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anteprima logo RID Roccia, mortai e ferrata: il maggio intenso del 9° Alpini

Un maggio particolare e pieno di attività: il personale della Caserma “Pasquali” dell’Aquila, sede del 9° Reggimento Alpini della Brigata TAURINENSE, vive un periodo di intensa preparazione ai molteplici impegni che l’unità è chiamata a sostenere. “Racchetta a 45 gradi, mi raccomando: tutti allineati. No, ora gli sci incrociati sulle spalle”. La preparazione per la ricorrenza del 73° della Repubblica Italiana è già nel vivo, con gli Alpini che sembrano perfettamente inquadrati come quando dovranno sfilare per via dei Fori Imperiali. In realtà si tratta solo di uno dei molteplici impegni che assorbono i circa 1100 militari in servizio al 9°. Strade Sicure rappresenta ancora, infatti, un’attività importante e per la quale l’attenzione degli istruttori è massima. Le penne nere, al momento impegnate a sorvegliare le zone terremotate e altri centri italiani, verranno presto chiamate ad un turno di 180 giorni nella Capitale, contribuendo a vegliarne l’ordine pubblico dall’estate al periodo natalizio. Poco prima dell’alza bandiera, in un’Aquila assonnata e bagnata dalla pioggia, una compagnia ha lasciato la “Pasquali” alla volta del Monte Stabbiata, poligono naturale da decenni teatro di esercitazioni molto realistiche: dall’uso delle armi individuali e di squadra all’orienteering. D’altronde la vastità degli spazi, il verde rigoglioso, gli ostacoli naturali e i frequenti sbalzi climatici ne fanno luogo ideale per testare capacità e resistenza allo stress delle truppe da montagna. La compagnia è su 4 team, ciascuno composto da un tavolettista, un goniometrista, un calcolatore e un radiofonista; a coordinarli il comandante del plotone che, ricevute le coordinate, le comunica al comandante squadra di tiro. “C’è! C’è! C’è! C’è! Pronti al fuoco. Fuoco!” E l’imponente Brandt Thomson MO-120-RT-61 da 120 mm spara… senza sparare. E’ un’esercitazione, molto vicina alla realtà va bene, ma la granata non serve poiché ciò che conta è il rispetto delle procedure e degli ordini impartiti dalla catena di comando. Il “C’è c’è” indica la precisione del puntamento: la manopola sotto il fusto dell’arma rotea fino a “toccare” il punto preciso. Poi, gli Alpini sollevano il pesante simulacro verso la bocca: partisse davvero, il proiettile avrebbe un tiro utile fra gli 8.000 e i 12.000 m con una cadenza stimata di 6-10 colpi al minuto. Procedure tutt’altro che facili da ricordare specie quando stanchezza, stress e freddo iniziano a farsi sentire. Altri team sono al lavoro a Paganica, località simbolo del terremoto 2009 dove una lapide ricorda il contributo delle Forze Armate al ripristino della strada che collega il paese al Santuario della Madonna d’Appari. E proprio qui, fra Paganica e Camarda, nel suggestivo scorcio della montagna abruzzese che incrocia l’edificio sacro del XIII Secolo, dopo una galleria ricavata dalla roccia (niente fari e cemento, un vero e proprio buco), che si erge una parete di alcune decine di metri dove gli Alpini si esercitano… in verticale. Anche in questo caso il livello di preparazione (e di realismo) è alto: si inizia con una parete finta, in palestra, si prosegue sul monte e si guarda più in alto, al Corno Piccolo del Gran Sasso prossima meta per una iniziativa singolare, quanto importante e la cui eco resterà nel tempo. “Non è la prima volta che una croce viene posizionata in vetta: la prima operazione avvenne oltre 30 anni fa ad opera dei Vigili del Fuoco; questa volta sarà però una squadra del Soccorso alpino militare dell’Esercito Italiano che ne poserà una nuova in luogo della precedente. Un’iniziativa che ha uno scopo ben preciso: valorizzare le bellezze naturalistiche del Parco nazionale e consolidare i rapporti di collaborazione e amicizia con le autorità locali e con i VVF, molto impegnati nel corso delle operazioni di soccorso alla popolazione durante il sisma” spiega il Maggiore Careddu, capo dell’Ufficio operazioni, dal quale dipendono tutte le attività del 9°. Scalata del Corno Piccolo compresa. La sezione del Maggiore è una sorta di “Grande Fratello” delle truppe alpine in grado di rendere operativi gli ordini del comandante senza mai perdere di vista la situational awareness. Da grandi schermi è infatti possibile seguire le attività degli alpini, così da essere pronti ad ogni evenienza: non è solo controllare che si lavori bene, ma soprattutto che lo si faccia in sicurezza. Un’ulteriore attività che impegna il reggimento è il poligono, con tiro singolo o in squadra: esercizio fondamentale e non solo per saper sparare. Infatti è qui che si completa la formazione del militare di Strade Sicure, un’operazione importante e motivo di orgoglio per l’Esercito Italiano che, dal 2008, schiera il maggior numero di uomini e donne in situazioni delicate, dai borghi del cratere per prevenire episodi infami di sciacallaggio alle metropoli e ai siti sensibili. Obiettivi nei quali, più che avere una buona mira, fondamentale sono la calma, la lucidità e valutazione della situazione, elementi tenuti in grande considerazione dagli istruttori del 9° Alpini.

