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anteprima logo Stato Maggiore Difesa AFGHANISTAN: 3744 I CITTADINI AFGHANI EVACUATI DALL'INIZIO DELL'OPERAZIONE AQUILA

Sono 3744 i cittadini afghani evacuati dal Paese asiatico dall'inizio dell'operazione Aquila.

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anteprima logo Marina Italiana NAVE DURAND DE LA PENNE IN MAR NERO NELL’AMBITO DELLA CAMPAGNA D’ITRUZIONE 2021

Il cacciatorpediniere Luigi Durand de la Penne nell’ambito della campagna d’istruzione 2021 a favore degli Allievi della 2^ classe dell’Accademia Navale di Livorno ha fatto ingresso, nei giorni scorsi, nel bacino del Mar Nero dove è previsto che rimanga fino al prossimo 26 agosto.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa AFGHANISTAN: IL MINISTRO DELLA DIFESA LORENZO GUERINI IN VISITA AL COVI A ROMA

Guerini: "L'evacuazione dei cittadini afghani da Kabul è un'operazione molto complessa e articolata. Le Forze Armate Italiane stanno svolgendo un delicato lavoro, cooperando efficacemente con tutti gli attori in campo. Un lavoro di squadra grazie alla collaborazione tra i Ministeri della Difesa, Esteri, Interni e i servizi di informazione" 

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa AFGHANISTAN: 3350 I CITTADINI AFGHANI EVACUATI DALL'INIZIO DELL'OPERAZIONE AQUILA

Sono 3350 i cittadini afghani evacuati dal Paese asiatico dall'inizio dell'operazione Aquila,  667 bambini e 547 donne

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa AFGHANISTAN: EVACUATE ALTRE 211 PERSONE DA KABUL. ALTRE 100 PERSONE CIRCA VERRANNO TRASPORTATE IN SERATA

Nella giornata di oggi i C130J dell'Aeronautica Militare hanno evacuato da Kabul 211 afghani.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa AFGHANISTAN: UN C130 DECOLLATO DA KABUL CON 103 PERSONE

È appena decollato da Kabul un C130J dell'Aeronautica Militare con a bordo un totale di 103 passeggeri. Le persone evacuate saranno trasportate  in Kuwait e li trasferite su un KC767  con cui raggiungeranno l'Italia nelle prossime ore.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa AFGHANISTAN: GUERINI, CONTINUA IL PONTE AEREO ROMA-KABUL

Guerini: "grazie alle Forze Armate italiane per lo straordinario lavoro e lo sforzo enorme che stanno svolgendo per assicurare il trasporto dei collaboratori afghani e dei loro familiari. Ringrazio gli oltre 1.500 militari italiani impegnati senza sosta in questa importante operazione". 8 aerei dell'Aeronautica Militare:4 KC767 e 4 C130J e 1.500 militari italiani impegnati h24 per il ponte aereo

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Afghanistan: atterrato KC767 da Kabul con a bordo personale dell’ambasciata italiana, connazionali civili e alcuni collaboratori afghani

L’aeroplano KC 767 dell’Aeronautica Militare è appena atterrato presso l’aeroporto di Fiumicino con a bordo circa 70 persone tra personale diplomatico ed ex collaboratori afghani.

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anteprima logo RID Operativo il METEOR sugli Eurofighter TYPHOON tedeschi

L’Aeronautica Tedesca ha ultimato i test sul suo nuovo missile aria-aria a lungo raggio MBDA METEOR e lo ha dichiarato pronto all’uso operativo sui suoi velivoli Eurofighter TYPHOON. Il reparto responsabile dei test è stato il Lutwaffe Tactical Air Wing 74 basato presso la Base Aerea di Neuberg in Bavaria che, secondo quanto dichiarato dalla stessa Forza Armata, ha ultimato tutti i suoi test nel mese di giugno. Il METEOR si va ad aggiungere agli altri 2 missili aria-aria già presenti nell’arsenale aereo tedesco: l’AIM-120 Advanced AMRAAM a medio raggio e l’Infra-Red Imaging System Tail (IRIS-T) a corto raggio. Il TYPHOON, in configurazione da superiorità aerea, sarà in grado di imbarcare fino a 4 missili METEOR, 2 AMRAAM e 2 IRIS-T. Il nuovo missile di MBDA può vantare un raggio operativo ben oltre il definito BVR (Beyond Visual Range) con i suoi 200 km di portata, una lunghezza di circa 3,6 m e un peso approssimativo di 180 Kg. Grazie alla sua propulsione ramjet, l’ordigno è in grado inoltre di modificare la sua velocità in base alle caratteristiche del suo obiettivo e alle eventuali manovre evasive del pilota avversario. Dichiarato ormai operativo, il METEOR verrà integrato su tutti i TYPHOON tedeschi, ad esclusione dei velivoli della Tranche-1.

