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anteprima logo RID Taiwan, via al primo sottomarino nazionale

Come annunciato ad inizio novembre, Taiwan ha avviato la costruzione del prototipo di una nuova classe di sottomarini indigeni IDS (Indigenous Defense Submarine). Dopo l’avvio del della fase di design, risalente al 2016, nel settembre 2019 sono stati stanziati i primi 340 milioni di dollari, su un totale stimato in 16 miliardi necessari alla costruzione di 8 battelli. Dopo ben 4 anni di gestazione e difficoltà varie, lo scorso 24 novembre, con la visita ufficiale del Presidente Tsai Ing-wen al nuovo cantiere della China Shipbuilding Corporation (CSBC) di Kaohsiung, è ufficialmente partita la produzione del primo sommergibile prototipo che dovrebbe essere completato nel 2024 e consegnato alla Marina l’anno successivo. Va ricordato che, in realtà, la prima scelta di Taipei era l’acquisto “off-the-shelf” di sottomarini di fabbricazione straniera (tra cui gli 8 SAURO nostrani proposti nel 2003), scelta resa impossibile dalle pressioni economiche e diplomatiche cinesi nei confronti dei paesi interessati alla possibile commessa. Tale situazione ha reso necessaria la successiva decisione di imbarcarsi nel difficile e costoso progetto di costruzione di una classe indigena di battelli. Ancora non sono state rese note le caratteristiche dei nuovi sommergibili, a parte la loro classificazione come SSK (sottomarini d’attacco a propulsione convenzionale) e la presenza di una propulsione diesel-elettrica “pura” – che non dovrebbe quindi essere affiancata da un sistema anaerobico di tipo AIP, ritenuto eccessivamente impegnativo i termini di costi per un eventuale sviluppo locale, nonché di complessa acquisizione dall’estero per le citate pressioni cinesi – basata su batterie “ad alta efficienza” (probabilmente agli ioni di litio) prodotte localmente. L’armamento sarà costituito da siluri pesanti MK-48 Mod 6 AT e da missili UGM-84L HARPOON Block II, mentre CMS e sonar saranno basati su sistemi Lockheed Martin e Raytheon. Dal punto di vista strutturale, è possibile che i nuovi battelli non si discostino molto dagli attuali sommergibili classe CHIEN LUNG/HAI LUNG (versione customizzata dei classe ZWAARDVIS olandesi), dai quali potrebbero differire per l’adozione superfici di controllo poppiere ad “X” (e non cruciformi), da una riprogettazione della vela e dalla presenza di un doppio scafo. Come detto, i battelli saranno costruiti dalla CSBC con il supporto dell’Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia Chung-Shan. Ulteriori dettagli su RID 1/21.

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anteprima logo RID I Marines puntano a un sistema di lancio per droni

Prosegue l’iter per l’acquisizione di un sistema portatile adibito al lancio di sciami di droni e di munizioni circuitanti per i Marines. All’inizio di novembre il Marine Corps System Command - l’ufficio adibito all’acquisizione di nuovi sistemi per la Forza Armata - ha pubblicato una richiesta di informazioni che specificava in maniera più dettagliata le caratteristiche relative ad uno dei sistemi previsti dal requisito OPF-I (Organic Precision Fire-Infantry), presentato nell’aprile del 2018. Nello specifico, i Marines sono alla ricerca di un dispositivo terrestre portatile e utilizzabile da un singolo operatore di fanteria non limitato al lancio di droni spendibili, ma comprendente altresì la possibilità di impiego di munizioni circuitanti anti materiale e anti personale. Tale sistema dovrebbe garantire l’impiego di droni/munizioni con una gittata non inferiore ai 20 km (nella richiesta di proposte dell’aprile 2018, concernente un generico sistema di supporto di fuoco a lungo raggio, la gittata desiderata era tra i 40 ed i 60 km), capacità di permanenza sul bersaglio per circa 90/120 minuti e di raccolta dati e/o acquisizione di eventuali bersagli. Inoltre, viene specificato che il sistema sia formato da canister/tubi di lancio di dimensioni non superiori ai 10 pollici di diametro e agli 8 piedi di lunghezza (2,43 m). Il requisito per il suddetto sistema portatile terrestre OPF-I è stato affiancato, dal febbraio 2019, da una richiesta per un identico dispositivo che sia integrabile a bordo di veicoli LAV (e, presumibilmente, del loro futuro sostituto ARV) - secondo quanto previsto dal programma OPF-M (Organic Precision Fires-Mounted) – per incrementare le capacità di fuoco indiretto dei battaglioni LAR (Light Armored Reconnaissance). La principale differenza starebbe nelle possibilità d’impiego, da parte del sistema montato su veicolo, di disporre di UAV “convenzionali” per la ricognizione, sorveglianza e acquisizione bersagli, la presenza di un sistema C2 digitalizzato e di una gittata di 40 km. Ulteriori dettagli su RID 1/21.

