LEONARDO
Viaggi RID
Ultime Notizie:
anteprima logo RID La Difesa armerà gli UAV REAPER

La Difesa ha deciso di armare i propri UAV classe MALE REPAER. La cosa era nell’aria da tempo, e la conferma è arrivata dal Documento Programmatico Pluriennale 2021. L’emergere dei nuovi scenari – che dal Nagorno Karabah, alla Libia, hanno mostrato la rilevanza sui campi di battaglia del drone armato – hanno fatto cadere incertezze e resistenze di natura etica che finora avevano impedito il compimento di tale passo. I nostri comandanti sul terreno potranno così disporre di una fondamentale opzione per proteggere le forze a terra e per neutralizzare eventuali minacce prima che queste possano manifestarsi. Più volte in passato, infatti, nei teatri, la non disponibilità di armamento a bordo dei PREDATOR/REAPER ha messo a rischio la vita dei nostri soldati a terra, con perdite che altrimenti potevano essere evitate. La Difesa non ha fornito ulteriori dettagli e non è nota la tipologia di armi che verrà integrata sui velivoli. I REAPER verranno anche dotati di nuovi apparati per la guerra elettronica che consentiranno loro di operare in scenari a più alto contrasto militare.

a cura di
anteprima logo RID Lo zampino del Pakistan nella caduta del Panshir

Nelle ultime 48 ci sono stati sviluppi importanti riguardanti la situazione nella valle del Panshir. Secondo diverse fonti, i talebani hanno conquistato gran parte della vallata, in particolare la zona intorno a Bazarak costringendo le forze dell’ex Alleanza del Nord - guidata da Ahmad Massoud “Jr.”, figlio del defunto leader Ahmad Shah Massoud - a ritirarsi sulle montagne. In pratica, la valle è caduta nelle mani dei Talebani dopo che lo stesso Massud aveva rifiutato un “posto” nel governo a guida Baradar in costituzione a Kabul. La caduta del Panshir è dovuta al fatto che la valle era stata completamente isolata dall’esterno e che buona parte dell’ex Alleanza del Nord aveva raggiunto delle intese locali con gli stessi Talebani, ma anche al supporto che il Pakistan ha fornito all’avanzata degli Studenti Coranici. Supporto che ha riguardato non soltanto la fornitura di intelligence e di advisoring operativo in favore delle milizie talebane, ma anche il dispiegamento nell’area di team di forze speciali e dell’ISI – il servizio segreto pachistano - e velivoli, in particolare UAV impiegati tanto per compiti di sorveglianza e ricognizione, tanto per missioni d’attacco. A tal proposito, si tratterebbe di una coppia di UAV armati CH-4 di fabbricazione cinese, 5 dei quali acquistati lo scorso dicembre e ricevuti tra gennaio e febbraio quando sono stati rischierati presso la base di Bahawalpur. I CH-4 sarebbero stati impiegati direttamente nelle operazioni che hanno causato la morte di importanti esponenti dell’ex Alleanza del Nord, tra cui il portavoce della Resistenza Fahim Dashti e 3 ufficiali dell’ormai smembrato Esercito nazionale afghano, incluso il Generale Abdul Wudod Zara, nipote di Massoud padre.

a cura di
anteprima logo RID Colpo di Stato in Guinea, tra interessi cinesi e narcotraffico