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anteprima logo RID Nuove capacità “distribuite” per il GMLRS dal Regno Unito

Dal Regno Unito arrivano le prime indicazioni su alcuni degli sviluppi nazionali che il British Army spera di integrare negli upgrade al sistema Guided Multiple Launch Rocket System (GMLRS) da qui al 2030. Sono stati per ora messi a contratto importanti aggiornamenti per il veicolo lanciatore M270B1 e l’adozione dei raggi Extended Range da 150 km di gittata, oltre al nuovo Precision Strike Missile da “499 km” (e oltre, dopo l’abbandono del trattato INF) dell’US Army, ma ci sono piani per ulteriori capacità operative. In particolare il British Army vuole acquisire nuove capacità d’attacco areale (sostanzialmente perse con il ritiro delle sub-munizioni in seguito ai trattati per la limitazione dei rischi da UxO, Unexploded Ordnance) e anti-corazzati, oltre che, idealmente, capacità di ricognizione e guerra elettronica. Il Defence Science and Technology Laboratory (DSTL) sta quindi portando avanti un progetto, della durata prevista di circa 3 anni, per dimostrare un Payload Carrier da integrare sul razzo ER. Il Payload Carrier andrebbe poi ad imbarcare diversi carichi di missione. Lockheed Martin UK sta lavorando in particolare a 4 carichi: L’Area Fires Air Vehicle (AFAV) userebbe dei mini-droni, coordinati dall’AI, per scovare e distruggere veicoli corazzati ed altri bersagli all’interno di una data area. Un’altra configurazione userebbe droni o sensori paracadutati per ricognizione ed acquisizione bersagli (ISTAR) e per la valutazione degli effetti sul bersaglio dopo un attacco (Battle Damage Assessment). Il Counter Sensing and Decoy Payload rilascerebbe invece delle contromisure attive a perdere, capaci di generare falsi bersagli, fare jamming e in generale disturbare temporaneamente le difese aeree avversarie.

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anteprima logo RID Il carro britannico CHALLENGER 3

Il 22 marzo scorso, il British Army ha potuto annunciare la firma del contratto per la modernizzazione dei propri CHALLENGER 2. Il costoso e profondo upgrade porterà, di fatto, ad un carro profondamente diverso dall’attuale, molto più performante e finalmente scevro dell’unicità del suo munizionamento, che è sempre stato un unicum in ambito NATO, con tutte le conseguenze che questo ha comportato. Il percorso che ha portato a questo intervento di aggiornamento è stato piuttosto tortuoso. La storia dei programmi del British Army per nuovi veicoli corazzati negli ultimi 20-30 anni è complessa e dolorosa ed ha avuto ripercussioni devastanti sia sull’Esercito medesimo, sia sull’industria nazionale del settore, che è stata prima uccisa e ora, forse, avviata verso una resurrezione. Nei mesi scorsi c’è stata tanta incertezza con ripetuti articoli sulla stampa britannica che adombravano un ritiro anticipato e completo dei CHALLENGER del British Army. Alla fine il Segretario di Stato alla Difesa è intervenuto per ribadire che i carri sarebbero rimasti. In effetti, il CHALLENGER 2 esce dall’Integrated Review abbastanza bene. La riduzione nel numero dei reggimenti, da 3 a 2, era già da tempo parte dei piani del British Army, come discusso nei mesi scorsi su queste pagine (vedi RID 12, 2020), visto che il Reggimento KING’S ROYAL HUSSARS è avviato alla conversione sul nuovo cingolato da ricognizione AJAX. Quindi, se nel 2010 si era deciso di mantenere 227 carri, ora si scenderà a 148, a cui si aggiungeranno 32 carri per l’addestramento dei conduttori. L’aggiornamento che questi veicoli riceveranno, tuttavia, è molto più radicale e decisivo di quello originariamente programmato. Il carro risultante sarà in larga misura nuovo, tanto che si è ufficialmente deciso di designarlo CHALLENGER 3.

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anteprima logo RID Il nuovo “Muro dei 10.000 Li”

Il mondo militare viene spesso visto, e non del tutto a torto, come caratterizzato da una mentalità sostanzialmente statica e perciò lento ad accettare cambiamenti davvero significativi. Importanti progressi tecnologici che aprono la via a nuovi concetti operativi o addirittura a nuove dottrine strategiche, o in senso contrario pesanti necessità operative o strategiche che “forzano” i necessari sviluppi tecnologici, richiedono molti anni per arrivare a maturazione - in forte contrasto con la straordinaria facilità e rapidità con cui nuovi prodotti e nuovi bisogni più o meno artificiali si impongono nel modo civile. Ciò però non significa che cambiamenti di grande portata, in grado di influenzare tutto il modo di condurre dei conflitti, non avvengano davvero. Se le 2 più importanti novitá di questo genere, nel corso degli ultimi decenni, sono senza dubbio state la bassa osservabilità (“stealth”) e il munizionamento di precisione, più di recente se ne è affacciata un’altra, ad opera soprattutto della Cina e della Russia: le cosiddette “bolle A2AD” (Anti Access/Area Denial, anti-accesso/interdizione di area). Un’importante precisazione semantica preliminare: i concetti e i termini di “bolla” e “A2/AD” sono esclusivamente di origine americana, e le letterature militari cinese e russa non fanno alcun uso di queste espressioni o altre analoghe. Ciò non impedisce, ovviamente, che le relative dottrine operative e strategiche vengano attentamente studiate e messe in pratica.

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