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RID ha ottenuto la conferma che l’integratore ed il fornitore della suite sensoristica e di missione dei 2 G550 Gulfstream in acquisizione da parte della Difesa italiana per compiti SIGINT e di sorveglianza dello spazio di battaglia - AISREW (Airborne Intelligence Surveillance Electronic Warfare) - è l’americana L3Harris. La commessa avverrà tramite canali FMS e garantirà un offset fino al 95% del valore del contratto, con l’industria nazionale, in particolare Leonardo, che dovrebbe essere coinvolta nel campo delle comunicazioni e della trasmissione dei dati. La L3Harris sta fornendo dei G550 analoghi all’Australia nell’ambito del programma PEREGRINE. Tutti i dettagli su RID 1/21.

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anteprima logo RID La Heritage boccia US Navy e Marines

Con il “2021 Index of U.S. Military Strenght” il think thank conservatore americano Heritage Foundation ha bocciato sia la US Navy che il Corpo dei Marines con il giudizio finale di “marginalmente capaci” di rispondere alle necessità della sicurezza nazionale USA e sostenere i loro interessi strategici nel mondo. Tenendo in considerazione i possibili avversari mondiali, Cina e Russia, e i possibili regionali, Corea del Nord e Iran, la famosa Fondazione americana ha effettuato un’analisi di tutte le Forze Armate americane (Army, Navy, Air Force, USMC, Space Force e Nuclear) basata sulla loro abilità di compiere la missione assegnata. Nel rapporto sono state valutate tutte le componenti della Difesa USA in base a 3 fattori: composizione, capacità e prontezza operativa; con una scala di valori da “very weak” a “very strong”. Il Corpo dei Marines ha ricevuto un giudizio di “marginal”, in tutte e 3 i singoli fattori e nel giudizio finale, anche se il giudizio è da considerarsi sovradimensionato rispetto alla realtà, considerando che nella “composizione”, su 36 battaglioni richiesti è stato tenuto in considerazione che il Corpo dei Marines ne ha 30 allo stato attuale, quando in realtà è già in corso la ristrutturazione richiesta dal Generale Berger, che vede il Corpo ridisegnato su 21 battaglioni. Ad affossare le valutazioni dei Marines contribuisce anche l’età avanzata di alcuni sistemi d’arma e piattaforme, come gli AAV-7 e i CH-53E SUPER STALLION, la cui sostituzione procede più lentamente rispetto alle effettive necessità del Corpo. Anche la readiness generale di quest’ultimo è stata penalizzata dal fatto che l’elevata prontezza delle unità in operazioni, o in preparazione alle operazioni, è possibile solo a svantaggio del resto dell’organizzazione in termini di risorse, in particolare finanziarie. Anche la U.S. Navy esce notevolmente malconcia dalle valutazioni del rapporto, con un pesante giudizio negativo (“weak”) in termini di composizione e numeri, ma anche le capacità vedono un trend giudicato “marginal”, che in realtà è tendente anch’esso al “weak”. I motivi sono noti, il rapporto sostiene la necessità di avere una Marina di 400 navi da combattimento, quando lo stato attuale è inferiore alle 300, allo stesso tempo il loro invecchiamento procede in maniera più veloce rispetto agli avversari. Questi dati sono molto più evidenti se si focalizza l’attenzione sul Pacifico, con una flotta americana capace di schierare in mare, in tempi brevi, circa 60 unità navali contro le possibili 350 unità cinesi, la cui maggioranza è rappresentata da unità di nuovissima costruzione e da capacità ogni giorno più letali.

