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anteprima logo RID FVL, parte lo studio Leonardo Lockheed Martin

Come preannunciato dal Ministro Lorenzo Guerini nelle scorse settimane, è partito lo studio, commissionato dalla Difesa a Leonardo, con Lockheed Martin come partner, per valutare una cooperazione congiunta in materia di Future Verticali Lift. In particolare, lo studio, che si concluderà entro l’anno, dovrà valutare requisiti, capacità e mercati di un potenziale elicottero medio multiruolo e multimissione basato sull’utilizzo della tecnologia compound. Al termine dello studio la Difesa italiana valuterà i risultati e prenderà una decisione circa l’avvio di una cooperazione e di uno sviluppo congiunto a tutti gli effetti relativo ad una nuova macchina per le FA italiane e per l’export, e pure per il mercato civile. Approfondimenti e ulteriori dettagli su RID 5/21.

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anteprima logo RID Leonardo e CAE insieme per la IFTS

Leonardo e CAE hanno annunciato la nascita di “Leonardo CAE Advanced Jet Training” Srl, una joint venture creata per supportare le attività della International Flight Training School (FTS) di Decimomannu. La joint venture si occuperà del supporto tecnico-logistico dei velivoli M-346 e dei sistemi di simulazione di terra (Ground Based Training System), nonché della gestione operativa delle infrastrutture. I lavori per la realizzazione della IFTS sono iniziati a dicembre ed il tutto dovrebbe essere completato già nel 2022. L’IFTS, un’iniziativa nata dalla partnership fra l’Aeronautica Militare e Leonardo, fornirà i servizi di addestramento avanzato destinati ai piloti della stessa Aeronautica Militare e di forze aeree straniere, e si baserà sul sillabo dell’AM con un focus sulla cosiddetta Fase 4, ovvero la fase pre-operativa pensata per scaricare ore di volo dai reparti di conversione operativa. La IFTS disporrà di 22 M-346, 18 appartenenti all’AM e 4 all’industria. Il Qatar è il primo cliente internazionale della IFTS dopo che lo scorso novembre i 2 Paesi avevano firmato un accordo di cooperazione per consentire la formazione dei piloti qatarini presso la nuova struttura.

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anteprima logo RID La Royal Navy punta a droni da portaerei

La Royal Navy sta intensificando gli sforzi per assicurare alle sue nuove portaerei capacità che vadano oltre l’F-35B ed ha lanciato un nuovo studio, il Project VIXEN (probabilmente un riferimento al caccia imbarcato SEA VIXEN degli anni 60’), per velivoli unmanned da impiegare in missioni di strike e rifornimento in volo. Un’altra missione d’interesse è la sorveglianza, magari anche l’allarme radar precoce per un futuro post-CROWSNEST (il sistema radar AEW integrato sugli elicotteri MERLIN HM2). Ovviamente si tratta ancora di un progetto nelle sue fasi embrionali, ma i Comandanti in capo di Royal Navy e RAF hanno congiuntamente dichiarato nel recente passato che imbarcare droni di grandi dimensioni sulle portaerei è qualcosa che vorrebbero realizzare nel giro di 5 anni. Il VIXEN si accompagna al progetto MOSQUITO della RAF, che vedrà un primo dimostratore di loyal wingman volare nel 2023 grazie ad un recente contratto da 30 milioni con Spirit Aero. Il MOSQUITO sarà un velivolo unmanned dotato di sensori ed armamenti e capace di affiancare caccia pilotati, e servirà come prototipo del LANCA (Lightweight Affordable Novel Combat Aircraft), il gregario che la RAF vuole acquisire per affiancare TYPHOON, F-35B e, in futuro, TEMPEST. Non è mai stato definitivamente ed univocamente chiarito se il LANCA sarà effettivamente imbarcabile sulle portaerei classe QUEEN ELIZABETH, nonostante si parli di affiancarlo all’F-35B nell’Air Wing. Essendo le portaerei configurate per velivoli a decollo corto e atterraggio verticale, per imbarcarsi su di esse il LANCA dovrebbe essere, come il VALKYRIE dell’Americana KRATOS, “indipendente dalle piste”, quindi lanciato con l’ausilio di razzi e recuperato con paracadute. Le anticipazioni in CGI del LANCA viste finora suggeriscono in effetti un velivolo privo di carrello, ma le informazioni concrete sono ancora scarse. Alternativamente, sulle navi andranno installati sistemi di supporto per lancio e atterraggio. Il project VIXEN suggerisce forse lo sviluppo di una variante imbarcata parallela, o addirittura di un velivolo separato e di più grandi dimensioni (il ruolo tanker per rifornimento in volo lo imporrebbe). Il 24 febbraio scorso la Royal Navy ha pubblicato una Request for Information relativa ad un sistema di lancio assistito capace di far decollare velivoli pesanti fino ad un massimo di circa 25 t e ad un sistema d’arresto per l’atterraggio per velivoli con una massa minima di 5 t e massima di oltre 21. L’installazione a bordo nave è desiderata già nel 2023, se possibile. Si tratta di requisiti molto ambiziosi, che si avvicinano a quelli tipici di catapulte e cavi d’arresto per portaerei convenzionali. Se si riuscisse a maturare un sistema con simili caratteristiche ma un’invasività a bordo nave ridotta, il risultato sarebbe rivoluzionario. Risultati promettenti erano stati raggiunti negli anni scorsi con i prototipi EMKIT ed EMCAT, catapulte elettromagnetiche sviluppate nel Regno Unito da Converteam, poi acquisita da General Electric per diventare GE Power Conversion.

