a cura della Rivista Italiana Difesa
Le operazioni francesi in Libia data: 07-03-2016 a cura di: Pietro Batacchi

La Francia, al di là dello scoop di Le Monde, è presente in Libia da mesi, quasi un anno. Forse più. Inizialmente, la presenza francese ha riguardato soprattutto il Fezzan, dove sono presenti risorse che fanno molto gola a Parigi: uranio, terre rare e oro. Qui operano regolarmente team di ricognizione provenienti dalla FOB Madama (vedi foto) in Niger, uno dei dispositivi sul terreno che dà corpo all'Operazione BARKHANE nel Sahel. Madama è una basa avanzata, posta a crocevia dei traffici tra Niger e Libia, dove operano sia militari nigerini sia 250-300 militari francesi. Il dispositivo è composto da "legionari" del 2e REP (Régiment Étranger de Parachutistes), distaccamenti del 3e RPIMa (Régiment de Parachutistes d'Infanterie de Marine), forze speciali del 13e Régiment de Dragons Parachutistes (uno dei 2 reggimenti di manovra delle Forze Speciali dell'Esercito Francese assieme al 1er Régiment de Parachutistes d'Infanterie de Marine), elicotteri, aerei da trasporto e elementi del genio. La base è servita da una pista che negli ultimi mesi è stata allungata per portarla fino quasi a 2.000 m di lunghezza. Nelle ultime settimane, la presenza francese nel Fezzan si è allargata anche ad operazioni volte al contrasto dell'attività dell'IS nell'area. Nella primavera del 2015, più volte, l'Aeronautica Francese ha anche rifornito le milizie di Zintan, alleate del Generale Haftar nel Gebel Nafusa, con medicinali e armi, mentre dopo gli attacchi di Parigi, come RID vi ha documentato da tempo, sono iniziati i voli di ricognizione sul territorio libico da parte di caccia RAFALE. In Cirenaica, da tempo sono presenti anche team di collegamento francesi a Bengasi nello "stato maggiore" delle forze del Generale Haftar. Questa presenza nelle ultime settimane è stata rafforzata in modo significativo, in vista di un'eventuale partizione della Libia, ed ha portato alla creazione di un centro di coordinamento, posto sotto il comando del colonnello libico Salim Al-Abdali, dove sono presenti elementi del Commandement des Opérations Spéciales (COS), presumibilmente appartenenti 1er Régiment de Parachutistes d'Infanterie de Marine, e della Direction du Renseignement Militaire (DRM), l'intelligence militare, che dipendono dallo Stato Maggiore. A questi nuclei si aggiungono operatori del Service Action (SA), il braccio armato della Direction des Opérations (DO), una delle principali componenti della Direction Générale de la Sécurité Extérieure (DGSE, il servizio di intelligence esterno) che, contrariamente al COS, dipende direttamente dal Presidente della Repubblica. Queste unità hanno compiti di collegamento, supporto alla pianificazione, mentoring (mentre l'addestramento degli uomini di Haftar dovrebbe essere soprattutto appannaggio di contractor pagati dagli Emirati Arabi Uniti) e ricerca informativa. Oltre ai Francesi nel centro di coordinamento di Bengasi dovrebbero operare anche elementi Britannici ed anche Egiziani, considerando che Haftar è l'uomo del Generale Al Sissi in Libia. Su RID di aprile troverete uno approfondimento con tutti i dettagli delle operazioni segrete francesi, e non solo, in Libia.


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