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anteprima logo RID Airbus presenta il nuovo elicottero leggero H-160M

Durante una visita del Ministro della Difesa francese Florence Parly presso lo stabilimento Airbus di Marignane è stato svelato il mockup del nuovo elicottero leggero H-160M GUEPARD. La macchina, che costituisce la variante militarizzata dell’H-160, è stato prescelta nell’ambito del programma Joint Light Helicopter (Hélicoptère Interarmées Léger; HIL) delle FA francesi il cui obbiettivo è rimpiazzare con un solo modello GAZELLE, ALOUTTE III, DAUPHIN, FENNEC e PANTHER. Il programma verrà industrializzato a partire dal 2021 e il primo H-160M entrerà in servizio nel 2026. Tutti i dettagli su RID 7/19.

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anteprima logo RID Novità da Beretta

La casa di Gardone Val Trompia amplia la gamma delle offerte sul versante delle pistole, degli "chassis rifle" e dei "battle rifle" con nuove varianti rispettivamente della APX, del Tikka T3X e dell'ARX-200: soluzioni innovative che sono necessarie per restare competitivi sul mercato. Beretta APX CENTURION e COMPACT La pistola APX è stata realizzata non solo per competere nel concorso americano MHS (Modular Handgun System), ma anche per imporsi nel segmento delle striker operated con fusto polimerico: segmento globalmente sempre più grande e competitivo. Per fare questo c'era il bisogno di una gamma articolata che includesse, oltre alla versione STANDARD con canna da 108 mm (4,25 pollici), anche le versioni più compatte. Queste ultime, solitamente, vengono associate al settore civile e per porto occulto ma, in realtà, hanno anche un impiego militare (tutt’altro che trascurabile). Il concorso MHS, infatti, prevedeva 2 versioni, una standard ed una compact, e la vincitrice Sig Sauer P-320 è stata acquisita sia nella versione M-17 con canna da 120 mm (4,7 pollici) che M-18 con canna da 98 mm (3,9 pollici). Le M-18 sono destinate a sostituire, ad esempio, le Sig Sauer M-11 (P-228) distribuite a vari reparti investigativi della Polizia Militare (US Army CID, US Navy NCIS e US Air Force OSI), a reparti EOD, e ad alcuni equipaggi e piloti. Anche le Special Forces, inoltre, non disdegnano le compatte: i Navy Seal, infatti, hanno adottato, e non a caso, la Heckler & Koch HK-45C (Compact) anche se, in .45 Acp. Le “compatte”, dunque, rispondono a necessità altrettanto importanti nelle forze armate, anche se di più basso profilo. Negli ambiti del Law Enforcement, viceversa, godono da tempo dal favore di molte Polizie per tutti i servizi investigativi e plainclothes (in abiti civili). Per quanto già in dotazione presso alcuni Eserciti, come quello Austriaco, Norvegese e Inglese, è indubbio che le pistole striker operated, ossia quelle che adottano percussore interno e abbandonano cane esterno, abbiano ricevuto un significativo avvallo grazie al concorso MHS: l’adozione da parte delle Forze Armate americane di questa precisa tipologia, influenzerà non poco future scelte militari. Queste 2 nuove varianti sono disponibili in 3 calibri: 9x19, 9x21 (in Italia e in quei Paesi che hanno regole simili alle nostre) e .40 S&W.

