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RID - Rivista Italiana Difesa 16-01-2019 Quale caccia per la Croazia? Tutto da rifare dopo la cancellazione dell'acquisizione degli F-16 BARAK israeliani data: a cura di:


Il ministero della difesa croato ha ufficializzato il 14 gennaio scorso la cancellazione del programma di acquisizione di 12 F-16C/D BARAK dismessi da Israele. Una decisione inevitabile dopo che Israele ha confermato di non poter ottenere l'autorizzazione americana alla rivendita. La Croazia ha urgente bisogno di rimpiazzare la propria componente aerea da combattimento, attualmente composta da una dozzina di MIG-21D/UMD FISHBED ex yemeniti, “refittati” in Ucraina e provati da oltre 50 anni di servizio, tanto che non più di 9 rimangono operativi. Nel marzo 2018 aveva selezionato l'offerta israeliana, ma l'amministrazione Trump, pur dando il suo appoggio in principio, aveva subito messo in chiaro che l'autorizzazione finale era vincolata alla riconversione dei velivoli allo standard NATO.

Questo avrebbe di fatto comportato la rimozione dei vari sistemi elettronici israeliani aggiunti negli anni ai BARAK, e la loro sostituzione con prodotti americani. Washington ritiene la vendita dei velivoli modificati una forma di concorrenza sleale, soprattutto in virtù del fatto che quei caccia sono stati originariamente acquisiti grazie alle ingenti somme elargite da Washington a sostegno delle capacità di difesa israeliane.

Israele, che avrebbe dovuto assorbire i costi di riconversione, si è dunque tirato indietro.

Si ricomincia, dunque, e gli F-16 usati greci, americani, belgi ed olandesi hanno una seconda possibilità, che potrebbe estendersi anche allo svedese JAS-39C/D GRIPEN, scartato nel 2015 nel corso della prima gara.


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