LEONARDO
Viaggi RID
Ultime Notizie:
anteprima logo RID Israele prosegue la campagna aerea su Gaza

Nelle ultime 24 ore sono proseguite le ondate di razzi provenienti da Gaza e diretti non soltanto sulle principali città israeliane (Ashdod, Ashkelon, Beer Sheba, Haifa, Holon, Ramla, Sderot e Tel Aviv) ma anche contro 3 basi aeree. 

a cura di
anteprima logo RID Hamas vs Israele, guerra

Nelle ultime 24 ore sono proseguiti i lanci di razzi provenienti dalla Striscia di Gaza e diretti sulla parte centrale e meridionale di Israele e i successivi raid aerei di cacciabombardieri israeliani in risposta a tali lanci. 

a cura di
anteprima logo RID I Cinesi rubano i segreti dei sottomarini russi?

Hacker russi sono stati spesso indicati come responsabili di attacchi cyber contro l’Occidente, sia in Europa che negli Stati Uniti. Questi attacchi hanno avuto effetti molto vari, dalla raccolta di informazioni alla diffusione di notizie false, dal blocco di attività al furto. Come di consueto, nel caso di Cyber Warfare, la possibilità di risalire all’identità degli hacker non è né istantanea, né tantomeno certa. È di questi giorni la notizia del blocco della catena di distribuzione di benzina e gas sulla costa orientale degli Stati Uniti a causa di un ransomware, attraverso il quale hacker russi hanno bloccato il software che gestisce gli impianti richiedendo un ingente riscatto per rimuoverlo. Tuttavia, applicando un evangelico “chi di cyber ferisce, di cyber perisce”, o qualcosa come “chi la fa l’aspetti”, bisogna anche citare che l’ufficio di progettazione Rubin, ovvero il princiaple ente per la progettazione dei sottomarini russi, ha subito un grave attacco cyber, presumibilmente di origine cinese. L’attacco è stato reso noto il 30 aprile 2021, anche se non si sa con esattezza quando sia accaduto, né quali informazioni siano state sottratte. Gli hacker hanno trasmesso una mail, simulando che l’origine fosse Gidrobribor di San Pietroburgo, ovvero il centro di progettazione di molte delle armi subacquee russe. La mail aveva un allegato, apparentemente un documento RTF con immagini vettoriali di un AUV attualmente in fase di progettazione (Cephalopod). In realtà l’allegato conteneva un virus, un programma chiamato RoyalRoad nascosto nell’immagine, che una volta aperto l’allegato ha caricato sul computer vittima un malware chiamato Portdoor. Quest’ultimo è un software estremamente avanzato che apre una backdoor e carica programmi in grado di scavalcare l’anti-virus, fornendo false certificazioni, identificare informazioni importanti e imitare i processi per criptare e decriptare dati riservati. I casi in cui in precedenza è stato documentato l’impiego di RoyalRoad, erano stati collegati a gruppi di hacker cinesi (Goblin Panda, Rancor Group, Tick, Tonto Team, ecc), anche se la sofisticazione dell’attacco non ha precedenti noti. Oltre alla notevolissima capacità degli hacker coinvolti in questo attacco, che hanno usato strumenti molto avanzati, bisogna anche osservare come questi avessero anche una significativa conoscenza delle persone chiave dell’industria russa e dei progetti in corso, tanto da simulare in modo a prima vista attendibile dati e disegni. Il Governo cinese ha stretti legami con l’industria della difesa russa, e ne è uno dei clienti più importanti. Tuttavia nel passato si erano già verificati casi di reverse engineering, attraverso cui i cinesi avevano copiato il Sukoy Su-33 e il Su-30MKK dando così luogo rispettivamente al J-15 e J-16, anche grazie a spionaggio industriale. Visto quanto è accaduto, non è da escludere che in alcuni campi della progettazione dei sottomarini i Cinesi siano ancora indietro. Resta da vedere se questo episodio possa avere un impatto sulle future collaborazioni.

a cura di
anteprima logo RID I-WEEK, una settimana dedicata a intelligence, geopolitica, tecnologia e difesa

