a cura della Rivista Italiana Difesa
Lo strumento bellico in Europa data: 26-02-2014 a cura di: Leonardo Parigi

Se è vero che la Storia ha un movimento ciclico, oggi stiamo assistendo a un cambiamento nell’ottica della politica internazionale che forse, in molti, non avrebbero previsto soltanto dieci o quindici anni fa.
La velocità di mutamento della nostra società, grazie all’evoluzione della globalizzazione, porta a nuovi scenari presenti e del prossimo futuro, per cui il fantomatico “Governo Mondiale” a cui avremmo dovuto assistere in base alla configurazione globale del nostro Mondo non sembra sorgerà. Al contrario, la comunità internazionale si sta ri-assestando su politiche regionali o macro-regionali, pur intese nel contesto globale del commercio e della comunicazione.
In questo senso, è possibile accorgersi dei mutamenti che avvengono anche nelle situazioni di confronto ancor prima che di conflitto: la guerra industriale del novecento è finita (nel senso storico del termine) con la Guerra del Golfo del 1991, ultima occasione in cui si scontrarono sul campo due fronti contrapposti di compagini militari. Se fu il primo conflitto realmente pago del cosiddetto “CNN effect”, fu anche l’ultimo in cui l’apice della forza dispiegata dagli Stati Uniti e dai loro alleati distrussero in teatro il nemico.




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