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anteprima logo RID Test di lancio terrestre per lo SLBM M51 francese

Il 28 aprile la Francia ha effettuato un nuovo test di lancio di un SLBM (missile balistico lanciato da sommergibile) M51. Nonostante quest’ultimo sia concepito per essere impiegato dai 4 sottomarini classe LE TRIOMPHANT in servizio nella Marine Nationale, il test in oggetto ha riguardato il lancio del vettore – privo della sua testata esplosiva - da una piattaforma presumibilmente terrestre situata nel sito missilistico di Biscarosse, sulla costa occidentale francese. Il missile ha percorso l’intera traiettoria balistica sull’Atlantico, fino a raggiungere il punto d’impatto previsto, situato un centinaio di miglia a nord dell’isola di Bermuda. Durante il volo il missile è stato monitorato da uno dei 3 RC-135S COBRA BALL in dotazione all’USAF, velivoli appositamente dedicati alla raccolta di informazioni (ELINT, IMINT e dati telemetrici) riguardanti i test di lancio di missili balistici, anche effettuati da paesi alleati/partner, oltre che da potenziali avversari, secondo quanto previsto dal progetto OLYMPIC TITAN. Nei pressi del sito di ricaduta del missile, inoltre, era presente un pattugliatore marittimo FALCON 50M francese utilizzato, probabilmente, per sorvegliare eventuali intrusioni nella zona d’impatto da parte di aerei o navi. Impiegati anche un AWACS E-3F SENTRY per monitorare lo spazio aereo intorno a Biscarosse, nonché la nave MONGE, utilizzata dai Francesi per la raccolta dei dati relativi al lancio. Sebbene gli M51 siano entrati in servizio nel 2010, sostituendo i precedenti M45, la Francia esegue regolarmente lanci di prova – il test in oggetto rappresenta il quinto tiro di prova del M51 - per verificarne l’affidabilità generale, nonché quella delle sue varianti progressivamente introdotte. Ad oggi, 3 dei battelli classe LE TRIOMPHANT sono equipaggiati con la versione M51.1, mentre l’ultima unità ad essere entrata in servizio - LE TERRIBLE – dispone della più recente M51.2, probabilmente oggetto dell’ultimo test e dotata di una maggior gittata (non specificata) e generiche migliori capacità di penetrazione nelle difese nemiche, probabilmente riferite a superiori doti manovranti. Una nuova variante – la M51.3 – è in fase di sviluppo e dovrebbe essere introdotta nel 2025 ed equipaggiare i 4 sommergibili SNLE-3G che nel 2035 sostituiranno i LE TRIOMPHANT. Il Ministero della Difesa francese ha anche reso noto che fino al 21/5 è vietata la navigazione nelle acque poste all’interno di 4 diverse zone - indicate da precise coordinate e corrispondenti alle previste aree di ricaduta dei 3 stadi del missile - lungo un corridoio situato tra la costa occidentale della Francia (Golfo di Biscaglia) e un’area poche miglia a nord dell’isola di Bermuda per “operazioni missilistiche”. È probabile, quindi, che in questi giorni possa essere effettuato un nuovo lancio – da sommergibile o da piattaforma terrestre - di M51. Non è da escludere, tuttavia, che il lancio possa riguardare un nuovo missile ipersonico.

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anteprima logo RID NMESIS, la prima immagine dell’antinave mobile dei Marines

E’ stata svelata da Raytheon e l’US Navy la prima immagine del nuovo sistema antinave mobile dei Marines NMESIS (Navy Marine Expeditionary Ship Interdiction System). Il sistema, che ha effettuato il primo test lo scorso novembre, si compone di un veicolo tattico leggero JLTV remotizzato - Remotely Operated Ground Unit Expeditionary-Fires (ROGUE-Fires) – e di un lanciatore per 2 missili antinave intermedi Naval Strike Missile (NSM). Al momento, non è chiaro se il veicolo sia pilotato in remoto oppure se abbia un sistema di guida autonomo o semi-autonomo. Il NMESIS rientra nel concetto di operazioni marittime distribuite e di Expeditionary Advanced Base Operations (EABO), ovvero nel concetto di operazioni condotte da piccole unità disperse. Il compito di tale unità è dissuadere eventuali azioni di “fatto compiuto”, in particolare cinesi, e qualora la deterrenza fallisse di ingaggiare il nemico dando un contributo alle operazioni di sea control. Per questa ragione, per i Marines, che sono al centro di questa strategia, sarà necessario disporre di sistemi antinave, ma anche di loitering munitions, UAV e di sistemi per l’ingaggio a lungo raggio. Il tutto però con dimensioni, mobilità, pesi e ingombri tali da consentirne la dispiegabilità e, appunto, l'utilizzo da parte di unità “piccole”.

