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RID - Rivista Italiana Difesa 15-11-2018 Simposio sulla geopolitica del digitale data: a cura di:

Si è svolto ieri, presso la Sala della Scherma del Foro Italico a Roma, la seconda edizione del simposio “Geopolitica del digitale: nuovi confini, crescita e sicurezza del paese”, organizzata dal gruppo Elettronica con la collaborazione della European House – Ambrosetti. A confrontarsi rappresentanti del mondo politico, istituzionale e accademico che hanno dialogato sul cambiamento copernicano che il digitale sta imponendo, tra cui: Armen Sarkissian, Presidente della Repubblica di Armenia, Elisabetta Trenta, Ministro della Difesa, Maria Chiara Carrozza, Professore di Bioingegneria Industriale ed ex Ministro dell’Istruzione, John C. Hulsman, Senior Research Fellow, Hague Centre for Strategic Studies; Alec Ross, ex Senior Advisor per l’Innovazione dell’Amministrazione Obama, Prof. Alberto Sangiovanni Vincentelli, dell’Università di Berkeley. Nel discorso d’apertura, il Presidente di Elettronica, Ing. Enzo Benigni, ha evidenziato come “in un contesto in cui il digitale sta rivoluzionando e dando vita a nuovi concetti di spazio, la relazione che abbiamo presentato si propone di contribuire a trovare più lucidità e tracciare nuove strade, applicando il paradigma della geopolitica del digitale e fornendo spunti di riflessione che possano essere utili ai policy maker e ai decisori della business community per impostare le azioni normative e le scelte strategiche più adeguate per il futuro. Servono sì, grandi investimenti. Ma non è solo questione di risorse finanziarie. Quello che conta è la velocità politica di compiere le necessarie riforme, senza trascurare i lati oscuri dell’innovazione come privacy e sicurezza. Una particolare riflessione nel rapporto è stata dedicata al settore della sicurezza e della difesa che rappresenta un benchmark di riferimento non solo per gli investimenti in R&S ma anche per lo sviluppo della tecnologie duali”.

Estremamente interessante ed apprezzabile l’intervento del Presidente della Repubblica d’Armenia Armen Sarkissian che ha ricordato come la digitalizzazione abbia trasformato il concetto storico di più rivoluzioni industriali, “in R-Evolution, dove la “R” sta per rapida evoluzione, non procrastinata nel tempo di un secolo, o di 50, o 20 anni, come le varie fasi delle rivoluzioni nel campo industriale succedutesi nel tempo” e di come “il comportamento quantistico sulla conoscenza e la globalizzazione sia anch’esso interessato da tale evoluzione rapida, così come lo sono il terrorismo, la politica o l’economia”. Successivamente, la Prof. Carrozza ha presentato nel dettaglio le 5 raccomandazioni presenti nella relazione: stimolo dell’effettiva trasformazione digitale dell’industria italiana, “incentivando i settori ad elevata capacità di spillover e player di portata sistemica a definire degli standard per le proprie catene di fornitura e subfornitura”; definizione di una governance per l’innovazione e la ricerca chiara, certa e centralizzata”; stimolo all’innovazione e allo sviluppo di tecnologie secondo una logica multi-settoriale e cross-industry, focalizzando gli investimenti e il sostegno sulla ricerca di base”; strategia chiara e coraggiosa per il settore aerospazio, difesa e sicurezza, con orizzonte di lungo periodo e rafforzamento del ruolo italiano all’interno del sistema globale”; identificazione delle tecnologie e delle competenze prioritarie per il mantenimento del vantaggio competitivo nel settore”, così da “affrontare l’era digitale caratterizzata dalle grandi vulnerabilità e debolezze dei sistemi”. Parlando dell’Italia, il rapporto evidenzia “numeri inquietanti sulla digitalizzazione del comparto industriale”. Quattro dati su tutti, che dimostrano quanto il Paese sia ancora impreparato ad abbracciare il nuovo paradigma della digitalizzazione per mancanza sia di competenze, che di massa critica: l’86% delle imprese italiane non utilizza tecnologie 4.0, né programma interventi futuri; il 90% non offre corsi di formazione ICT ai dipendenti; il 33% delle professionalità tecniche richieste dalle aziende è, ad oggi, introvabile; in Italia la quota dei laureati nel settore ICT è pari all’1,1%. Tuttavia, il documento evidenzia come il comparto Aerospazio e Difesa possa svolgere il ruolo fondamentale di piattaforma abilitante ed innesco per la trasformazione digitale dell’intera base industriale italiana, essendo settore altamente innovativo e strategico, ad alta intensità di capitale, tecnologia e conoscenza, e che possiede il dominio sulle tecnologie dual-use. Per il nostro Paese il settore vale 13,5 miliardi di euro di fatturato annuo (di cui il 70% proveniente dall’export), occupando 45mila posti di lavoro specializzati. “Un settore molto importante per la trasformazione di scienza in tecnologia” e su cui puntare dato che, “la trasformazione digitale del settore aerospazio, difesa e sicurezza è lo strumento su cui innestare le applicazioni duali, consentendo effetti positivi a cascata su tutto il sistema produttivo nazionale”, come ricordato dalla Prof. Carrozza.

Nel suo intervento, il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha evidenziato come “la comprensione delle trasformazioni digitali in corso nello scenario internazionale è indispensabile, soprattutto per chi riveste incarichi di Governo” e come, in un tale contesto, sia necessario che “un Paese come l’Italia esprima la sua sovranità tecnologica nell’”internet of things”, nell’ambito unmanned, nella resilienza cibernetica, nella robotica, nelle comunicazioni satellitari e nell’intelligenza artificiale, tema attuale ma ancora relegato all’ambito accademico, purché, riguardo a quest’ultimo aspetto, sia sempre l’uomo a premere l’ultimo pulsante”.

L’evento è stato chiuso dal Direttore Generale di Elettronica, Dott.ssa Domitilla Benigni, che ha sottolineato come “la trasformazione digitale rappresenti trampolino da cui lanciare tutti i progetti nazionali volti a rilanciare l'industria e a renderla competitiva anche in tale ambito.


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