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anteprima logo Marina Italiana SIGLATO ACCORDO TRA L’ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA ED IL LEBANESE NAVY HYDROGRAPHIC SERVICE

Il giorno 28 aprile 2021 è stato firmato l’annesso tecnico per la co-produzione cartografica da parte del capo di Stato Maggiore della Marina Libanese, Captain Commodore Haissam DANNAOUI, e dal Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina militare ammiraglio Massimiliano Nannini. L’accordo sancisce l’inizio della produzione del primo piano cartografico libanese e rafforza la storica cooperazione tra i due Paesi, sugellata dalla firma, nel luglio 2020, del “Technical Arrangement tra i ministeri della Difesa italiano e libanese nel settore dell’idrografia, oceanografia e della cartografia nautica”.

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anteprima logo RID Gibuti pronta per le portaerei cinesi

Il Comando Americano in Africa, USAFRICOM, per voce del suo Comandante, il Generale Stephen Townsend, ha annunciato che le banchine della base navale cinese di Gibuti sono ormai pronte e capaci di ospitare tutte le unità della Marina Cinese, comprese le portaerei, che transiteranno nel Mar Rosso. Lo stesso alto ufficiale aveva già lanciato l’allarme ad ottobre, durante una riunione con il Commissione Forze Armate del Congresso, riguardo ai lavori avviati dalle autorità di Pechino nella zona commerciale del porto africano. La base, formalmente inaugurata nel 2017, è stata sviluppata per supportare la missione antipirateria cinese nel Golfo di Aden e nella zona dell’Oceano Indiano in prossimità delle coste somale, ma con il tempo ha subito una veloce espansione fino a rappresentare un importante hub logistico a supporto della Marina commerciale, e Militare, cinese (PLA-N). Secondo quanto ufficialmente confermato dalle autorità gibutine, il progetto finale comprende la realizzazione di 9 posti d’ormeggio di cui 4 proprio dedicati alla PLA-N. Nei pressi della base cinese ci sono anche installazioni militari americane e francesi, senza contare quella giapponese e italiana, il cui personale ha più volte denunciato eventi di “harassment” provocati dalle truppe cinesi di passaggio, come l’illuminazione di aerei militari in decollo o atterraggio. Il Generale Townsend, oltre a confermare la massiccia e spregiudicata espansione commerciale nella sua area di responsabilità, ha anche sottolineato il fatto che sono in corso altri tentativi da parte della diplomazia cinese di aggiudicarsi ulteriori concessioni per costruire nuove installazioni navali e aeroportuali “dual-use” in altre zone del continente africano, senza però fornire ulteriori informazioni specifiche.

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anteprima logo RID Ecco il nuovo sito di RID, con la rivista in formato digitale e molto altro

E' finalmente in linea il nuovo sito di RID con tante novità. Ci scusiamo per il ritardo, ma non è dipeso da noi. A volte, si sa, la tecnologia può essere matrigna...Ma, alla fine, eccoci: con una nuova veste grafica, la rivista digitale in formato sfogliabile, tante opzioni di abbonamento, nuove sezioni e le immancabili notizie di Portale Difesa. E poi, maggiore semplicità di interfaccia, si conferma la sezione notizie di Stato Maggiore Difesa e delle Forze Armate, ed ecco anche la sezione dei comunicati stampa per le aziende (le aziende che desiderano vedere inseriti i propri comunicati stampa possono scrivere alla redazione). Soprattutto, arrivano la rivista in versione sfogliabile a pagamento (con un abbonamento speciale che prevede rivista cartacea e sfogliabile), ma anche contributi sfogliabili gratuiti. Anche abbonarsi e acquistare raccoglitori, arretrati, ecc. è più facile grazie al pagamento online (carta di credito e PayPal) e, ovviamente, si può accedere ai contenuti subito dopo aver effettuato la transazione. Chi si abbona con l'opzione "sfogliabile online", adesso può leggere la rivista in formato digitale anche una settimana prima dell'uscita in edicola. Insomma... la qualità di sempre ma con un'offerta molto più ampia e con modalità più rapide. La nuova homepage consente di vedere subito le ultime notizie del Portale Difesa e di accedere alle notizie di SMD, EI, MM ed AM, ma anche al nuovo segmento dedicato alle aziende e ai loro comunicati, nonché al Forum. Inoltre, dalla homepage si accede direttamente alle 3 sezioni che compongono il nuovo sito: RID NEWS, dove si trovano tutte le notizie del Portale Difesa (incluse quelle di Forze Armate ed industria); RID MAGAZINE, che (con una semplice registrazione) consente l'accesso immediato ai contenuti sfogliabili gratuiti e a pagamento; SHOP & INFO, dove è possibile acquistare l'abbonamento giusto per ogni esigenza (anche con l'opzione dello sfogliabile online), raccoglitori e arretrati, chiedere informazioni per la pubblicità, consultare l'elenco articoli e la lista dei saloni di settore in tutto il mondo, ma anche conoscere la storia di RID e scoprire come contattarci. Migliorano i servizi a pagamento e, al tempo stesso, aumentano i contenuti gratuiti: così RID conferma la sua leadership nel campo dell'informazione per la Difesa in Italia.

