LEONARDO
Viaggi RID
anteprima logo RID Decimomannu, via alla IFTS

Presso la base dell’Aeronautica Militare di Decimomannu (Sardegna), si è svolta ieri la cerimonia di posa della prima pietra della nuova International Flight Training School. L'International Flight Training School (IFTS) costituisce una partnership tra l'Aeronautica Militare e Leonardo per la realizzazione di un centro di addestramento avanzato al volo che costituirà il riferimento internazionale nella formazione dei piloti militari a partire dalla fase avanzata dell’addestramento di quei piloti successivamente impiegati su velivoli caccia di ultima generazione. Con l’avvio dei lavori per la costruzione del nuovo campus IFTS presso la Base di Decimomannu verrà realizzata una vera e propria accademia del volo in grado di ospitare allievi, personale tecnico nonché aree ricreative, mensa, impianti sportivi, infrastrutture logistico-manutentive che dovranno gestire l’operatività della flotta di 22 M-346 (18 di proprietà dell’AM e 4 di proprietà di Leonardo). Un intero edificio sarà dedicato al Ground Based Training System (GBTS) per ospitare le aule di formazione e l’installazione di un moderno sistema di addestramento basato su sistemi di simulazione di ultima generazione. La realizzazione di tali opere avrà positive ricadute in favore dell’indotto locale. Completato l’adeguamento infrastrutturale, l’IFTS sarà operativa a partire dal 2022, generando importanti ricadute occupazionali sul territorio. L’IFTS avrà a disposizione 40 istruttori (15 dell’AM ed altri 25 ex militari selezionati e qualificati dalla stessa AM) e potrà formare fino ad oltre 70 allievi l’anno. Ulteriori dettagli su RID 2/21.

a cura di
anteprima logo RID F-22, F-35 e VALKYRIE per la prima volta insieme

Il 9 dicembre scorso, nei cieli sopra il poligono di Yuma, l’USAF ha compiuto un importante passo avanti negli sforzi per costruire il suo Advanced Battle Management System, il network alla base delle nuove tattiche multi-dominio. In particolare, al centro dell’esperimento c’era il nuovo sistema di comunicazione multi-data link “GatewayONE”, che possiamo descrivere, semplificando, come un traduttore-aggregatore capace di mettere in comunicazione piattaforme fino ad ora separate da data link proprietari ed incompatibili. Grazie a GatewayONE, per la prima volta, F-35 ed F-22 hanno potuto condividere dati in tempo reale ed in modo sicuro direttamente in volo, senza bisogno di un centro dati a terra. F-35 ed F-22, infatti, impiegano 2 particolari data link sicuri per la condivisione dati all’interno della formazione, rispettivamente il Multifunctional Advanced Data Link (MADL) e l’Intra-Flight Data Link (IFDL). Questi sistemi offrono comunicazioni sicure, ma finora non erano in grado di comprendersi e trasferirsi vicendevolmente informazioni. GatewayONE ha inoltre esteso la condivisione dati sicura al di fuori della formazione, trasmettendo e ricevendo informazioni e tracciamento del bersaglio anche da sensori basati a terra. Tutti i dati sono arrivati a ciascuna piattaforma nel suo formato “nativo”, così che i sistemi di bordo non hanno avuto problemi ad integrare la traccia e a presentarla agli operatori pienamente integrata nella simbologia e negli apparati. Questa condivisione multi-direzionale è cruciale per realizzare la visione della collaborazione costante fra piattaforme appartenenti a tutti i Domini operativi. Un altro fondamentale passo compiuto con questo esperimento è stato l’integrazione in formazione mista di un velivolo non pilotato “sacrificabile” Kratos XQ-58A VALKYRIE. Questo velivolo è uno dei candidati per il ruolo di Loyal Wingman a basso costo. Lanciato con l’uso di razzi e recuperabile con paracadute o in acqua, il VALKYRIE è indipendente dalle piste aeroportuali e potrà aggiungere sensori ed armi supplementari rispetto a quelle dei caccia pilotati che è destinato a supportare. Quello del 9 dicembre è stato il primo volo semi-autonomo in formazione con i 2 stealth pilotati. Il test del 9 dicembre, per quanto importante, non è stato però un completo successo: anche il VALKYRIE era equipaggiato di modulo GatewayONE, ma il sistema ha avuto un malfunzionamento dopo il decollo che ha reso impossibile dimostrare la piena integrazione del loyal wingman. Di conseguenza, solo 9 delle 18 dimostrazioni previste si è conclusa con successo. Fra i test conclusi con successo si segnala anche la condivisione di immagini Full Motion Video trasmesse da un F-35B agli operatori a terra. Questa funzione non era originariamente inclusa nel sistema designazione obiettivi EOTS ma è in corso di retrofit. Le informazioni sono state condivise in volo anche con un’aerocisterna KC-46 PEGASUS e una stazione dati a terra, impiegando tecnologie router internet di origine civile, adattate per impiegare la banda di comunicazione del Tactical Targeting Network Technology.

