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anteprima logo RID Italia-Qatar: accordo per il training dei piloti

In occasione della visita del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini a Doha è stato siglato un importante accordo tecnico tra l'Aeronautica Militare italiana e quella del Qatar nel settore dell'addestramento dei piloti militari, che vede coinvolta anche Leonardo SpA attraverso il progetto della International Flight Training School (IFTS). L’accordo, di durata quinquennale, firmato tra i Capi di Stato Maggiore delle rispettive Forze Aeree disciplinerà lo status giuridico ed i profili di responsabilità connessi alla presenza e all'addestramento presso le basi italiane dei frequentatori qatarini destinati alle linee da combattimento della QEAF (Qatari Emiri Air Force). In pratica, i piloti qatarini si addestreranno nei 2 hub – Lecce/Galatina e la futura Cagliari/Decimomannu – della IFTS. Vedremo poi se questo accordo, in aggiunta all’acquisto di un pacchetto di servizi e ore di volo presso la IFTS, potrebbe tradursi anche nell’acquisto da parte del Qatar di un certo numero di M-346 (12-15 macchine).

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anteprima logo RID Consegnato a Israele un F-35 sperimentale

L’Aeronautica Israeliana ha ricevuto un F-35 sperimentale. Il velivolo, preso in carico dal Flight Testing Center (FTC) Squadron di Tel Nof, servirà per condurre una serie di test ed è, nei fatti, il primo velivolo del genere consegnato ad un cliente internazionale a riprova della “specialità” di Israele.

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anteprima logo Aeronautica Italiana Italia-Qatar: firmato accordo tecnico tra Aeronautiche per addestramento piloti militari

In occasione della visita del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini a Doha conclusa nei giorni scorsi, nell’ambito della quale sono stati affrontati – tra gli altri - diversi temi inerenti la cooperazione bilaterale militare e tecnico industriale tra i due Paesi, è stato siglato un importante accordo tecnico tra l’Aeronautica Militare italiana e quella del Qatar nel settore dell’addestramento dei piloti militari, che vede coinvolta anche Leonardo SpA attraverso il progetto della International Flight Training School (IFTS).

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anteprima logo RID F-35 e REAPER per gli EAU

Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita agli Emirati Arabi Uniti di 50 F-35A, 18 UAV super-MALE armati MQ-9B REAPER, con misisli HELLFIRE, bombe a guida satellitare JDAM e bombe a guida laser PAVEWAY II, e di un pacchetto di armamenti per gli stessi F-35. La commessa, che dovrà essere approvata dal Congresso, ha un valore di 23,3 miliardi di dollari: 10 per gli F35, altrettanti per gli armamenti (che comprendono JDAM, AMRAAM, SDB, AARGM, JSOW e bombe a caduta) e circa 3 per i REPAER. Gli USA rafforzano così un importante pilastro anti-iraniano e lo “premiano” per gli accordi di pace con Israele. Sarà interessante evdere come un sistema d’arma così complesso, e “smart”, come l’F-35 potrà essere gestito da un Paese arabo che, come dimostrato dalla guerra in Yemen, non brilla certo in quanto ad organizzazione militare, dottrine, gestione e così via. A ciò aggiungiamo il fatto che gli F-35A EAU saranno sicuramente depotenziati e che gli Emiratini non avranno nessun tipo di accesso al sistema considerando il fatto che gli stessi EAU ancora non rientrano tra i “Major non-NATO ally”.

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anteprima logo RID Capacità antisom per i Marines

Il Generale David Berger, Comandante dei Marines americani, ha deciso che il Corpo dovrà dotarsi di capacità antisom nell'ottica del nuovo concetto delle operazioni marittime distribuite. In pratica, alla luce dei nuovi scenari peer-to-peer in Asia Pacifico e nell’Atlantico del Nord, i Marines dovranno dare un contributo tanto alla lotta anti-nave – da qui l'acquisizione del missile antinave NSM e del Maritime Strke TOMAHAWK – quanto alla lotta antisom. Il Generale ha poi precisato che tale capacità dovrà essere articolata a partire dalle EAB (Expeditionary Advanced Base), da dove i Marines potranno operare UAV equipaggiati con sensori ASW, e/o dispiegare reti di boe sonore acustiche attive o passive o, ancora, operare aeromobili equipaggiati con siluri leggeri. In aggiunta, sulle EAB potrebbero essere basati pure nuove tipologie di lanciatori per missili ASW. Questo nuovo concetto operativo, appunto rientrante nel più ampio concetto di DMO (Distributed Maritime Operations), potrebbe applicarsi tanto allo scenario Asia-Pacifico, con un focus specifico sui “mari regionali” cinesi e sull’aera delimitata dalla cosiddetta Prima Catena di Isole, quanto all’Atlantico del Nord, in supporto ad una potenziale barriera ASW, di “guerra fredda memoria”, attraverso il GIUK (Greenland–Iceland–United Kingdom) gap. Ulteriori dettagli su RID 12/20.