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anteprima logo RID Tiene l’export militare italiano: midget al Qatar, FREMM all’Egitto e non solo

Nonostante il COVID l’export militare italiano nel 2020 si è confermato sugli stessi livelli del 2019. Lo si apprende dall’annuale relazione sull’argomento inviata dal Governo in Parlamento. Nel 2020, infatti, l’export militare italiano ha totalizzato 3,927 miliardi di euro contro i 4,085 miliardi di euro del 2019. A farla da padrone, la commessa FREMM per l’Egitto, che si riconferma primo destinatario delle esportazioni di materiale d'armamento italiano, con 991 milioni di euro. Dopo l’Egitto troviamo Stati Uniti e UK con, rispettivamente, 456,4 milioni di euro e 352 milioni di euro, e poi il Qatar con 212 milioni di euro. In quest’ultimo caso, a incidere è sopratutto la commessa da 190 milioni di euro per la fornitura di 2 sottomarini midget da parte della società bergamasca M23 srl, società che ha rilevato dalla triestina GSE il ramo di azienda dedicato alla produzione di sottomarini midget e che è partecipata dalla compagnia qatarina Al Shamal. Insomma, una triangolazione che alla fine ha portato alla chiusura di un'operazione di cui avevamo anticipato i contenuti da tempo. Spulciando tra le centinaia di pagine della relazione – che, ahimè, è tutt’altro che trasparente… - si trova anche traccia di una commessa da 27 milioni di euro per la vendita di 3 sistemi ASTORE (il cliente non è ovviamente specificato, ma potrebbe trattarsi del Turkmenistan). L’ASTORE, ricordiamolo, è la variante armata con razzi guidati di fabbricazione turca CIRIT dell’UAV tattico-pesante FALCO EVO. Interessanti anche i 29 milioni per la fornitura agli EAU dell’imbarcazione veloce d'assalto FSD 320 ed i 41 milioni per la fornitura, da parte dei Cantieri Vittoria, ad un cliente non specificato di 3 pattugliatori veloci da 38 m equipaggiati con apparati elettro-ottici ed una torretta a controllo remoto con mitragliatrice da 12,7 mm della Elbit. Tutti i dettagli su RID 6/21.

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anteprima logo RID Il deployment del gruppo navale QUEEN ELIZABETH