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anteprima logo RID CAVOUR, certificato l’impiego degli F-35B

La portaerei CAVOUR ha completato oggi le prove in mare per l’impiego operativo dell’F-35B. Iniziati con la partenza da Norfolk il 28 febbraio scorso e con il primo appontaggio dell’F-35B avvenuto il 1° marzo, i test di compatibilità sono durati 4 settimane,. Si tratta di una pietra miliare nel percorso di acquisizione della strategica capacità di impiego dei nuovi velivoli, cui farà seguito, entro la fine del 2024, la “Initial Operational Capability” e successivamente la “Final Operationl Capability” che coinciderà con la consegna dell’ultimo F-35B alla Marina previsto dal programma. "Abbiamo portato a termine tutte le prove previste e al momento siamo in grado di rilasciare un permesso di volo provvisorio (IFC – Interim Flight Clearance), che permetterà a nave CAVOUR e al suo equipaggio di proseguire l’addestramento. Al nostro rientro alla base di Patuxent River analizzeremo attentamente i dati raccolti e al termine saremo in grado di rilasciare la certificazione finale -ha detto Ron Hess, ingegnere responsabile del team per la verifica di compatibilità dell’F-35 Patuxent River Integrated Test Force (ITF), gruppo composto da 180 persone tra ingegneri, ricercatori, piloti collaudatori, tecnici e operatori di ponte a bordo del CAVOUR - Grazie alla cooperazione e stretta collaborazione con i team della portaerei siamo riusciti a svolgere le sea trials in modo sicuro, efficace e senza intoppi”. Nel corso delle prove in mare i 2 F-35B del Pax River ITF imbarcati hanno effettuato oltre 50 missioni di volo, in diverse condizioni meteo e stato del mare, una sessione notturna, circa 120 appontaggi verticali e altrettanti decolli corti con l’ausilio dello ski jump, e singole prove di decollo verticale.

