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RID - Rivista Italiana Difesa 04-12-2018 Egitto vicino all'acquisto di altri APACHE data: a cura di:

Lo scorso 27 novembre la Defense Security Cooperation Agency statunitense ha approvato la vendita di ulteriori 10 elicotteri d’attacco AH-64E APACHE all’Egitto. La vendita, del valore di circa un miliardo di dollari e che verrebbe effettuata tramite programma FMS, deve ancora ottenere la piena ufficialità che verrà ottenuta una volta approvata dal Congresso. Oltre ai velivoli, l’acquisizione includerebbe tra gli altri 24 motori 1700-GE-701D, 12 M-TADS/PNVS, 24 sistemi di navigazione inerziale/GPS Honeywell (20 installati più 4 di ricambio), 24 lanciatori M299 HELLFIRE, 135 missili HELLFIRE, 5 missili d’addestramento M36E9 Captive Air Training Missile (CATM) AGM-114R, 12 AAR-57 (V) Common Missile Warning Systems (CMWS), oltre al software di supporto AMPS (Aviation Mission Planning System). Era da tempo che l’Egitto, impegnato nelle operazioni anti-ISIS nel Sinai, cercava di aggiornare e rimpolpare la propria flotta di elicotteri da combattimento, tentativo congelato nel 2013 dall’amministrazione Obama che, in seguito al golpe militare che portò al potere il Generale Al-Sisi, decise di bloccare la vendita di armamenti all’Egitto fino al 2014. Una volta ottenuta l’autorizzazione alla vendita, i 10 AH-64E andranno ad aggiungersi ai 46 AH-64D in servizio (34 ex AH-64A acquistati nella seconda metà degli anni 90 e portati allo standard AH-64D nei primi anni 2000, più 12 AH-64D Block II dotati di radar LONGBOW acquisiti nel 2009) distribuiti equamente tra il 51° Squadrone/550ª Brigata elicotteri d’attacco di Al Khatamia ed il 52° Squadrone/550ª Brigata elicotteri d’attacco di stanza ad Az Zaqaziq Abu Hamad). Va ricordato che, oltre agli APACHE, l’Egitto dispone di 34 Ka-52 ALLIGATOR (sui 46 ordinati) che, tuttavia, parrebbero non aver soddisfatto pienamente gli egiziani. In particolare, questi ultimi lamenterebbero presunti problemi tecnici relativi alla scarsa precisione dei sistemi avionici, di navigazione e di visione notturna (tutti da verificare), ed alla (forse) più verosimile perdita di potenza dei motori ad alte temperature dell’elicottero russo.


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