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anteprima logo RID Due aerei SIGINT per l’Italia (per ora)

E’ stata finalmente fatta un po' di chiarezza rispetto al programma di acquisizione di un nuovo velivolo SIGINT della Difesa. Grazie al relativo schema di decreto ministeriale giunto in Parlamento, si apprende che la Difesa acquisterà con una prima tranche di finanziamento da 1,2 miliardi di euro 2 G550 in configurazione SIGINT, per la raccolta informativa sia strategica che tattica, e 6 ulteriori piattaforme “green” da riconvertire in futuro con successivi finanziamenti in altri velivoli “speciali”, presumibilmente 2 SIGINT e 4 CAEW (Conformal Airborne Early Warning). Nella prima tranche di finanziamento rientrano anche il supporto e le predisposizioni logistico-infrastrutturali. Il documento fa inoltre riferimento alla previsione di offset contrattuali e all'apertura di un Maintenance Support Centre italiano presso il quale offrire servizi a tutta la flotta Gulfstream operante in Europa/Medio Oriente, con indotto occupazionale dell'ordine delle 200 unità. Nessuna menzione, invece, per l’azienda che curerà la modifica dei 2 aerei in piattaforme SIGINT; dunque non è ancora chiaro se questa sarà l’israeliana IAI o l’americana L3. La IAI è responsabile della modifica e dell’integrazione dei 2 Gulfstream G550 CAEW già in servizio con l’Aeronautica, mentre L3 è responsabile dell’integrazione e della fornitura del King Air 350 ER attualmente in servizio come gap filler per le esigenze SIGINT italiane. Ricordiamo che L3 cura pure l’integrazione dei G550 SIGINT australiani nell’ambito del programma PEREGRINE.

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anteprima logo Aeronautica Italiana Consegnato al 15° Stormo dell'Aeronautica Militare il primo elicottero HH139B

Il 30 novembre è atterrato il primo esemplare dell'elicottero HH139B destinato a completare ed a rafforzare la flotta di elicotteri del 15° Stormo e dei Centri/Gruppi SAR alle sue dipendenze. L'elicottero è stato consegnato il 27 novembre, presso gli stabilimenti di Leonardo in Vergiate (VA), a seguito della positiva conclusione delle procedure di collaudo e accettazione condotte dal personale della Direzione Armamenti Aeronautici e per l'Aeronavigabilità (DAAA), congiuntamente agli uomini del dipendente Ufficio Tecnico Territoriale di Milano (UTT) ed il supporto del Reparto Sperimentale Volo dell'Aeronautica Militare.

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anteprima logo RID Ecco i primi 2 GUARDIAN per UK

I primi 2 elicotteri d’attacco pesanti AH-64E GUARDIAN sono stati consegnati al Regno Unito. Le macchine sono le prime di una serie di 50 ordinata per rimpiazzare gli WAH-64D APACHE attualmente in servizio con il British Army. Il GUARDIAN è ottenuto per ricostituzione, riutilizzando oltre 700 componenti, dell’AH-64D, ma è una macchina praticamente nuova, con nuovo motore, il GE 701D, nuove trasmissioni, fusoliera altrettanto nuova, data link 16, sistema di puntamento completamente aggiornato, ampia capacità di controllare droni e introduzione per il radar LONGWBOW della modalità di ricerca e targeting dei bersagli navali. I GUARDIAN inglesi opereranno anche dalle portaerei QUEEN ELIZABETH secondo il concetto di assalto litoraneo, mentre in operazioni terrestri opereranno assieme agli AW-159 nell’ambito di Attacck Reconnaissance Team, laddove i WILDCAT svolgeranno la ricognizione del campo di battaglia e i GUARDIAN l'attacco “pesante”.