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anteprima logo RID Sugli ZUMWALT missili ipersonici “triple-packed”

L’US Navy ha chiesto all’industria di ricevere delle proposte di opzione per equipaggiare i nuovi cacciatorpediniere DDG-1000 ZUMWALT con missili ipersonici. In particolare, l’obbiettivo è adottare sulle navi degli Advanced Payload Module (APM) in configurazione “triple-packed” per il lancio del missile attualmente in fase di sviluppo Intermediate-Range Conventional Prompt Strike (IRCPS). Quest’ultimo è basato su un grosso booster che accelera secondo una traiettoria balistica un veicolo planante destinato poi a colpire il bersaglio a velocità ipersonica con un profilo di rientro altamente manovrante e imprevedibile. Il glider dell’IRPCS, denominato  Common Hypersonic Glide Body (C-HGB), è sviluppato nell’ambito di una cooperazione con l’US Army che lo impiegherà dal suo  Long-Range Hypersonic Weapon (LRHW). Bisognerà capire a questo punto dove potranno essere installati sugli ZUMWALT gli APM. Forse al posto di uno o di entrambi  Advanced Gun Systems (AGS)  da 155 mm, ancora senza una munizione?

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Il 15 marzo l’Arabia Saudita ha subito 3 nuovi attacchi di droni QASEF K2 lanciati dai ribelli Houthi, che hanno colpito l’aeroporto internazionale di Abha e la base aerea King Khalid. Esattamente una settimana prima era stata invece colpita la raffineria di Ras Tanura. Nonostante l’aiuto ricevuto dalla Francia con il dispiegamento di un radar Saab GIRAFFE (Task Force JAGUAR), e la massiccia presenza di batteria PATRIOT di fornitura statunitense, i sauditi sembrano incapaci di frenare l’offensiva aerea degli Houthi. Secondo fonti saudite nel corso degli ultimi 4 anni sono stati abbattuti 311 missili e 343 droni. La difesa aerea saudita comprende 6 battaglioni con missili MIM-104 PATRIOT PAC-3 e ben 60 batterie di artiglieria contraerea con cannoni da 35mm Rheinmetall. È quindi in questo scenario che sta accadendo quello che fino a pochi mesi fa sarebbe stato considerato impossibile. Secondo indiscrezioni pubblicate dal Jerusalem Post, i Sauditi avrebbero chiesto di proteggere le proprie infrastrutture critiche con il sistema di difesa aerea multi-missione IRON DOME della Rafael. Non è ancora chiaro se si tratterebbe di un ordine diretto tra Arabia Saudita e Israele, oppure se verrebbe rischierata una delle 2 batterie dello US Army recentemente equipaggiate con l’IRON DOME. Alcuni giorni fa, infatti, era già circolata voce del rischieramento di una batteria statunitense nel Golfo Persico. Anche gli Emirati Arabi Uniti, alleati dei Sauditi nella guerra dello Yemen, sarebbero interessati allo stesso sistema. Il sistema IRON DOME comprende 3 componenti: il radar di scoperta e tracking EL/M-2084 (portata da 5 a 70 km, capacità di tracciare fino a 120 bersagli contemporaneamente e di ingaggiarne 20), una batteria di missili TAMIR con 20 armi (90 kg, 3 m, gittata 2-40 km), e un posto di comando. Mentre IRON DOME ha già dimostrato eccellenti capacità C-RAM e VSHORAD, non ci sono ancora conferme delle sue prestazioni contro le minacce emergenti (droni, loitering munition), tanto che si parla insistentemente dello sviluppo di una nuova variante.

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anteprima logo RID La Germania rinuncia al sistema antiaereo e antimissile TLVS

Dopo anni di negoziazioni, il Ministero della Difesa tedesco ha annunciato la rinuncia al sistema antiaereo/antimissile polivalente TLVS, spinoff del defunto MEADS sulla base di uno sviluppo tra MBDA Deutschland e Lockheed Martin (esito in qualche modo "anticipato" dall'AD di MBDA Italia Lorenzo Mariani in audizione parlamentare). Contestualmente, la Difesa tedesca ha annunciato a partire dal 2023 la modernizzzione delle batterie di PATRIOT per gariantirne l’operatività fino almeno al 2030. Il TLVS comprende i lanciatori per gli intecettori PAC-3 MSE – ciascuno lanciatore contiene 8 missili PAC-3 MSE con portata doppia rispetto al PAC-3 ma con il medesimo meccanismo hit-to-kill – i lanciatori degli IRIS-T – ciascun lanciatore è dotato di intercettori IRIS-T SL – il TOC (Tcatical Operatiosn Center) ed il radar multifunzionale di sorveglianza e controllo AESA in banda X MFCR, che fornisce anche la guida ai PAC-3 MSE. In virtù della sua architettura plug-and-play nel sistema può essere anche inserito un radar a lungo raggio di scoperta, ma il sistema può sempre ricevere il "cue" da altri sistemi della difesa aerea, ed un radar a medio raggio per la scoperta ed il tracking in connessione con gli IRIS-T SL.

