati con il Presidente Obama a partire 2008, e confermati nel tempo. Gli ufficiali israeliani hanno parlato di “base statunitense” in territorio israeliano, mentre gli Stati Uniti hanno cautamente precisato che si tratta di una “facility logistica” all’interno di una base israeliana. Poco cambia, in realtà, sul ruolo statunitense in Israele, specialmente da quando è stato schierato il radar. Infatti, sebbene almeno parte del contingente si stabilirà nei pressi del kibbuz di Mashabei Sadeh, la posizione reale del radar è poco chiara. Alcune fonti lo riportano presso la facility radio di Dimona, altre presso la base aerea di Ramon, altre ancora presso la base aerea di Nevatim o addirittura presso una postazione fissa dell’intelligence israeliana sul monte Keren. Più probabilmente, il sistema non ha una postazione unica e si sposta periodicamente proprio per non dare punti di riferimento. L’AN/TPY-2 è un radar mobile in banda X ad altissima risoluzione e lungo raggio. Il sistema è autocarrato e comprende una grande antenna rettangolare con superficie di oltre 9 m2 (contenente oltre 25.000 moduli), un centro comando, generatori di energia, modulo supporto tecnico e alcuni container logistici, cui si aggiungono i veicoli di una piccola scorta. Tutto è costruito per operare in condizioni climatiche estreme, incluso l’ambiente desertico. Il TPY-2 può operare in 2 modalità: “forward-based mode”, in funzione di sorveglianza e pre-allarme a livello regionale, e “terminal mode”, ovvero asservito al sistema anti-missile Terminal High Altitude Area Defense (THAAD), per intercettare i missili balistici nella fase terminale del rientro in atmosfera. L’AN/TPY-2 presente nel Negev è utilizzato in modalità forward-based, configurazione che permette di acquisire, tracciare, discriminare, classificare, identificare e calcolare la traiettoria di minacce balistiche di ogni natura (SRBM, MRBM, IRBM e LRBM) a partire dalla fase di lancio. In questa modalità, il raggio d’azione del radar supererebbe i 5.000 km contro i “soli” 1.000 km di quando utilizzato in “terminal mode”. La grande portata consentirebbe agli Stati Uniti di scoprire il lancio di un missile balistico 6-7 minuti prima dei radar GREEN PINE/SUPER GREEN PINE israeliani (accreditati di 500 e 8-900 km rispettivamente) che servono le batterie del sistema antimissile ARROW-2/3, raddoppiandone il preavviso – gli israeliani avrebbero 11-13 minuti per reagire invece di 5-6. Tuttavia, la gestione delle informazioni rimane esclusivamente statunitense. Il TPY-2 rappresenta uno dei nodi della BMD (Ballistic Missile Defense) americana, integrato grazie al Command and Control, Battle Management and Communications (C2BMC) della Missile Defense Agency (MDA). E’ probabile che le 2 vistose antenne fisse installate a sudovest del Negev Nuclear Research Center servano proprio ad assicurare (o facilitare) il collegamento diretto e continuo tra il TPY-2 e gli Stati Uniti. In caso di lancio, sarebbe quindi la catena di comando statunitense ad avvertire prontamente gli israeliani della minaccia in arrivo, migliorando ulteriormente la già impressionante reattività delle batterie ARROW-2/3 e DAVID’S SLING. In questo modo gli Statunitensi si garantiscono il diretto e completo flusso di informazioni, mentre gli Israeliani si assicurano che gli Stati Uniti siano coinvolti fin dalle prime fasi di un confronto militare di questo livello.

a cura di Marco Giulio Barone
anteprima Nuova ala per l'AW-609 29-09-2017

Il gruppo Magnaghi ha lanciato un progetto, nell’ambito del programma di ricerca europeo CLEAN SKY 2, per sviluppare un’ innovativa ala in composito per il convertiplano civile Leonardo Elicotteri AW-609. La nuova ala contribuirà ad un sostanziale incremento di prestazioni in termini di efficienza aerodinamica e riduzione del peso grazie all’impiego di avanzate tecniche di progettazione ed innovative tecnologie di produzione ed assemblaggio a basso impatto ambientale. Ciò consentirà inoltre di incrementare sensibilmente il rapporto tra efficienza e costi di gestione nonché ridurre significativamente le emissioni di CO2 e l’inquinamento acustico del velivolo. Questo ambizioso progetto, che mira a sviluppare un prototipo di nuova ala in due anni e mezzo, rappresenta una concreta occasione di crescita per il Gruppo Magnaghi, in quanto naturale evoluzione delle competenze maturate durante il programma Bombardier C-Series sul quale è impegnato dal 2009 in progettazione, test, certificazione e produzione di flaps, spoiler e porte carrello. L’avanzata proposta tecnica, presentata alla Comunità Europea con acronimo TWING, è stata realizzata in collaborazione con partner internazionali tra cui importanti centri di eccellenza come il CIRA, che avrà il ruolo di coordinatore, l’Università di Napoli Federico II ed altre 3 PMI, di cui 2 della Regione Campania (OMI e SSM) ed una tedesca (IBK), con consolidata esperienza nei rispettivi settori di competenza. La compagine di progetto sarà guidata da MAGNAGHI e SALVER in qualità di leader industriali per una quota parte di attività pari a circa il 60% dell’intero progetto. MAGNAGHI sarà responsabile delle attività di progettazione e qualifica a supporto di Leonardo per l’ottenimento dell’autorizzazione al volo. Invece SALVER sarà responsabile delle attività di produzione, assemblaggio ed ispezioni non distruttive dell’ala.

a cura di Redazione
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