a cura di
anteprima logo RID COSMO SKYMED SEC.GEN., altri 2 satelliti

Sono stati siglati con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il Ministero della Difesa i contratti per gli ultimi 2 satelliti, Satellite 3 e 4, della costellazione COSMO SKYMED Seconda Generazione. COSMO SKYMED è una costellazione satellitare per l’osservazione della Terra dell’ASI e del Ministero della Difesa realizzata da Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio. I satelliti, che sono impiegabili tanto per applicazioni militari quanto civili/commerciali, dispongono di radar SAR in grado di catturare immagini ad alta risoluzione e di monitorare ciò che avviene sulla superficie terrestre. Con le innovazioni della Seconda Generazione, va citata la capacità di acquisire simultaneamente 2 immagini di 2 aree a centinaia di chilometri di distanza tra loro e, quindi, di servire eventualmente anche 2 richieste che sarebbero state in conflitto per qualsiasi altro sistema satellitare.

a cura di
anteprima logo Aeronautica Italiana Posata prima pietra dell'International Flight Training School

Si è svolta oggi, presso la base dell'Aeronautica Militare di Decimomannu in Sardegna, la cerimonia di posa della prima pietra della nuova International Flight Training School. 

a cura di
anteprima logo RID Marines, primo taglio agli organici

L’ultimo disegno di legge della Difesa americana prevede la riduzione di circa 5.000 effettivi dello US Marine Corps. Quest’ultimo ha, allo stato attuale, un organico di 186.200 effettivi ma secondo quanto previsto nell’ultimo National Defence Authorization Act, si prevede una riduzione del personale in servizio attivo a 181.200. Nonostante le minacce ventilate dal Presidente uscente Trump di porre il veto sul provvedimento, data la sua sempre sbandierata volontá di aumentare i numeri dei Marines, se trasformato in legge, il provvedimento vedrebbe la maggiore riduzione del famoso Corpo dal 2006. Il portavoce del Manpower and Reserve Affairs, il Maggiore Cochran, ha però precisato che non ci saranno congedi anticipati come avvenuto per i marines “carristi”, a cui è stata proposta la possibilità di transitare nell’Esercito o di chiudere il contratto di lavoro senza penali. La riduzione, quindi, verrà gestita dal dipartimento delle risorse umane dei Marines che verosimilmente ritoccherà i numeri dei nuovi ingressi nel Corpo. Nonostante le opinioni contrarie al taglio proposto, quest’ultimo rappresenta solo l’inizio di una pianificazione più ampia che vede una riduzione totale di 12.000 marines entro il 2030, cosi come pianificato nel concetto Force Design 2030. Già ampiamente pubblicizzate dal Generale Berger, Comandante del Corpo, le motivazioni dietro alla riduzione: la volontà è quella di avere una forza con maggiore mobilità e focalizzata nel ruolo di supporto alla Marina nell’ambiente littoral. Un progetto che prevede meno Marines ma meglio addestrati, armati e operativamente flessibili. Un risparmio sulle spese del personale e degli equipaggiamenti pesanti, quindi, necessario per reindirizzare i fondi sui nuovi equipaggiamenti con i quali affrontare le future minacce agli interessi della nazione.