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anteprima logo RID Elettronica presenta EMSOPEDIA

Elettronica ha presentato oggi EMSOPEDIA, la prima enciclopedia online al mondo sulle Electromagnetic Spectrum Operations (EMSO). L’evento è avvenuto nel contesto delle “celebrazioni” per ricordare il 70° anniversario della fondazione dell’azienda. EMSOOPEDIA vuole essere una pubblicazione che aiuta utenti e addetti ai lavori ad avere una comprensione più chiara circa le definizioni, i termini ed i concetti che caratterizzano il vasto e complesso mondo delle operazioni nello spettro elettromagnetico. Come rimarcato dal Presidente e AD dei Elettronica, Enzo Benigni, l’obbiettivo di questa iniziativa è proprio quello “di raccogliere l’esperienza e la conoscenza del gruppo nel settore e condividerla con la comunità globale della difesa. Un modo anche che Elettronica ha epr ringraziare per il supporto ricevuto da molti stakeholder: istituzioni, forze armate, accademia e fornitori!” Lo spettro elettromagnetico è oggi diventato ormai un dominio operativo a tutti gli effetti – al pari di quello aereo, terrestre, navale, ecc. - anzi, la sua importanza nei moderni scenari è persino superiore a quella degli altri perché prevalere nello spettro elettromagnetico e vincere la battaglia per il suo controllo significa prevalere in tutti gli altri domini. Per questo il dominio elettromagnetico, che si sovrappone inevitabilmente a quello cyber, è sempre più conteso ed oggetto di una battaglia “silente” per vincere la quale occorrono strumenti, procedure e modalità operativa all’avanguardia. La EMSOPEDIA, redatta dai maggiori esperti del settore interni ed esterni all’azienda, aiuterà tutti gli utenti interessati a comprendere al meglio questa complessità caratterizzandosi come un tool multi-dominio e interdisciplinare a disposizione non solo delle forze amrate ma anche dell’audiance più generale formato da personale accademico, studenti, policy maker e giornalisti. La EMSOPEDIA è accessibile a; www.emsopedia.org.

