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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID Scontro totale in Siria?

Nuova, pericolosa, escalation in Siria. Dopo il presunto attacco chimico di ieri contro la cittadina di Douma alle porte di Damasco – attacco attribuito da ribelli e potenze occidentali ai governativi e che ha provocato la definitiva resa dei ribelli salafiti filo-sauditi di Jaish Al Islam e la loro evacuazione – Israele sembra aver approfittato della situazione creatasi – con l'avvertimento ad Assad da parte di Trump e le voci di una possibile risposta americana – per colpire di nuovo la base T4, nel governatorato di Homs. Secondo il Ministero della Difesa russo, nell'attacco sarebbero stati impiegati 2 cacciabombardieri pesanti F-15I RAAM che avrebbero lanciato 8 missili – probabilmente missili standoff della famiglia POPEYE – di cui 5 sarebbero stati abbattuti dalla contraerea e 3 andati a segno. In particolare, nell'attacco sarebbero morti 15 soldati governativi ed alcuni consiglieri iraniani che usano la base come hub per la pianificazione delle operazioni di assistenza militare all’alleato siriano e l’impiego di velivoli senza pilota. La situazione in Siria diventa, così, incandescente come mai prima con lo spettro di uno scontro di più ampia portata tra le potenze coinvolte. Oggi si riunisce il Consiglio di Sicurezza e gli USA meditano sul tipo di risposta da dare ad Assad. Al momento non ci sono portaerei americane nell'area, ma Washington può sempre contare su sottomarini e cacciatorpediniere/incrociatori per il lancio di missili TOMAHAWK, sulla grande base qatarina di Al Udeid, sede del Comando avanzato della componente aerea del CENTCOM (Central Command), dove sono rischierati bombardieri B-1B LANCER, sulla base emiratina di AL DHAFRA, dove sono di stanza cacciabombardieri F-15E, caccia a bassa rilevabilità radar e IR F-22 RAPTOR e caccia F-16, e sugli F-16 schierati nella base giordana di Muwaffaq Salti. Ad AlDhafra e Muwaffaq Salti sono basati anche MIRAGE 2000D e RAFALE francesi.

anteprima logo RID L'Esercito resta a 11 Brigate

Adesso è ufficiale. L'Esercito Italiano ha deciso di mantenere la struttura operativa su 11 brigate di manovra. E' quanto si apprende dalla Relazione sullo stato di avanzamento dei provvedimenti di ristrutturazione delle Forze Armate, presentata al Parlamento a fine gennaio. Il nuovo Modello Operativo Integrato di Riferimento, approvato nel corso del 2017, prevede infatti per l’Esercito "la capacità di disporre di 11 Brigate di manovra, a variante delle 9 previste nel modello precedente". In tale ambito, il "provvedimento di riconfigurazione della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA da Brigata di manovra in Comando per le attività di Forza Armata nell’area della Capitale, come previsto da Allegato 4 al D. Lgs. n. 7 /2014, è stato revocato". La seconda Brigata che avrebbe dovuto essere riconfigurata/smembrata come previsto dal "modello a 9" non era stata ancora decisa dopo che il Presidente della Regione Friuli Debora Serracchiani si era fortemente opposta ad un eventuale provvedimento in tal senso rispetto alla Brigata POZZUOLO DEL FRIULI. Ulteriori approfondimenti su RID 5/2018.