a cura di
anteprima logo RID F-35 per EAU, vendita sempre più vicina

Come noto, lo scorso 10 novembre il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di un pacchetto di armamenti – comprensivo di 50 cacciabombardieri F-35A LIGHTNING II, 18 UCAV MQ-9B REAPER e munizionamento vario – agli Emirati Arabi Uniti, per un valore di circa 23 miliardi di dollari (dei quali 10,4 relativi ai LIGHTNING II). Tale vendita, tuttavia, è stata fortemente contestata da 3 senatori (2 democratici ed un repubblicano) tanto da spingerli, lo scorso 9 dicembre, a presentare in Senato una doppia proposta volta a bloccare l’accordo, proposta respinta seppur con un margine ridottissimo. Teoricamente il via libera del Senato avvicina ulteriormente la vendita degli F-35A agli EAU che, tuttavia, potrebbe essere rivista o bloccata da Biden nel caso in cui l’accordo non venga finalizzato entro le 5 settimane che mancano al suo insediamento. Le perplessità rispetto alla chiusura dell’accordo, soprattutto per la parte concernente gli F-35, derivano dalla discutibile preoccupazione di molti – pare anche all’interno della futura Amministrazione – riguardo alla cessione di un sistema d’arma particolarmente avanzato ad un Paese che, anche nel settore difesa, mantiene rapporti molto stretti con Cina e Russia. Tali preoccupazioni, tuttavia, non tengono in debita considerazione il fatto che gli EAU già dispongono di una delle varianti più avanzate dei caccia F-16 (gli F-16E/F Block 60 DESERT FALCON), nonché di sistemi missilistici PATRIOT e THAAD, tralasciando la costante presenza di F-35A dell’USAF presso la base emiratina di al-Dhafra. Un’altra motivazione, maggiormente pertinente, addotta dal fronte contrario all’accordo considera la vendita, al netto del suo enorme valore economico e geopolitico - i velivoli emiratini rappresenterebbero un ulteriore deterrente rispetto all’Iran, il che spiega la non opposizione israeliana - un elemento che verrebbe visto dall’Iran come ulteriore minaccia alla propria sicurezza, rendendo ancor più difficile la ripresa di un dialogo con Teheran, considerato uno dei punti fondamentali della politica estera annunciata da Biden. Tornando ad aspetti maggiormente commerciali, in caso di chiusura dell’accordo quella emiratina diverrebbe la 19ª forza aerea - la prima nell’area del Golfo Persico – a disporre del LIGHTNING II.

a cura di
anteprima logo RID L’Italia aumenta le spese militari per il 2021

Dal disegno di legge di bilancio presentato al Parlamento emerge per il 2021 un deciso incremento delle spese militari italiane. La previsione per il nuovo anno, infatti, parla di una spesa complessiva di 24,5 miliardi di euro, ovvero 1,6 miliardi di euro in più rispetto alla previsione per il 2020. L’aumento si riduce a circa 600 milioni di euro se guardiamo al bilancio a legislazione vigente 2020, ovvero rispetto a quanto la Difesa spende effettivamente al 31 dicembre 2020. Per quanto riguarda la Funzione Difesa vera e propria, (ottenuta sottraendo dai 24,5 miliardi di euro le spese per Forestale, CC e cosiddette Funzioni Esterne), secondo i nostri calcoli lo stanziamento è pari a 16,9 miliardi, rispetto ai 15,4 miliardi del bilancio previsionale 2020, di cui ben 4 miliardi dedicati all’ammodernamento dello strumento militare. Una cifra molto importante, anzi, un vero e proprio record, che raggiunge i 7,4 miliardi di euro se sommata alla spese del MiSE destinate al procurement militare. Anche l’Italia, grazie all’ottimo lavoro svolto dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, si allinea così agli altri Paesi europei ed incrementa in maniera sensibile le spese militari, in particolare sul fronte dell’ammodernamento. Evidentemente, si è ben compreso l’importanza dell’investimento nel settore della difesa: un investimento altamente produttivo, con un alto moltiplicatore di valore, fortissimi ritorni in termini tecnologici e di occupazione specializzata e, dunque, un investimento che più di ogni altro contribuisce alla resilienza del sistema Paese in un momento segnato dalla pandemia globale. Nel nostro piccolo, con lo scoppiare della pandemia da COVID 19, abbiamo iniziato da subito una campagna in questo senso, dedicando all’argomento lo scorso giugno pure un Webinar al quale ha preso parte tutto il gota istituzionale ed industriale della difesa italiana, e ci fa dunque piacere che il nostro messaggio sia stato recepito con numeri che riteniamo molto importanti. L’approfondimento completo in edicola con RID 2/21.

a cura di
anteprima logo RID Lockheed Martin per il futuro caccia giapponese?

Secondo la stampa locale, Lochkeed Martin sarebbe stata selezionata come partner di Mitsubishi Heavy Industries per lo sviluppo del futuro caccia nazionale giapponese (F-3). Il velivolo rimpiazzerà in seno all’Aeronautica Giapponese l’F.-2 attualmente in servizio. L’azienda americana, in particolare, fornirebbe la sua assistenza nel design e progettazione dell’aereo.

a cura di
anteprima logo RID Missili ipersonici per gli OHIO “convertiti”

I 4 sottomarini a propulsione nucleare SSGN classe OHIO, convertiti in piattaforme per lo strike convenzionale con missili TOMAHAWK, verranno armati anche con missili ipersonici. 

a cura di
anteprima logo RID ACV: 36 veicoli per la Full Rate Production

Dopo la consegna ufficiale alla 1a Marine Division del primo ACV avvenuta ai primi di dicembre, è partita la produzione a pieno ritmo del veicolo anfibio 8x8.