Nelle prime ore del 5 settembre, unità delle Forze Armate della Guinea-Conakry, con in testa le Forze Speciali, hanno assaltato il palazzo presidenziale e posto agli arresti il Capo dello Stato Alpha Condè, al potere dal 2010. Soltanto lo scorso ottobre, il Presidente aveva ottenuto il suo terzo mandato consecutivo dopo una tornata elettorale molto contestata dalle opposizioni e caratterizzata da irregolarità ed intimidazioni ai danni di giornalisti, attivisti civili ed avversari del primo cittadino guineano. Infatti, per settimane le strade della capitale Conakry sono state invase da manifestanti inferociti e soltanto una brutale campagna di repressione aveva riportato l’ordine nel Paese. Nonostante il momentaneo successo di ottobre, il Presidente ed il suo establishment di potere non sono riusciti a neutralizzare le cause del dissenso ed a eliminare dalla scena politica e militare i leader delle forze antigovernative. In tal senso, il colpo di grazia al regime di Condè, caratterizzato da corruzione, nepotismo e continue e consistenti violazioni dei diritti umani, è arrivato dall’establishment militare e, in particolare, dalla figura del comandante delle Forze Speciali ed ex membro della Legione Straniera francese, Mamady Doumbouya. Apparentemente, prima dell’arresto del Capo dello Stato si sono verificati scontri tra i golpisti ed alcune migliaia di truppe lealiste che però hanno presto abbandonato il campo di battaglia a causa della superiorità numerica dei ribelli e dell’ampio supporto popolare nei loro confronti. Una volta insediatosi al vertice dello Stato, il Colonnello Mamady Doumbouya ha dichiarato abrogata la costituzione, ha imposto la legge marziale ed ha istituito un’autorità politica ad interim, il Comitato Nazionale per lo Sviluppo e la Riconciliazione (CNSR), avente lo scopo di guidare il Paese alla transizione democratica. Nonostante il CNSR abbia dichiarato di essere in controllo della Guinea, non è da escludere che i fedelissimi di Condè abbiano iniziato ad organizzare un movimento di resistenza nelle aree rurali. Infatti, la gestione del potere politico nel Paese rappresenta la condizione irrinunciabile per accedere alle sue vaste risorse economiche sia legali (giacimenti di bauxite) che illegali (traffico di cocaina lungo l’asse America Latina – Africa Occidentale). In questo contesto, proprio il ruolo delle imprese straniere impegnate nello sfruttamento delle miniere (soprattutto cinesi) e dei signori del narcotraffico potrebbe risultare decisivo per la stabilizzazione del Paese. Infatti, qualora il CNSR riuscisse a garantire la continuità nelle attività estrattive e nel transito di stupefacenti, tanto i partner economici occidentali quanto le reti criminali potrebbero supportare lo sforzo di normalizzazione intrapreso dal Colonnello Doumbouya.

a cura di
anteprima logo RID Fincantieri acquisisce IDS, Ingegneria dei Sistemi

Fincantieri acquisisce IDS Ingegneria dei Sistemi di Pisa: ne ha dato l’annuncio il 3 settembre scorso, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. IDS Ingegneria dei Sistemi, in crisi da tempo, ha la sua sede principale a Pisa (con circa 200 addetti) si occupa di 5 principali attività. La società realizza diversi modelli di UAV ed UGV, è pure specializzata in sistemi avionici (nell’ambito del digital mapping e dei sistemi di controllo del traffico aereo), realizza apparati di protezione e sicurezza (geo radar, sensori per la scoperta degli UAV, ecc.), si occupa di segnature elettromagnetiche e di sistemi SATCOM. Nel settore navale IDS ha un grandissimo know-how nel campo della gestione della segnatura (EM ed IR) delle unità navali (e, per la verità, anche nel campo dei velivoli): un settore estremamente importante che l’ha portata ad una stretta collaborazione con Fincantieri. Ulteriori dettagli su RID 10/21 prossimamente in edicola.

a cura di
anteprima logo Stato Maggiore Difesa GUERINI, INCONTRO A WASHINGTON CON IL SEGRETARIO ALLA DIFESA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA LLOYD AUSTIN

Guerini: "L'amicizia tra Italia e Stati Uniti è strategica, decisiva e importantissima. In Afghanistan, grazie alla cooperazione tra le nostre Forze Armate siamo stati capaci, insieme, di condurre la più grande evacuazione di civili della storia"

a cura di
anteprima logo RID Firmato il terzo Implementation Agreement per lo SCAF (e non solo)

