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anteprima logo RID La US Navy sperimenta con successo uno sciame di droni antinave

Nel corso dell’esercitazione Unmanned Systems Integrated Battle Problem 21 condotta tra il 19 ed il 26 aprile fa al largo della costa meridionale californiana, l’US Navy ha sperimentato con successo l’impiego di uno sciame di droni per l’affondamento di una nave bersaglio. Nello specifico, uno degli scenari dell’imponente esercitazione (che ha incluso 29 sistemi a pilotaggio remoto aerei, di superficie e sommergibili, oltre a 10 unità navali e 5 aeree manned) volta al perfezionamento del teaming tra sistemi manned e unmanned nelle operazioni di combattimento, implicava l’utilizzo di una USV – il SEA HUNTER – per la rilevazione di un’unità di superficie nemica, il passaggio dei dati sulla posizione di tale bersaglio al Comando, la successiva trasmissione all’ufficiale responsabile delle operazioni di combattimento di superficie, ed il successivo lancio di uno sciame di droni per l’affondamento del bersaglio. Mentre sono stati forniti abbondanti dettagli sui vari sistemi e mezzi impiegati, non sono state rese note informazioni riguardanti le piattaforme di lancio né dimensioni, numeri e tipologia di droni, genericamente indicati come facenti parte del progetto “Super Swarm” guidato dall’Office of Naval Research. Tenuto conto della tipologia dell’esercitazione, con particolare focus sull’impiego simultaneo di mezzi unmanned aerei (UAV), navali (USV) e sottomarini (UUV) al fine di perforare le bolle A2/AD nemiche, è possibile che siano stati utilizzati alcuni prototipi degli UAV/UUV FLIMMER e FLYING SEA GLIDER – droni spendibili che, nella fase terminale, possono effettuare una “picchiata” e immergersi colpendo sottomarini, oppure percorrere una parte del volo in immersione, prima di ricomparire e colpire un’unità di superficie sopra la linea di galleggiamento – oppure i droni/loitering munitions circuitanti COYOTE (foto), sviluppati dalla Raytheon per il programma LOCUST (Low-Cost UAV Swarm Technology) e lanciabili da navi di superficie o, ancora, i droni plananti aviolanciati CICADA (Close-in Covert Autonomous Disposable Aircraft).

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anteprima logo RID I Marines accelerano sull’acquisizione di loitering munitions

Il Corpo dei Marines ha ufficialmente comunicato che la priorità di acquisizione numero uno nel breve termine è quella di dotarsi di loitering munitions. Durante la periodica revisione del documento Force Design 2030, il Comandante del Corpo, il Generale David Berger, ha sottolineato l’importanza di dotare le nuove unità di tali sistemi d’arma, sempre nell’ottica di mantenere le forze dei Marines più leggere, veloci e letali. In particolare, i 2 progetti che hanno ricevuto maggiore attenzione e supporto dal USMC sono definiti “Organic Precision Fires”, con una variante Infantry (OPF-I) e una mounted (OPF-M). Il primo è composto da un tubo portatile di tipo mortaio leggero in grado di lanciare un drone con un autonomia massima di 90 minuti, a una distanza di circa 12 miglia; il sistema è dotato, oltre che della capacitá di ingaggiare il bersaglio in maniera autonoma, anche di operare integrato con altri droni, con un profilo d’attacco definito “a sciame". Tra i contendenti più accreditati per rispondere all’esigenza dell’USMC si pone la società AeroVironment con il suo sistema SWITCHBLADE, ampiamente testato dallo US SOCOM. La variante mounted dell’OPS invece verrebbe lanciata da un veicolo da ricognizione e andrebbe a sostituire parzialmente molti dei mortai da 120 mm di cui i Marines hanno intenzione di disfarsi. I 2 sistemi si adattano perfettamente al nuovo contesto dottrinale delle Expeditionary Advanced Base Operations (EABO), in supporto a una forza di fanteria expeditionary progettata per essere dispiegata rapidamente sin dall’inizio delle ostilità e mantenere nella mobilità e letalità le sue caratteristiche fondamentali. Per quanto riguarda l’OPF-M, va comunque specificato che sarà possibile vederne un impiego operativo solo nel momento in cui i Marines avranno acquisito un nuovo veicolo da ricognizione adatto allo scopo. Il Tenente Generale Eric Smith, del USMC Combat Development Office, ha definito il nuovo veicolo semplicemente Advanced Reconnaissance Vehicle (ARV), una piattaforma ad architettura aperta, con la capacità primaria di controllare sistemi robotici aerei e terrestri ed effettuare ricognizione tattica.

