LEONARDO
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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID Ankara termina SCUDO DELL'EUFRATE, e ora?

Il Consiglio Nazionale per la Sicurezza turco ha dichiarato la fine dell'Operazione SCUDO DELL'EUFRATE lanciata nel nord della Siria a fine agosto 2016 a seguito degli accordi Putin-Erdogan del 9 agosto. L'operazione è stata condotta da Ankara impiegando combattenti locali in gran parte dell'FSA (Free Syrian Army, realtà egemonizzata dalla Fratellanza Musulmana siriana), appoggiati da da forze speciali e regolari turchi, e da raid dell'Aeronautica Turca, ed aveva l'obbiettivo ufficiale di allontanare la minaccia del Daesh dal confine turco ma, soprattutto, quello di prevenire la riunificazione dei 2 cantoni curdo-siriani di Afrin e Hasakah.

anteprima logo RID Haftar si riprende la Mezzaluna, e l’Italia?

Le forze fedeli al Generale Haftar hanno riconquistato i terminal petroliferi della cosiddetta Mezzaluna libica di Sidra e Ras Lanuf. I miliziani islamisti della Benghazi Defence Brigade, scissionisti del Consiglio dei Rivoluzionari di Bengasi che rispondono al Mufti Ghariani, che avevano conquistato i terminal 10 giorni fa, e le Guardie Petrolifere di Saleh Abu Khamada, inviate dal Consiglio Presidenziale di Serraj a presidiarli assieme a miliziani misuratini, si sono ritirate per ri-raggrupparsi nell'oasi di Jufra. La controffensiva di Haftar – condotta con l'ausilio di mercenari del Ciad e del Sudan, e pare anche di contractors russi, è stata supportata da intensi raid aerei rivelatisi decisivi. Raid che potrebbero essere stati in parte condotti pure da velivoli dell'Aeronautica Egiziana, anche se al momento non ci sono conferme, dopo che per giorni gli uomini di Haftar avevano chiesto aiuto al Cairo per ristabilire la situazione.

anteprima logo RID La battaglia della Mezzaluna petrolifera

La situazione nella Mezzaluna petrolifera libica si fa sempre più calda. Dopo circa una settimana di brevi scontri, che hanno fatto seguito alla conquista dei terminal petroliferi di Ras Lanuf e Sidra da parte delle Brigate di Difesa di Bengasi, le forze del Gen. Haftar, ammassate tra Agedabia e Brega – uno dei terminal ancora sotto il loro controllo, insieme a quello di Zueitina – hanno lanciato una pesante controffensiva.

anteprima logo RID Haftar perde (per ora) la Mezzaluna petrolifera

Nelle ultime ore la situazione libica ha subito diversi sviluppi. Se a Tripoli la situazione sembra momentaneamente meno tesa - dopo il fallito attentato del 20/2 contro un convoglio all’interno del quale viaggiavano anche il capo del Consiglio di Stato Swehli e il Comandante della Guardia Presidenziale Nakua – tale da rendere possibile la visita a Mosca del Primo Ministro Serraj, che ha incontrato il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, in Cirenaica e, soprattutto, nella Mezzaluna petrolifera, invece, la situazione è decisamente più tesa. Le forze di Haftar continuano ad essere molto impegnate su più fronti: quello dell’area bengasina, che continua ad essere infestata da forze di Ansar al-Sharia, ormai quasi definitivamente snidate dal centro della città, ma ancora presenti nell’area sudoccidentale della periferia; quello di Derna, dove ancora è forte la presenza delle milizie riconducibili al Consiglio della Shura dei Mujahideen; e, soprattutto, nella Mezzaluna petrolifera dove, lo scorso 3 marzo, le forze appartenenti alle “Brigate per la Difesa di Bengasi” -

anteprima logo RID NATO e Italia: il bilancio post-Mattis

Il richiamo di James Mattis al “fair burden sharing” tra alleati in seno alla NATO ha suscitato preoccupazione per diversi motivi, tra cui le priorità politiche della nuova amministrazione Trump, la dipendenza strategica dei Paesi europei dall’ombrello statunitense, e la difficoltà dei Governi europei a reperire risorse, stretti tra opinioni pubbliche ostili e vincoli di bilancio. L’Italia non fa eccezione. Tuttavia, l’argomento è più complesso perché riguarda il peso e il ruolo del Paese nel suo complesso, nel bene e nel male

anteprima logo RID Napoli: hub NATO per il sud

Dalla Ministeriale NATO di Bruxelles stanno emergendo i primi elementi relativi al ruolo del Comando NATO di Napoli (JFC, Joint Forces Command Napoli) nell’ambito della nuova strategia NATO per il fianco sud (fortemente voluta dall’Italia). In particolare, il Comando verrà dotato di un hub, o di una “super-cellula”, di circa 100 persone che si occuperanno prevalentemente di intelligence e analisi delle minacce

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