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anteprima logo RID Il Kazakistan ordina altri Su-30

Durante l’ultimo salone militare internazionale KADEX, svoltosi ad Astana dal 23 al 26 maggio, la United Aircraft Corporation – UAC ha comunicato di aver sottoscritto un contratto per la fornitura all’Aeronautica Kazaka di 8 caccia biposto multiruolo supermanovrabili Su-30SM FLANKER-H entro il 2020. L’accordo è stato firmato dalla Kazspecexport e dalla Irkut Corporation. Nel 2015 Astana riferiva di un requisito per 40/45 Su-30SM (ed altrettanti elicotteri d’attacco Mi-35M) da acquisire entro il 2021, in base ad un accordo di collaborazione tecnico-militare firmato con la Federazione Russa. Ad oggi il Kazakistan dispone di 8 Su-30SM – 4 consegnati nell’aprile del 2015, 2 nel dicembre del 2016 e l’ultima coppia consegnata a fine dicembre 2017- tutti di stanza presso la 604° base di Taldykorgan. Nell’agosto 2017 è stato firmato un accordo per altri 12 FLANKER-H – i primi 2 dei quali sono i già citati velivoli consegnati a fine dicembre – che porterà il numero totale di velivoli a 18, ai quali andranno aggiunti gli 8 Su-30SM relativi all’accordo firmato al KADEX.

anteprima logo RID T-129 per il Pakistan

Dopo anni di negoziazioni e trattative, il Pakistan avrebbe ordinato 30 elicotteri d’attacco TAI T-129. La conferma in un manifesto elettorale dell’AKP, il Partito del Presidente Erdogan, anche se né ulteriori dettagli né annunci ufficiali sono stati forniti. Il T-129 è come noto una variante dell’AW-129 di Leonardo, customizzata sulla base delle esigenze dell’Esercito Turco e dotata di sistemi ed armamenti prodotti dall’industria locale.

anteprima logo RID I fratelli "minori" degli MPA

Gli aerei da pattugliamento marittimo (MPA) nascono inizialmente come mezzi antisom, per evolvere fino ad assumere il ruolo di “fregate volanti”, componente essenziale dei task group navali durante le operazioni a lungo raggio, in grado di estendere la portata dei sensori e delle armi molto oltre l’orizzonte, operando per sorveglianza, tracciamento e attacco, sia sopra che sotto la superficie. Nel corso dell’ultimo ventennio gli MPA hanno ulteriormente ampliato il proprio ruolo, diventando strumenti di sorveglianza sia sul mare che sulla terraferma, grazie a sofisticati sensori (radar, optronici, ELINT). Ai compiti prettamente militari se ne sono però costantemente aggiunti anche altri, al punto che, in realtà, la netta maggioranza delle ore di volo vengono utilizzate per compiti collaterali, quali l’anti-immigrazione, l’anti-inquinamento, o la ricerca e soccorso (SAR). Inoltre, durante la quasi totalità delle operazioni che si sono susseguite in questi anni (embarghi, anti-terrorismo, anti-pirateria, anti-proliferazione) gli MPA sono stati impiegati solo ed esclusivamente per compiti di sorveglianza di superficie, trascurando completamente tanto la capacità di impiegare armi quanto le prestazioni nel campo antisom. Questo crea un duplice problema: da un lato questi mezzi sono pochi e molto costosi, ma consumano la propria vita operativa in compiti sostanzialmente diversi da quello per cui erano stati progettati. In secondo luogo, proprio per il fatto di essere pochi e costosi, questi numeri non sono molto adatti a sostenere le attività quotidiane richieste dal SAR e dalle altre missioni “civili” o di “polizia”. In aggiunta a questi fattori, bisogna anche sottolineare che la vita operativa residuale dei numerosissimi P-3 ORION in servizio si sta rapidamente riducendo, nonostante i programmi di ammodernamento e di life-extension adottati dai vari utilizzatori. Non dovrebbe quindi stupire che molti Paesi si stiano orientando verso soluzioni più economiche, con aerei da pattugliamento marittimo basati su aerei commerciali di dimensione minore (turboelica regionali o business jet). In realtà le cellule degli MPA sono state quasi sempre derivate da modelli civili: il Lockheed P-3 ORION deriva dall’ELECTRA, l’Hawker-Siddley, poi BAE Systems NIMROD, derivava dal De Havilland COMET, il russo Ilyushin Il-38 MAY dal'Il-18 e il recente P-8A POSEIDON deriva dal Boeing 737, per cui non si tratta di una vera rivoluzione. Le 2 principali differenze tra un MPA “tradizionale” e le recenti soluzioni “regionali” consistono fondamentalmente nel minor raggio d’azione e nella minore possibilità di trasportare armi (solitamente limitata o inesistente). Si potrebbe quindi dire che da “fregate volanti” si passa a “corvette volanti”, oppure a “OPV volanti”, in funzione delle capacità di queste macchine. Per tutti, comunque, vale la considerazione che anche se questi velivoli sono nettamente più economici degli MPA tradizionali, esistono comunque più categorie che si differenziano sensibilmente. Un business jet come il GLOBAL 5000 ha capacità superiori rispetto ad un ATLANTIC. Le prestazioni di un biturboelica regionale, come l’ATR-72 ASW o di un turboelica da trasporto militare come il C-295 PERSUADER, in termini di velocità, autonomia, payload e sensori, pur essendo inferiori a quelle di un ATLANTIC, consentono comunque di effettuare un’ampia gamma di missioni a medio raggio. All’altro estremo ci sono invece aerei leggeri, come il Do-228 o il Beechcraft KING AIR 350ER, che hanno inevitabilmente delle limitazioni, pur permettendo di soddisfare alcuni requisiti per il pattugliamento costiero.

anteprima logo RID Altri 40 Su-30MKI per l’India?

L’India sta valutando l’acquisto di altri 40 caccia multiruolo biposto Su-30MKI, variante indiana del Su-30 russo equipaggiata con avionica francese (HUD/HMS e sistema di navigazione Thales/Samtel) ed israeliana (suite EW e pod targeting LITENING). 

anteprima logo Aeronautica Italiana Biocontenimento per l'AM

Il trasferimento è stato effettuato con un velivolo da trasporto C-27J della 46^ Brigata Aerea di Pisa e gestito da un team di Bio-Contenimento dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare

a cura dell'
anteprima logo RID La Russia testa l'ICBM BULAVA

L’agenzia russa TASS ha comunicato che il sottomarino strategico a propulsione nucleare YURI DOLGORUKY (PROJECT 955, classe BOREI) ha effettuato una serie di 4 lanci per testare altrettanti missili intercontinentali a testata nucleare (chiaramente non montata in questa occasione) BULAVA (SS-N-X30 per la NATO, missile dotato di 6 testate di rientro ed accreditato di una portata di oltre 8.000 km). Secondo quanto comunicato dalla Marina Russa, i test avrebbero avuto successo. I primi 3 sottomarini classe BOREI immessi in servizio hanno avuto seri problemi di messa a punto e alcune fonti hanno riportato gravi lacune progettuali e costruttive. Questo ne ha ritardato sia l’ingresso in servizio che il raggiungimento della piena capacità operativa. Analogamente, il programma BULAVA ha accumulato ritardi ed è stato conosciuto finora per la scarsa affidabilità (9 lanci falliti su 20 tra il 2004 e il 2014). Dunque, questi test potrebbero indicare il superamento di alcuni problemi.

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