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anteprima logo RID F-22 a F-35 si parlano con i loro datalink attraverso l’U-2

Il progetto HYDRA, portato avanti dagli Skunk Works di Lockheed Martin in cooperazione con USAF, Missile Defense Agency ed elementi di US Navy e US Army ha concluso con successo un’importante dimostrazione di networking mettendo in comunicazione i datalink proprietari di F-22 ed F-35. Per la prima volta, i 2 caccia stealth hanno potuto scambiare informazioni nelle 2 direzioni usando i loro datalink a bassa probabilità d’intercettazione invece dell’universale ma più vulnerabile Link 16. L’esperimento ha visto coinvolti 5 F-35 e un singolo F-22. Tramite l’U-2, impiegato come nodo di comunicazione, il Multifunction Advanced Data Link (MADL) dell’F-35 e l’Intra-Flight Data Link (IFDL) hanno potuto scambiare informazioni per la prima volta, riducendo i tempi d’ingaggio da minuti a secondi. Il sistema HYDRA è un “Open Systems Gateway”, costituito da un sistema di missione aperto e modulare, operativo sullo speciale computer Enterprise Mission Computer 2 (EMC2), conosciuto anche come “Einstein Box”. Questo potente computer funge da interprete e connettore fra i diversi datalink: oltre a MADL e IFDL si può connettere anche al comune Link 16, così da disseminare le informazioni ai caccia di Quarta Generazione e a molteplici altre piattaforme, anche navali e terrestri. Il Gateway integra anche il datalink Tactical Targeting Network Terminal (TTNT) tipico degli F-18 SUPER HORNET e degli EA-18G GROWLER della US Navy. Il TTNT è stato usato anche per connettersi, tramite Airborne Sensor Adaptation Kit (A-Kit), al sistema di comando e controllo delle batterie di missili contraerei dell’US Army, l’ Integrated Battle Command System (IBCS). In questo esperimento, HYDRA ha connesso il laboratorio sperimentale del sistema IBCS a Fort Bliss, Texas, con i sensori di bordo di F-35 e F-22, consentendo l’ingaggio simulato di bersagli da parte di batterie di missili PATRIOT. Dall’U-2 in volo ad altissima quota, HYDRA può usare i sistemi di comunicazione Beyond Line of Sight per connettere non solo le forze in teatro ma anche i comandi superiori in tutto il globo, appoggiandosi per esempio al Common Mission Control Center (CMCC). Durante la dimostrazione, HYDRA ha connesso in rete sia il CMCC sia lo Shadow Operations Center della base area di Nellis, in Nevada. Quest’ultimo è il principale laboratorio al lavoro sul concetto di sistema C3 Joint All-Domain Command and Control (JADC2), che deve fondere in rete tutti i sistemi di comando e controllo interforze per consentire un’istantanea condivisione della situazione su tutto il campo di battaglia, facilitando l’ingaggio da parte del sistema d’arma meglio posizionato, a prescindere dall’appartenenza di Forza Armata.

