Notizie a cura di RID
anteprima La prospettiva italiana per la NATO del futuro 27-07-2017

Il 26 luglio si è svolta a Roma la conferenza organizzata dal Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) dal titolo “Sfide e opportunità per la NATO del futuro: la prospettiva italiana” presso la Biblioteca del Senato.

a cura di Francesco Guastamacchia
anteprima Vola il CH-5, il REAPER cinese 27-07-2017

Lo scorso 14 luglio, il drone di produzione cinese Cai Hong CH-5 ha effettuato il suo volo inaugurale nella provincia di Hebei (Cina settentrionale). Secondo i dati forniti dalla società produttrice, la China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), che paragona il velivolo all’UAV MQ-9 REAPER statunitense in termini di dimensioni e prestazioni – ed effettivamente il design è estremamente simile soprattutto nella coda a “V” e nella struttura del carrello - il CH-5 RAINBOW possiede un’autonomia di circa 6.500 km senza rifornimento in volo (in realtà l’autonomia è di circa 250 km ad orizzonte visivo tramite datalink e di 2.000 km via SATCOM) ed è in grado di trasportare 8 missili guidati anticarro AR-1 da 45 kg e 10 km di portata, montabili su 4 piloni subalari esterni, e altrettanti missili aria-sup a breve raggio a guida laser semi-attiva AR-2 da 20 kg e 8 km di portata, montati su una coppia di piloni subalari interni. Oltre a tali ordigni, il CH-5 può essere armato con missili a guida laser LAN JIAN 7, bombe guidate TG-100 e possiede una mission bay in grado di trasportare un ulteriore payload di 200 kg senza carichi subalari, fino a raggiungere un peso massimo al decollo di 3,3 tonnellate. Tornando all’autonomia, la CASC ha accennato ad un programma di upgrade diviso in 3 fasi che dovrebbe consentire al velivolo di incrementare progressivamente il proprio raggio d’azione prima a 10.000 km e, in futuro addirittura a 24.000. Il velivolo – di tipo MALE (Medium-Altitude Long-Endurance) - è costituito da una struttura in materiale leggero composito, ha un’apertura alare di 21 metri, per 11 metri di lunghezza, ed è alimentato da un motore singolo da 330 hp che gli consente di effettuare missioni di ricognizione/sorveglianza/pattugliamento - fino a 9.000 metri di altitudine - della durata di 60 ore (in questo caso il citato futuro programma di upgrade parla di un raddoppiamento della durata) ad una velocità di 180/220 km/h, mentre tale durata viene dimezzata in occasione di missioni delle missioni d’attacco al suolo che implicano il trasporto di ordigni. Nella baia interna, il RAINBOW 5 è in grado di trasportare diversi dispositivi, tra cui un sistema AEW - che gli consentirebbe di fungere da piattaforma di sorveglianza regionale e da centro di comando e controllo del campo di battaglia – dispositivi EW e sistemi antisom. Svelato ufficialmente per la prima volta lo scorso novembre durante l’AirShow di Zhuhai – mentre l’avvistamento del primo prototipo risale al 2015 - il CH-5 rappresenta la soluzione cinese per uno UAV in grado di effettuare missioni di attacco – oltre che di ricognizione - a lunga distanza (a lunghissima se si prendono per buone le stime della CASC riguardo agli upgrade). Indipendentemente dalle prestazioni dichiarate, il RAINBOW 5 rappresenta un ulteriore esempio dell’avanzamento del programma di sviluppo ed impiego di UAV da parte della Cina che, secondo alcune stime del Pentagono, potrebbe disporre di 42.000 velivoli a pilotaggio remoto (land e sea based) entro il 2023, a fronte di un costo totale di poco inferiore agli 11 miliardi di dollari. Inoltre, nel caso specifico del CH-5, il velivolo è già in possesso della licenza di esportazione ed è pronto ad essere prodotto in serie e venduto sul mercato internazionale sia ai clienti di altri UAV della serie “CH” (Arabia Saudita, Birmania, Egitto, EAU, Iraq, Nigeria, Pakistan e Turkmenistan) – in particolare CH-3 e CH-4, con i quali è in grado di comunicare e condividere dati tramite datalink, oltre a condividere lo stesso sistema di controllo - che ad altre nazioni interessate, a meno della metà del prezzo del REAPER (si parla di 7/8 milioni al pezzo) e con l’importante aggiunta dell’eventuale trasferimento di tecnologia, possibilità negata agli acquirenti del concorrente statunitense il quale, tuttavia, ad oggi offre una maggior tangenza operativa (15.000 metri), un motore decisamente più performante (900 hp) ed un maggior carico bellico trasportabile (1.700 kg).

a cura di Andrea Mottola
anteprima Norwegian Police chooses AW169 as new helicopter 26-07-2017

Leonardo welcomes the decision by the Norwegian Police Directorate to choose the AW169 as their new law enforcement helicopter following a tender for their helicopter service modernization programme. 