Dal 17 al 22 maggio si svolgerà I-WEEK, una settimana interamente dedicata ai temi dell’intelligence, della geopolitica, della difesa e delle innovazioni tecnologiche. L’evento, organizzato dalla Vento & Associati e che si terrà in modalità interamente virtuale, vedrà la partecipazione di esperti, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico che si confronteranno su temi fondamentali per la competitività e la resilienza del Paese. RID è media partner dell'iniziativa ed il Direttore Pietro Batacchi sarà uno dei protagonisti moderando il talk in programma martedì 18 maggio alle 11:00. Scarica il PDF di presentazione con link per partecipare.

a cura di
anteprima logo RID Cresce la pressione militare israeliana su Gaza

Israele sta aumentando notevolmente l’intensità della campagna aerea contro obbiettivi di Hmas e della Jihad Islamica Palestinese a Gaza. Secondo i Comandi israeliani sarebbero ormai quasi 1.000 i bersagli attaccati nella Striscia e diversi i Comandanti di Hamas e Jihad uccisi. Nelle operazioni sono coinvolti caccia F-16, cacciabombardieri F-15I e pure gli F-35A, questi ultimi impiegati oltre che per attaccare obbiettivi al suolo anche per svolgere la funzione di nodo sensoristico avanzato e di “battle manager”. In pratica, gli F-35A trovano i target e li smistano anche ad altre piatatforme.Tra l’altro nelle ultime ore sono state neutralizzate pure delle squadre anticarro palestinesi in movimento lungo le aree di confine. Segno che la copertura in termini d’intelligence, passata la sorpresa iniziale, è tornata ad essere buona e “actionable”. Ma Israele sta anche impiegando pure l’artiglieria e dispiegando unità meccanizzate e corazzate lungo il confine con Gaza. Un’azione di terra, seppur limitata (tradizionalmente gli Israeliani non si avventurano dentro Gaza per una battaglia casa per casa), potrebbe scattare da un momento all’altro. Sul fronte palestinese, invece, Hamas e Jihad Islamica sembrano aver rallentato il rateo di lanci di razzi contro il territorio dello Stato Ebraico, un’indicazione che la campagna aerea israeliana potrebbe aver già ottenuto i primi risultati, anche se sono da segnalare gli attacchi portati contro alcune aree nel Negev e nei pressi di Eilat, sul Mar Rosso. In particolare, secondo quanto dichiarato da un portavoce di Hamas, sarebbe stato impiegato per la prima volta un razzo da 250 km di portata, denominata AYASH, che sarebbe ricaduto in un’area nei pressi dell’aeroporto di Ramon (Eilat). A ciò bisogna aggiungere l’utilizzo di droni suicidi; protagonisti dei più recenti conflitti, dal Nagorno Karabah allo Yemen, i “droni bomba” potrebbero rappresentare una minaccia difficile da contrastare per un sistema come l’IRON DOME, che nasce per neutralizzare bersagli balistici e non bersagli che mantengono un profilo da crociera e circuitante. Da valutare, però, l’effettiva capacità di Hamas e Jihad Islamica in questo settore. Le IDF (Israel Defence Force) hanno tuttavia comunicato di averne abbattuti almeno un paio con la contraerea “convenzionale”.

a cura di
anteprima logo RID I Cinesi dispiegano il nuovo missile intercontinentale JL-3