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anteprima logo RID Nuovi dettagli sulle Light Amphibious Warship (LAW) dell’US Navy

Il Servizio di Ricerca del Congresso Americano ha diramato una nota che fornisce ulteriori informazioni sul programma inerente le Light Amphibious Warship (LAW) di prossima acquisizione da parte dell’US Navy. Secondo quanto pubblicato, le LAW in programma saranno tra le 28 e 30 unità, con una prima prevista in acquisto per l’anno fiscale (FY) 2022, e avranno la missione primaria di supportare i Marines, in linea con il nuovo concetto operativo delle Expeditionary Advanced Base Operations (EABO). Il Congresso USA ha già stanziato 24 milioni di dollari, sui 30 richiesti, per l’anno in corso con lo scopo di finanziare la ricerca e lo sviluppo dell’industria navale americana nel progettare il design della nuova unità. L’US Navy e lo stesso USMC ipotizzano una LAW molto contenuta in termini di dimensioni e di spese di costruzione e gestione rispetto alle attuali unità navali anfibie, con una lunghezza fuori tutto compresa tra i 200 e i 400 piedi (60-120 m circa) e un dislocamento di 4.000 t, con associato un costo di produzione tra i 100 e i 150 milioni di dollari. Interessanti anche le caratteristiche operative: una velocità di crociera richiesta di 15 nodi, un raggio d’azione superiore alle 4.000 miglia senza rifornimento, un armamento limitato all’autodifesa tramite torrette da 25/30 mm, e una protezione Tier 2+, paragonabile a una corvetta o fregata. Come noto, il concetto operativo EABO è stato sviluppato come risposta ai potenziali scenari di conflitto con la Cina nel Pacifico occidentale e prevede la manovra di molteplici unità del Corpo dei Marines delle dimensioni di un plotone rinforzato (Distributed Operations). Tali unità, spostandosi da un'isola all'altra, avranno le capacità di ingaggiare bersagli con missili da crociera anti-nave (ASCM), loitering munitions, ecc. contribuendo, insieme alla Marina e ad altre forze militari joint e combined, alle operazioni per contrastare e negare il controllo del mare ad un possibile avversario. Le LAW nascono con tale scopo: imbarcare, trasportare, sbarcare e successivamente reimbarcare queste piccole unità del USMC, offrendo una limitata impronta per un possibile ingaggio dei sistemi a lungo raggio avversari. Lo scopo della nota presentata è quello di fornire gli elementi al Congresso per approvare, rifiutare e modificare la richiesta di fondi dell’US Navy e la relativa strategia di acquisto e capacitá del programma.

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anteprima logo RID Finlandia, al rush finale la gara per il nuovo caccia

La gara per l'acquisizione di un nuovo caccia per l’Aeronautica Finlandese per il rimpiazzo degli F/A-18 attualmente in servizio è alle battute finale. Le 5 aziende partecipanti hanno presentato l’offerta finale in vista della selezione della proposta giudicata migliore entro l’anno. Il requisito riguarda il procurement di 64 velivoli per un programma il cui costo è stimato in 9 miliardi di euro. I 2 grandi favoriti sembrerebbero il GRIPEN E e l’F-35. Oltre al caccia, Saab ha offerto anche 2 GLOBALEYE Airborne Early Warning & Control (AEW&C), nell’ambito di una vera e propria integrazione tra Aeronautica Svedese e Finlandese avente al centro, appunto, il GRIPEN E, mentre Lockhedd Martin è “forte” di un’offerta che prevede il solo velivolo di Quinta Generazione in gara. Buone possibilità, però, sembra avercele anche il TYPHOON con un’offerta, presentata da BAE Systems per conto del Consorzio Eurofighter, che prevede una configurazione del caccia europeo dotata del nuovo radar AESA CAPTOR-E Mk2, lo stesso che equipaggerà in refit i TYPHOON T3 della RAF. Un po' più defilati, invece, sembrano essere il RAFALE e il SUPER HORNET.

