Argomento Selezionato: Difesa
anteprima Conclusa Operazione Mare Aperto 20-05-2017

È terminata il 18 maggio l'esercitazione "Mare Aperto”, attività interforze e internazionale gestita dalla Marina Militare.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Nave Carabiniere in Atalanta 15-05-2017

Fino al 26 maggio Nave Carabiniere, di rientro dalla Campagna in Australia e Sud Est Asiatico, supporterà l’operazione dell’Unione Europea ATALANTA nel contrasto alla pirateria nell’area del Corno d’Africa e del golfo di Aden. La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carabiniere, partita il 12 maggio da Abu Dhabi, affianca, nel tragitto Stretto di Hormuz - Suez, il dispositivo europeo che vede già impegnata la fregata Espero della Marina Militare.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Il nuovo test balistico nordcoreano 15-05-2017

Il nuovo test missilistico nordcoreano di domenica – l'ennesimo degli ultimi 2 anni – ha scosso nuovamente il mondo. Il test – che ha visto l'ordigno effettuare una traiettoria di 700 km ricadendo poi in mare a 400 km ad ovest delle coste giapponesi - è stato un successo dopo che, invece, gli ultimi 2 condotti nel mese di aprile erano falliti. In quell'occasione in molti avevano sorriso e messo in dubbio le capacità balistiche di Pyongyang, mentre qualcuno aveva anche vagheggiato di fallimenti dovuti a presunti attacchi cyber americani (sic!). In realtà, come da sempre sosteniamo su queste colonne, la Corea del Nord ha una capacità balistica molto sviluppata e solida ed un arsenale complesso composto da missili a corto e medio raggio, raggio intermedio ed anche da missili intercontinentali. Il test di domenica potrebbe aver riguardato un missile balistico a raggio intermedio, ma al momento non è possibile confermare tale ipotesi. Di sicuro, da fine anni novanta, la Corea del Nord ha in servizio il TAEPODONG-1, un missile a propellente liquido, basato in postazioni fisse in silos, accreditato di una gittata di oltre 2.500 km e dotato di una testata del peso inferiore ai 1.000 kg. Dal TAEOPODONG-1, la Corea del Nord ha derivato il TAEOPODONG-2, il primo missile balistico intercontinentale di cui dispone il Paese. Il TAEPODONG-2 è un missile tristadio a propellente liquido, basato in silos, dalla gittata stimata di circa 6.000 km per una capacità di payload di appena 1.000 kg (ma che si ridurrebbe a 500 kg per la sua gittata massima di 9.000 km). Il sistema è stato impiegato per mettere in orbita i satelliti KWANGMYŎNGSŎNG-3, nel dicembre 2012, e KWAMONGSONG-4, nel febbraio dell'anno scorso, e, dunque, è da ritenersi operativo anche se non è chiaro di quanti esemplari possa disporre il regime. Negli ultimi anni, Pyongyang ha anche sviluppato dei missili a raggio intermedio ed intercontinentali, basati su piattaforme mobili. Nella categoria dei missili a raggio intermedio rientra il MUSUDAN, derivato dal vecchio R-27 (o SS-N-6) sovietico, SLBM (Submarine Launched Ballistic Missile) a propellente liquido. Il missile ha una gittata compresa tra i 2.500 ed i 4.000 km ed una testata da circa 1.200 kg; è stato testato ben 6 volte in volo, ma soltanto gli ultimi 2 test, condotti a giugno 2016, sono stati un parziale successo. Il MUSUDAN non dovrebbe essere ancora operativo, ma, non appena lo diventasse, rappresenterebbe una minaccia per i Paesi vicini e per tutte le installazioni militari americane nel teatro pacifico, Guam compresa. Nella seconda categoria, rientrano i missili KN-08 e KN-14, già mostrati in parata sottoforma di mock-up, accreditati di una gittata compresa tra i 6.000 km ed i 10.000 km. Si tratta di sistemi basati, appunto, su piattaforme mobili, a propellente liquido e derivati in parte dallo stesso MUSUDAN. Nessuno dei 2, però, sembra finora essere stato testato. Ben più avanti con lo sviluppo, è l'SLBM bistadio a propellente solido KN-11 che è stato testato più volte da piattaforme terrestri e sottomarine con risultati via, via migliori. L'ultimo test, condotto nell'agosto 2016 da un sottomarino a propulsione convenzionale classe SINPO da 2.000 t, è stato un successo completo. Il KN-11 dovrebbe avere una gittata compresa tra i 1.000 ed i 1.500 km ed impiegare propellente solido. A febbraio, e poi ancora ad aprile, Pyongyang ha testato anche una variante terrestre del missile, denominata KN-15, dotata di una gittata più estesa e di diverse migliorie nel sistema di guida e nelle capacità di evasione delle difese avversarie. Da un punto di vista politico il test di domenica è giunto non solo in contemporanea con il Vertice di Pechino sulla "nuova Via della Seta" e dopo la timida apertura diplomatica del Presidente Trump di qualche giorno prima, ma anche dopo l'elezione del nuovo Presidente sudcoreano "trattativista" Moon Jae-In. In pratica, con il test Pyongyang sembra aver voluto mandare un messaggio ad amici e nemici chiarendo il peso della propria parte negoziale. Beninteso: sempre che trattativa vi sia.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Workshop peacekeeping: parla Graziano 10-05-2017

Il Capo di SMD, Generale Claudio Graziano, è intervenuto oggi al 2° workshop sui nuovi modelli di peacekeeping.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Iran: mega esercitazione con l'S-300 PMU2 08-05-2017