a cura di Redazione
anteprima Macron: attacco all'Italia? 26-07-2017

Il neo Presidente francese Macron non ha perso tempo nel porsi al centro della scena internazionale, in virtù anche di un amplissimo mandato ricevuto dagli elettori. Prima ha stretto un patto di ferro con la Germania e la Cancelliera Merkel, forgiato su una cooperazione in materia militare che spazierà dalla PESCO (la cooperazione rafforzata), ad un nuovo caccia che dovrà rimpiazzare l'Eurofighter TYPHOON. Poi, si è dedicato alla "Franciafrica", visitando subito le truppe francesi di stanza nel Sahel nell'ambito dell'Operazione BARKHANE e lanciando la forza di contro-terrorismo del cosiddetto G5 Sahel (il gruppo di coordinamento sahelita che comprende Mali, Mauritania, Ciad, Niger e Burkina Faso). Dopodichè, Macron ha messo nel mirino la Libia – da sempre terreno di contesa strategica ed economica con l'Italia – ed ha portato a Parigi, in un incontro senza precedenti, il Premier Serraj ed il Generale Haftar. L'incontro, svoltosi ieri, è culminato in una dichiarazione congiunta, e in una stretta di mano, in cui i 2 contendenti si sono impegnati ad un cessate il fuoco ed a nuove elezioni, all'integrazione dei combattenti in Forze Armate libiche regolari ed al riconoscimento dell'Accordo Politico Libico di Skirat del dicembre 2015. Il tutto di fronte al Presidente Macron che ha portato a casa un successo d'immagine notevole. Vedremo poi se questo si tramuterà anche in un successo politico-strategico. Infatti, adesso dipenderà dai 2 contendenti imporre ai propri fronti interni quanto stabilito a Parigi, e non sarà facile. Oggi Haftar sembra il più forte sul terreno, in virtù degli ultimi successi sul campo a Benghasi ed a Jufra, ma la sua forza dipende sempre di più dall'appoggio di alcune tribù, fondamentali nella società libica, a cominciare dai Warfalla, la tribù più numerosa e potente del Paese. Serraj, invece, deve la sua sopravvivenza semplicemente al "patto di sindacato", o cupola se si preferisce..., formata da Haithem Al Tajouri, Abdul Rauf Kara,  Abdul Ghani Al-Kikli, detto Ghneiwa, e Hashm Bishr, del “mandamento” di Abu Salim, che a Tripoli garantisce la...”protezione” a Serraj. “Protezione” che si è già rivelta fondamentale in 2 occasioni per respingere i tentativi di restaurazione dell’ex Prmier Khalifa Gwell. In queste condizioni fare previsioni non è semplice. Di sicuro, Macron ha assestato un bel colo alla leadership – riconosciuta da ONU e Casa Bianca – che finora l’Italia ha avuto sul dossier libico dopo che lo stesso Macron ha di fatto bloccato l’operazione Fincantieri-STX France rimettendo in discussione la governance del cantiere e il controllo da parte italiana. Questi, ad oggi, i fatti, certo non positivi per Roma.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima F-35s surpass 100.000 flight hours 25-07-2017

 

The Lockheed Martin F-35 LIGHTNING II fighter aircraft fleet recently exceeded 100.000 flight hours. At the same time the F-35 Integrated Test Force teams are completing the remaining requirements in the program’s System Development and Demonstration (SDD) phase. The remaining development flight testing includes validating the final release of 3F software, F35B ski jump testing, F-35B austere site operations, high-Mach loads testing for both the F-35B and F-35C and completion of the remaining weapons delivery accuracy tests. Lockheed Martin and Pentagon aim at completing air vehicle and mission systems software development by the end of 2017. Major SDD fleet test milestones in recent months include:

 

- Testing the F-35A’s final envelope involving high risk "edge of the envelope" maneuvers

 

- Stressing the aircraft to its limits in structural strength, vehicle systems performance and aerodynamics

 

- Completing all U.K. Weapon Delivery Accuracy tests for the AIM-132 ASRAAM and Paveway IV weapons

 

- Completing 45 of 50 SDD Weapon Delivery Accuracy tests including multiple target and multiple shot engagements as well as internal gun and centerline external pod 25 mm gun accuracy tests

 

- Performing multi-ship mission effectiveness tests, such as Offensive Counter-Air and Maritime Interdiction  


 

a cura di Redazione
anteprima Type 26: parte la costruzione 24-07-2017

Nel cantiere BAE Systems di Govan, Scozia, il Ministro della Difesa britannico Michael Fallon ha dato ufficialmente il via alla costruzione della prima fregata multiruolo Type 26. L'unità si chiamerà HMS GLASGOW ed è parte di un primo lo0tto di 3 navi coperto da un contratto da 3,7 miliardi di sterline concesso recentemente a BAE Systems dal MoD britannico. Le Type 26 rimpiazzeranno in seno alla Royal Navy le fregate Type 23 a partire dalla metà del prossimo decennio. Le Type 26 sono unità molto importanti, da oltre 8.000 t a pieno carico, che uniscono la capacità antisom – hanno uno scafo progettato per ridurre al minimo la segnatura acustica e sono equipaggiate con il sonar di scafo Thales Type 2050 e con la cortina trainata Thales Type 2087, oltre naturalmente che con l'elicottero ASW – ad una natura spiccatamente multimissione. Dietro all'hangar, infatti, è localizzata un ampia baia di missione che può ospitare fino a 10 container standard, oppure 6 RHIB o un ulteriore elicottero, oltre ovviamente a AUV. Inoltre, le Type 26 sono navi pesantemente armate. A prua sono disponibili 24 celle verticali per il lancio di altrettanti missili MBDA CAM/SEA CEPTOR e subito dietro è presenta la zona che ospita 2 moduli MK 41 da 8 celle per il lancio di missili da crociera land-attack - Future Cruise/Anti-Ship Weapon – e di missili sup-aria a lungo raggio per la difesa di area o la difesa antibalistica oppure di ulteriori CAMM impiegando gli appositi quad pack da 4 ordigni inseribile in una singola cella del Mk 41. Di fatto, questo spazio conferisce alle navi una grande flessibilità operativa e permette loro di adattarsi a diversi scenari. Altre 24 celle per altrettanti CAMM sono poi presenti in uno spazio tra l'hangar e la tuga. In teoria, dunque, le Type 26 potrebbe essere armate con un totale di 112 CAMM.

a cura di Redazione
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