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anteprima logo RID TOMAHAWK ed SM-6 per l’US Army

L’US Army sfrutterà anni d’investimento ed esperienza accumulati dalla US Navy per immettere rapidamente in servizio una capacità missilistica “a medio raggio”, ovvero con gittate attorno ai 1.800 km. L’Esercito ha infatti ufficializzato la selezione del missile cruise subsonico TOMAHAWK e del nuovo missile multi-missione STANDARD SM-6, per soddisfare il requisito  Mid-Range Capability (MRC), nell’ambito del programma Long Range Precision Fire (LRPF). La capacità MRC è intermedia tra il Precision Strike Missile e la Long Range Hypersonic Weapon, le altre 2 componenti dell’LRPF. L’SM-6 è, come noto, nato come un missile superficie-aria avanzato, fire and forget grazie al suo seeker radar integrato, capace di intercettare aerei e missili, anche balistici, a grandi distanze dalle navi lanciatrici. L’ordigno, tuttavia, ha anche una capacità secondaria di strike contro bersagli di superficie, una capacità che garantisce all’US Navy una prima capacità antinave supersonica a breve termine. L’Esercito a sua volta adotterà l’SM-6 per usarlo come arma d’attacco con cui colpire i bersagli più difficili e meglio difesi. L’attuale SM-6 è accreditato di velocità pari a Mach 3,5 con gittate che, per quanto mai rivelate, si stimano attorno ai 450 – 500 km, ma la Marina sta già lavorando ad una versione evoluta Block 1B che impiegherà lo stesso booster dell’antibalistico SM-3. L’effetto previsto è un aumento della velocità fino a Mach 5 e un incremento di gittata verso la soglia delle 1.000 miglia od oltre. Il TOMAHAWK adottato sarà presumibilmente la versione TLAM Va Maritime Strike TOMAHAWK, ovvero quella dotata di seeker radar e capacità incrementate contro bersagli mobili e navi. Subsonico ma con un raggio d’azione di 2.000 o più chilometri, il TOMAHAWK è anche molto più economico rispetto all’SM-6. L’USMC ha già ordinato un primo batch di 48 TOMAHAWK Va per le sua rinnovata componente missilistica. La combinazione dei 2 missili, destinati ad un veicolo lanciatore da definire, insieme ad un centro tattico di gestione, sarà valutata con una batteria d’artiglieria prototipica, operativa già nel 2023. Il 6 novembre 2020, lo sviluppo del sistema è stato affidato a Lockheed Martin con un contratto, comprensivo di opzioni, del valore di 339,3 millioni di dollari.

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anteprima logo RID COLUMBIA, via alla costruzione dei primi 2 battelli

L’US Navy ha concesso a General Dynamics Electric Boat (GDEB) il contratto, del valore di 9,5 miliardi di dollari, per la costruzione ed i test dei primi 2 sottomarini nucleari lanciamissili balistici, SSBN, COLUMBIA. I COLUMBIA, di cui al momento sono previsti 12 esemplari, rimpiazzeranno i classe OHIO attualmente in servizio.

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anteprima logo Marina Italiana Concluso l’intervento della fregata Martinengo sul mercantile attaccato dai pirati nel Golfo di Guinea

Si è concluso nella serata di ieri, 7 novembre, l’intervento della fregata Martinengo in soccorso del mercantile Torm Alexandra attaccato dai pirati in acque internazionali al largo delle coste del Benin nel Golfo di Guinea.

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anteprima logo RID Le origini della medicina tattica

Nel 1984 il colonnello medico Ron Bellami pubblicò un articolo dal titolo: come le persone muoiono sul campo di battaglia. I dati furono raccolti a seguito delle guerre in Korea e in Vietnam, gettando le basi per un cambiamento negli interventi preospedaliero per i pazienti traumatizzati. Dalla raccolta delle informazioni in merito ai decessi sui campi di battaglia emerse che il: 9% morì per emorragie massive, il 31% per lesioni al sistema nervoso centrale, 1% per ostruzione delle vie aeree, il 7% per lesioni da onda d’urto, il 5% pneumotorace iperteso, il 12% infezioni e shock, il 25% lesioni toraciche irrecuperabili e il 10% lesioni toraciche recuperabili.

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anteprima logo RID Germania, via libera per 38 nuovi TYPHOON

Il Parlamento tedesco ha approvato il budget da 5,5 miliardi di euro per l'acquisizione di 38 nuovi Eurofighter cosiddetti Tranche 4 nell’ambito del programma denominata QUADRIGA. Nel pacchetto rientrano anche servizi e supporto logistico. I velivoli rimpiazzeranno i TYPHOON Tranche 1 attualmente in Servizio con l’Aeronautica Tedesca e saranno equipaggiati, tra l’altro, anche con il nuovo radar AESA CAPTOR-E MK1. Quest’ultimo andrà in refit pure sugli Eurofighter TYPHOON Tranche 2 e 3 in servizio. Dei 38 esemplari, 3 saranno destinati alle attività sperimentali e di test. Ulteriori dettagli su RID 12/20.

