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RID - Rivista Italiana Difesa 10-04-2019 Rohde & Schwarz presenta le sue innovazioni All'Open Doors 2019 in mostra soluzioni e prodotti all'avanguardia data: a cura di:


Il 2 ed il 4 Aprile scorso si sono tenute rispettivamente a Roma e a Milano le 2 giornate di Open Doors 2019 di Rohde & Schwarz, seminario di conferenze, esposizioni e prove pratiche sugli ultimi progressi tecnologici dell’azienda in tema di monitoraggio, radiolocalizzazione, sicurezza informatica e strumenti di misura e collaudo per l’industria e in campo aerospazio e difesa. Qui i partecipanti hanno avuto accesso a dimostrazioni pratiche di un ampio spettro di applicazioni di misura disponibili presso l’area espositiva: Aerospace & Defence, Interference Hunting, Cybersecurity, Electronic Design, EMI/ECM, 5G NR, OTA e Media & Broadcast.

A farla da padrona, ovviamente, gli strumenti della divisione Test & Measurement di Rohde & Schwarz, che realizza principalmente prodotti general purpose, dedicati quindi a tutto il mondo della misura. Nati per il settore civile, dove trovano applicazione specialmente nei campi della ricerca e dell’industria, alcuni di questi, come gli analizzatori di spettro e di network, sono poi stati impiegati anche in ambito difesa, soprattutto da parte delle aziende del settore, ma anche direttamente dalle Forze Armate, sebbene in quantità inferiore. Con il tempo e lo sviluppo di nuove tecnologie, su entrambe queste tipologie di macchine, in base alle specifiche peculiarità, Rohde & Schwarz ha sviluppato delle applicazioni specifiche. Questo è vero maggiormente per lo spectrum analyzer, lo strumento principe per la misurazione delle emissioni radio, che lavora in ricezione per analizzarne struttura, modulazione ed anche contenuti del segnale trasmesso. Il network analyzer, invece, opera sia sulla ricezione sia sulla trasmissione ma non solo per dispositivi radio, bensì in generale per un circuito elettronico, un quadripolo: attraverso i parametri distribuiti, è in grado di descrivere l’apparato, perciò è dedicato a chi costruisce, all’industria, perché consente di provare apparati singoli, anche passivi, o un insieme di apparati. Quindi l’analizzatore di network viene anch’esso impiegato in ambito difesa ma senza specifiche modifiche: infatti se si tratta, ad esempio, di testare un amplificatore, sia che questo debba amplificare un segnale pulsato di un radar o un segnale del 5G, l’amplificatore deve comunque avere un dato guadagno, una data risposta in frequenza ecc., quindi la macchina impiegata per effettuare la prova è la stessa e pertanto, da questo punto di vista, è più generica. Invece l’analizzatore di spettro nel tempo è diventato qualcosa di diverso, di più specifico, modificando le proprie capacità di analisi tanto da cambiare addirittura il nome in signal analyzer, proprio perché è in grado di analizzare qualsiasi tipo di segnale e consente misurazioni specifiche anche in ambito aerospazio e difesa, come l’analisi del rumore di fase, il pulse, l’analisi di segnali pulsati e la cifra di rumore (noise figure).

Di applicazione principalmente militare, invece, è il MOBILE LOCATOR, un sistema portatile per applicazioni veicolari in teatro, del quale esiste anche in versione spalleggiabile. La sua funzione è fare C-ESM (Communications Electronic Support Measures), COMINT e anche radiogoniometria, quindi determinare la localizzazione di una sorgente radio, fino a ricostruire il communication order of battle delle truppe nemiche attraverso l’identificazione delle sorgenti di comunicazione. Attualmente è l’apparato più piccolo in grado di svolgere questa funzione specifica: infatti può essere montato con una antenna compatta su un veicolo (ad esempio tipo il LINCE) ma può anche essere trasportato da un solo uomo grazie all’installazione in un apposito zaino. Il sistema è già in uso presso le forze armate di diversi Paesi, che lo impiegano in entrambe le tipologie. Del sistema esiste poi un versione dimensionalmente più importante per installazione su veicoli più grandi o anche shelterizzabile. Parliamo di applicazioni HV, HF o VHF (per la versione portatile) per decodificare modulazioni digitali che non hanno coperture particolarmente elevate: ad esempio in VHF è possibile coprire qualche km o, al massimo, qualche decina di chilometri. Automaticamente l’oggetto in questione avrà una copertura di centinaia di metri fino a pochi chilometri, in base alla frequenza e alla potenza del trasmettitore che deve ricevere. Impiegando 2 o 3 apparati contemporaneamente sulla stessa sorgente, è possibile triangolare per localizzare una sorgente radio sovrapponendo l’area di copertura dei sistemi di localizzazione impiegati. Si parla, quindi, di impiego tattico in un raggio dell’ordine di pochi chilometri. Volendo, il sistema consente di effettuare la localizzazione di una sorgente sulla mappa anche impiegando un singolo sistema, il che costituisce un’importante innovazione. Questo è possibile grazie al software che, mentre il sistema è in movimento (sia su veicolo sia a piedi), è in grado di elaborare le acquisizioni tenendo conto delle varie direzioni grazie al radiogoniometro. Questo risulta estremamente utile soprattutto sia in ambiente urbano, dove ci si trova sempre in presenza di molte riflessioni, sia in teatro operativo, anche con radio tattiche, dove il sistema è in grado, anche attraverso le misurazioni di un solo uomo in marcia (ad una velocità di 5-6 km/h), di determinare la posizione della sorgente radio. Il Mobile Locator di R&S consente di determinare la posizione su una mappa sia di una sorgente fissa (come un interferente) sia non continua (ad esempio il PTT di una ricetrasmittente), sebbene in quest’ultimo caso l’operazione richiede un tempo maggiore. In caso di sorgente continua, il tempo di determinazione della sorgente può variare da una ventina di minuti fino a poche ore, fino anche ad un giorno, in dipendenza della complessità dell’ambiente in cui si opera. Più difficile è definire il tempo di determinazione della sorgente in teatro operativo con comunicazioni non continue. In questo caso la variabile dipende soprattutto da quanto la sorgente fa PTT, cioè da quanto frequenti sono le trasmissioni monitorate.

L’apparato può essere equipaggiato con antenna direttiva manuale (in versioni differenti in base al tipo di segnale da individuare) o automatica per le installazioni veicolari. Per la versione automatica esistono 3 tipi di antenne pensate per range diversi: da 20MHz a 1,3GHz, da 300MHz a 1,3GHz e da 690Mhz a 6 Ghz. Fondamentalmente, per il settore militare sono di maggiore interesse i segnali di comunicazione, che viaggiano quasi esclusivamente sotto 1GHz, ma saltuariamente possono essere impiegate anche altre antenne in caso, ad esempio, sia richiesto di fare triangolazione e radiolocalizzazione di segnali wireless LAN. In questi casi, però, l’utilità è decisamente specifica e minore, poiché la copertura di un segnale wireless è molto bassa, per cui è necessario trovarsi ad una distanza di poche centinaia di metri dalla sorgente.


Clicca qui per scaricare tutte le presentazioni di Open Doors 2019 di Roma e Milano.


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