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anteprima logo RID CY4GATE si aggiudica gara NATO per sistemi cyber defence e cyber intelligence

CY4GATE - società attiva nel mercato cyber a 360°, comunica che in data odierna si è aggiudicata la gara per lo sviluppo evolutivo delle attività di Modelling e Simulation della cyber defence e cyber intelligence di un importante Centro di Eccellenza della NATO.

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anteprima logo RID  Gli USA riarmano Taiwan

Negli ultimi tempi, gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare notevolmente le difese di Taiwan in chiave anticinese. L'ultimo passo in questa direzione è stato dato con il via libera alla vendita di 4 UAV super-MALE armati MQ-9B REPAER. Nelle scorse settimane, invece, la “luce verde” aveva riguardato la fornitura di 100 lanciatori da difesa costiera per missili antinave HARPOON Block II, di 11 lanciatori mobili HIMARS per missili balistici tattici ATACMS (con 64 missili), e di 135 missili aria-superficie standoff SLAM-ER per equipaggiare i caccia F-16. Per non dimenticare la vendita di 66 nuovi F-16 Block 70/72 approvata nel 2019 e partita, senza troppi clamori, questa estate con la concessione del relativo contratto a Lockheed Martin.

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anteprima logo RID Presentato all’Esercito l’UGV THEMIS

La dita estone specializzata MILREM Robotics ha presentato all’Esercito Italiano nel corso di una dimostrazione l’UGV (Unmanned Goround Vehicle) THEMIS. Per l’occasione il veicolo era equipaggiato con il modulo Milrem’s Intelligent Functions Integration Kit (MIFIK) con il quale è possibile implementare la navigazione attraverso waypoint e la funzione “follow me”. Il THEMIS è già stato venduto a 9 Paesi, di cui 7 Paesi NATO (tra cui Francia e UK), mentre l’azienda ha lanciato di recente anche il veicolo non pilotato da combattimento per il supporto delle unità meccanizzate TYPE-X.

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anteprima logo RID Il Pentagono alla conquista dello Spazio

Si possono formulare molte critiche nei confronti dell’ Amministrazione Trump, ma non certo quella di non star perseguendo, con grande coerenza e chiarezza di intenti, un ampio programma per la riformulazione delle linee guida per tutte le politiche complessive di Difesa e sicurezza degli Stati Uniti. Dopo la nuova “National Security Strategy” (pubblicata il 18 dicembre 2017) sono via via venute la “National Defense Strategy” (19 gennaio 2018), la “Nuclear Posture Review” (2 febbraio 2018), la “Missile Defense Review” (17 gennaio 2019) e adesso la “Defense Space Strategy”, annunciata il 17 giugno 2020. Pur se esisteva già in precedenza una “National Security Space Strategy”, formulata nel 2011 dall’Amministrazione Obama, il nuovo documento è il primo a livello mondiale a parlare esplicitamente di una strategia difensiva/offensiva per l’uso dello Spazio a scopi militari. Questa strategia deve ovviamente essere messa in relazione con la riattivazione dell’US Space Command (US SPACECOM) il 29 agosto 2019 e la creazione di una nuova forza armata, la US Space Force (USSF) il 20 dicembre 2019. Si tratta peraltro di un fenomeno, una specie di “corsa alla militarizzazione dello Spazio”, che non è certo limitato ai soli Stati Uniti: ad esempio, la NATO ha di recente definito lo Spazio come un “dominio operativo”, il Regno Unito sta formulando una sua Defence Space Strategy e ha ricondotto il comando e controllo di tutte le attività spaziali di interesse militare sotto l’Air Command della RAF, la Francia ha attivato un suo Comando Operazioni Spaziali e ha formalmente trasformato l' "Armée de l' Air" in "Armée de l' Air et de l' Espace", e anche l’Italia, pur se su scala più modesta, sembra si stia muovendo nella stessa direzione. Naturalmente, l’uso di sistemi spaziali (soprattutto satelliti) per compiti strettamente militari di early warning, comunicazioni, sorveglianza e ricognizione è una realtà già ben consolidata da molti anni, e in un numero crescente di Paesi. Ciò che sta prendendo forma sono la razionalizzazione e il coordinamento di queste attività, con la creazione di strutture ad hoc per la gestione dei relativi sistemi – un processo per certi aspetti non dissimile da quello che portò alla formazione delle aeronautiche militari come forze armate indipendenti.