Lunedì 30 agosto, il Ministro della Difesa francese Florence Parly ha ricevuto a Parigi il suo omologo tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, e il Segretario di Stato spagnolo per la Difesa, Esperanza Casteleiro Llamazares. I 3 ministri hanno firmato l'accordo di attuazione N.3 (Implementation Agreement/Arrangement d’application N.3) sul programma NGWS/FCAS (Next Generation Weapon System within a Future Combat Air System), che fornisce un quadro concreto per le attività del programma nel periodo 2021 e 2027. Dal punto di vista politico, i 3 ministri hanno inoltre sottolineato la loro volontà di aumentare ulteriormente il coordinamento tra i rispettivi Paesi in vista della presidenza francese dell'UE nella prima metà del 2022 e della presidenza spagnola nella seconda metà del 2023, assicurando la piena continuità con il lavoro iniziato durante la presidenza tedesca nella seconda metà del 2020. Lo ricordiamo, il programma NGWS fornirà una serie di capacità per garantire la superiorità operativa in ambienti altamente contestati ed include, oltre al caccia propriamente detto, i remote carriers in fase di studio presso Airbus ed MBDA e un’architettura completa di “air combat cloud”. Questo accordo riguarda proprio l’architettura più ampia del sistema di sistemi e non soltanto il caccia, e comprende la roadmap di massima da rispettare in funzione del primo volo del prototipo del caccia pilotato, previsto per il 2027. Dopo la firma dell'IA3 da parte dei ministri competenti, i 3 CSM dell'Armée de l’Air, Generale Philippe Lavigne, della Luftwaffe, Generale Ingo Gerhartz, e dell'Ejercito del Aire, Generale Javier Salto, hanno firmato la nuova edizione del documento sui requisiti operativi comuni (Common Operational Requirements Document, CORD). Questo documento esprime una visione comune sempre più precisa del requisito operativo, che deriva dall'High Level Common Operational Requirements Document (HLCORD) firmato il 18 marzo 2019. Secondo quanto comunicato ufficialmente dalle 3 Direzioni nazionali degli armamenti (Bundesministerium der Verteidigung, Dirección General de Armamento y Material e Direction Générale de l’Armement), questa firma segna un significativo passo avanti nel lavoro di cooperazione sul progetto NGWS (Next Generation Weapon System) all'interno dello SCAF. A latere dell’incontro trilaterale, Florence Parly e Annegret Kramp-Karrenbauer si sono incontrate in un bilaterale nel quale hanno firmato il secondo accordo intergovernativo di cooperazione franco-tedesco nel settore del trasporto aereo tattico. L’obiettivo è creare uno squadrone binazionale e un centro di addestramento nella base aerea francese di Évreux con una flotta di aerei C-130J. Questa firma ha permesso la creazione ufficiale della squadriglia franco-tedesca, con data 1° settembre 2021, frutto di un lavoro avviato nel 2016. All'interno di questa unità, i militari francesi e tedeschi potranno lavorare in squadre miste, senza distinzione di nazionalità. Pur mantenendo la possibilità di effettuare missioni in un quadro puramente nazionale, uno degli obiettivi è quello di effettuare missioni operative con equipaggi misti su aerei francesi e tedeschi indistintamente, livello di integrazione raramente raggiunto. La capacità operativa iniziale dovrebbe essere raggiunta nell'autunno 2021 con l'istituzione dell'unità a Evreux, e la piena capacità operativa nel 2024.

a cura di
anteprima logo RID Il golden power e le “scatole cinesi”: l’inchiesta Alpi Aviation