anteprima logo RID Una DARPA francese

In virtù del cambio di governo e dell’aumento delle spese militari francesi, la LPM (Loi de Programmation Militaire) è ricca di novità, piccole e grandi. La riforma della Direction Géneral de l’Armement (DGA) è tra quelle meno vistose ma più significative. La DGA è l’ente francese deputato a ricerca, elaborazione dei requisiti, valutazione e acquisizione dei sistemi d’arma francesi, nonché della loro vendita all’estero. In breve, la DGA è dedicata all’innovazione, sia in termini di vantaggio tecnologico sull’avversario che in termini di competitività per aprire nuovi mercati alle imprese francesi. Al fine di creare la miglior sinergia possibile tra gli attori che sostanziano queste dinamiche, nel 2016 la DGA ha varato l’iniziativa DGA Lab, ovvero un punto di incontro tra civili e militari che coinvolge Forze Armate, esperti provenienti dai 9 centri di ricerca della DGA, università e industria. Con la collaborazione delle aziende di consulenza strategica CEIS e Sopra Steria, la DGA indice delle sessioni periodiche a tema in cui i partecipanti hanno occasione di presentare le nuove tecnologie e/o preconizzarne un futuro impiego militare. In questo modo, la DGA si prefigge di tenere il polso delle tecnologie emergenti che potrebbero interessare le Forze Armate, non solo di quelle che riguardano i programmi in sviluppo. Il Ministro della Difesa Florence Parly, in accordo con il Delegato Generale Joël Barre, ha recentemente presentato alla Commissione Difesa dell’Assemblée Nationale un progetto ancora più ambizioso, ovvero trasformare il DGA Lab in una realtà simile alla DARPA statunitense. Si tratta di un approccio diverso ai temi dell’innovazione tecnologica in ambito Difesa. Al momento, la selezione delle tecnologie di interesse militare avviene con un approccio tendenzialmente “top-down”. Le tecnologie da esplorare vengono individuate a monte, e gli attori ritenuti rilevanti invitati alle sessioni. Il “modello DARPA” funziona diversamente: le tecnologie civili d’avanguardia vengono reputate automaticamente di interesse strategico. Il loro sviluppo consente al paese di alimentare il proprio sistema di innovazione a prescindere dal fatto che tali tecnologie abbiano un immediato contenuto di interesse militare – e gli Stati Uniti ritengono questo processo strategico in sé. Tornando alla Francia, il mutamento è reso necessario dalle dinamiche che muovono l’innovazione tecnologica oggi. Un tempo la ricerca militare era il propulsore dell’innovazione e le tecnologie civili erano spesso uno spin-off di quelle militari. Dunque, il settore Difesa era leader indiscusso dell’innovazione. Se per alcuni settori questa dinamica rimane ancora oggi, per esempio nel settore aerospazio, in molti altri le aziende civili si innovano autonomamente a ritmi frenetici in settori chiave come i teleguidati, l’informatica, gli algoritmi per l’analisi, la simulazione, l’optronica, i nuovi materiali, l’intelligenza artificiale e molti altri. È dunque necessario che le innovazioni con potenziale di crescita siano all’interno degli “schermi radar” della DGA, sia per il ruolo classico di garanzia del vantaggio tecnologico che per l’esigenza, recentemente sentita da molti Paesi europei (e dall’UE stessa), di mappare le tecnologie con potenziale di sviluppo per evitare che queste vengano acquisite, sul libero mercato, da Paesi ostili. Il Ministro Parly ritiene che il modello adottato dalla statunitense DARPA sia quello ideale per avere sempre il polso della situazione nel campo dell’innovazione, anche in quei casi in cui questa non riguarda immediatamente il processo di modernizzazione delle Forze Armate (ma potrebbe averlo in futuro). In virtù di queste considerazioni, il DGA Lab si trasformerà in Innovation Defénse Lab che, al di là dei giochi linguistici, permetterà alla DGA di mappare e valutare le tecnologie civili disponibili in maniera sistemica ed acquisire quelle più interessanti – pur mantenendo in “terreno di coltura” le altre. Sebbene non sia specificato nei materiali oggi disponibili, è probabile che il Ministero della Difesa francese abbia in mente anche un possibile impatto positivo sulla promozione delle aziende francesi all’estero. Da questo punto di vista, la DGA è espressione di un sistema-paese che consente alle aziende francesi del settore di ottenere dall’estero circa un terzo del loro fatturato. Al di là delle ricadute tecnologiche, è lecito supporre che in cambio della propria disponibilità, le aziende civili avrebbero opportunità di vendita sia in Francia che all’estero. Per dare un’idea dell’impatto che una decisione di questo genere può avere sui rapporti tra ciclo di innovazione e Forze Armate, ricordiamo che la DGA è oggi responsabile di circa 80 programmi della Difesa francese, sia in patria che in 20 Paesi esteri (cui si aggiunge una rappresentanza alla NATO e una presso l’UE). Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2016 i suoi 9.700 funzionari hanno gestito 10,8 miliardi di euro di commesse nazionali, 14 miliardi di commesse internazionali e 804 milioni di fondi per la ricerca. Trasformare il DGA Lab in un sistema nazionale di innovazione mette in moto una macchina molto capace al servizio dell’intero Paese. Viste le premesse, l’esperimento andrebbe tenuto d’occhio da vicino da parte italiana, considerando che l’analogo comparto nazionale insiste su alcuni mercati comuni, sia in collaborazione che, a volte, in competizione.

anteprima logo RID MBDA: i risultati 2017

Oggi si è tenuta a Roma l'annuale conferenza stampa di MBDA dedicata alla presnetazione dei risultati finanziari e commerciali del 2017. Il colosso missilistico europeo ha annunciato di avere registrato nel 2017 - e per il quinto anno consecutivo - ordini record pari a 4,2 miliardi di euro e ricavi per 3,1 miliardi di euro, con il portafoglio ordini più alto di sempre e pari a ben16,8 miliardi di euro.

anteprima logo RID Il Qatar ordina 28 elicotteri NH-90

Come vi avevamo anticipato lunedì, dopo serratissime negoziazioni, oggi, durante il salone DIMDEX - alla presenza dei Ministri della Difesa Roberta Pinotti e Khalid bin Mohammad Al Attiyah, dell’Amministratore Delegato di Leonardo Alessandro Profumo, del Managing Director di MBDA Italia Pasquale Di Bartolomeo e dei vertici della Qatari Emiri Air Force (QEAF), è stato annunciato il contratto per la fornitura degli elicotteri NHIndustries NH-90 alle Forze Armate del Qatar.

anteprima logo RID Nave MARGOTTINI a Doha per DIMDEX

Nell’ambito del salone DIMDEX che si sta svolgendo a Doha abbiamo avuto l’opportunità di visitare la fregata tipo FREMM CARLO MARGOTTINI impegnata nella sua campagna, di cui RID è media partner, che la sta portando in diversi Paesi del Medio Oriente prima del dispiegamento finale nell’Operazione ATALANTA e del rientro in Patria previsto ad agosto.