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anteprima logo RID SSNX il nuovo SEAWOLF?

Stanno iniziando ad emergere i primi “dettagli” sul futuro sottomarino nucleare d’attacco dell’US Navy – programma SSNX. Ancora siamo al livello di studi – con il primo milione di euro stanziato nel budget per l’anno fiscale 2021 – ma qualcosa si può già dire. L’SSNX per prima cosa sarà molto diverso dagli attuali VIRGINIA. Sarà più “grosso” ed avrà come compito primario quello di dare la caccia ai sottomarini ed alle navy russe e cinesi. Si parla già di un dislocamento superiore a quello dei VIRGINIA e che potrebbe spinegrsi fino a 12.000 t in immersione, e forse più. Per intenderci un oridne di grandezza simile a quello del battello “speciale” JIMMY CARTER (nella foto) della classe SEAWOLF. Del resto, l’obbiettivo al momento è proprio quello di sviluppare un sottomarino attagliato sui requisiti degli scenari cosiddetti “peer”. E’ possibile anche che non ci saranno moduli di lancio verticali, ma solo tubi lanciasiluri, con un numero di armi che potrebbe essere superiore alle 60, dai cui però potrebbero essere lanciati pure missili land attack e rilasciati operatori delle forze speciali. Molto sviluppate saranno inoltre le capacità d’intelligence e guerra elettronica, nonché quelle di attacco Cyber e Cyber-EW.

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anteprima logo RID Etiopia, si va verso la guerra civile?

Il Primo Ministro etiope Abiy Ahmed ha imposto lo stato d’emergenza e disposto l’invio delle Forze Armate nella turbolenta regione del Tigrè in risposta ad un attacco contro un’istallazione dell’Esercito federale nella regione. Al momento, nessuna organizzazione ha rivendicato l’attacco, anche se sono forti i sospetti di un’azione perpetrata dalle frange più estremiste del Movimento per l’Indipendenza del Tigrè (MIT), gruppo nato nel marzo 2020 con l’obbiettivo di perseguire l’autodeterminazione dell’etnia tigrina e costituire un’entità statuale autonoma da Addis Abeba. Molto probabilmente, il MIT è stato creato dallo stesso Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino (FLPT), partito che rappresenta gli interessi dell’omonimo gruppo etnico e che da circa un anno è in aperto contrasto con Addis Abeba e con il Governo di Ahmed, per non esporsi direttamente. L’invio dei militari federali e l’attacco all’infrastruttura dell’Esercito è soltanto l’ultimo episodio all’interno della travagliata relazione tra il FLPT e il Governo federale, aggravatasi ulteriormente a partire dallo scorso settembre, quando le autorità locali del Tigrè avevano organizzato le elezioni amministrative e parlamentari nonostante il divieto di Ahmed, che le aveva rinviate sine die a causa dell’emergenza pandemica. La conseguenza di questa violazione alle disposizioni governative era sta la sospensione immediata del pagamento degli stipendi per la pubblica amministrazione, l’interruzione nell’erogazione dei sussidi federali e il blocco di qualsiasi relazione ufficiale tra le istituzioni locali e le autorità centrali. Le ragioni delle posizioni radicali della comunità tigrina (7% della popolazione totale etiope) e del FLPT attengono ai profondi cambiamenti introdotti dal Premier Ahmed nel sistema politico nazionale, riassumibili nel superamento del sistema etno-federalista e nella ridefinizione degli equilibri etnici di potere nel Paese. Quest’ultimo fattore si è tradotto nel ridimensionamento sostanziale dell’influenza tigrina, un tempo dominante nelle istituzioni civili, militari ed economiche, a favore di quella degli Oromo (34% della popolazione), gruppo a cui appartiene lo stesso Abyi Ahmed. Privati del loro potere, i tigrini hanno reagito in maniera assertiva, dipingendo come dispotica ed autoritaria la gestione di Ahmed, provando ripetutamente ad assassinarlo e, ora, sfidando frontalmente le istituzioni federali. In questo senso, l’invio delle truppe nel Tigrè potrebbe acuire ulteriormente le tensioni e trasferire il confronto dal piano politico a quello apertamente militare. Il rischio dello scoppio di un conflitto interno su base etnica diventa, così, ogni settimana più probabile e, con esso, la possibilità che altre etnie insoddisfatte dell’amministrazione Ahmed o semplicemente desiderose di rinegoziare i contenuti della loro relazione con il governo centrale imbraccino le armi ed imitino quanto sinora fatto dai tigrini.

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