Argomento Selezionato: Difesa
anteprima Iran: mega esercitazione con l'S-300 PMU2 08-05-2017

L'Iran ha condotto una complessa esercitazione antiaerea impiegando 4 batterie di sistemi sup-aria a lungo raggio con capacità antiaerea e anti-missile (nei confronti di minacce balistiche a medio raggio) S-300 PMU2 FAVORIT culminata con il lancio di intercettori Fakel 48N6E2 da quasi 200 km di raggio di azione. Tre batterie erano dispiegate presso la base di Semnan ed una presso la base di Khavar Shahr, a sudest di Teheran, mentre un radar di scoperta 64N6E2 BIG BIRD era schierato presso la base di Kahrizak a sud di Teheran ed era presumibilmente collegato alle batterie mediante il radio link FL-95. L'Iran ha acquistato 4 batterie di S-300 nell'aprile 2015, dopo che la Russia, a causa delle sanzioni ONU sul Paese imposte per il suo programma nucleare, aveva cancellato un precedente accordo con Teheran. L'accordo originario prevedeva la fornitura del sistema S-300 PMU1. Con l'intesa negoziata dall'Amministrazione Obama con il Paese, ed il successivo rilassamento del regime sanzionatorio, nel 2015 il Presidente Putin aveva deciso di di sbloccare l'accordo ed onorarlo, ma, considerato che l'S-300 PMU1 era uscito di produzione, dandovi corso con il più performante S-300 PMU2. Tipicamente una batteria di S-300 PMU2 comprende fino a 6 lanciatori qadritubo per i missili 48N6E2 – la cui testata è stata ottimizzata anche per l'ingaggio di missili balistici - associati ad il radar di acquisizione e controllo missili 30N6E2 TOMB STONE, un posto comando 54K6E2 con il radar di scoperta 64N6E2 BIG BIRD, nonchè, quando previsto, come nel caso dell'Iran, il radar di scoperta ed early warning LEMZ96L6E

a cura di Redazione
anteprima Corea: le capacitą antimissile del THAAD 04-05-2017

Lo scorso 25 aprile, a Seongju, una cittadina rurale 250 km a sud est di Seul, è stata installata una batteria del sistema per la difesa antimissilistica terminale (Terminal High-Altitude Area Defense – THAAD), destinata a proteggere almeno i 2/3 del territorio sudcoreano. Le prime componenti del THAAD sono giunte nella base aerea di Osan a bordo di un C-17 dell’USAF tra il 5 e il 16 marzo scorsi, esattamente a cavallo dell’intensa fase di test missilistici nordcoreani, successivi ai precedenti test di fine 2016 e della scorsa estate, allorquando venne deciso il dispiegamento dello scudo missilistico in Corea del Sud. Il THAAD è un sistema antimissile con portata dichiarata di 200 km e capacità d’ingaggio endo ed esoatmosferica (tra 40 e 150 km di altitudine) di missili balistici a raggio breve e medio nella fase terminale del volo, secondo la tecnologia “hit-to-kill che non prevede testata esplosiva, sfruttando l’energia cinetica dell’impatto per distruggere il missile. Il THAAD è composto dalle seguenti componenti: missile intercettore; veicoli di lancio con canister per 8 missili; il potente radar phased-array AN/TYP2 (in gergo “Tippy Two”) dispiegabile in banda X (8/12,5 Ghz) - con copertura di 1.000 km in “modalità terminale” (utilizzata all’interno del complesso THAAD per identificare, acquisire, tracciare e selezionare missili balistici in fase di discesa/terminale di volo), ma configurabile separatamente da tale sistema come sensore avanzato (come avviene, per esempio, in Turchia), con copertura di circa 2.000 km - e caratterizzato da un’antenna a singola faccia fissa, montata su un trailer, dotata di una superficie di 9 m² e di ben 24.000 moduli di trasmissione/ricezione posizionati al suo interno; un’unità per il controllo di tiro e comunicazioni (Command, Control, Battle Management, Communication - C2BMC), dotata di un’interfaccia software che consente di integrare/fondere dati provenienti da diversi sensori per il calcolo della miglior soluzione di tiro; ed equipaggiamento di supporto (generatore e unità di raffreddamento). Attualmente il sistema sudcoreano, basato su una batteria ridotta con soli 2 veicoli di lancio (invece dei 6 previsti da una batteria standard) ha ottenuto la capacità operativa iniziale il 1° maggio, mentre la piena capacità operativa dovrebbe essere raggiunta la prossima estate con l’aggiunta di altre componenti che completeranno il sistema, tra cui altri 4 veicoli di lancio. Il THAAD rischierato in Corea del Sud si aggiunge al mix di sistemi antiaerei/antimissile a medio/lungo raggio MIM-104 PATRIOT PAC-2 GEM/T e PAC-3 che equipaggiano 2 brigate (8 batterie totali) dell’Aeronautica Sudcoreana - con i PAC-2 che verranno sostituiti entro la fine dell’anno con i PAC-3 - oltre alle batterie americane di PAC-3 presenti nella penisola. I PATRIOT rappresentano il secondo strato di difesa antimissile su brevi distanze (35/40 km) e basse altitudini (25 km) e integrano il THAAD completando il sistema pluristratificato di difesa antimissile. Secondo quanto stabilito dai 2 governi lo scorso luglio, il costo totale del rischieramento del THAAD - pari a circa 1 miliardo di dollari - verrà diviso in tal modo: i costi legati alle voci “supporto, logistica e infrastrutture” verranno coperti dal Governo sudcoreano, mentre gli Stati Uniti sosterranno quelli relativi alla fornitura, gestione operativa e manutenzione del sistema.