Durante le celebrazioni per il 72° anniversario della Marina Cinese (PLA-N) è stato presentato al mondo il nuovo sottomarino nucleare per il lancio di missili balistici (SSBN) Type 094A, classe JIN, il CHANGZHENG (“Lunga Marcia”) 18; durante la presentazione è trapelato che il nuovo battello sarà in grado di imbarcare e lanciare i nuovi SLBM JL-3 JULANG (“Grande Onda”) che avranno un raggio di azione superiore ai 10.000 Km. Il Type 094A rappresenta una versione migliorata dei precedenti Type 094 che avevano nel rumore il loro principale tallone d’Achille, i Type 94A, invece, sembra abbiano risolto il problema migliorando i sistemi di idrocinetica e turbolenza dello scafo riuscendo a ricavare inoltre maggiore spazio per imbarcare, invece dei precedenti JL-2, i nuovi e più performanti JL-3. Secondo fonti statunitensi, quest’ultimi dovrebbero mantenere la possibilità di avere una singola testata da un singolo megatone (circa 67 volte più potente dell’atomica lanciata su Hirsoshima) o da 3-8 più piccoli Multiple Independently Targetable Re-Entry Vehicles (MIRV) in grado di colpire più obiettivi contemporaneamente. Ogni Type 094A è in grado di imbarcare fino a 16 JL-3, mentre si è ormai certi che il nuovo Type 096, attualmente in fase di studio e valutazione, sia in grado di imbarcare fino a 24 JL-3. Nonostante la Cina abbia più volte sottolineato che l’opzione militare nucleare non sarà mai presa in considerazione come azione offensiva iniziale, con l’ingresso in servizio dei JULANG, la sua risposta nucleare ad un eventuale attacco viene notevolmente potenziata ed estesa. La PLA-N ha in servizio 6 (o 7?) battelli tra Type 094 e 094A e pianifica di costruirne ulteriori 2 esemplari per rimpiazzare gli ormai vetusti Type 092.

a cura di
anteprima logo RID Escalation Israele Palestina, gli aggiornamenti

Proseguono gli scontri tra Forze Armate israeliane e gruppi armati palestinesi a Gaza. Secondo il bilancio ufficiale delle IDF diramato stamattina, nelle ultime 24 ore Hamas ha lanciato più di 1.050 razzi verso il territorio israeliano (di cui 200 caduti nella Striscia). Una frequenza tale da superare anche quella del conflitto del 2014 (al massimo ci furono 200 lanci al giorno) che ha permesso in alcune occasioni di saturare e “bucare” l’IRON DOME, il sistema anti-razzo israeliano posto a difesa di città ed obbiettivi strategici e militari. Nella notte dell’11 maggio i razzi hanno colpito anche Tel Aviv oltre ai centri urbani più a ridosso della Striscia di Gaza. Centrato anche un deposito di carburante di pertinenza dell’oleodotto Eilat-Ashkelon, ancora non è chiaro se si sia trattato di un evento fortuito o se la militanza palestinese disponga di munizionamento o sistemi (droni?) più precisi. Nel frattempo, durante la notte si sono verificati scontri ripetuti tra le Forze di sicurezza israeliane e aabo-israleliani in molte città di Israele. Altro elemento capace di alimentare l’escalation è la notizia dei primi caduti tra le Forze Armate israeliane. Uno o 2 soldati delle IDF sarebbero morti dopo che la loro jeep è stata colpita vicino a Netiv Ha’Asara da un missile controcarro KORNET sparato da Gaza. Ieri Israele ha richiamato i primi 5.000 riservisti, oggi ha iniziato a schierare a ridosso della Striscia alcuni carri MERKAVA e alcuni reparti della 7ª Brigata corazzata SAAR MI-GOLANI e la 1ª Brigata di fanteria GOLANI. Le IDF hanno continuato gli strike aerei su Gaza colpendo in particolare la leadership militare di Hamas (i vertici dell’intelligence militare, Hassan Kaogi e Wail Issa) e della Jihad Islamica Palestinese. Nelle prime ore della mattina le IDF hanno riferito di aver abbattuto un UAV lanciato dalla parte settentrionale della Striscia verso Israele. Verso le 12 ora italiana, uno strike avrebbe colpito un’unità di Hamas che si apprestava a lanciare un secondo drone da Gaza. Il bilancio delle vittime aggiornato alla mattina del 12 maggio è di 48 palestinesi uccisi e 290 feriti, mentre da parte israeliana le vittime sarebbero 5 e alcune decine i feriti, più i militari citati poc’anzi.

a cura di
anteprima logo RID ll Presidente della Lettonia in visita ufficiale al NATO Defense College

In occasione della visita ufficiale in Italia, il Presidente e la delegazione lettone sono stati accolti dal comandante del College, il generale Olivier Rittimann, e dal vice comandante e decano il Dott. Stephen Mariano.

a cura di
anteprima logo Marina Italiana La FREMM MARCEGLIA partecipa alla "FORMIDABLE SHIELD-21"

