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anteprima logo RID Carri ARIETE in Lettonia

L’Italia ha rafforzato il proprio contingente in Lettonia – inserito nel battle group a guida canadese della Enhanced Forward Presence (EFP) NATO – con una piccola aliquota di carri ARIETE (dovrebbero essere 4-6). Due giorni fa, durante l'avvicinamento nella base di Adazi, avvenuto alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, tra il 9° Rgt. Alpini ed il 1° Rgt. Bersaglieri, si potevano vedere i carri assieme a veicoli da combattimento per la fanteria DARDO. Il dispositivo EFP è stato creato dopo dopo il summit di Varsavia del 2016 per rispondere alla crisi ucraina e rassicurare i Paesi baltici e dell’Est Europa. Il carro ARIETE, che non veniva dispiegato in teatro all’estero da oltre 10 anni, sarà oggetto come noto di un programma di aggiornamento già pianificato e finanziato.

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anteprima logo RID Fincantieri - Naval Group: domani la firma

Verrà firmata domani, a bordo della Fregata MARTINENGO ormeggiata all’interno dell’Arsenale della Spezia, l’intesa tra Fincantieri e Naval Group che era stata annunciata ad Euronaval lo scorso ottobre.

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anteprima logo RID Petroliere in fiamme nel Golfo

Sospetti, non confermati, che almeno una nave sia stata colpita da un siluro. 

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anteprima logo RID M-345: firmato contratto per secondo lotto AM

Leonardo ha reso noto di aver firmato con la Direzione Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità il contratto per la fornitura all’Aeronautica Militare del secondo lotto di addestratori intermedi M-345. In particolare, il contratto comprende 13 velivoli, i sistemi di addestramento e di simulazione a terra e il supporto logistico per 5 anni per un valore complessivo di 300 milioni di euro. Tutti i dettagli su RID n.7 e n.8.

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anteprima logo RID L'Italia ed il TEMPEST

Lunedì scorso, a margine di un evento stampa a cui ha preso parte anche lo Scrivente, l’AD di Leonardo Alessandro Profumo ha auspicato che l’Italia possa aderire quanto prima al programma britannico TEMPEST per un caccia di nuova generazione. Del resto, Leonardo è già dentro al progetto con la sua componente UK e, aggiungiamo noi, alternative non ce ne sono. Il concorrente FCAS, come scriviamo da oltre un anno, è blindato e Francia e Germania hanno mostrato sin da subito l’inclinazione ad una partnership esclusiva. Londra, invece, ha tutto l’interesse a far entrare Paesi europei come l’Italia e la Svezia nel TEMPEST, per non restare del tutto isolata sul versante del Vecchio Continente. E chi sostiene che una hard Brexit potrebbe condizionare il progetto sbaglia poiché accordi governativi ad hoc consentirebbero di “regimare” la partnership in maniera comunque soddisfacente. Anzi, con un hard Brexit l’unico legame che continuerebbe a Legare Londra all’Europa sarebbe la difesa ed il Regno Unito avrebbe tutto l’interesse a coltivarlo, per mille e una ragione. La seconda questione riguarda i 2 programmi. Appare ormai chiaro che la strada per un unico grande programma europeo nel campo dei caccia di nuova generazione è impraticabile. Troppo piccola la torta industriale per accontentare le industrie dei 4 grandi. Una cosa però la si può fare. Troviamo delle sinergie. Sull’armamento, per esempio, e qui la presenza di MBDA potrebbe facilitare il tutto. Armi ad energia diretta, missili ipersonici, esche da guerra elettronica, ecc. richiedono grandi investimenti. Dunque pensare ad un pacchetto standard ed a spese di ricerca e sviluppo in comune sarebbe ottimale. Ma altre sinergie potrebbero riguardare pure il motore. Anzi, considerando che il motore è uno degli elementi più critici di un velivolo da combattimento, perché non svilupparne uno soltanto adattabile ai 2 progetti – mettendo assieme RR, Safran/Snecma, MTU Aero Engine e AioAero – in modo tale da abbassare gli enormi costi non ricorrenti? Infine un terzo settore potrebbe riguardare tutto ciò che sta attorno al caccia, soprattutto i droni ed il network che tiene assieme tutto il sistema. Anche in questo caso potrebbero esserci interessanti sinergie visto che la logica dei 2 programmi è comune. Facciamo presto però.

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anteprima logo RID Turchia ed F-35: la crisi accelera

La nota vicenda sull’imminente acquisizione di sistemi antiaerei/antimissile S-400 TRIUMPH da parte della Turchia (con consegne previste entro la fine di luglio), e la conseguente decisione statunitense di bloccare l’acquisto degli F-35 destinati ad Ankara, ha avuto ulteriori sviluppi. 