a cura di Andrea Mottola
anteprima KALIBR per il refit della KUZNETSOV 02-05-2017

Dopo la tanto discussa crociera mediterranea (novembre 2016 - gennaio 2017) e la partecipazione diretta alle operazioni militari nel teatro siriano, (420 sortite, di cui 117 notturne, 1.252 obiettivi colpiti e 2 aerei – un MiG-29KR ed un Su-33 - precipitati in mare), l’incrociatore-portaeromobili russo ADMIRAL KUZNETSOV si appresta a sottoporsi ad un esteso programma di ammodernamento.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Operazione Atalanta: attivitą Nave Espero 21-04-2017

L’attività addestrativa ha avuto inizio a bordo dell’Unità con una spiegazione teorica dei tre principali temi oggetto dell’addestramento per poi passare ad una fase pratica.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Attivato terzo battle group NATO in Est Europa 21-04-2017

La enhanced Forward Presence (eFP) si avvia verso il completamento. Oggi ha avuto luogo la cerimonia di benvenuto in Estonia per il battle group NATO a guida britannica,il terzo dei 4 battle group multinazionali previsti nel vertice di Varsavia del 2016, alla quale sono intervenuti in rappresentanza della struttura di comando della NATO il Vice Comandante delle Forze Alleate in Europa, Generale Sir James Everard, insieme al Comandante del NATO Joint Force Command (JFC) di Brunssum, Generale Salvatore Farina, cui è affidato il controllo operativo dei battlegroup. All'evento hanno preso parte anche il Presidente della Repubblica estone, Kersti Kaljulaid, ed i Ministri della Difesa di Estonia, Regno Unito e Danimarca, unitamente all'Ambasciatore francese. Il battaglione della eFP appena schierato in Estonia, che conta circa 1100 effettivi ed è integrato nella prima Brigata di Fanteria delle Forze di Difesa estoni, è a guida britannica, con il contributo di Francia e, a partire dal 2018, Danimarca. In ordine cronologico questo risulta essere il terzo battle group ufficialmente presentato. Il primo, a guida tedesca, è stato presentato poco più di 2 mesi fa a Rukla, in Lituania, ed il secondo, a guida statunitense, solo pochi giorni fa a Orszyz in Polonia. L’ultimo battle group, a guida canadese, si dislocherà in Lettonia entro giugno prossimo e, con quest’ultimo reparto, sarà completato il dispositivo dell’eFP, così come stabilito dagli Stati membri della NATO al Vertice di Varsavia del 2016, per far fronte alla crescente esigenza di sicurezza nella regione. Al rafforzamento della presenza militare nella parte orientale dell’Alleanza, oltre ai battle group, contribuisce il network di 8 NATO Force Integration Unit (NFIU) attive lungo il versante orientale dell’Alleanza nell’ambito delle misure di rafforzamento della difesa collettiva contenute nel “Readiness Action Plan” (RAP). Nel corso dell'evento i Ministri della Difesa estone, inglese e danese ed il rappresentante francese hanno firmato davanti agli ospiti e ai media presenti una dichiarazione relativa all'impegno nella eFP da parte dei rispettivi Paesi. A conclusione della cerimonia, che prevedeva un momento di incontro tra le autorità intervenute e le truppe alla presenza dei media, il Comandante del JFC di Brunssum ha voluto evidenziare come, con lo schieramento di questo terzo battlegroup multinazionale in Estonia, il dispositivo della eFP è quasi completo e conseguentemente la capacità di dissuasione dell'Alleanza risulta incrementata, e con essa la capacità di garantire sicurezza e protezione degli Stati membri, a 360 gradi e all’insegna della solidarietà alleata. Il Generale ha infine voluto sottolineare il carattere difensivo e proporzionato delle misure adottate dalla NATO e la determinazione della stessa nella ricerca del dialogo con ogni potenziale aggressore al fine di evitare provocazioni e prevenire situazioni escalatorie. Durante la sua visita in Estonia il Generale Farina ha incontrato il Capo delle Forze di Difesa Estoni, Generale Riho Terras, visitando inoltre la NATO Force Integration Unit locale ed il Centro di Eccellenza della Cyber Defence alleato, entrambi situati a Tallinn.

a cura di Redazione
anteprima Chiude Campus Orienta, visitato da 11000 giovani 21-04-2017

Giornata conclusiva della manifestazione “Campus Orienta – Salone dello Studente” che, con la partecipazione delle Forze Armate,  ha visto “Palazzo Lombardia” affollato da circa 11.000 studenti e visitatori.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
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