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anteprima logo RID CY4GATE ottiene il Nato Commercial and Governmental Entity Code

CY4GATE - società attiva nel mercato cyber a 360°, comunica di aver ottenuto, dopo un processo di selezione, il “NATO Commercial and Governmental Entity Code” (CAGE), un identificatore univoco assegnato dall'Organismo Centrale di Codificazione (OCC) ai fornitori di varie agenzie governative o di difesa, nonché alle agenzie governative stesse e alle varie organizzazioni dei Paesi che aderiscono al NATO Codification System (NCS).

 

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anteprima logo RID Da Thales ecco BLUESCAN

Thales ha presentato un nuovo software di gestione delle tracce acustiche battezzato BLUESCAN e dedicato alla lotta antisommergibile (Anti-Submarine Warfare, ASW). Si tratta di un software pensato per essere installato a bordo di unità di superficie e che consente di fondere le rivelazioni sonar di tutti i sensori presenti in area di operazioni. Il BLUESCAN è costruito per lavorare con tutti i sonar presenti nel catalogo Thales, siano essi sonar a scafo (BLUEMASTER, BLUEHUNTER, BLUEWATCHER), sonar a profondità variabile (CAPTAS-4C, CAPTAS-2, CAPTAS-1), sonar attivi (FLASH, C-FLASH), sonoboe (SONOFLASH) e cortine antisiluro trainate (TORPEDO ALERT). Dal punto di vista operativo, BLUESCAN permette di presentare agli operatori un’immagine acustica di insieme che permette agli operatori di decidere rapidamente e in modo informato. In quanto programma di gestione, la suite suggerisce e permette di disporre i sensori a disposizione in posizione ideale per creare uno schermo acustico stratificato nel braccio di mare (o intorno alla formazione navale) che si vuole proteggere. Questo consente anche di mettere sotto pressione gli equipaggi dei sottomarini attaccanti, costretti a cambiare spesso posizione, velocità e piano d’attacco – con un aumento del rischio di essere scoperti. La gestione dello schermo acustico permette inoltre di coordinare le misure anti-siluro, che vengono attivate in modo coordinato dalle diverse unità navali e aeree in teatro. L’utilizzo di BLUESCAN è molto utile in ogni scenario che veda la presenza contestuale di navi, elicotteri e aerei. Ma si renderà indispensabile con la diffusione di USV e UAV sempre più capaci e con sensori di bordo sempre più sofisticati. Un numero crescente di Marine militari studia con attenzione gli approcci distribuiti all’ASW, con sensori montati a bordo di sistemi teleguidati e autonomi. A tal proposito, BLUESCAN possiede già elementi di intelligenza artificiale (AI) che verranno ulteriormente sviluppati prossimamente. L’AI faciliterà lo svolgimento di 3 missioni principali: gestione di grandi quantità di dati nel corso della missione e in fase di analisi post-missione, gestione contestuale di diversi USV, UAV e UUV/AUV e creazione di modelli comportamentali tramite il processo di machine learning (dunque automatizzazione crescente del sistema). Come ben specificato dal personale Thales, la sfida tecnica principale di BLUESCAN è la connettività, ovvero il dialogo continuo e costante tra sistemi diversi in ambienti operativi multipli, spesso appartenenti a generazioni diverse. Per esempio, negli scenari proposti si ipotizzava la collaborazione tra una fregata classe AQUITAINE (dunque sistema legacy), una fregata classe AMIRAUX (sistema futuro), un Breguet ATLANIQUE-2 (sistema di vecchia generazione), un NH-90 CAIMAN, un generico MALE, un generico RUAV, e diversi USV ed UUV – era presente perfino un relais comunicazioni a bordo di un ipotetico dirigibile. Dunque, si tratta di creare un protocollo di comunicazione universale (o perlomeno comune ai prodotti Thales) per le emissioni sonar. Per facilitare la gestione di così tanti dati e la loro trasmissione, l’idea di Thales è di mettere ciascun sensore in grado di eseguire un’analisi preliminare dei segnali sonar per poi inviare all’unità ospite soltanto l’informazione utile in formato sintetico. L’integralità dei dati raccolti verrà comunque stoccata per poter procedere all’analisi post-missione. In operazione, BLUESCAN procederà quindi all’aggregazione delle rilevazioni utili in un’immagine d’insieme e alla sua redistribuzione a tutti gli effector. Il programma è concepito come evolutivo. Il BLUESCAN V1 è una suite che, nella versione V2, permette di aggregare fonti multiple da diversi ambienti operativi. L’obiettivo finale è giungere alla versione V3, ovvero un approccio globale alla sorveglianza acustica che potrà prevedere un articolato centro comando a terra, un server dedicato e un cloud per una completa (e forse continua) situational awareness su vaste aree marittime.

