Notizie a cura di RID
anteprima CyberTech 2017 29-09-2017

Il 26 e il 27 settembre si è svolta a Roma la 2ª edizione del CyberTech, evento organizzato in collaborazione con Leonardo, uno dei principali appuntamenti del settore a livello mondiale e al quale hanno partecipato le principali aziende del settore e i soggetti istituzionali ad esso legati. Durante la 2 giorni di conferenze ed esposizioni sulle ultime innovazioni del mondo virtuale, il tema principale è stato quello della cybersecurity; in particolare, le iniziative europee in tema di standardizzazione delle politiche di sicurezza cyber, le strategie di sviluppo dei principali player mondiali, le applicazioni nelle infrastrutture critiche e nei sistemi di utilizzo quotidiano e la capacità di innovazione di Università, start up e delle PMI europee. A tal proposito, infatti, ci sono da considerare gli elementi emersi da alcune stime di mercato, che parlano dell’80% delle imprese europee colpite da attacchi cyber nell’ultimo biennio, il 71% dei quali effettuati ai danni di aziende con meno di 100 dipendenti. Inoltre, secondo uno studio pubblicato da Accenture nel 2017, il costo medio dei crimini informatici a livello mondiale ha raggiunto 11,7 milioni di dollari per azienda (6,73 milioni la media per le aziende italiane), con un aumento del 23% rispetto al 2016 dovuto in larga parte ad attacchi malware come WannaCry e Petya. Tra i vari relatori, presenti l’AD di Leonardo, Alessandro Profumo, il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, e diversi esponenti di aziende leader nel settore (Kaspersky, RSA, Cisco, Accenture) e di istituzioni internazionali (Commissione UE, Parlamento Europeo), nazionali (MISE, Ministero dell’Interno, DIS, Polizia Postale, ENAV) e di altri paesi (Regno Unito, Israele, Estonia). Nel suo intervento d’apertura dei lavori, l’AD di Leonardo Alessandro Profumo ha sottolineato come “la cybersecurity rappresenti una priorità assoluta, nella quale Leonardo riconferma il proprio impegno per lo sviluppo tecnologico e la cooperazione/sinergica tra settore pubblico e privato, ma anche tra i vari Paesi e tra agenzie ed aziende, vitale per creare un fronte comune nella lotta al cybercrime”. Sinergie che possono essere create: aumentando la percezione del rischio; facendo gioco di squadra, soprattutto in Europa seguendo la Direttiva NIS (Network & Information Security) che impone l’adozione di misure di sicurezza comuni; unire pubblico e privato come sistema Governo-Industria-Università, sulla falsariga di quanto sta realizzando Israele con il distretto tecnologico di Silicon Wadi che ospita Università, centri di ricerca, grandi aziende, organizzazioni istituzionali e start-up; innovare continuamente, puntando ad una nuova generazione di prodotti con tecnologie duali; sviluppare competenze cyber; valorizzare le start-up attive in tale settore; aumentare la competitività. L’AD ha proseguito ricordando come “la tecnologia non può esistere senza le persone, ragion per cui diventa assolutamente necessario investire nella formazione per diffondere la cultura della sicurezza”. Riguardo agli investimenti, Profumo ha parlato di una spesa nel settore della cybersecurity “in forte crescita nel prossimo futuro. Se fino a oggi, di fatto, la sicurezza informatica si è concentrata su come reagire a un attacco – ha spiegato – ora la nuova frontiera è rappresentata dallo sviluppo di strumenti di cyber intelligence che prevedono e anticipano le mosse del nemico”. E, in tal senso, andranno indirizzati nuovi