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Il tanto atteso Defence Command Paper, primo di quella che promette di essere una serie di documenti che dovranno aggiungere dettaglio alla direzioni di massima dell’Integrated Review britannica, è stato rivelato nel pomeriggio del 22 marzo. Un documento, però, avaro di dettagli. Difatti, un aggiornamento sulla struttura dell’Esercito seguirà in estate, mentre dettagli del programma navale saranno rivelati nei prossimi mesi e per il settore spaziale ci sarà un documento apposito che dettaglierà i programmi sia civili sia militari. Nessun taglio è stato ufficializzato per gli F-35B, con al contrario una conferma che le acquisizioni continueranno oltre gli attuali 48 (in servizio entro il 2025) già ordinati. Nono sono specificati, però, numeri, anche se i piani originari di acquisizione di 138 aerei sembrano ormai sfumati. La RAF ritirerà inoltre entro il 2025 i rimanenti 24 TYPHOON Tranche 1, ma non ci sarà impatto sul numero di Squadron, che rimarranno 7, e sacrificherà i 14 C-130J rimanenti entro il 2023, mentre gli AWACS E3D SENTRY lasceranno il servizio già quest’anno e saranno solo 3, e non 5, gli E-7A WEDGETAIL di rimpiazzo. Due miliardi in 4 anni, invece, saranno spesi sul TEMPEST e sul Loyal Wingman LANCA. Attorno al 2025 dovrà essere rimpiazzata anche la flotta di 23 elicotteri PUMA HC2 con un nuovo elicottero medio (l’AW-149 è il candidato piu accreditato). Confermato il progetto CHINOOK CapabilIty Sustainment Programme che vedrà l’acquisto di un numero imprecisato di MH-47 Block II che rimpiazzeranno gli esemplari più anziani. Venendo al British Army, gli organici verranno ridotti a 72.500 regolari addestrati per il 2025 e saranno aggiornati solo 148 carri CHALLENGER 2. Confermata la cancellazione del WARRIOR Capability Sustainment Programme, ed il veicolo sarà rimpiazzato dall’8x8 BOXER nel 2025. 250 milioni saranno investiti per acquisire munizioni a lungo raggio per i GMLRS, possibilmente i nuovi Precision Strike Missiles americani, mentre 800 milioni serviranno a rimpiazzare gli obici AS90 con una nuova Mobile Fires Platforms. La Royal Navy esce bene dalla Review, pur se non illesa. Dovrà infatti pensionare anticipatamente 2 fregate Type 23 General Purpose: La HMS MONMOUTH, di fatto già ferma da lungo tempo in attesa in una modernizzazione ed estensione della vita oeprativa, e la HMS MONTROSE, che abbandonerà il servizio attivo al suo ritorno dal suo dispiegamento multi-annuale in Bahrain, tutt’ora in corso. Entro fine decade per la Royal Navy si prospetta comunque una crescita nella linea scorta. Nel 2030 dovranno essere “almeno 20” le fregate e i caccia in servizio attivo, e 24 entro indicativamente il 2035, rispetto alle 19 unità pre-Review. Questo sarà possibile grazie alla conferma dell’acquisizione di 8 Type 26, 5 Type 31 e 5 Type 32 che seguiranno. Entro la fine della decade andranno anche ritirati i 13 cacciamine delle classi SANDOWN e HUNT. Entro quest’anno i Royal Marines schiereranno un primo Littoral Response Group nel Mare del Nord, focalizzato sul “Fianco Nord”, una missione tutto sommato tradizionale, ma nel 2023 si formerà un secondo gruppo per le operazioni nell’Indo Pacifico, probabilmente forward based nella nuova base in Oman. Entro il 2024, invece, sarà immessa in servizio una nuova Multi Role Oceanic Surveillance Ship equipaggiata con droni e capacità di ricerca a grandi profondità, per la sicurezza dei cavi sottomarini per telecomunicazioni. Nel documento si menzionano anche i per lo sviluppo del futuro SSN che seguirà gli ASTUTE, e per il progetto Type 83 per il rimpiazzo dei caccia AAW classe Type 45. Confermati i piani per l’acquisizione di un nuovo missile anti-nave ad interim per succedere all’HARPOON, e a più lungo termine i piani per dotare la flotta di superficie di “missili Land Attack e supersonici”. In campo spaziale, già l’anno prossimo inizierà la formazione di una costellazione nazionale di satelliti per intelligence e sorveglianza: il documento non offre ulteriori dettagli, ma nel 2022 è per l’appunto atteso il completamento sia dei primi satelliti OBERON (per sorveglianza radar ed ESM) sia dei primi ARTEMIS (ricognizione ottica e full motion video). Sempre nel 2022 è atteso il primo lancio di satelliti direttamente dal suolo britannico.

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anteprima logo RID I Marines testano il JAVELIN da gommone

