a cura della Rivista Italiana Difesa
Libro Bianco: via all'iter parlamentare data: 28-03-2017 a cura di: Pietro Batacchi

Oggi parte in Commissione Difesa del Senato (a meno di cambiamenti dell'ultima ora) l'iter di approvazione del Disegno di Legge sul Libro Bianco. Relatore, il Presidente della Commissione, Sen. Nicola Latorre. I tempi sono molto stretti considerando la breve vita residua di questa legislatura e i tanti provvedimenti da discutere. A ciò bisogna aggiungere che il DEF (Documento di Economia e Finanza) è alle porte e che dopo la pausa estiva il Parlamento sarà impegnato con le prime discussioni relative alla Legge di Stabilità ed entrerà praticamente in campagna elettorale. Tuttavia, il fatto che il DDL inizi l'iter parlamentare adesso è estremamente positivo perchè anche qualora fosse approvato da un solo ramo del Parlamento entro la fine della legislatura, il prossimo Parlamento sarebbe obbligato a riprenderlo in mano. Questo era l'obbiettivo minimo che la Difesa si era posta. Il DDL ha come obiettivo la riorganizzazione dei vertici del Ministero della Difesa e delle relative strutture, la revisione del modello operativo e del modello professionale delle Forze Armate e la riorganizzazione del sistema della formazione. Il DDL è diviso sostanzialmente in 2 parti. Una parte, la prima, è dedicata alla riorganizzazione dei vertici del Ministero della Difesa e delle relative strutture (in continuità con la Legge sui Vertici del 1997, nota anche come Legge Andreatta), e contiene norme che si attueranno immediatamente quando il Parlamento approverà il DDL ed una volta che entrerà in vigore la relativa Legge e che andranno a modificare sostanzialmente il codice dell’ordinamento militare. Nella seconda parte, invece, è contenuta la delega al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate. La prima parte, come si diceva, riguarda le disposizioni relative ai vertici ed interessa la figura del Ministro, dei Capi di Stato Maggiore, del Segretario Gnerale della Difesa ecc. attuando la formale seprazione tra la direzione politica e la direzione militare. Al Ministro spetta la direzione politica della Difesa e sulla base di questa il potere di emanare le direttive in materia di politica militare, di politiche industriali, di sviluppo e impiego dello strumento militare, di politiche per il personale, di attività in formativa e di sicurezza nonché di attività tecnico-amministrativa, e di approvare la pianificazione generale e operativa interforze con i conseguenti programmi tecnico-finanziari nonché la strategia di sviluppo tecnologico e industriale della Difesa. Inoltre, il Ministro predispone, di concerto con i Ministri dell’Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico, il disegno di legge per il finanziamento sessennale dei programmi di ammodernamento dello strumento militare (Legge Sessennale). La direzione militare spetta, invece, al Capo di Stato Maggiore che diventa finalmente sovraordinato gerarchicamente rispetto ai Capi di Stato Maggiore di Forza Armata ed un vero e proprio CHOD (Chief Of Defence). Il nuovo CSMD dovrà assicurare l’esecuzione delle 3 funzioni seguenti: impiego delle forze, supporto alle forze e generazione/preparazione delle forze. Nel caso della funzione impiego delle forze, il Capo di Stato Maggiore (CASMD) si avvarrà per l'esercizio di tale funzione di un Vicecomandante per le Operazioni (VCOM-OPS), di fatto una nuova figura al livello di Stato Maggiore, al quale sarà assegnata, su delega del CSMD, la responsabilità della pianificazione e dell'impiego delle forze in operazioni. Il VCOM-OPS pianificherà le operazioni e impiegherà le forze attraverso il COI (Comando Operativo di vertice Interforze), di cui sarà a capo, ed i comandi operativi di forza armata, ovvero COE (Comando Operativo Esercito), COA (Comando Operativo Aeree, ex COFA) e CINCNAV (Comando in Capo della Squadra Navale). La seconda funzione di spettanza del CSMD, il supporto alle forze, verrà esercitata attraverso la nuova figura del DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e responsabile per la Logistica), che accentrerà tutte le funzioni relative sia all’acquisizione di mezzi e sistemi d’arma, sia alle infrastrutture ed alla logistica, ad eccezione di quella di aderenza, cioè quella di supporto diretto alle unità operative. Per cui il DNAL dipenderà dal CSMD per procurement e logistica, ma dal Ministro per tutte le questioni riguardanti la politica industriale. Il DNAL potrà essere militare e civile; quando sarà militare il suo vice sarà civile e viceversa. Il DNAL sarà a capo di una struttura suddivisa in 2 comparti: la Direzione Nazionale degli Armamenti, retta dal Vice DNAL, e il Comando Logistico della Difesa, retto dal Comandante Logistico della Difesa, che dovrà assicurare l’alta direzione tecnica del comparto logistico e la gestione unitaria delle attività di rifornimento, mantenimento in efficienza, trasporti, infrastrutture, commissariato e servizi tecnici, esclusa la funzione di supporto diretto alle unità operative. Tutte le funzioni amministrative e burocratiche, ed il coordinamento dell’area tecnico-amministrativa saranno, invece, di spettanza del Segretario Generale della Difesa, che sarà un civile e dipenderà direttamente dal Ministro. L'ultima funzione è quella riguardante la generazione e preparazione delle forze. Dal CASMD dipenderanno, pertanto, gerarchicamente i Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate i quali saranno, sulla base delle direttive ricevute, i responsabili della generazione e preparazione delle forze terrestri, navali e aerospaziali. La prima parte del DDL è completata dalle normative su formazione, sanità ed avanzamento. Nella seconda parte del DDL, come si diceva, è contenuta la Delega al Governo. Sulla base di questa, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della Legge sul Libro Bianco, il Governo dovrà predisporre i decreti legislativi che dovranno dare attuazione alla revisione dello strumento militare. In pratica, con tali decreti legislativi dovranno essere attuati tutti quei cambiamenti contenuti nella Revisione Strategica della Difesa, prevista dal Libro Bianco e già predisposta dallo Stato Maggiore della Difesa, e che comprendono accorpamento, eliminazione e razionalizzazione di enti e strutture, in particolare territoriali, riduzione del personale delle FA a 150.000 unità entro il 2024, svecchiamento del personale, introduzione del modello “misto” tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato, creazione della Riserva Operativa ecc. Per quanto riguarda lo svecchiamento, è previsto un modello con un 60% del personale a tempo indeterminato ed un 40% a tempo determinato, l’abbassamento dell’età massima per la partecipazione ai concorsi per l’accesso al ruolo dei volontari a 22 anni compiuti e la predisposizione di un sistema modulare di ferme per il personale volontario, non complessivamente superiore a 7 anni. 


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