investimenti. Secondo i dati elaborati da Leonardo, infatti, il mercato globale della cybersecurity passerà da 120 miliardi di euro nel 2017, a circa 180 nel 2021. All’interno di tale cifra, l’Europa rappresenta il 25% del mercato, con un valore economico che nel 2021 raggiungerà i 44,6 miliardi di euro. Molti degli argomenti evidenziati da Profumo sono stati ripresi dall’intervento del Ministro Pinotti, che ha sottolineato come “l’ampia partecipazione di aziende attive nella cybersecurity all’evento, testimonia l’importanza del settore per il funzionamento dei servizi della società e di come ciò renda imprescindibile una sua tutela. Una tutela dal cybercrime che non deve essere di dominio esclusivo dello Stato e delle istituzioni pubbliche, il cui ruolo resta importante nell’ambito delle risorse destinate alla cybersecurity, ma anche dei privati, dai singoli alle grandi aziende informatiche. Gli attori tecnologici attivi nel settore cybersecurity devono essere coinvolti nei temi dello Stato, serve collaborazione ad ogni livello, ma è un terreno importante per costruire partnership tra pubblico e privato”. Il Ministro ha proseguito il suo intervento ricordando come “troppo a lungo sia stato sottovalutato il potenziale cyber anche nell’ambito terroristico e, in particolare, nella radicalizzazione degli individui e di come, ad oggi, le capacità offensive cyber siano di livello elevato, laddove le capacità di difesa non sono ancora al passo”. “Un settore, quello cyber – ha concluso il Ministro - dove la deterrenza risulta estremamente difficile, soprattutto a causa dell’enorme difficoltà nell’individuazione del soggetto attaccante, per il contrasto dei quali servono soluzioni nuove”. Mark Sayers, Vice Direttore del Cyber & Government Security Cabinet Office del Regno Unito, ha evidenziato come il Governo britannico abbia iniziato a lavorare su una comunicazione più efficace tra istituzioni e cittadini, in modo da semplificare i messaggi che arrivano in ambito cyber, ed aumentare la consapevolezza, dando messaggi positivi su ciò che può essere fatto. Altro elemento fondamentale, ricordato da Sayers, è quello riguardante “la stretta collaborazione, che nel Regno Unito avviene già da qualche anno grazie all’esistenza di diversi programmi di cooperazione, tra le startup operative nel settore sicurezza ed il Governo. Tuttavia – ha concluso Sayers - è necessario superare i confini nazionali e creare una vera collaborazione per avere un’Europa più sicura in tale ambito. Come detto, oltre a conferenze e workshop, al CyberTech era presente un grande spazio espositivo con i vari stand delle aziende attive nel settore, con una nutrita rappresentanza di società israeliane: dal gigante della difesa IAI - Israel Aerospace Industries a ben 13 startup (BitDam, Commugen, Crusoe Security, CybInt, GuardiCore, Idefend, Minerva, NsKnox, SecBI, SecuPi, SIGA- SCADA, Reblaze e Votiro). Tra gli stand di aziende italiane, oltre a quello di Leonardo, particolarmente interessante quello di CY4GATE, dove è stato possibile assistere ad una demo dell’eccellente sistema D-SINT (Digital and Spectrum Intelligence System), una piattaforma integrata di Cyber Intelligence, basata su intelligenza artificiale, che utilizza un'architettura flessibile e open, con l’obiettivo di: gestire e sostenere il ciclo strategico delle organizzazioni, estrapolare informazioni su un tema target a partire da grandi volumi di dati, ridurre i tempi di risposta per prendere decisioni, presentare e diffondere informazioni chiave ai decision maker.