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anteprima logo RID Etiopia, i governativi prendono Mekelle

Il 30 novembre, il Premier etiope Abiy Ahmed ha dichiarato conclusa l’operazione militare nel Tigrè all’indomani della conquista governativa della capitale regionale Mekelle. Tuttavia, nonostante il trionfale ingresso in città dei reparti di Addis Abeba, proseguono i combattimenti tra esercito e milizie ribelli del Fronte per la Liberazione del Popolo Tigrino (FLPT) nella periferia settentrionale. Inoltre, i gruppi armati tigrini hanno annunciato di aver ripreso il controllo di Axum e dei villaggi rurali nelle sue immediate vicinanze e di aver abbattuto un MIG-23 dell’Aeronautica Etiope. Nonostante i toni trionfalisti di Ahmed, la presa di Mekelle non è stata semplice ed ha necessitato di oltre 2 giorni di intensi bombardamenti di artiglieria per preparare l’ingresso delle truppe governative. I combattimenti all’interno della città sono stati limitati, poiché le milizie tigrine, come fatto per tutto il corso del conflitto, hanno preferito ripiegare nelle aree rurali e non ingaggiare frontalmente l’Esercito di Addis Abeba. Benché la conquista di Mekelle rappresenti un indubbio successo militare e propagandistico per Ahmed, difficilmente segnerà la fine del conflitto tra Governo centrale e Stato federale del Tigrè. Infatti, non solo la leadership del FLPT è ancora libera, ma presumibilmente ha iniziato i preparativi per una lunga campagna di guerriglia tesa ad alzare i costi politici, economici e militari dell’impegno di Addis Abeba. Parallelamente, cresce la preoccupazione interna ed internazionale riguardo il rischio di rastrellamenti ai danni dei Tigrini e di altri gruppi ad essi vicini nella lotta contro il governo di Ahmed. Il timore dell’attuazione di attività di pulizia etnica da parte delle Forze Armate e di polizia fedeli ad Addis Abeba è stato espresso con vigore dall’Unione Africana, che continua ad invocare, sinora senza successo, la cessazione delle ostilità e l’avvio di negoziati tra governo e insorti.

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anteprima logo RID Il Brasile potenzia la Fanteria di Marina

La Marina Brasiliana ha deciso di avviare un importante progetto per modernizzare la propria Fanteria, il Corpo de Fuzileiros Navais, unendo un certo numero di progetti minori in un unico programma definito Programa de Meios de Fuzileiros Navais (PROADSUMUS). Lo scopo di quest’ultimo è quello di aumentare gli organici e le capacità principalmente della componente anfibia in supporto alla flotta operativa, ma anche dei Battaglioni per le operazioni fluviali e i Distretti territoriali entro il 2040. L’obiettivo stabilito è quello di permettere alla Fanteria di marina brasiliana di svolgere l’intero spettro delle operazioni anfibie su ogni specchio d’acqua, dolce o salata, in Madre Patria come su isole e arcipelaghi, comprensivo delle operazioni in supporto alla popolazione civile (HA/DR) o di peacekeeping. Tale ambizioso progetto interesserà l’intera organizzazione del Corpo, sia dal punto di vista dei Comandi, delle infrastrutture ma soprattutto per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi equipaggiamenti e sistemi d’arma. E’ infatti molto lunga la “lista della spesa” presentata: carri armati, veicoli blindati multiruolo 4x4, un nuovo sistema di artiglieria campale, nuovi mortai da 120 mm, veicoli logistici e utility leggeri e pesanti, un nuovo sistema di difesa aerea inclusivo di radar di scoperta e sistemi missilistici anti-carro. Non noti ancora i numeri relativi agli ordini e i fondi destinati al programma.