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anteprima logo RID Trenta RAFALE per l’Egitto. Parigi non fa “prigionieri”

Il Ministero della Difesa egiziano ha annunciato l’acquisto di 30 nuovi caccia Dassault RAFALE che si aggiungono ai 24 già in servizio. La commessa dovrebbe avere un valore attorno ai 5 miliardi di euro. Parigi si conferma così un partner strategico di riferimento per Il Cairo e chiude un'operazione le cui negoziazioni andavano avanti da anni. A quanto risulta a RID, la commessa non pregiudicherebbe, tuttavia, le chance dell’Eurofighter TYPHOON – per il quale è in corso da tempo una campagna a guida Leonardo – anche se come è facile intuire le polemiche relative alla questione Regeni, e le loro conseguenze sui rapporti tra Roma e Il Cairo, non aiutano certo la definizione di commesse militari così complesse e rilevanti. Vedremo, dunque, cosa succederà nei prossimi mesi. Di sicuro, a Parigi non si hanno fisime di sorta a vendere a stati non propriamente democratici e rispettosi dei diritti umani, mentre l’Italia è attanagliata regolarmente da indecisioni e ritardi. Allora si decida chiaramente se si può o no vendere anche a chi non ha le “stigmate” della liberal democrazia di massa, ma se la risposta dovesse essere negativa, ci si prepari a riconvertire una bella parte dell’industria militare. Elementare, considerato che tradizionalmente il nostro export militare per un 60-70% è destinato a Paesi non NATO/UE.

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anteprima logo RID Test di lancio terrestre per lo SLBM M51 francese

Il 28 aprile la Francia ha effettuato un nuovo test di lancio di un SLBM (missile balistico lanciato da sommergibile) M51. Nonostante quest’ultimo sia concepito per essere impiegato dai 4 sottomarini classe LE TRIOMPHANT in servizio nella Marine Nationale, il test in oggetto ha riguardato il lancio del vettore – privo della sua testata esplosiva - da una piattaforma presumibilmente terrestre situata nel sito missilistico di Biscarosse, sulla costa occidentale francese. Il missile ha percorso l’intera traiettoria balistica sull’Atlantico, fino a raggiungere il punto d’impatto previsto, situato un centinaio di miglia a nord dell’isola di Bermuda. Durante il volo il missile è stato monitorato da uno dei 3 RC-135S COBRA BALL in dotazione all’USAF, velivoli appositamente dedicati alla raccolta di informazioni (ELINT, IMINT e dati telemetrici) riguardanti i test di lancio di missili balistici, anche effettuati da paesi alleati/partner, oltre che da potenziali avversari, secondo quanto previsto dal progetto OLYMPIC TITAN. Nei pressi del sito di ricaduta del missile, inoltre, era presente un pattugliatore marittimo FALCON 50M francese utilizzato, probabilmente, per sorvegliare eventuali intrusioni nella zona d’impatto da parte di aerei o navi. Impiegati anche un AWACS E-3F SENTRY per monitorare lo spazio aereo intorno a Biscarosse, nonché la nave MONGE, utilizzata dai Francesi per la raccolta dei dati relativi al lancio. Sebbene gli M51 siano entrati in servizio nel 2010, sostituendo i precedenti M45, la Francia esegue regolarmente lanci di prova – il test in oggetto rappresenta il quinto tiro di prova del M51 - per verificarne l’affidabilità generale, nonché quella delle sue varianti progressivamente introdotte. Ad oggi, 3 dei battelli classe LE TRIOMPHANT sono equipaggiati con la versione M51.1, mentre l’ultima unità ad essere entrata in servizio - LE TERRIBLE – dispone della più recente M51.2, probabilmente oggetto dell’ultimo test e dotata di una maggior gittata (non specificata) e generiche migliori capacità di penetrazione nelle difese nemiche, probabilmente riferite a superiori doti manovranti. Una nuova variante – la M51.3 – è in fase di sviluppo e dovrebbe essere introdotta nel 2025 ed equipaggiare i 4 sommergibili SNLE-3G che nel 2035 sostituiranno i LE TRIOMPHANT. Il Ministero della Difesa francese ha anche reso noto che fino al 21/5 è vietata la navigazione nelle acque poste all’interno di 4 diverse zone - indicate da precise coordinate e corrispondenti alle previste aree di ricaduta dei 3 stadi del missile - lungo un corridoio situato tra la costa occidentale della Francia (Golfo di Biscaglia) e un’area poche miglia a nord dell’isola di Bermuda per “operazioni missilistiche”. È probabile, quindi, che in questi giorni possa essere effettuato un nuovo lancio – da sommergibile o da piattaforma terrestre - di M51. Non è da escludere, tuttavia, che il lancio possa riguardare un nuovo missile ipersonico.

