LEONARDO
RID Articoli Mese
Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID Confermato: USA fuori dal Trattato INF

Gli Stati Uniti hanno confermato per bocca del Segretario di Stato Mike Pompeo l’uscita dal Trattato INF dopo che da mesi ne avevano annunciato la violazione da parte della Russia. Ricordiamo che l’INF prevede lo smantellamento di tutti i missili balistici e da crociera basati a terra, convenzionali e nucleari, con portata compresa tra i 500 e i 5.500 km e i relativi lanciatori. Alla data prevista per il completamento dell’impegno, e cioè il maggio 1991, Stati Uniti e URSS avevano rispettivamente ritirato e distrutto un totale di 846 e 1.846 sistemi: tutti gli SS-20 russi e tutti i PERSHING II e i GRYPHON americani basati in Belgio, Gran Bretagna, Italia e Olanda. La decisione americana è una conseguenza dello sviluppo e del dispiegamento del missile russo da crociera lanciabile da terra 9M729/SSC-8, accreditato di una portata di oltre 1.500 km e derivato dal 3M14 KALIBR per impiego navale. Il Cremlino non ha mai ufficialmente confermato il dispiegamento di questa arma, mantenendo sulla questione una certa ambiguità (secondo il principio che l’incertezza crea deterrenza...) e stigmatizzando invece come destabilizzante il dispiegamento da parte americana di un segmento della difesa antimissile (BMD, Ballistic Missile Defense) in Romania e Polonia. E’ possibile, pertanto, che la Russia abbia sviluppato questo sistema d’arma proprio per controbilanciare in qualche modo la presenza in Polonia e Romania degli intercettori americani SM-3, che nella loro versione Block IIA sembra abbiano capacità d’ingaggio anche di missili balistici intercontinentali. A questo punto, pure gli Americani potranno sviluppare nuovi missili balistici o da crociera con gittata supereroe ai 500 km, ma gli studi e gli sviluppi in tal senso sono in corso da tempo, e saranno liberi dai vincoli dell’INF. Vincoli che, ricordiamolo, non riguardano la Cina tanto che Pechino ha potuto realizzare negli ultimi anni diverse tipologie di missili balistici e da crociera capaci di colpire le principali installazioni militare americane nel Pacifico, Guam compresa. L’INF, pertanto, così com’è, non serve più a nessuno: è una camicia di forza per i Russi, ma lo è diventato pure per gli Americani, sempre più preoccupati dei progressi militari cinesi. Allora, o si rinegozia un nuovo INF che inglobi anche la Cina, e magari pure India e Pakistan, senza dimenticare la Corea del Nord, o, scenario più probabile, si tornerà alla stagione del super-riarmo e della ri/convenzionalizzazione piena degli scenari.

anteprima logo RID Navi logistiche italiane per la Francia

Il Raggruppamento Temporaneo d’Imprese (RTI) formato da Naval Group e Chantier de l’Atlantique ha sottoscritto un contratto, del valore di 1,7 miliardi di euro, con OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d'Armement /Organizzazione Congiunta di Cooperazione in materia d’amrmaneto) e per conto della Direction Générale de l’Armement” (DGA) francese per la fornitura alla Marine Nationale di 4 unità logistiche e da rifornimento di squadra.

 