Il 26 aprile, il Ministero della Difesa britannico ha ufficialmente annunciato la partenza, a metà circa del prossimo mese, la partenza del CARRIER STRIKE GROUP (CSG) incentrato sulla portaerei QUEEN ELIZABETH per una lunga missione che lo porterà fino all’Estremo Oriente, denominata CSG 21. Secondo le enfatiche parole del Segretario alla Difesa Ben Wallace, il CSG proietterà l’influenza britannica a livello globale, dando sostanza alle intenzioni di Londra in materia di politica estera e sicurezza e riaffermando l’impegno ad affrontare le sfide di oggi e di domani. Gli oltre 6 mesi di durata della missione dimostreranno che la Gran Bretagna vuole svolgere un ruolo attivo nel plasmare il sistema internazionale del XXI secolo. Si tratta della più massiccia concentrazione di potere aeronavale britannico nell’ultimo quarto di secolo, con il CSG impegnato a visitare oltre 40 Paesi, fra cui India, Singapore e Corea del Sud. Oltre al QUEEN ELIZABETH, il gruppo navale comprenderà i cacciatorpediniere lanciamissili DEFENDER e DIAMOND, le fregate KENT e RICHMOND e le unità logistiche FORT VICTORIA e TIDESPRING: sotto la superficie di mari e oceani vi sarà un sottomarino nucleare d’attacco classe ASTUTE, armato anche con missili da crociera TOMAHAWK. Il reparto aereo imbarcato sul QUE EN ELIZABETH sarà formato da 8 velivoli a decollo corto e appontaggio verticale F-35B LIGHTNING II; dai ponti di volo delle unità britanniche opereranno anche 4 elicotteri WILDCAT, 7 elicotteri antisommergibili MERLIN MK.2 e 3 elicotteri da trasporto e assalto MERLIN MK.4. A bordo sarà presente anche una compagnia di Royal Marines, mentre la presenza delle Nazioni amiche sarà assicurata da 4 F-35B dei Marines statunitensi (sul QUEEN ELIZABETH), dal cacciatorpediniere lanciamissili THE SULLIVANS (anch’esso statunitense) e dalla fregata lanciamissili olandese EVERTSEN. Maggiori approfondimenti sul numero di Luglio 2021.

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anteprima logo RID Tre navi in un giorno per la Marina Cinese

In un solo giorno, la Marina Cinese ha preso in consegna la prima portaelicotteri da assalto anfibio Type 075, il terzo incrociatore da battaglia Type 055 ed il sesto SSBN Type 094 classe JIN. Le Type 075 sono unità anfibie da circa 36.000 t di dislocamento capaci di operare con un massimo di 28 elicotteri, mentre gli incrociatori Type 075, classe RENHAI, hanno un dislocamento da 13.000 t e sono equipaggiati con 112 celle per il lancio verticale. L'armamento, tra l'altro, comprende il sistema sup.-aria per la difesa antiaerea di area HQ-9B,il missile antinave subsonico con profilo terminale supersonico YJ-18A ed il missile da crociera land attack per il deep strike CJ-10. I Type 094, infine, sono equipaggiati con 12 pozzi per il lancio degli SLBM da 7500 km di portata JL-2.

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anteprima logo RID Leonardo acquista il 25% di Hensoldt

Leonardo ha acquistato dal fondo americano KKR il 25,1% della società tedesca attiva nel campo dell’elettronica della difesa Hensoldt. L’operazione, che verrà perfezionata nella seconda metà di quest’anno, ha un valore di 606 milioni di euro. Leonardo diventa così il principale azionista di Hensoldt assieme allo Stato tedesco che di recente ne ha rilevato una quota analoga. Si tratta di un’operazione ad alta valenza strategica che consente all’azienda di Piazza Montegrappa di consolidare il suo ruolo di leader europeo nel campo dell’elettronica della difesa e di rafforzare il suo posizionamento in programmi strategici quali l’Eurofighter TYPHOON, e in prospettiva futura nel suo programma di aggiornamento di mezza vita denominato LTE (Long Term Evolution Strategy), ma anche in settori altrettanto importanti quali la radaristica navale e terrestre. In particolare, ricordiamo che negli ultimi anni la Germania aveva rilanciato il proprio comparto elettronico della difesa con il programma Eurofighter QAUDRIGA – relativo alla fornitura di 38 nuovi TYPHOON allo standard Tranche 4 - e con un grande investimento – 1,5 miliardi – nel nuovo radar del TYPHOON CAPTOR-E Mk1, prodotto da Hensoldt in cooperazione con la spagnol Indra, e rilavando, appunto, direttamente una quota della stessa società. Hensoldt ha chiuso il 2020 con ricavi pari a 1,2 miliardi ed un portafoglio ordini attorno ai 3,5 miliardi di euro. Il settore dell’elettronica per la difesa e sicurezza, nel 2020 ha significato per Leonardo ricavi per 6,7 miliardi di euro, comprensivi delle attività europee (Italia e UK) e delle attività americane riguardanti la controllata DRS. Ulteriori dettagli su RID 6/21.