L'Iran ha condotto una complessa esercitazione antiaerea impiegando 4 batterie di sistemi sup-aria a lungo raggio con capacità antiaerea e anti-missile (nei confronti di minacce balistiche a medio raggio) S-300 PMU2 FAVORIT culminata con il lancio di intercettori Fakel 48N6E2 da quasi 200 km di raggio di azione. Tre batterie erano dispiegate presso la base di Semnan ed una presso la base di Khavar Shahr, a sudest di Teheran, mentre un radar di scoperta 64N6E2 BIG BIRD era schierato presso la base di Kahrizak a sud di Teheran ed era presumibilmente collegato alle batterie mediante il radio link FL-95. L'Iran ha acquistato 4 batterie di S-300 nell'aprile 2015, dopo che la Russia, a causa delle sanzioni ONU sul Paese imposte per il suo programma nucleare, aveva cancellato un precedente accordo con Teheran. L'accordo originario prevedeva la fornitura del sistema S-300 PMU1. Con l'intesa negoziata dall'Amministrazione Obama con il Paese, ed il successivo rilassamento del regime sanzionatorio, nel 2015 il Presidente Putin aveva deciso di di sbloccare l'accordo ed onorarlo, ma, considerato che l'S-300 PMU1 era uscito di produzione, dandovi corso con il più performante S-300 PMU2. Tipicamente una batteria di S-300 PMU2 comprende fino a 6 lanciatori qadritubo per i missili 48N6E2 – la cui testata è stata ottimizzata anche per l'ingaggio di missili balistici - associati ad il radar di acquisizione e controllo missili 30N6E2 TOMB STONE, un posto comando 54K6E2 con il radar di scoperta 64N6E2 BIG BIRD, nonchè, quando previsto, come nel caso dell'Iran, il radar di scoperta ed early warning LEMZ96L6E

a cura di Redazione
anteprima Corea: le capacitÓ antimissile del THAAD 04-05-2017

Lo scorso 25 aprile, a Seongju, una cittadina rurale 250 km a sud est di Seul, è stata installata una batteria del sistema per la difesa antimissilistica terminale (Terminal High-Altitude Area Defense – THAAD), destinata a proteggere almeno i 2/3 del territorio sudcoreano. Le prime componenti del THAAD sono giunte nella base aerea di Osan a bordo di un C-17 dell’USAF tra il 5 e il 16 marzo scorsi, esattamente a cavallo dell’intensa fase di test missilistici nordcoreani, successivi ai precedenti test di fine 2016 e della scorsa estate, allorquando venne deciso il dispiegamento dello scudo missilistico in Corea del Sud. Il THAAD è un sistema antimissile con portata dichiarata di 200 km e capacità d’ingaggio endo ed esoatmosferica (tra 40 e 150 km di altitudine) di missili balistici a raggio breve e medio nella fase terminale del volo, secondo la tecnologia “hit-to-kill che non prevede testata esplosiva, sfruttando l’energia cinetica dell’impatto per distruggere il missile. Il THAAD è composto dalle seguenti componenti: missile intercettore; veicoli di lancio con canister per 8 missili; il potente radar phased-array AN/TYP2 (in gergo “Tippy Two”) dispiegabile in banda X (8/12,5 Ghz) - con copertura di 1.000 km in “modalità terminale” (utilizzata all’interno del complesso THAAD per identificare, acquisire, tracciare e selezionare missili balistici in fase di discesa/terminale di volo), ma configurabile separatamente da tale sistema come sensore avanzato (come avviene, per esempio, in Turchia), con copertura di circa 2.000 km - e caratterizzato da un’antenna a singola faccia fissa, montata su un trailer, dotata di una superficie di 9 m² e di ben 24.000 moduli di trasmissione/ricezione posizionati al suo interno; un’unità per il controllo di tiro e comunicazioni (Command, Control, Battle Management, Communication - C2BMC), dotata di un’interfaccia software che consente di integrare/fondere dati provenienti da diversi sensori per il calcolo della miglior soluzione di tiro; ed equipaggiamento di supporto (generatore e unità di raffreddamento). Attualmente il sistema sudcoreano, basato su una batteria ridotta con soli 2 veicoli di lancio (invece dei 6 previsti da una batteria standard) ha ottenuto la capacità operativa iniziale il 1° maggio, mentre la piena capacità operativa dovrebbe essere raggiunta la prossima estate con l’aggiunta di altre componenti che completeranno il sistema, tra cui altri 4 veicoli di lancio. Il THAAD rischierato in Corea del Sud si aggiunge al mix di sistemi antiaerei/antimissile a medio/lungo raggio MIM-104 PATRIOT PAC-2 GEM/T e PAC-3 che equipaggiano 2 brigate (8 batterie totali) dell’Aeronautica Sudcoreana - con i PAC-2 che verranno sostituiti entro la fine dell’anno con i PAC-3 - oltre alle batterie americane di PAC-3 presenti nella penisola. I PATRIOT rappresentano il secondo strato di difesa antimissile su brevi distanze (35/40 km) e basse altitudini (25 km) e integrano il THAAD completando il sistema pluristratificato di difesa antimissile. Secondo quanto stabilito dai 2 governi lo scorso luglio, il costo totale del rischieramento del THAAD - pari a circa 1 miliardo di dollari - verrà diviso in tal modo: i costi legati alle voci “supporto, logistica e infrastrutture” verranno coperti dal Governo sudcoreano, mentre gli Stati Uniti sosterranno quelli relativi alla fornitura, gestione operativa e manutenzione del sistema.

a cura di Andrea Mottola