anteprima logo RID Un BLACK HAWK armato per gli EAU

Lo scorso 22 gennaio, presso il centro emiratino AMMROC (Advanced Military Maintenance, Repair and Overhaul Center, di cui Lockheed Martin possiede il 40%) di Abu Dhabi, è stata presentata una variante pesantemente armata dell’elicottero utility UH-60 BLACK HAWK. Nello specifico, la macchina emiratina è caratterizzata da un kit composto da una torretta elettro-ottica montata sul muso, da una coppia di dispenser per contromisure flares montati sulle prese d’aria del motore, da scarichi modificati e, soprattutto, da nuove alelle dotate di 4 piloni subalari complessivi (una coppia per ala), destinati al trasporto di diversi armamenti aria-sup guidati e non (le foto della presentazione mostrano missili AGM-114N HELLFIRE e pod per razzi HYDRA 70), e di 2 mitragliatrici tipo Gatlin 7,62 mm fissate ai lati della fusoliera. Sebbene alcune di tali caratteristiche (torretta sensori, dispenser flares e mitragliatrici) fossero già presenti sui 26 UH-60M BATTLE HAWKS in servizio presso il 18° Gruppo Comando Operazioni Speciali emiratino, i piloni destinati all’armamento rappresentano un’assoluta novità per gli EAU (mentre esiste un’altra versione armata dei BLACK HAWK, la A/UH-60L ARPIA III in servizio in Colombia), nonostante il diffuso utilizzo degli UH-60 nelle operazioni armate contro i ribelli Houthi nello Yemen. In tali casi, tuttavia, gli elicotteri apparivano in una configurazione diversa, caratterizzata dalla presenza di soli pod lanciarazzi montati su un pilone agganciato alla parte inferiore della sezione anteriore della fusoliera. Tornando ai nuovi elicotteri emiratini, in seguito alla conclusione dei vari test di fuoco effettuati durante il 2018, l’Aeronautica ha in previsione l’immissione in servizio di 6 macchine entro la prima metà del 2019. La Lockheed Martin non ha confermato se tale soluzione sia stata sviluppata autonomamente dall’AMMROC, o si tratti di una versione costruita su licenza del concept S-70I/UH-60M BATTLE HAWK (o ABH – ARMED BLACK HAWK), in sviluppo dal 2012 dalla Sikorsky (oggi inglobata dalla LM).

anteprima logo RID Leonardo chiude l' operazione Vitrociset

Con l'arrivo delle autorizzazioni Golden Power e Antitrust, Leonardo completa l'acquisizione di Vitrociset, specialista dei sistemi elettronici ed informatici, civili e militari.

anteprima logo RID Il primo A330 MRTT in Corea del Sud

Il primo di 4 A330 Multi Role Transport Tanker prodotti da Airbus per la Republic of Korea Air Force è arrivato a Busan. La Corea è il secondo acquirente asiatico dell'aerocisterna europea. Per la ROKAF, un moltiplicatore di forze senza precedenti nella sua storia. 

anteprima logo RID Una nuova torre per il CHALLENGER 2

Nelle prossime settimane il Ministero della Difesa britannico potrebbe selezionare il team vincente nella gara per il CHALLENGER 2 Life Extension Project (LEP), che ha l’obiettivo di rimpiazzare le obsolete ottiche e il sistema di condotta del tiro, così da posticipare l’uscita dal servizio del carro al 2035 o 2040. A contendersi il programma, con un valore potenziale di 700 milioni di sterline per un numero di carri fra i 150 e i 227, sono il team BAE – General Dynamics Land Systems, supportate da Safran, Leonardo e Moog; e Rheinmetall, supportata da BMT, Pearson Engineering, Supacat e Thales UK. Mentre BAE aveva presentato il suo dimostratore BLACK NIGHT già al Defence Vehicle Dynamics 2018 (vedi RID 11/2018), Rheinmetall ha atteso l’International Armoured Vehicles 2019 a Londra per rivelare la sua proposta, molto più radicale. Di fatto Rheinmetall, investendo anche soldi propri, ha deciso di offrire al British Army la soluzione che desidera ma che non ha osato chiedere. Ha infatti sviluppato una torre completamente nuova, digitalizzata ed equipaggiata con il cannone ad anima liscia L55A1 in sostituzione dell’attuale L30A1 rigato e con munizioni in 2 pezzi. Così facendo si elimina la principale debolezza del CHALLENGER 2: l’impossibilità di adottare il moderno munizionamento sviluppato in ambito NATO, come gli esplosivi programmabili e i dardi APFSDS lunghi (il tedesco DM63 in tungsteno o l’americano M829A4 all’uranio impoverito). L’ottica del cannoniere viene spostata dall’attuale posizione sopra il cannone e il visore indipendente del capocarro è ora l’ORION di Thales, realizzato originariamente per l’AJAX, così da offrire al British Army anche comunanza logistica. Nel dicembre scorso Rheinmetall ha già condotto prove di tiro con la nuova torre, per ora senza equipaggio a bordo, dimostrando l’elevata maturità della sua soluzione.

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>