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anteprima logo RID GEM elettronica: radar e non solo

A San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), nelle Marche, quasi al confine con l’Abruzzo, ha la sua sede GEM elettronica, società fondata nel 1977 da Giuseppe Merlini. L’azienda è specializzata in radar, apparati optronici, sistemi cartografici, di navigazione inerziale e di comando e controllo. Negli ultimi anni l'azienda, che nasce come centro di sviluppo e di produzione di radar e, più in generale, di apparati destinati al settore navale (militare e civile), ha costantemente ampliato il suo portafoglio prodotti. Pur avendo già trattato in passato alcune delle realizzazioni più significative dell’azienda in maniera piuttosto dettagliata (vedi RID 04/2011 pagg. 76-81), abbiamo ritenuto, alla luce delle numerose novità in fase di sviluppo, di tornare a scrivere di questa realtà, aiutati anche da una recente visita presso gli stabilimenti di GEM associata ad un lungo colloquio con il suo Presidente, l’Ing. Antonio Bontempi, e con buona parte della dirigenza. Oggi GEM elettronica, che rimane fortemente legata alla realtà locale ove è nata e si è sviluppata, ha circa 130 dipendenti e dispone di 2 stabilimenti. Oltre alla sede centrale situata proprio a San Benedetto del Tronto, l’azienda ha raggruppato gran parte delle sue capacità produttive a Centobuchi di Monteprandone, sempre in provincia di Ascoli Piceno, ad una quindicina di chilometri dal Quartier Generale. L’azienda, come molte altre PMI italiane, ha riscosso notevoli successi nel nostro Paese (Ministero della Difesa, Marina Militare, Esercito, Carabinieri, Polizia, Capitanerie di Porto - Guardia Costiera e Guardia di Finanza sono tutti clienti di GEM elettronica), esportando molti dei suoi prodotti anche fuori dai confini nazionali. GEM elettronica ha infatti venduto i propri sistemi nelle seguenti nazioni: Albania, Argentina, Bangladesh, Cina, Croazia, Isole Faroe, Francia, Georgia, Germania, Regno Unito, Grecia, Paesi Bassi, India, Indonesia, Libia, Malta, Malesia, Marocco, Norvegia, Oman, Pakistan, Qatar, Romania Singapore, Sri Lanka, Turchia, Emirati Arabi Uniti, USA e Venezuela. Avendo iniziato le proprie attività con i radar nautici ed i prodotti navali, GEM mantiene comunque un portafoglio prodotti più ampio (e maggiori competenze) in questo campo, tuttavia, come accennato, l’azienda è cresciuta molto anche nel settore terrestre e in quello aeronautico.A tale proposito la gamma dei prodotti/sistemi di GEM elettronica è suddivisa in 4 aree ben definite ciascuna con le proprie peculiarità. Sostanzialmente GEM distingue tra i Sistemi di Difesa (Defence Systems) per applicazioni militari (soprattutto navali ma anche terrestri), gli apparati per la Sorveglianza e l’Homeland Security (Surveillance & Security) per applicazioni militari e civili, i Sistemi e Sensori destinati alla Guida, alla Navigazione e al Posizionamento (Guidance, Navigation & Positioning) per applicazioni militari e civili ed i prodotti elettronici navali (Marine Electronics) destinati al mondo civile.