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anteprima logo RID Contratto per il DASS dei TYPHOON QUADRIGA tedeschi

Leonardo ha sottoscritto per conto del consorzio EURODASS – comprendete anche Indra, Hensoldt e Elettronica (quest’ultima co-design authority del sistema assieme a Leonardo) – un contratto per la fornitura dei sistemi di autoprotezione elettronica DASS PRAETORIAN degli Eurofighter TYPHOON destinati all’Aeronautica Tedesca nell’ambito del programma QAUDRIGA. Il programma, come noto, prevede la fornitura di 38 nuovi velivoli per rimpiazzare i TYPHOON Tranche 1 attualmente in servizio. Il sistema DASS dei TYPHOON QUADRIGA avrà la stessa configurazione presente a bordo dei TYPHOON T3A dei Paesi del consorzio. A ciò bisogna aggiungere tuttavia la predisposizione per accogliere un ricevitore digitale per il sistema ESM. Ulteriori dettagli su RID 6/21.

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anteprima logo RID La Turchia potenzia l'armamento dei propri UAV

Nell’ultima settimana le aziende turche Bayraktar e Turkish Aerospace hanno effettuato dei test di lancio volti all’integrazione di diversi sistemi d’arma sugli UAV AKINCI e AKSUNGUR. Tra il 17 ed il 22 aprile il “super MALE” AKINCI ha completato con successo la prima prova di fuoco delle 3 micro munizioni guidate della serie MAM prodotte dalla Roketsan, private della testata esplosiva. Nello specifico, il test ha visto lo sgancio di una MAM-C, variante dotata di guida laser semi attiva e, solitamente, di testata esplosiva ad alto potenziale, della sua versione con testata termobarica (assente durante i test) MAM-L e, per la prima volta, della versione più recente MAM-T, dotata di maggiore gittata (30 km se impiegata da UAV, rispetto agli 8 delle altre 2 varianti) e di un sistema di guida inerziale/GPS, oltre a quello laser semi attivo. Tutte e 3 le munizioni inermi hanno centrato i rispettivi obiettivi. Tali test, effettuati presso il poligono della Bayraktar sito a Tekridag Corlu, sono propedeutici all’entrata in servizio dell’AKINCI che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Il test del MALE AKSUNGUR, invece, è stato eseguito il 23 aprile e ha riguardato il trasporto e lo sgancio di una bomba planante KGK-SIHA-82 da 340 kg da una quota di 20.000 piedi contro un bersaglio situato 30 km al largo delle coste di Sinop (Mar Nero). La prova si è conclusa con successo e ne è prevista un’altra, nei prossimi mesi, nella quale verrà verificata la capacità delle KGK-SIHA-82 – che, fondamentalmente, sono semplici bombe non guidate tipo Mk-82 (o Mk-83) munite di kit di guida KGK con alette a scomparsa che le trasforma in ordigni plananti, incrementandone notevolmente il raggio d’azione - di colpire un bersaglio posto a 45 km di distanza. Quello effettuato rappresenta il secondo test di sgancio, da parte dell’AKSUNGUR, di Mk-82 convertite in bombe plananti, dopo quello effettuato alcuni mesi fa con il kit TEBER da 250 kg sviluppato dalla Roketsan.

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anteprima logo RID Lo USMC acquisteranno un nuovo veicolo leggero utility