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anteprima logo RID PPA, nuovi concetti  operativi e d’impiego

Con il varo del terzo PPA, il primo in variante Light Plus dopo i primi 2 in variante Light, il programma per i nuovi Pattugliatori Polivalenti d’Altura della Marina Militare è entrato nel vivo. Mai programma è stato così discusso e soggetto a critiche, sotto molti punti di vista, mosse tanto da una parte di addetti ai lavori, quanto da una parte dei nostri stessi lettori. Anzi, verrebbe da dire che le critiche più dure sono venute proprio da una buona fetta dei lettori di RID. Un “j’accuse” che ha chiamato in causa la natura un po' ibrida e indefinita delle navi -né fregate né pattugliatori -la RCS, non da unità combattente, lo scarso armamento missilistico sup-aria (una critica mossa pure alle FREMM ed al tradeoff tra posti letto e VLS) e l’inutilità della variante Light Plus. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, anche chi scrive è concorde nel ritenere la variante Light Plus sostanzialmente non necessaria tanto che l'auspicio è che questa nel corso del tempo, e qualora i fondi lo consentano, possa “crescere” in variante Full. Al resto delle critiche risponderemo punto a punto nel corso di questo articolo, ma per il momento, quando si parla di PPA, bisogna tenere in considerazione 2 aspetti fondamentali. Il primo è che i PPA sono navi concepite, “da progetto”, con grandi margini di crescita e con un’architettura Fitted for Level 1 (1). Ciò significa che da un punto di vista impiantistico e dei locali di bordo le navi possono essere trasformate e portate ad uno standard superiore mediante interventi che seguono una logica plug and play, ovvero minimi interventi. Il secondo aspetto è che i PPA sono navi con un notevole contenuto di innovazioni tecnologiche: dalla prua fendi-onda, che consente il raggiungimento di una velocità di 32 nodi, alla sensoristica avanzata, passando per la guerra elettronica ed il rivoluzionario cockpit navale inserito nella PLOC (Plancia Operativa di Combattimento) per la gestione e la condotta operativa della nave. Peraltro, buona parte di queste innovazioni hanno avuto un riverbero enorme anche in campo terrestre -si pensi alla radaristica -e in chiave export.

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anteprima logo RID I nuovi programmi dell’Esercito

Sul versante dei nuovi programmi e su quello degli upgrade, dopo un periodo relativamente “tranquillo”, in questi ultimi 3-4 anni l’Esercito ha dato una sensibile “accelerata” ai progetti per le nuove piattaforme e a quelli per la modernizzazione dei veicoli in servizio. Ci è parso quindi il momento per approfondire un po’ tali progetti, anche grazie alla disponibilità del IV Reparto Logistico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Il IV Reparto Logistico dell’EI è infatti l’ente dello Stato Maggiore dell’Esercito, che, tra le altre cose, si occupa proprio dei nuovi programmi di acquisizione della Forza Armata. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, abbiamo quindi potuto rivolgere una serie di domande direttamente al Generale di Divisione Maurizio Riccò, che guida questa importante realtà della Forza Armata, per farci un’idea piuttosto precisa riguardo a buona parte dei nuovi progetti. Poiché la “carne al fuoco” è veramente tantissima, abbiamo limitato i temi ad una serie di programmi prioritari e, come vedrete, ne è comunque scaturito un articolo molto lungo (grazie alle molte informazioni ricevute). Naturalmente, per i dettagli più approfonditi, il Gen. Riccò, al quale abbiamo fatto un’intervista che affronta argomenti un po' più "generali" (e che trovate a pag. 30 su questo stesso numero), si è appoggiato agli ufficiali che seguono i vari progetti in modo diretto. In particolare, viste le nostre richieste, abbiamo potuto approfondire molte tematiche con l’Ufficio Sistemi per la Mobilità, l’Ufficio Armamento, Munizionamento, NBC e Sensori e l’Ufficio Mezzi e Materiali per la 3a Dimensione: si tratta di alcuni degli uffici su cui è strutturato il IV Reparto (e che si occupano, rispettivamente, di mezzi blindati e corazzati, di armi leggere, artiglieria, munizionamento e di elicotteri e aerei dell’Aviazione dell’Esercito nonché di UAV).