Nel Pordenonese emissari di Pechino hanno cercato di ottenere sofisticate tecnologie occidentali da applicare in campo militare, in particolare nel settore aeronautico. È emerso dalle indagini della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica della città della Destra Tagliamento, che hanno portato alla luce una ramificata struttura riconducibile agli organi istituzionali della Repubblica Popolare cinese. Sei le persone denunciate per violazione della legge sui materiali d’armamento (la 185/1990), 3 di cittadinanza italiana e 3 di quella cinese. All’esito della complessa indagine sono state inoltre ipotizzate violazioni alla vigente normativa sulla tutela delle aziende di rilievo strategico nazionale, il cosiddetto “golden power”. L’inchiesta condotta dalle Fiamme gialle pordenonesi aveva preso avvio a seguito di una serie di accertamenti effettuati su delega dell’Autorità giudiziaria, aventi a oggetto l’aviosuperficie ricompresa in un’area del demanio militare in località San Quirino, sulla quale era stata riscontrata una sinergica occupazione, in assenza di autorizzazioni, da parte di un aeroclub privato (formalmente una onlus attiva nella protezione civile, attività rivelatasi poi inesistente) e di una società che fabbricava aeromobili e veicoli spaziali, operante inoltre nella progettazione e nella produzione di velivoli a pilotaggio remoto (SAPR, o UAV, unmanned aerial vehicle), macchine impiegate anche a fini militari e, a questo scopo, certificati in sede NATO in quanto agli standard a quest’ultima rispondenti. Si tratta di sistemi forniti anche alle Forze armate italiane, con le quali l’impresa pordenonese, la Alpi Aviation, aveva ottenuto alcune commesse. In particolare stiamo parlando del mini-UAV STRIX, impiegato dalle SOF italiane e dal SAN MARCO. Nel 2018 il 75% del capitale sociale della società era stato acquistato da una “shell company” con sede nella zona amministrativa speciale di Hong Kong, un acquisto che, tuttavia, evidenziava la netta sproporzione tra le quote sociali precedenti e quelle rivalutate nel corso dell’operazione negoziale: 3.995.000 euro rispetto agli originari 45.000, cioè una cifra 90 volte superiore. La società estera acquirente era stata costituita ad hoc immediatamente prima dell’acquisto di quella pordenonese, e risultava inoltre priva di risorse finanziarie commisurate all’operazione, questo nonostante la compravendita in oggetto e i conseguenti aumenti di capitale richiesero investimenti pari a oltre 5 milioni di euro da effettuare in territorio italiano. Le Fiamme gialle, ripercorrendo in senso inverso la filiera di “scatole cinesi” sono risalite anche alla reale identità degli autori dell’operazione conclusa a Hong Kong, portata a termine attraverso il ricorso a una complessa e ramificata rete di società di comodo direttamente legate allo Stato cinese nella figura della SASAC (Commissione per la supervisione e l’amministrazione dei beni di proprietà dello Stato), che a sua volta opera per il tramite del Management Commitee of Wuxi Liyuan Economic Development Zone, cioè dal vertice dal quale originava tutta la catena fittizia di shell company. Secondo gli inquirenti italiani il perfezionamento di tale subentro nella società del Pordenonese sarebbe stata frutto di modalità opache, tese proprio a non fare emergere la riconducibilità all’ingombrante nuovo socio straniero. Questo poiché la doverosa variazione della compagine societaria al Ministero della Difesa (che per legge è tenutario del registro delle imprese di armamento) veniva comunicata soltanto 2 anni dopo l’acquisto e dietro ripetuti solleciti del Dicastero di Via XX Settembre. Un differimento nel tempo che ha consentito alla società pordenonese di continuare a sottoscrive importanti contratti nel suo settore di attività. Inoltre, veniva omesso di comunicare alla Presidenza del Consiglio dei ministri l’acquisto da parte di soggetti esteri del 75% del capitale della società italiana, in aperta violazione delle statuizioni dettate dal Decreto legge nr. 21/2012, recanti norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della Difesa e della Sicurezza nazionali, nonché sulle attività di rilevanza strategica in quelli dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni, il cosiddetto Golden Power. La strana acquisizione da parte cinese non rispondeva a scopi speculativi o di investimento, ma esclusivamente all’acquisizione del know how tecnologico e produttivo, anche di natura militare, posseduto dall’impresa italiana, conoscenze per il quale si era proceduto alla pianificazione della delocalizzazione aziendale presso il polo tecnologico di Wuxi, non lontano da Shanghai. In passato la S.r.l. di San Quirino era stata attenzionata poiché indicata essere fornitrice alla Repubblica Islamica dell’Iran di materiali rientranti tra quelli inclusi nella categoria dual use. Su di essa gravarono i sospetti nutriti dagli Stati Uniti d’America, che la ritennero in affari con la teocrazia sotto embargo. Nel 2009 il Dipartimento di Stato di Washington esortò l’ambasciata statunitense a Roma a chiedere all’Agenzia delle Dogane italiana l’effettuazione di una verifica riguardo alla segnalazione ricevuta dall’intelligence dal Giappone, secondo la quale Alpi Aviation aveva funto da intermediaria (allora si affermò che aveva anche potuto farlo involontariamente) tra la società nipponica Tonegawa-Seiko e l’iraniana Farazeh Equipment Distributor Company, questo per far pervenire a Teheran componenti per velivoli a pilotaggio remoto, in particolare servoattuatori modello PS050 e SSPS105, apparecchiature che comandano il movimento delle superfici mobili dei velivoli.