Lo U.S. Marine Corps ha confermato di voler sostituire la sua intera flotta di Utility Task Vehicle (UTV) con una nuova generazione di Ultra Light Tactical Platform (ULTP) nel corso dei prossimi 2 anni. Ad effettuare l’annuncio, il portavoce dell’Ufficio del Logistic Combat Element (LCE) del Marine Corps Systems Command, Jennifer Moore, che ha specificato che la prima generazione dei nuovi veicoli verrà consegnata negli anni fiscali (FY) 2022 e 2023. Lo USMC ha attualmente 248 UTV in servizio, prodotti dall’azienda Polaris Government and Defense di Medina nello Stato del Minnesota. Tali veicoli sono principalmente utilizzati in supporto alle forze di fanteria per il trasporto di carichi generici ma, in alcuni casi, vengono utilizzati anche per missioni di ricognizione. Attualmente la totalità di questa flotta è gestita da contractors, aspetto questo che ha dato un ulteriore spinta alla decisione della leadership del Corpo di cambiare piattaforma e permetterne quindi una gestione interna più idonea allo scopo expeditionary delle proprie forze e al concetto Marine Corps Force Design 2030. I nuovi ULTV verranno prodotti e consegnati sempre dalla stessa Polaris che ha già fatto sapere di essere in grado di produrre fino a 500 esemplari nel quadriennio tra il 2022 e il 2025. Il nuovo veicolo avrà un peso inferiore alle 1.500 libbre, un motore ibrido diesel-elettrico, e dovrà essere in grado di imbarcare oltre che su MV-22 OSPREY, anche su CH-53E/K SUPER STALLION e CH-47 CHINOOK. Nonostante la nuova piattaforma sia ormai entrata nella fase finale di progettazione, durante il 2021 verranno effettuati degli studi e dei test per verificare ile dotazioni dell’ULTP, in termini di pacchetti di corazzatura, di adattamento ai climi estremi e di armamento. Lo USMC, insieme con l’Esercito Americano, ha inoltre avviato uno studio per dotare la nuova piattaforma di guida autonoma o in modalità leader-follower, in grado quindi di seguire un veicolo pilotato o truppe appiedate in movimento.

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anteprima logo Marina Italiana SIGLATO ACCORDO TRA L’ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA ED IL LEBANESE NAVY HYDROGRAPHIC SERVICE

Il giorno 28 aprile 2021 è stato firmato l’annesso tecnico per la co-produzione cartografica da parte del capo di Stato Maggiore della Marina Libanese, Captain Commodore Haissam DANNAOUI, e dal Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina militare ammiraglio Massimiliano Nannini. L’accordo sancisce l’inizio della produzione del primo piano cartografico libanese e rafforza la storica cooperazione tra i due Paesi, sugellata dalla firma, nel luglio 2020, del “Technical Arrangement tra i ministeri della Difesa italiano e libanese nel settore dell’idrografia, oceanografia e della cartografia nautica”.

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anteprima logo RID Gibuti pronta per le portaerei cinesi

Il Comando Americano in Africa, USAFRICOM, per voce del suo Comandante, il Generale Stephen Townsend, ha annunciato che le banchine della base navale cinese di Gibuti sono ormai pronte e capaci di ospitare tutte le unità della Marina Cinese, comprese le portaerei, che transiteranno nel Mar Rosso. Lo stesso alto ufficiale aveva già lanciato l’allarme ad ottobre, durante una riunione con il Commissione Forze Armate del Congresso, riguardo ai lavori avviati dalle autorità di Pechino nella zona commerciale del porto africano. La base, formalmente inaugurata nel 2017, è stata sviluppata per supportare la missione antipirateria cinese nel Golfo di Aden e nella zona dell’Oceano Indiano in prossimità delle coste somale, ma con il tempo ha subito una veloce espansione fino a rappresentare un importante hub logistico a supporto della Marina commerciale, e Militare, cinese (PLA-N). Secondo quanto ufficialmente confermato dalle autorità gibutine, il progetto finale comprende la realizzazione di 9 posti d’ormeggio di cui 4 proprio dedicati alla PLA-N. Nei pressi della base cinese ci sono anche installazioni militari americane e francesi, senza contare quella giapponese e italiana, il cui personale ha più volte denunciato eventi di “harassment” provocati dalle truppe cinesi di passaggio, come l’illuminazione di aerei militari in decollo o atterraggio. Il Generale Townsend, oltre a confermare la massiccia e spregiudicata espansione commerciale nella sua area di responsabilità, ha anche sottolineato il fatto che sono in corso altri tentativi da parte della diplomazia cinese di aggiudicarsi ulteriori concessioni per costruire nuove installazioni navali e aeroportuali “dual-use” in altre zone del continente africano, senza però fornire ulteriori informazioni specifiche.

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anteprima logo RID Ecco il nuovo sito di RID, con la rivista in formato digitale e molto altro