a cura di Andrea Mottola
anteprima IDS sigla un accordo con Siemens PLM 28-09-2017

Nel corso del convegno MEET 2017, IDS, Ingegneria dei Sistemi, ha annunciato la sottoscrizione di un accordo strategico con Siemens PLM Software, società specializzata nei software di progettazione. Siemens PLM Software è una business unit con circa 20.000 dipendenti della Divisione Siemens Digital Factory, che a sua volta fa parte della conglomerata Siemens (circa 350.000 dipendenti). Venendo più nel dettaglio all’accordo, esso riguarda l’inserimento della GALILEO Suite e delle soluzioni CAE elettromagnetiche sviluppate e realizzate da IDS nel “pacchetto” integrato di progettazione e simulazione Simcenter3D di Siemens PLM. Più in generale questa partnership prevede che Siemens possa beneficiare dell'esperienza e del know-how di IDS nel campo dell’elettromagnetismo applicato alle fasi di test e dell’engineering. IDS possiede infatti di grandi competenze nel campo dell’elettromagnetismo (in particolare delle alte frequenze) disponendo sia di capacità di progettazione e realizzazione di sistemi, sia di pacchetti software molto avanzati specifici per la progettazione, la simulazione ed il test. Per fare un paio di esempi pratici, i prossimi campi di applicazione di questo accordo strategico dovrebbero riguardare il mondo automobilistico (automotive) ed il cosiddetto “Internet of Things” (internet degli “oggetti”). Nel primo caso Siemens considera estremamente utili le competenze di IDS (e le sue suite software) nell’ambito delle attività di realizzazione delle automobili a guida autonoma (settore molto attuale e sul quale tutte le grandi case automobilistiche stanno investendo). Naturalmente la automobili in grado di “guidare” in modo autonomo saranno dotate di molti sensori elettronici (radar, telecamere, ecc..): fondamentale sarà quindi capire se e come tali apparati potranno funzionare ed interagire con quelli dei veicoli vicini senza disturbarsi (senza provocare interferenze pericolose). Per di più i prototipi dei veicoli dotati guida “automatica” non potranno essere testati su strada nel traffico (per ovvie ragioni di sicurezza) ma si renderanno necessarie campagne di simulazione quanto più possibile realistiche e accurate. In entrambi i campi, relativamente al mondo dell’elettronica delle alte frequenze, l’esperienza di IDS risulterà veramente fondamentale. Lo stesso discorso si può applicare al mondo dell’Internet of Things, cioè della messa in rete di molti oggetti di “uso comune”: anche in questo caso risulterà fondamentale nella loro progettazione conoscerne le caratteristiche elettromagnetiche (anche in dettaglio e per esempio relativamente al loro comportamento in caso di “interferenze”). Quindi, grazie a questo accordo, Siemens PLM potrà disporre di un pacchetto di progettazione e simulazione veramente completo in ogni suo aspetto (elemento fondamentale, poiché oggi si punta sempre più spesso a progettare in modo “multidisciplinare”, considerando contemporaneamente aspetti meccanici, elettronici, elettrici, fluodinamici, termici, ecc), mentre per IDS si apriranno mercati “civili” che prima le erano preclusi (poiché la società si era concentrata nell’ambito militare, nell’aerospazio e in poche nicchie civili).

a cura di Eugenio Po
anteprima STX e la partita sul futuro della cantieristica 28-09-2017

Alla fine, con un colpo da industria creativa, è uscito fuori un compromesso su STX che fino ad un mesetto fa era veramente difficile pronosticare. L'Italia ottiene il controllo operativo ed industriale di STX France/Chantiers de l'Atlantique, ma la Francia, con lo Stato e Naval Group (più industrie locali e dipendenti), mantiene la parità azionaria. Un impossibile reso possibile dal prestito azionario dell'1% da parte dello Stato francese a Fincantieri che, così, potrà di fatto controllare il cantiere e nominare AD e Presidente. La Francia avrà il diritto di veto sulle nomine e potrà, qualora Fincantieri non mantenga certi impegni in termini di livelli occupazionali e trasferimenti tecnologici, ritirare il prestito. A quel punto, però, Fincantieri si avvarrebbe del diritto di rivendere il 50% ai Francesi che così si ritroverebbe un'altra volta Chantiers de l'Atlantique tra le mani. L'accordo – dopo che Macron aveva stracciato il precedente siglato tra Italia e Francia con Hollande Presidente – permette di salvaguardare gli interessi francesi, e soprattutto la faccia francese, garantendo allo stesso tempo l'aspirazione italiana a controllare il cantiere, aspirazione legittimata dal fatto che Fincantieri aveva

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Conclusa ZAPAD-17, un’esercitazione realistica 27-09-2017

Dal 14 al 20 settembre si è svolta l’esercitazione ZAPAD 2017 tra le Forze Armate di Russia e Bielorussia. Oltre a costituire il classico esempio di esercitazione congiunta – assieme all’altro importante evento addestrativo SHCHIT SOYUZA - inserita nel framework di un accordo firmato tra i presidenti Lukashenko e Medvedev nel 2009 - questo tipo di esercitazione “copre” anche l’altro grande evento addestrativo delle Forze Armate del Cremlino che, annualmente, coinvolge uno dei 4 distretti militari russi (in attesa della prima grande esercitazione che coinvolga il 5°, relativo alla regione Artica). Lo scorso anno fu la volta di quello meridionale con la CAUCASUS 2016, preceduta da quello centrale (2015) e da quello orientale (VOSTOK 2014). Formalmente, la ZAPAD (Ovest in lingua russa) ha visto la partecipazione di 12.700 uomini – dei quali 7.200 bielorussi e 5.500 russi -

a cura di Andrea Mottola
anteprima LITTLE ROCK (LCS 9) delivered to the US Navy 26-09-2017