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Dopo mesi di rumors è arrivata ufficialmente la notizia: la multinazionale UTC Technologies, proprietaria tra l’altro di Pratt & Whitney e Collins Aerospace, ma con un business largamente civile e commerciale, e il colosso della difesa Raytheon hanno annunciato la fusione delle rispettive attività e la creazione di una nuova compagnia che si chiamerà Raytheon Technologies. L’operazione – una volta superate tutte le approvazioni dalle autorità preposte, cosa non scontata – dovrà essere chiusa entro la metà del 2020. A quel punto nascerà un nuovo soggetto militare-civile da quasi 100 miliardi di dollari di ricavi di cui gli azionisti di UTC deterranno il 57% (contro il 43% di quelli di Raytheon), con un range di attività che spazia dai sistemi di condizionamento, scale mobili e motori aeronautici, alla missilistica ed alla sensoristica. I segmenti di sovrapposizione sono limitati, riguardano in particolare i sistemi all’infrarosso e le comunicazioni, ed è quei dove probabilmente si rinuncerà a qualche asset, ma l’obbiettivo strategico di fondo è incrementare risorse e cassa attivando un cospicuo ciclo di investimenti in ricerca e sviluppo in settori chiave come l’ipersonico, i laser ad alta tecnologia, l’intelligenza artificiale, ecc. Del resto , la nuova strategia di difesa americana proprio questo richiede: investire su tecnologie avanzate per affrontare contesti convenzionali tra pari, leggi con Cina e Russia.

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anteprima logo RID Ipersonico: il ritorno dell’Airpower

Nel 2014 in Italia fu tenuto un primo simposio dal quale emerse che l’ipersonico avrebbe avuto un grande impatto sulle conflittualità inter-statali future. Nel 2019, dopo 5 anni, si è tenuto il terzo simposio e alcuni Paesi sono già pronti (2020) a schierare nuove armi ipersoniche.

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anteprima logo RID A Taranto si celebra la giornata della Marina 2019

Lunedì 10 giugno, a partire dalle ore 11.00, nella Stazione Navale Mar Grande di Taranto si celebrerà la Giornata della Marina 2019 alla presenza del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, e del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

 

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anteprima logo RID Consegnato il primo F-35C ai Marines

Da circa un mese, i Marine Corps hanno ricevuto il primo cacciabombardiere F-35 nella variante da portaerei “Charlie” del LIGHTNING II. 

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anteprima logo RID Leonardo lancia un nuovo UAV

Al salone di Bourget debutterà ufficialmente, sottoforma di mockup, un nuovo UAV tipo MALE leggero, nella categoria del PREDATOR-A per intenderci, derivato dalla famiglia FALCO. Il velivolo, del quale RID vi aveva parlato in anteprima e che internamente era noto come FALCO-48, costituisce in realtà una macchina completamente nuova dal peso di oltre 1 t e con un payload di 300-350 kg, ed con una formula aerodinamica altrettanto nuova. La macchina inizierà i test in volo subito dopo la chiusura del salone con un primo prototipo già completato presso lo stabilimento di Ronchi di Legionari. Ulteriori approfondimenti su RID.

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anteprima logo RID Francia, export militare record

Il 2018 è stato un anno record per l’export militare francese, con un aumento del 31,4% rispetto al 2017, con valori passati da 6,94 a 9,12 miliardi di euro. Questo successo è stato determinato dal programma CaMo (Capacité Motorisée) che vede il Belgio allinearsi al programma francese SCORPION e adottarne veicoli e radio, con l’acquisto di 60 JAGUAR e 382 GRIFFON, in consegna a partire dal 2023 nell’ambito di un contratto da 1,5 miliardi di euro. Benefici vengono anche dall’ordine spagnolo per 23 nuovi NH-90, di cui 7 navali. Stesso discorso per i 28 NH-90 (12 dei quali navali che saranno assemblati da Leonardo nello stabilimento di Venezia-Tessera) ordinati dal Qatar. Molto importante pure la decisione del Qatar, esecutiva dal marzo 2018, di ordinare ulteriori 12 Dassault RAFALE, opzione prevista dal contratto originario del 2015 per 24 velivoli. All’Arabia Saudita vanno invece della navi da pattugliamento, derivate dalle COMBATTANTE FS56. Nel 2015 Ryad ne aveva ordinate 3 da girare al Libano come parte di un pacchetto di aiuti militari, ma nel 2016 aveva cancellato il programma a causa del rulo crescente avuto da Hezbollah nel Paese. Ad inizio 2018 la costruzione è stata riavviata, con l’intenzione di immettere le imbarcazioni in servizio nella Marina Saudita. Il contratto ha un valore di 250 milioni di euro e vede CMN costruire le navi a Cherbourg.

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