E' finalmente in linea il nuovo sito di RID con tante novità. Ci scusiamo per il ritardo, ma non è dipeso da noi. A volte, si sa, la tecnologia può essere matrigna...Ma, alla fine, eccoci: con una nuova veste grafica, la rivista digitale in formato sfogliabile, tante opzioni di abbonamento, nuove sezioni e le immancabili notizie di Portale Difesa. E poi, maggiore semplicità di interfaccia, si conferma la sezione notizie di Stato Maggiore Difesa e delle Forze Armate, ed ecco anche la sezione dei comunicati stampa per le aziende (le aziende che desiderano vedere inseriti i propri comunicati stampa possono scrivere alla redazione). Soprattutto, arrivano la rivista in versione sfogliabile a pagamento (con un abbonamento speciale che prevede rivista cartacea e sfogliabile), ma anche contributi sfogliabili gratuiti. Anche abbonarsi e acquistare raccoglitori, arretrati, ecc. è più facile grazie al pagamento online (carta di credito e PayPal) e, ovviamente, si può accedere ai contenuti subito dopo aver effettuato la transazione. Chi si abbona con l'opzione "sfogliabile online", adesso può leggere la rivista in formato digitale anche una settimana prima dell'uscita in edicola. Insomma... la qualità di sempre ma con un'offerta molto più ampia e con modalità più rapide. La nuova homepage consente di vedere subito le ultime notizie del Portale Difesa e di accedere alle notizie di SMD, EI, MM ed AM, ma anche al nuovo segmento dedicato alle aziende e ai loro comunicati, nonché al Forum. Inoltre, dalla homepage si accede direttamente alle 3 sezioni che compongono il nuovo sito: RID NEWS, dove si trovano tutte le notizie del Portale Difesa (incluse quelle di Forze Armate ed industria); RID MAGAZINE, che (con una semplice registrazione) consente l'accesso immediato ai contenuti sfogliabili gratuiti e a pagamento; SHOP & INFO, dove è possibile acquistare l'abbonamento giusto per ogni esigenza (anche con l'opzione dello sfogliabile online), raccoglitori e arretrati, chiedere informazioni per la pubblicità, consultare l'elenco articoli e la lista dei saloni di settore in tutto il mondo, ma anche conoscere la storia di RID e scoprire come contattarci. Migliorano i servizi a pagamento e, al tempo stesso, aumentano i contenuti gratuiti: così RID conferma la sua leadership nel campo dell'informazione per la Difesa in Italia.

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anteprima logo RID Tiene l’export militare italiano: midget al Qatar, FREMM all’Egitto e non solo

Nonostante il COVID l’export militare italiano nel 2020 si è confermato sugli stessi livelli del 2019. Lo si apprende dall’annuale relazione sull’argomento inviata dal Governo in Parlamento. Nel 2020, infatti, l’export militare italiano ha totalizzato 3,927 miliardi di euro contro i 4,085 miliardi di euro del 2019. A farla da padrone, la commessa FREMM per l’Egitto, che si riconferma primo destinatario delle esportazioni di materiale d'armamento italiano, con 991 milioni di euro. Dopo l’Egitto troviamo Stati Uniti e UK con, rispettivamente, 456,4 milioni di euro e 352 milioni di euro, e poi il Qatar con 212 milioni di euro. In quest’ultimo caso, a incidere è sopratutto la commessa da 190 milioni di euro per la fornitura di 2 sottomarini midget da parte della società bergamasca M23 srl, società che ha rilevato dalla triestina GSE il ramo di azienda dedicato alla produzione di sottomarini midget e che è partecipata dalla compagnia qatarina Al Shamal. Insomma, una triangolazione che alla fine ha portato alla chiusura di un'operazione di cui avevamo anticipato i contenuti da tempo. Spulciando tra le centinaia di pagine della relazione – che, ahimè, è tutt’altro che trasparente… - si trova anche traccia di una commessa da 27 milioni di euro per la vendita di 3 sistemi ASTORE (il cliente non è ovviamente specificato, ma potrebbe trattarsi del Turkmenistan). L’ASTORE, ricordiamolo, è la variante armata con razzi guidati di fabbricazione turca CIRIT dell’UAV tattico-pesante FALCO EVO. Interessanti anche i 29 milioni per la fornitura agli EAU dell’imbarcazione veloce d'assalto FSD 320 ed i 41 milioni per la fornitura, da parte dei Cantieri Vittoria, ad un cliente non specificato di 3 pattugliatori veloci da 38 m equipaggiati con apparati elettro-ottici ed una torretta a controllo remoto con mitragliatrice da 12,7 mm della Elbit. Tutti i dettagli su RID 6/21.