Il Marine Corps Systems Command ha infatti assegnato a BAE Systems Land and Armaments un contratto da $ 184.444.865 per l’acquisto di 36 veicoli da combattimento anfibi 8x8 ACV. Come noto il veicolo vincitore del programma ACV dei Marines è l’anfibio SUPERAV realizzato da BAE Systems insieme ad Iveco Defence Vehicles (anzi, a onor del vero, il mezzo è sostanzialmente una realizzazione dell’azienda italiana). Questo contratto a prezzo fisso costituisce il primo relativo alla produzione a pieno ritmo: i precedenti, per un totale di 116 mezzi, sono stati infatti realizzati nell’ambito della “produzione a basso ritmo”. I lavori verranno eseguiti a York, in Pennsylvania (60%), ad Aiken, in Carolina del Sud (15%) a San Jose, in California (15%), a Sterling Heights, in Michigan (5%) e a Stafford, in Virginia (5%). Il completamento dei lavori è previsto per novembre 2022.

a cura di
anteprima logo RID PPA, un aggiornamento

Stanno proseguendo le prove in mare del THAON DI REVEL, il primo PPA, in configurazione Light, della Marina Militare. Le prove di piattaforma sono state pressochè ultimate e manca solo la propulsione elettrica. La velocità espressa durante tali attività è in linea con i requisiti contrattuali. La consegna è prevista subito dopo l’estate del 2021. Per quanto riguarda le novità, sono in fase di ultimazione le negoziazioni per l'acquisizione dei primi moduli ospedale ed abitativi. Al momento la suddivisione delle unità è confermata ed è la seguente: primi 2 Light, terzo Light Plus, quarto Full, quinto Light Plus, sesto Light Plus e settimo e ultimo0 Full. Nessuna novità, invece, relativamente all’esercizio delle 3 opzioni in scadenza a primavera 2021.

a cura di
anteprima logo RID Le TYPE 32 saranno (anche) USV/AUV/carrier

Come annunciato dal Primo Ministro Johnson lo scorso 19 novembre, è previsto lo sviluppo e la successiva acquisizione di un numero imprecisato (forse 5/6) di una nuova classe di fregate denominate TYPE-32 per la Royal Navy. Al momento, le caratteristiche di tali unità sono ancora sconosciute e la stessa Marina non ha mai fatto cenno a tali navi. Tuttavia, dal momento dell’annuncio in poi sono fioccate le ipotesi, che spaziano da quelle maggiormente verosimili - fregate leggere, evoluzione delle TYPE-31 (magari con un occhio al mercato export) con una riduzione in termini di equipaggio e un ruolo maggiormente accentuato nel settore automazione/intelligenza artificiale relativamente ai sistemi di combattimento, navigazione e manutenzione; oppure vere unità di scorta con armamento potenziato (anche tramite sistemi ad energia diretta) e maggiori capacità antisom rispetto alle “31” (possibilmente utilizzando la stessa linea di produzione e lo stesso scafo e garantendo un’ampia comunalità di sistemi, in primis quello propulsivo). Poi ci sono delle ipotesi che immaginano pattugliatori d'altura per il controllo della ZEE o corvette simil EPC. In praticamente tutti i casi citati, è quasi certo che una delle principali caratteristiche delle TYPE-32 sarà – anche - quella di “drone carrier”. A conferma di tale capacità, ci sono le parole del responsabile del procurement del Ministero della Difesa britannico Jeremy Quin il quale, in risposta ad un’interrogazione parlamentare, ha espressamente indicato le future TYPE-32 come ottimizzate nel ruolo di piattaforme “madri” per l’utilizzo di sistemi navali autonomi di superficie e subacquei specializzati nella guerra antisommergibile e nel contrasto alle mine. Da un punto di vista progettuale, volendo ipotizzare una continuità strutturale con le TYPE-31, con un’eventuale ridistribuzione degli spazi, che consenta l’installazione di una baia missione centrale al posto delle 24 celle destinate al sistema SEA CEPTOR (magari sostituito da sistemi ad energia diretta), sulle TYPE-32 potrebbero essere impiegati sistemi autonomi di classe medio-grande (intorno alle 4 t), al contrario di quanto avverrebbe sulle TYPE-31 che, per questione di spazi, potranno verosimilmente accogliere solo USV/UUV leggeri. Speculazioni ed ipotesi a parte, tornando alla probabile capacità di “drone carrier” delle future TYPE-32, alla luce del cambiamento di dottrina in atto in ambito navale - spinto in particolare da US Navy e Marines e tendente ad una revisione delle caratteristiche delle unità navali, con un forte accento sulla capacità delle stesse di integrare e disporre di un’ampia gamma di sistemi autonomi - l’inclusione di tale caratteristica apparirebbe quasi scontata per unità di combattimento di nuova generazione.

a cura di
  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>