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anteprima logo RID Cinquanta F-35A per gli EAU?

Il Dipartimento di Stato americano avrebbe già inoltrato informalmente al Congresso la richiesta da parte degli Emirati Arabi Uniti per la fornitura di 50 F-35A. In caso di notifica formale, il Congresso avrebbe poi 30 giorni per dare o meno la sua approvazione. L’eventuale commessa, che a questo punto sembra ormai imminente, suggella un po' la relazione triangolare tra Israele, EAU ed Arabia Saudita – relazione “di fatto” in piedi da anni in funzione anti-iraniana – rispetto alla quale in ogni caso gli Americani continueranno a garantire il “qualitative edge” dello Stato Ebraico. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, sembra scontato che la variante emiratina degli F-35A sia depotenziata, sin particolare per ciò che concerne le capacità e le librerie elettroniche, senza dimenticare che in qualunque momento gli stessi Americani potrebbero limitarne l'operatività considerando la natura “tutta software” dell'aereo del suo sistema logistico integrato di supporto.

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anteprima logo RID F-35 e CAVOUR: IOC nel 2024

Nel corso di un’audizione parlamentare svoltasi ieri, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Giuseppe Cavo Dragone, ha confermato che la capacità operativa iniziale (IOC) dell’F-35B sulla portaerei CAVOUR sarà presumibilmente conseguita nel 2024. Cavo Dragone ha anche confermato l’anticipazione di RID sullo slittamento ai primi mesi del prossimo anno della crociera operativa della stessa CAVOUR negli Stati Uniti.

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anteprima logo RID Un nuovo sottomarino da Naval Group