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anteprima logo RID Il deployment del gruppo navale QUEEN ELIZABETH

Il 26 aprile, il Ministero della Difesa britannico ha ufficialmente annunciato la partenza, a metà circa del prossimo mese, la partenza del CARRIER STRIKE GROUP (CSG) incentrato sulla portaerei QUEEN ELIZABETH per una lunga missione che lo porterà fino all’Estremo Oriente, denominata CSG 21. Secondo le enfatiche parole del Segretario alla Difesa Ben Wallace, il CSG proietterà l’influenza britannica a livello globale, dando sostanza alle intenzioni di Londra in materia di politica estera e sicurezza e riaffermando l’impegno ad affrontare le sfide di oggi e di domani. Gli oltre 6 mesi di durata della missione dimostreranno che la Gran Bretagna vuole svolgere un ruolo attivo nel plasmare il sistema internazionale del XXI secolo. Si tratta della più massiccia concentrazione di potere aeronavale britannico nell’ultimo quarto di secolo, con il CSG impegnato a visitare oltre 40 Paesi, fra cui India, Singapore e Corea del Sud. Oltre al QUEEN ELIZABETH, il gruppo navale comprenderà i cacciatorpediniere lanciamissili DEFENDER e DIAMOND, le fregate KENT e RICHMOND e le unità logistiche FORT VICTORIA e TIDESPRING: sotto la superficie di mari e oceani vi sarà un sottomarino nucleare d’attacco classe ASTUTE, armato anche con missili da crociera TOMAHAWK. Il reparto aereo imbarcato sul QUE EN ELIZABETH sarà formato da 8 velivoli a decollo corto e appontaggio verticale F-35B LIGHTNING II; dai ponti di volo delle unità britanniche opereranno anche 4 elicotteri WILDCAT, 7 elicotteri antisommergibili MERLIN MK.2 e 3 elicotteri da trasporto e assalto MERLIN MK.4. A bordo sarà presente anche una compagnia di Royal Marines, mentre la presenza delle Nazioni amiche sarà assicurata da 4 F-35B dei Marines statunitensi (sul QUEEN ELIZABETH), dal cacciatorpediniere lanciamissili THE SULLIVANS (anch’esso statunitense) e dalla fregata lanciamissili olandese EVERTSEN. Maggiori approfondimenti sul numero di Luglio 2021.

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anteprima logo RID Tre navi in un giorno per la Marina Cinese

In un solo giorno, la Marina Cinese ha preso in consegna la prima portaelicotteri da assalto anfibio Type 075, il terzo incrociatore da battaglia Type 055 ed il sesto SSBN Type 094 classe JIN. Le Type 075 sono unità anfibie da circa 36.000 t di dislocamento capaci di operare con un massimo di 28 elicotteri, mentre gli incrociatori Type 075, classe RENHAI, hanno un dislocamento da 13.000 t e sono equipaggiati con 112 celle per il lancio verticale. L'armamento, tra l'altro, comprende il sistema sup.-aria per la difesa antiaerea di area HQ-9B,il missile antinave subsonico con profilo terminale supersonico YJ-18A ed il missile da crociera land attack per il deep strike CJ-10. I Type 094, infine, sono equipaggiati con 12 pozzi per il lancio degli SLBM da 7500 km di portata JL-2.

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anteprima logo RID Leonardo acquista il 25% di Hensoldt

Leonardo ha acquistato dal fondo americano KKR il 25,1% della società tedesca attiva nel campo dell’elettronica della difesa Hensoldt. L’operazione, che verrà perfezionata nella seconda metà di quest’anno, ha un valore di 606 milioni di euro. Leonardo diventa così il principale azionista di Hensoldt assieme allo Stato tedesco che di recente ne ha rilevato una quota analoga. Si tratta di un’operazione ad alta valenza strategica che consente all’azienda di Piazza Montegrappa di consolidare il suo ruolo di leader europeo nel campo dell’elettronica della difesa e di rafforzare il suo posizionamento in programmi strategici quali l’Eurofighter TYPHOON, e in prospettiva futura nel suo programma di aggiornamento di mezza vita denominato LTE (Long Term Evolution Strategy), ma anche in settori altrettanto importanti quali la radaristica navale e terrestre. In particolare, ricordiamo che negli ultimi anni la Germania aveva rilanciato il proprio comparto elettronico della difesa con il programma Eurofighter QAUDRIGA – relativo alla fornitura di 38 nuovi TYPHOON allo standard Tranche 4 - e con un grande investimento – 1,5 miliardi – nel nuovo radar del TYPHOON CAPTOR-E Mk1, prodotto da Hensoldt in cooperazione con la spagnol Indra, e rilavando, appunto, direttamente una quota della stessa società. Hensoldt ha chiuso il 2020 con ricavi pari a 1,2 miliardi ed un portafoglio ordini attorno ai 3,5 miliardi di euro. Il settore dell’elettronica per la difesa e sicurezza, nel 2020 ha significato per Leonardo ricavi per 6,7 miliardi di euro, comprensivi delle attività europee (Italia e UK) e delle attività americane riguardanti la controllata DRS. Ulteriori dettagli su RID 6/21.

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