a cura di
anteprima logo Marina Italiana MARINA MILITARE: LA FREGATA MARCEGLIA MOLLA GLI ORMEGGI E DIRIGE VERSO IL GOLFO DI GUINEA

Nave Marceglia prende parte all’operazione “Gabinia” in una zona del mondo a forte rischio per gli attacchi di pirateria, dove insistono rilevanti interessi economici per il Paese

a cura di
anteprima logo RID Mar Cinese Meridionale, la Cina aumenta la pressione approfittando della “distrazione” afghana

La Cina, con una mossa del tutto inattesa, a partire dal 1° settembre 2021, pretende che tutta una serie di navi comunichino i propri dati alla propria Guardia Costiera (MSA, Maritime Safety Administration) prima di entrare nel Mar Cinese Meridionale. Si tratta di un’area molto vasta, racchiusa in quella che è nota come la “linea dei nove tratti”: uno spazio marittimo che lambisce le coste di diversi Paesi, e che la Cina considera come proprie acque territoriali, invece che come acque internazionali. Da notare che la Cina parla proprio di acque territoriali, uno spazio che secondo la Convenzione sul Diritto del Mare (UNCLOS) si può estendere fino ad un massimo di 12 miglia dalla costa, non centinaia di miglia. La nuova disposizione, emanata a sorpresa in un momento in cui l’attenzione dei governi di tutto il mondo è concentrata sulla questione afghana e sull’emergenza pandemica, prevede che tutti gli operatori, commerciali o militari, di alcune tipologie di navi (sottomarini, navi a propulsione nucleare, navi che trasportino materiale radioattivo, navi che trasportino petrolio, prodotti chimici, gas liquefatto, o materiali pericolosi), prima di entrare nell’area in questione debbano preventivamente informare la MSA della posizione, della destinazione (anche se non dirette ad un porto cinese, ma solo in transito nel Mar Cinese Meridionale), della natura del loro carico, e che almeno ogni 2 ore aggiornino la loro posizione, o mantenendo attivo l’AIS, oppure con comunicazioni specifiche. Secondo l’UNCLOS queste sono acque internazionali, e come tali soggette al libero transito, senza alcuna limitazione. Nel 2016, a seguito di una contesa giudiziaria tra Cina e Filippine, una corte arbitrale indipendente ha stabilito che la Cina non ha alcun diritto su quelle acque, e che la quasi totalità delle risorse economiche della fascia meridionale di quella zona reclamata dalla Cina appartiene invece alle Zone Economiche Esclusive degli stati costieri (Brunei, Malesia, Indonesia, Vietnam, Filippine). La risposta ufficiale della Cina è stata sprezzante: un comunicato ha definito la sentenza come “nient’altro che un pezzo di carta straccia”. La Cina ha occupato diverse isolette, e atolli, provvedendo a ingrandirli e a trasformarli in presidi permanenti, talvolta dotati di moli di ormeggio, piste di atterraggio, bunker, alloggi, radar, piazzole per missili, ecc. Finora la Cina ha cercato di imporre la propria presunta sovranità solo in alcuni casi di sfruttamento delle risorse economiche. Ad esempio intervenendo in modio massiccio con dozzine di pescherecci della cosiddetta “milizia marittima” per ostacolare le altrui attività di prospezione, o il pattugliamento di navi di guardie costiere straniere. Altrettanto sono state