Nave Marceglia è partita ieri dal porto di Lisbona per dirigere verso la Scozia dove prenderà parte, dal 15 al 28 maggio, all'esercitazione internazionale di difesa anti-missile denominata At Sea Demonstration / Formidable Shield-21 (ASD/FS21) presso i poligoni delle Ebridi (UK).

a cura di
anteprima logo RID La Turchia trasforma in drone suicida un aerobersaglio. Una lezione anche per l'Italia

La Turchia continua ad investire in droni ed annuncia un nuovo sviluppo, piuttosto basico nel concetto ma comunque dal potenziale grande impatto operativo: la realizzazione di un nuovo drone “kamikaze” ottenuto modificando l’aerobersaglio SIMSEK. Il SIMSEK da attacco è armato di una testata da circa 5 kg di esplosivo e può volare dai 100 ai 200 km quando lanciato in volo da velivoli senza pilota più grandi. Oltre alla capacità di aviolancio, spicca la capacità di produrre un gran numero di questi sistemi: già oggi Turkish Aerospace produce un centinaio di SIMSEK l’anno. Il SIMSEK è nato nel 2009 come bersaglio per le esercitazioni, e può volare a 400 nodi (740 km/h) e ad altitudini comprese fra 1000 e 15.000 piedi (dai 300 ai 4500 metri). Come altri droni-bersaglio comparabili, è stato inizialmente concepito per il lancio con catapulta pneumatica su rimorchio, imbarcabile anche su unità navali, ma già dall’anno scorso è stata dimostrata la capacità di aerolancio, inizialmente dal velivolo dall’UAV tipo MALE ANKA. Rispetto ad una loitering munition, il SIMSEK è più simile ad un vero e proprio missile, che dipende probabilmente da indicazioni provenienti dal velivolo lanciatore. La quantità di esplosivo trasportata è a sua volta ridotta, ma l’alta velocità e il basso costo del SIMSEK lo rendono comunque un pericoloso mini-missile stand off che potrebbe trovare uso per saturare, con il lancio in grandi numeri, le capacità di difesa aeree avversarie. La capacità di lanciare un drone da un velivolo senza pilota più grande è significativa anche perché apre la strada allo sviluppo di tattiche di swarming, impiegando droni che, al posto dell’esplosivo, potrebbero impiegare Jammer o sensori. La Turchia si è già imposta come un esportatore di sistemi unmanned e anche questa combinazione di velivoli potrebbe presto finire in mano ad altri Paesi ed organizzazioni para-militari.