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anteprima logo RID La Royal Navy e il programma per le fregate Type 31

Un episodio dell'estate 2019 ha richiamato l’attenzione anche dei media generalisti, con ampi resoconti sulla stampa quotidiana e in televisione: il sequestro della petroliera STENA IMPERO, battente bandiera britannica e abbordata mentre navigava nello Stretto di Hormuz, da parte di reparti d’assalto inquadrati nella componente navale della Guardia Rivoluzionaria iraniana, in poche parole, i Pasdaran del mare di Teheran. L’evento ha suscitato una singolare reazione da parte dell’allora Segretario alla Difesa del governo britannico Penelope (Penny) Mordaunt, una delle meteore del Gabinetto guidato da Theresa May e costretta a ultimare il suo breve incarico (2 mesi) quando Boris Johnson si è insediato a Downing Street. In un intervento sul Daily Telegraph, Penny Mordaunt - SottoTenente di Vascello nella Royal Navy Reserve - ha esplicitamente affermato che se negli ultimi 25 anni si fossero costruite tutte le unità militari ritenute necessarie alla Marina Britannica, quest’ultima sarebbe stata nelle condizioni di schierare, adesso, una flotta comprendente almeno 32 moderni cacciatorpediniere e fregate. Penny Mordaunt ha poi ricordato che la scarsità di personale, di pezzi di rispetto e di risorse finanziarie ha costretto alla dismissione di numerose unità, in pratica accusando i governi succedutisi nell’ultimo decennio di aver speso cifre enormi per nuovi progetti e sistemi definiti innovativi e di aver permesso una lievitazione incontrollata dei costi, ottenendo in cambio poche navi da guerra di nuova costruzione, per di più affette da problemi tecnici che ne hanno incrementato i costi di gestione. Come noto, l’ultima edizione della Strategic & Defence Security Review, SDRS - inoltre risalente al 2015 e in attesa dell'edizione 2020 - contiene 2 passaggi chiave, di cui il primo è la conferma che la Royal Navy non può permettersi più di 19 cacciatorpediniere e fregate, in particolare 6 dei primi e 13 delle seconde: una riduzione del 33% in pochi anni, se si considera che la SDRS 2008 prevedeva ben 30 fra cacciatorpediniere e fregate. Il secondo passaggio è più articolato perché considera sia il ritardo del programma per la costruzione delle 6 fregate classe CITY/Type 26, sia l’incremento dei costi, dovuto anche a detto ritardo. Di conseguenza, per giungere alle 13 fregate previste dalla SDRS 2015 si è reso necessario sviluppare e costruire un modello di fregata general purpose (anziché specializzata principalmente per la lotta antisommergibili come le CITY), ma soprattutto finanziariamente sostenibile. Per soddisfare inoltre il requisito dell’export, al nuovo programma era stata attribuita la denominazione Type 31e, protrattasi fino a qualche tempo fa: le scelte maturate nel tempo hanno poi portato nella Royal Navy alla definitiva adozione della denominazione Type 31, sancita nell’autunno 2019 per il programma britannico e usata dove necessario nel seguito di quest’articolo. Strettamente legato a un requisito dell’export per le nuove unità rimasto invariato è il contenuto della National Shipbuilding Strategy, NaSS, un documento governativo formulato nel 2017 e frutto del lavoro congiunto fra il Ministero della Difesa di Londra e l’industria navale militare britannica.

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L’Aeronautica Militare ha reso noto di aver condotto per la prima volta un’attività addestrativa impiegando assieme F-35A e F-35B. I velivoli erano equipaggiati con armamento interno ed esterno, configurazione conosciuta come “Beast Mode”. Esternamente si potevano osservare 2 bombe guidate per semiala. L’attività è stata svolta grazie alla collaborazione tra 32° Stomo di Amendola e Reparto Sperimentale di Volo.

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Si chiama AL GALALA la prima FREMM ex Marina Militare – SPARTACO SCHERGAT – destinata all’Egitto. L’unità sarà consegnata alla Marina del Cairo nelle prossime settimane, mentre l’equipaggio si sta addestrando a Spezia già da quasi 2 mesi (foto Mahmoud Gamal).

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