Al salone virtuale Euronaval 2020 Naval Group ha presentato una versione migliorata del suo sottomarino virtuale SMX31E. L'SMX31E era già stato presentato come uno studio di concetto (concept study), ma adesso ci sono elementi meno teorici e più realistici. La versione attuale è un sottomarino completamente elettrico con caratteristiche più vicine ad un ipotetico battello operativo. L’SMX31E è lungo 77 m con un diametro massimo di 12 m e un dislocamento stimato in 3.200 t. Secondo Naval Group, la formula completamente elettrica porterebbe vantaggi significativi sotto molti aspetti. In primo luogo, l'automazione e l'uso di attuatori elettrici ridurrebbe la necessità di operazioni di manutenzione in mare e, quindi, limitando l’equipaggio a sole 15 persone. Questo sarebbe anche l'effetto di sistemi d'arma e sistemi di gestione del combattimento (CMS) sempre più autonomi. In secondo luogo, l'assenza di motori diesel e la completa dipendenza dalle batterie agli ioni di litio (o equivalenti) garantirebbe al battello una traccia acustica e infrarossa estremamente bassa, ulteriormente ridotta grazie al design idrodinamico all'avanguardia e alle piastrelle acustiche di nuova generazione (a forma di scaglie di pesce) poste lungo tutto lo scafo. Terzo, la permanenza in mare sarebbe simile a quella dei sottomarini a propulsione nucleare, ma al prezzo di una velocità ridotta. In effetti, l'SMX31E sembra una piattaforma ottimizzata per la presenza e sorveglianza a lungo raggio. Sarebbe in grado di effettuare missioni di 60 giorni a 5 nodi o 30 giorni a 8 nodi. L'SMX31E è stato pensato per fungere anche da nave madre per una pletora di AUV/UUV di diverse dimensioni. Due grandi baie di missione ospiteranno grandi veicoli subacquei autonomi (AUV), mentre altri UUV e/o AUV più piccoli saranno collocati nel vano siluri. Il battello sarebbe dotato di tubi lanciasiluri e sarebbe in grado di trasportare fino a 24 siluri pesanti o un mix di armi e mezzi senza equipaggio. Grazie ai suoi prosecutor senza equipaggio, Naval Group stima che il sottomarino potrebbe avere una capacità di sorveglianza 10 volte superiore a quella di un classe BARRACUDA. Se l'SMX31E dovesse essere sviluppato così com'è, Naval Group ritiene che sarebbero necessari 10 anni di studio, con altri 10 anni per lo sviluppo e le prove in mare. Infatti, la società lo definisce come il "sottomarino per il 2040". Più realisticamente, lo studio servirà come punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie destinate a migliorare le classi di sottomarini SCORPENE e BARRACUDA esistenti e, probabilmente, per contribuire agli studi (e allo sviluppo) recentemente avviati per la sostituzione degli SSBN LE TRIOMPHANT.

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anteprima logo RID Legge Di Paola, si cambia

Il nuovo Modello organico delle Forze Armate italiana a 150.000 uomini, introdotto dalla Legge 244/2012 “Di Paola” e da raggiungere entro il 2024, sarà con molta probabilità rivisto. Sul tema si è espresso ieri anche il Consiglio Supremo di Difesa nel cui ambito si “è convenuto sulla necessità di effettuare una verifica della Legge 244/2012, al fine di individuare eventuali correttivi in relazione al mutato contesto di riferimento, e di procedere al completamento del processo di riforma della Difesa in senso unitario e interforze”. Vedremo quali correttivi verranno adottati in tal senso. L’auspicio è che non si arrivi ad una mera deroga, o un mero aumento degli organici, ma che si riveda lo strumento militare nel suo complesso, che si ponga mano sul serio al rapporto tra componente operativa e non operativa, e che finalmente ci si indirizzi verso una Riserva nel vero senso della parola. Insomma, se si vuole davvero rivedere la “Di Paola” lo si faccia seriamente ed in maniera strategica, e non adottando provvedimenti contingenti e di breve respiro. Il Consiglio Supremo di Difesa ha affrontato pure la situazione legata alla pandemia – rispetto alla quale potrebbe crescere il ruolo della Sanità Militare – e degli scenari internazionali, con particolare riferimento alla Libia ed al Mediterraneo Orientale. Molto interessante anche il passaggio dedicato all’industria della difesa ed agli investimenti nel settore che “favoriscono lo sviluppo dell’intero Sistema Paese e fungono da traino soprattutto nei settori ad elevata tecnologia” con un riferimento all’”allocazione pluriennale delle risorse” che rimanda all’esigenza di predisporre quanto prima una legge quinquennale o sessennale per dare certezza alla pianificazione finanziaria nel settore più avanzato della manifattura italiana. Un’esigenza, quest’ultima, prevista dal Libro Bianco 2015 a cui finora non è stato possibile dare risposta poiché, ricordiamolo, l’approvazione del Disegno di Legge che avrebbe dato implementazione a buona parte del contenuto del Libro Bianco non arrivò a causa dello scadere della scorsa legislatura. L’auspicio, pertanto, è che quieto Parlamento, che ha ancora di fronte a sé un orizzonte di 3 anni, possa riprendere in mano il Libro Bianco o, quanto meno, alcuni dei suoi contenuti per consentirne l'implementazione.