Nel corso di un’esercitazione svoltasi nell'area dell'Isola giapponese di Okinawa, i Marines hanno testato l’impiego di missili controcarro JAVELIN da gommoni gonfiabili d’assalto. Si tratta di una tattica – mutuata da quella dei gommoni d’assalto dei Pasdaran o dei pirati somali – applicata alle EABO (Expeditionary Advanced Base Operations), il nuovo concetto operativo dello USMC elaborato per operare negli scenari distribuiti ad alta intensità del teatro Asia-Pacifico. In particolare, nel corso di tale esercitazione, denominata CASTAWAY, i gommoni dotati di JAVELIN hanno operato in formazione per la difesa avanzata delle Expeditionary Advanced Base dagli eventuali tentativi nemici di occuparle. In scenari come questo i bersagli possono essere rappresentati da mezzi da sbarco, connettori nave-terra e veicoli anfibi, ma pure elicotteri sul ponte di volo delle navi anfibie. In pratica, si tratta di uno strumento d’interdizione delle operazioni anfibie avversarie e che si inserisce nella più vasta strategia dei Marines di contribuire al sea control locale insieme all’US Navy. Peraltro, piccole unità come queste offrono il vantaggio di garantire una ridotta impronta di targeting all’avversario ed un profilo molto basso, caratteristiche utilissime per creare “bolle” a geometria variabile, molte flessibili ed agili, attorno alle EAB.

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anteprima logo RID Nuovi concetti d'impiego per i PPA-L

Con il varo del terzo PPA, il primo in variante Light Plus dopo i primi 2 in variante Light, il programma per i nuovi Pattugliatori Polivalenti d’Altura della Marina Militare è entrato nel vivo. Con il mutamento degli scenari, il proliferare delle bolle A2/AD e, più in generale, dei contesti a più alto contrasto militare è quanto mai necessario ripensare e rimodulare i concetti operativi e d’impiego dei PPA, in particolare dei PPA-L. Questi ultimi sono unità dotate esclusivamente di armamento artiglieresco – cannone da 76 mm SOVRAPONTE e cannone da 127 mm LW VULCANO – e sono concepiti per compiti di sicurezza marittima, polizia di alto mare e per operazioni di risposta a disastri o calamità naturali. Tuttavia, in virtù della loro polivalenza e grazie alle aree modulari in coperta a centro nave e a poppa sotto il ponte di volo, i PPA-L potrebbero essere facilmente riconfigurati anche per operare in contesti più complessi ed a più alta densità di minaccia. Prima di tutto, si potrebbe pensare all’installazione di un sistema sup-aria a corto-medio raggio come l’ALBATROS-NG, che ne garantirebbe la protezione a costi relativamente bassi. Peraltro il sistema può contare pure su una semplicità e flessibilità installativa notevole, a tutto vantaggio della salvaguardia degli spazi a bordo nave. L’area modulare in coperta a centro nave, invece, potrebbe essere utilizzata per ospitare soluzioni shelterizzate per missili antinave leggeri come il MARTE ER oppure rampe per il lancio di loitering munitions o remote carrier. Questi sistemi potrebbe essere equipaggiati tanto con testate, per farli operare in modalità suicida, oppure con sensori ISR ed EW o, ancora, potrebbero semplicemente operare come esche per confondere i radar avversari. Per quanto riguarda l’area modulare poppiera, questa potrebbe essere configurata per il lancio di RHIB per incursori o di USV equipaggiati con moduli ASW, AsuW, EW, ecc. Da questo punto di vista, dunque, il PPA-L potrebbe essere impiegato anche come nave madre per il coordinamento di assetti non pilotati e di attacchi a sciame. Ma le combinazioni, proprio grazie alla flessibilità dei PPA, sono veramente tante. Di tutto questo parleremo in maniera più approfondita su RID 5/21.

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anteprima logo RID Firmato il contratto per il SAMP-T NG

Il consorzio EUROSAM, formato da MBDA e Thales, ha firmato con OCCAR il contratto per lo sviluppo del nuovo sistema antiaereo ed antimissile SAMP-T NG che rimpiazzerà il SAMP-T attualmente in servizio con Esercito Italiano ed Aeronautica Francese. Il contratto comprende anche la qualifica del nuovo intercettore ASTER 30 B1 NT. Oltre a quest’ultima componente, il SAMP-T NG comprende anche un TOC (Tactical Operating Center) ed un lanciatore aggiornati, ed un nuovo radar che per l’EI sarà il Leonardo KRNOS GRAND MOBILE HIGH POWER e per l’Aeronautica Francese il Thales GF-300. Dettagli e approfondimenti su RID 5/21.

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