compiute manovre di disturbo o di vibrata protesta diplomatica nel caso di presenza di navi militari impegnate in operazioni FON (Freedom Of Navigation) col transito ai limiti delle 12 miglia dalle isolette cinesi. È quindi ancora tutto da capire se, come e quando la Cina intenderà imporre il rispetto della propria ordinanza, anche se il documento ribadisce che “la MSA dispone dell’autorità e del potere per respingere l’ingresso di una nave nelle acque territoriali cinesi, se si dovesse accertare che questa rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale cinese”. È ovviamente importante capire cosa si vuol esattamente intendere con “rappresenta un rischio”. Già nel 2013 la Cina aveva istituito la Air Defense Identification Zone (ADIZ) sul Mar Cinese Orientale; una zona che si sovrappone ad ampie fasce dello spazio aereo di Taiwan, Corea del Sud e Giappone. Ovviamente tutti I vettori aerei commerciali si sono immediatamente adeguati alla richiesta cinese, per non rischiare pericolose intercettazioni e/o sanzioni. È quindi molto verosimile che gran parte, se non tutti, gli operatori marittimi si adegueranno a tali richieste, a prescindere dalla nazionalità dell’armatore, al fine di evitare problemi. Facendo così, si fornirà un’ulteriore patina di legittimità alle pretese cinesi. Il prossimo annuncio, ormai dato per scontato, è l’istituzione di una ADIZ nel Mar Cinese Meridionale. Ed è presumibile che i Cinesi non si faranno molto impressionare da qualche altra FON o dal transito di una portaerei nei pressi di Taiwan. Questo approccio deve essere visto come una parte di una ben più ampia strategia a lungo termine: la si può chiamare Guerra Ibrida, o Grey Zone, oppure Tattica del Salame (si accetta controvoglia che l’avversario tagli una fettina, perché una risposta armata sarebbe eccessiva, poi ne viene tagliata un’altra, e poi un’altra ancora, fino a che del salame non resta più nulla…). La strategia cinese mira ad acquisire nel lungo periodo un vantaggio strategico, senza il rischio di un conflitto, e quindi operando ben al di sotto della soglia di un confronto armato.

a cura di
anteprima logo RID Le fregate tedesche F124 saranno dotate di capacità ABM

Le 3 fregate da difesa aerea F124 classe SACHSEN della Marina tedesca verranno equipaggiate con un nuovo sistema radar ottimizzato per il rilevamento e tracciamento di minacce balistiche. 

a cura di
anteprima logo Marina Italiana EDITORIA MARINA MILITARE: “IL PUNTO PIU’ ALTO”, LA STORIA DI UN MARINAIO

La campagna d’istruzione per gli allievi della 1^classe dell’Accademia Navale di Livorno è un compito impegnativo, che li spinge a sfidare i propri limiti per scoprire il più delle volte che i limiti sono fatti proprio per essere superati.

a cura di
anteprima logo Aeronautica Italiana ANNUNCIATA LA PRIMA MISSIONE SUBORBITALE SCIENTIFICA AERONAUTICA MILITARE/CNR

Si è tenuta nel primo pomeriggio, presso Palazzo Aeronautica a Roma, la conferenza stampa per annunciare la prima missione suborbitale scientifica con equipaggio misto composto da personale dell'Aeronautica Militare e del Consiglio Nazionale delle Ricerche

a cura di
  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>