a cura di
anteprima logo RID Israele-Palestina, si riaccende la guerra

Nella notte tra il 10 e l’11 maggio, Israele ha lanciato decine di strike aerei contro almeno 150 obiettivi nella Striscia di Gaza. L’operazione, battezzata “Guardiano delle mura”, si è concentrata su postazioni di lancio di razzi, 2 tunnel usati dalla militanza palestinese, una struttura dell’intelligence militare di Hamas e diversi depositi di armi. L’attacco delle Israeli Defence Forces (IDF) avrebbe causato almeno 24 morti e un centinaio di feriti tra i civili. Gli strike arrivano in seguito al lancio di oltre 230 razzi da parte dei gruppi armati di Gaza, iniziati nel tardo pomeriggio del 10 maggio e diretti sia verso obiettivi “tradizionali” come Sderot e Ashkelon, nei pressi della Striscia, sia verso Gerusalemme. Dopo una pausa di poche ore, nel pomeriggio dell’11 maggio sono ripresi sia i lanci di razzi da Gaza che gli strike israeliani, che avrebbero ucciso 2 comandanti militari di alto livello della Jihad Islamica Palestinese, tra cui il capo dell’unità responsabile per il lancio di razzi Samah Abd al-Mamlouk. Il sistema di difesa antiaerea israeliano IRON DOME ha intercettato una percentuale molto alta di razzi, superiore al 90%. Ma a tratti la militanza palestinese è riuscita a saturarne la capacità di risposta colpendo edifici civili in alcune città israeliane. Nel pomeriggio dell’11, ad esempio, su Ashkelon sono stati lanciati 137 razzi in un lasso di tempo di appena 5 minuti. Il braccio militare di Hamas, le Brigate Ezzedin Al Qassam, hanno dichiarato di aver usato per la prima volta il razzo A-120, con gittata ipotizzata in 120 km e modellato sull’R-160, impiegato dal movimento islamista nella guerra del 2014 e presentato dal gruppo come il razzo a più lunga gittata tra quelli di produzione domestica (effettivamente in grado di raggiungere Haifa, ad almeno 140 km). La recente escalation scaturisce da un intreccio di fattori. La causa più prossima sono gli scontri iniziati venerdì 7 maggio alla moschea di al-Aqsa, sulla Spianata delle Moschee nel cuore di Gerusalemme. Le forze di sicurezza israeliane hanno represso con la forza, causando alcune centinaia di feriti, i manifestanti palestinesi che si erano riuniti nel luogo santo per protestare contro gli sfratti forzati di 6 famiglie da un quartiere storico della città, Sheikh Jarrah, al cui posto si sarebbero insediati dei coloni israeliani. Sheikh Jarrah si trova a Gerusalemme Est, nella parte della città sotto occupazione israeliana, ragione per cui gli sfratti vengono letti dai Palestinesi e da gran parte della Comunità Internazionale come la prosecuzione della politica degli insediamenti portata avanti da Israele da decenni. Queste tensioni sono acuite dalla concomitante fine del Ramadan e dalla ricorrenza del Giorno di Gerusalemme (9-10 maggio), in cui gli Israeliani celebrano la conquista della città con la guerra del 1967. Sulla ripresa del conflitto influiscono anche le rispettive congiunture politiche. Hamas non ha esitato a capitalizzare le tensioni lanciando un ultimatum a Israele ed ergendosi a unico vero difensore della causa palestinese, vista l’inazione di Fatah. In questo modo, la dirigenza del movimento islamista aggiunge pressione sul partito del Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, all’indomani della cancellazione delle elezioni generali previste per fine maggio. Abbas aveva annullato il voto per timore di subire un netto ridimensionamento a favore di Hamas, ma aveva mascherato la mossa con la protesta contro Israele, che non ha permesso che al voto partecipassero i residenti di Gerusalemme Est. Parallelamente, il Premier israeliano Benjamin Netanyahu è in difficoltà con la formazione del governo dopo le quarte elezioni inconclusive in 2 anni, per di più con il delicato passaggio dell’elezione del Capo dello Stato tra un mese. Tanto Hamas quanto Netanyahu potrebbero trarre qualche vantaggio a brevissimo termine da un proseguimento limitato degli scontri. In più, va considerato che solitamente le IDF utilizzano questi ricorrenti momenti di tensione per effettuare operazioni sulla Striscia pianificate da tempo contro Hamas e gli altri gruppi armati gazawi. Queste operazioni tipicamente possono durare alcuni giorni, con l’obiettivo di degradare le capacità offensive della militanza palestinese.

a cura di
anteprima logo Marina Italiana Intervento immediato della Marina Militare nelle acque a nord di Cipro

Alle ore 10.10 circa, nelle acque a nord di Cipro, si è verificata un’interazione tra un imprecisato numero di pescherecci turchi e due pescherecci nazionali (“Giacalone” e “San Giorgio 1°”).

I pescherecci turchi hanno lanciato materiali (pietre e fumogeni) e realizzato manovre cinematiche ravvicinate (una delle quali è sfociata in un contatto con il motopesca Giacalone, che ha riportato danni lievi).

In area sono intervenuti la fregata della Marina Militare Italiana Margottini in attività di pattugliamento a 35 miglia a sud, inserita nel dispositivo NATO “Sea Guardian” che ha lanciato il proprio elicottero e una motovedetta della Guardia Costiera turca, che ha ingaggiato le imbarcazioni turche per indurle a cessare l’azione.

Nave Margottini ha ingaggiato i nostri pescherecci inducendoli ad allontanarsi precauzionalmente, questi ultimi hanno comunicato l’intenzione di ricongiungersi ad un altro gruppo di motopesca nazionali operanti 6 miglia più ad ovest.

Gli interventi della guardia costiera turca e della Marina Militare Italiana sono stati chiaramente di natura deescalatoria ed hanno consentito di ripristinare il controllo della situazione.

a cura di