Within the Littoral Combat Ship Program (LCS), the consortium consisting of Fincantieri, through its subsidiary Fincantieri Marinette Marine (FMM), and Lockheed Martin Corporation, today has delivered LITTLE ROCK (LCS 9) to the US Navy at FMM’s shipyard in Marinette, Wisconsin. LITTLE ROCK is part of a program started in 2010, which comprises 11 units, all fully funded, on top of the two units delivered before 2010 (FREEDOM - LCS 1 and FORTH WORTH - LCS 3). The Fincantieri and Lockheed Martin team is currently in full-rate production and has delivered five ships to the U.S. Navy to date. There are currently seven ships in various stages of construction at Fincantieri Marinette Marine, with one more in long-lead production. The construction contract for the LCS Program Freedom-variant was awarded to FMM in 2010, within the partnership by Lockheed Martin, global leader in the defense sector. Two LCS FREEDOM-variant vessels have been successfully deployed to the Western Pacific, the third and fourth have been delivered respectively in 2015 and 2016.  

a cura di Redazione
anteprima Il giorno dei Curdi e dell'escalation in Siria 25-09-2017

Il giorno tanto atteso è arrivato. Il Kurdistan iracheno si sta esprimendo per la propria indipendenza in un referendum più volte rimandato e, alla fine, svoltosi tra i timori di tutti. Evidenti, infatti, sarebbero le conseguenze geopolitiche di una vittoria del"si" sulla stabilità regionale e sulla sicurezza di tutti gli attori locali, ma tant'è. Il KRG (Kurdistan Regional Government) ha presentato a Baghdad ed al mondo il conto del proprio impegno nella guerra allo Stato Islamico, fondamentale soprattutto per la liberazione di Mosul. Non si poteva pensare, infatti, che i Curdi iracheni combattessero ISIS ed aiutassero Baghdad senza ottenere nulla in cambio. Ed ecco che, a prescindere dall'esito del referendum e da come Erbil utilizzerà tale esito, i Curdi iracheni hanno ottenuto ormai uno status paritario con Baghdad e questo era l'obbiettivo più importante per il Presidente del Kurdistan iracheno Massoud Barzani. In più, gli stessi Curdi controllano Kirkuk e le sue rilevanti ricchezze petrolifere: un'altra eventuale pedina di scambio nel futuro grande gioco con Baghdad, e non solo. Del resto a difendere la città “contesa” nel 2014 c’erano i Peshmerga e non l’Esercito Iracheno, scioltosi come neve al sole di fronte all'avanzata dell’ISIS. In pratica, Al Baghdadi ha legittimato i Curdi trasformandoli in un attore di fatto a tutti gli effetti non solo in Iraq, ma anche in Siria dove l'YPG, che ha l’appoggio di Washington, è padrone di larghe fette del nord del Paese, si appresta a liberare Raqqa e mette le mani sui pozzi di petrolio di Deir Ezzor. Nè Baghdad, nè Damasco hanno la forza per ribaltare questa situazione di fatto, anche perchè nel frattempo i Curdi si sono fatti amici molto importanti e potenti. Israele, che “lavora” con i Curdi iracheni da anni, ha già di fatto riconosciuto nel KRG un nuovo stato, ed anche Mosca appoggia Erbil, con il quale ha solidi rapporti commerciali e strategici. Gli Americani ufficialmente sono contro il referendum, ma sanno benissimo che i Curdi sono l'unico, vero, affidabile alleato della regione, tanto in Iraq quanto in Siria. Per questo Turchia e Iran sono molto nervosi. Sabato il Parlamento turco ha esteso di un altro anno le missioni militari in Iraq – dove Ankara ha una base militare a Bshiqa per l'addestramento di una milizia locale che ha partecipato anche alle operazioni per la liberazione di Mosul – ed in Siria, dove negli ultimi giorni il filo-turco FSA (Free Syrian Army) ha creato una nuova costola per "liberare" Deir Ezzor. Le Forze Armate turche da giorni stanno anche conducendo delle manovre militari al confine con l'Iraq con oltre 100 tra carri e semoventi di artiglieria. La stessa cosa sta facendo l'Iran nelle sue aree di confine con il KRG. Teheran ha, inoltre, un altro problema di non poco conto: non può più contare come prima sul proprio uomo Jalal Talabani, colpito da ictus ed in precarie condizioni di salute. Una malattia, quella di Talabani, che ha gettato il suo partito, l'Unione Patriottica del Kurdstan, uno dei 2 storici partiti del Kurdistan iracheno, in una gravissima crisi interna.

a cura di Pietro Batacchi
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