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anteprima logo RID I russi sperimentano droni anti droni

L’azienda russa Zala ha avviato, da alcuni mesi, la sperimentazione di una tattica di combattimento che prevede l’impiego di droni al fine di creare uno sbarramento aereo contro sciami di UAV spendibili/kamikaze e munizioni circuitanti. L’obiettivo di tale tattica di negazione d’area è quello di scongiurare uno dei principali obiettivi di attacchi effettuati tramite questo tipo di sistemi, ovvero la saturazione delle difese aeree. Tale sperimentazione ha preso slancio alla luce delle perdite subite dai sistemi di difesa aerea a corto e medio raggio russi BUK, PANTSIR e TOR nel corso dei conflitti libico, siriano e del Nagorno Karabakh. Nello specifico, la Zala - azienda leader nella produzione di UAV, controllata dal 2015 dalla Kalashnikov – sta sperimentando l’impiego dei propri UAV LANCET-3 nel ruolo di intercettori di droni. Caratterizzati da dimensioni ridotte e da un peso massimo al decollo di 12 kg, appartengono alla classe degli small-UAV lanciabili tramite catapulte, tanto da unità terrestri che da navi di superficie. La struttura del velivolo è basata su una classica configurazione cilindrica intersecata da una doppia ala cruciforme, con propulsione elettrica fornita da un’elica spingente bipala. Pur nascendo come ricognitori tattici portatili, dalla fine del 2020 ne è stato documentato il loro utilizzo nel teatro siriano anche come loitering munition, equipaggiati con testata esplosiva a frammentazione ad alto potenziale di 3kg e con sistema optronico/TV per la guida terminale posto sul muso. L’attuale fase di sperimentazione è incentrata sull’utilizzo di una formazione di LANCET-3 con compiti di pattugliamento su non meno di 20 miglia quadrate di spazio aereo (valore minimo riferito ad un singolo LANCET-3), sotto il quale sono posizionate infrastrutture critiche. In caso di attacco ostile con sciami di droni o munizioni circuitanti, i LANCET-3 verrebbero direzionati contro tali bersagli, eliminandoli tramite impatto diretto o tramite attivazione della spoletta di prossimità della suddetta carica esplosiva. Ulteriori dettagli su RID 6/21.

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anteprima logo RID NDC: concluso il NATO Regional Cooperation Course

Come di consueto, il NDC di Roma ha celebrato nella mattinata di oggi la conclusione del NATO Regional Cooperation Course (NRCC), giunto alla sua venticinquesima edizione, dopo dieci settimane di attivita’ svolte secondo un format ibrido. Di fatto tra le due attivita’ formative di punta del College, quest’ultimo con focus sui paesi partner dell’Alleanza Atlantica, il corso mira a intersecare tematiche di sicurezza legate alla regione del Medio Oriente, attraverso lo studio e l'analisi del contesto di sicurezza a livello strategico politico-militare.

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anteprima logo RID L'US Army si rafforza in Europa

Lo U.S. Army ha annunciato la creazione di 2 nuove unità in Europa: la Multidomain Task Force (MDTF) e il Theater Fires Command. Secondo quanto comunicato dall’U.S. Army Europe and Africa, la MDTF europea sarà attivata il 16 Settembre, mentre il Theater Fires Command seguirà il mese successivo. Il Comandante del U.S. Army Europe e Africa, il Generale Christopher Cavoli, ha dichiarato di aver fortemente voluto queste nuove unità, in particolare la MTDF, soprattutto dopo i successi registrati dalla prima MTDF nel teatro Indo-Pacifico. Tali successi hanno già spinto i vertici dell’Esercito Americano a “mettere in cantiere”, oltre a quella del Vecchio Continente, altre tre unità dello stesso tipo, una per la regione Artica, una seconda per il Pacifico ed una ulteriore, in prontezza operativa, in grado di dispiegarsi dove necessario. La MDTF avrà alle sue dipendenze unità di artiglieria, di difesa aerea e missilistica, intelligence, cyber, guerra elettronica e spaziali, oltre ad avere il supporto di una non specificata brigata e relativi assetti aerei. Scopo del Theatre Fires Command sarà invece quello di aumentare l’interoperabilità degli assetti multinazionali presenti nel teatro e la relativa prontezza operativa, sincronizzando i Joint Fires and Effects (JFE) ai vari livelli. La decisione presa dai vertici dell’Esercito Americano di creare le 2 nuove pedine, unita alla recente cancellazione della chiusura di 3 basi in Germania, rappresenta senza dubbio un deciso cambiamento di rotta rispetto alla pianificazione dell’Amministrazione Trump.

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