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anteprima logo RID La corsa agli armamenti ipersonici

Per alcuni decenni gli Stati Uniti sono stati impegnati militarmente nelle cosiddette “guerre minori”, dall’Iraq all’Afghanistan. La Russia, caduta l’Unione Sovietica nel 1989, non ha più rappresentato un reale pericolo militare, se mai, dopo l’avvento di Putin, una nazione rivale a livello politico con capacità di proiezione di potenza in varie zone del globo (ma non più "il nemico" per motivi di ideologia politica). La Cina, pur essendo un gigante, è sempre stata vista, almeno fino a tempi recenti, come tecnologicamente arretrata, con Forze Armate molto numerose ma con potenzialità tecniche modeste e con capacità di proiezione di potenza solo locali (a parte il caso estremo del potenziale impiego, puramente teorico, di missili balistici a testata nucleare). Oggi le cose sono completamente cambiate, la Russia ha rialzato la testa e sta recuperando le sue capacità militari e tecnologiche. La Cina, apparentemente in modo inaspettato, ma in effetti prevedibile, e grazie anche al contributo economico e tecnologico indiretto ma fortissimo fornito dall’Occidente (USA ed Europa in testa) è diventata un nemico, o meglio “il nemico”, del massimo livello in tutti sensi. Le capacità militari e tecnologiche di Pechino sono ormai notevoli. In più la possibilità cinese di proiezione di potenza a livello globale, sia commerciale che economica, è molto preoccupante. Essa si manifesta, ad esempio, con l’espansione in Africa, ma anche in Europa. Sul versante militare la crescita tecnologica di Pechino si sta manifestando con armamenti aeronautici, navali e terrestri di notevole valore tecnologico. Ma è nel settore delle armi missilistiche, a breve, media e lunga portata, che i progressi sono stati più marcati tanto da rappresentare la minaccia più sentita per l’Occidente. Negli ultimi anni in tale settore si sono aggiunte le armi ipersoniche, una categoria di sistemi nei quali la Cina, e pure la Russia, sembra abbiano acquisito una posizione di vantaggio rispetto agli USA. Posizione che, però, gli Stati Uniti stanno provando a recuperare.

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anteprima logo RID Iran, annuncia la prima nave anfibia

L’Iran, tramite il proprio Capo di Stato Maggiore della Marina, Rear Admiral Hossein Khanzadi, ha annunciato sulle proprie trasmissioni di Stato e a fonti di stampa russe, il varo della prima unità anfibia (previsto per novembre), che avrà il nome di KHALIJ-E FARS (Golfo Persico). Secondo quanto dichiarato dall’Ammiraglio Khanzadi, l’unità sarà in grado di trasportare ed operare con reparti di volo dotati di elicotteri e droni, combinati con altri sistemi d’arma a lunga gittata. L’unità avrà, secondo quanto dichiarato, una notevole autonomia che gli permetterà di operare in oceano per un lungo periodo senza rifornimenti, in grado quindi di garantire una permanente presenza strategica nell’area di operazione. Sulla base delle informazioni fornite, la LHA iraniana avrà una lunghezza di 231 m e sarà in grado di imbarcare fino a 7 elicotteri, un gruppo di droni e piattaforme aeree per la guerra elettronica. I droni imbarcati potrebbero rivelarsi una combinazione di SEPEHER, SHAHAB-2 e HODHOD-4, ma l’intenzione è quella di permettere alla nuova unità di operare anche con il più grande UAV MOHAJER e con una combinazione di loitering munition. L’Ammiraglio Khanzadi ha inoltre annunciato che, sempre a novembre, verranno presentati anche l’”incrociatore” DENA, il cacciamine modello SABA e la lanciamissili ZEREH. Lo sforzo cantieristico iraniano, se si considerano le significative restrizioni dovute alle sanzioni imposte dalla Comunità Internazionale, riguarda pure la componente subacquea, con la costruzione del quarto esemplare del sottomarino FATEH che, secondo la Marina Iraniana, avrà propulsione AIP.

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