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E’ stata svelata da Raytheon e l’US Navy la prima immagine del nuovo sistema antinave mobile dei Marines NMESIS (Navy Marine Expeditionary Ship Interdiction System). Il sistema, che ha effettuato il primo test lo scorso novembre, si compone di un veicolo tattico leggero JLTV remotizzato - Remotely Operated Ground Unit Expeditionary-Fires (ROGUE-Fires) – e di un lanciatore per 2 missili antinave intermedi Naval Strike Missile (NSM). Al momento, non è chiaro se il veicolo sia pilotato in remoto oppure se abbia un sistema di guida autonomo o semi-autonomo. Il NMESIS rientra nel concetto di operazioni marittime distribuite e di Expeditionary Advanced Base Operations (EABO), ovvero nel concetto di operazioni condotte da piccole unità disperse. Il compito di tale unità è dissuadere eventuali azioni di “fatto compiuto”, in particolare cinesi, e qualora la deterrenza fallisse di ingaggiare il nemico dando un contributo alle operazioni di sea control. Per questa ragione, per i Marines, che sono al centro di questa strategia, sarà necessario disporre di sistemi antinave, ma anche di loitering munitions, UAV e di sistemi per l’ingaggio a lungo raggio. Il tutto però con dimensioni, mobilità, pesi e ingombri tali da consentirne la dispiegabilità e, appunto, l'utilizzo da parte di unità “piccole”.

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La cerimonia di avvicendamento alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kuwait e del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare

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L'elicottero A129 Mangusta al termine del suo ciclo operativo in teatro afgano è stato ricondizionato e imbarcato a bordo di un aereo C-130J dell’Aeronautica Militare.

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anteprima logo Marina Italiana SIGLATO ACCORDO TRA L’ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA ED IL LEBANESE NAVY HYDROGRAPHIC SERVICE

Il giorno 28 aprile 2021 è stato firmato l’annesso tecnico per la co-produzione cartografica da parte del capo di Stato Maggiore della Marina Libanese, Captain Commodore Haissam DANNAOUI, e dal Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina militare ammiraglio Massimiliano Nannini. L’accordo sancisce l’inizio della produzione del primo piano cartografico libanese e rafforza la storica cooperazione tra i due Paesi, sugellata dalla firma, nel luglio 2020, del “Technical Arrangement tra i ministeri della Difesa italiano e libanese nel settore dell’idrografia, oceanografia e della cartografia nautica”.

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anteprima logo Aeronautica Italiana Eurofighter del 37° Stormo intercettano velivolo civile

Nella mattinata di oggi due caccia intercettori Eurofighter del 37° Stormo dell'Aeronautica Militare di Trapani, in servizio di allarme per la difesa dello spazio aereo, hanno compiuto un intervento su ordine di decollo immediato pervenuto dal NATO Combined Air Operations Centre di Torrejon (Spagna) per intercettare e verificare un velivolo civile Pilatus PC6T, decollato dall'aeroporto svizzero di Buochs e diretto a Capodichino (NA), che aveva perso il contatto radio con gli enti del traffico aereo.

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