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anteprima logo RID Le capacità di proiezione delle FA russe

L'annessione della Crimea e, soprattutto, l’intervento militare in Siria hanno fornito chiare indicazioni sulla modernizzazione delle FA russe e sulle loro capacità di proiezione. E altrettanto rivelatrice è stata anche la grande esercitazione interforze VOSTOK 2018, con la quale Mosca ha mostrato, al di là del suo rinnovato potenziale militare, le proprie ambizioni strategiche. Presentata dal Cremlino come "la più importante esercitazione nella storia delle Forze Armate russe", la VOSTOK 2018 ha mobilitato, lo scorso settembre e per un’intera settimana, capacità impressionanti in termini di schieramento a lunga distanza ed impegno coordinato di forze sul campo. Il successo dell'esercitazione ha permesso a Mosca di inviare un messaggio forte e chiaro ai governi occidentali, in particolare a Washington, ed ai vertici della NATO: lungi dall'essere isolata, la Russia odierna è in grado di cooperare militarmente con la Cina (prima stretta integrazione tra le strutture di comando delle FA russe e cinesi) dimostrando contemporaneamente la capacità di dispiegare e utilizzare in modo massiccio e coerente le proprie forze su più fronti, se necessario. Una settimana prima dell’esercitazione VOSTOK 2018, mentre il suo dispositivo aero-terrestre in Siria portava duri colpi alle ultime sacche di resistenza jihadiste, nel Mediterraneo orientale la Voenno-Morskoj Flot (VMF), la flotta russa, si era schierata a schermo difensivo rivolto verso occidente, al largo delle coste siriane, nell’ambito di una grande esercitazione navale ed aerea, alla quale hanno preso parte poco meno di una ventina di unità di superficie e una trentina di velivoli da combattimento.

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Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dal Presidente di Fincantieri Giampiero Massolo e dall’Amministratore delegato Giuseppe Bono, si è svolta oggi, presso il cantiere di Castellammare di Stabia, la cerimonia di varo di Nave TRIESTE.

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anteprima logo RID I GRIPEN C/D in servizio fino a fine anni ‘30?

L’Aeronautica svedese potrebbe mantenere in servizio i caccia multiruolo JAS-39C/D GRIPEN almeno fino alla seconda metà degli anni ’30.

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Tra il 23 ed il 24 maggio sono giunti ad Aviano 12 caccia F-35A LIGHTNING II dell’USAF appartenenti al 388 Fighter Wing ed al 419° Fighter Wing della Riserva, entrambi di stanza a Hill. 

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anteprima logo RID Turchia, inizia il training sull’S-400

Il Ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha annunciato l’invio della prima aliquota di personale turco in Russia per addestrarsi all’uso del sistema polivalente antiaereo/antimissile S-400. Ad oggi, il trasferimento della prima batteria in Turchia è confermato per l’estate. Tutti i dettagli su RID 7/19.

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anteprima logo RID Al via i test per il BriteCloud sui Typhoon della RAF

il Ministero della Difesa UK effettuerà test in volo con il BriteCloud di Leonardo nel Regno Unito e negli Stati Uniti per autorizzarne l’impiego operativo sulle flotte dei Typhoon entro il 2019. Lo scorso anno il sistema è entrato in servizio a bordo dei Tornado GR4 della RAF. Il BriteCloud è un dispositivo di ridotte dimensioni, basato su tecnologia “Active Expendable Decoy” (EAD), che protegge gli aerei da combattimento dalle minacce a guida radar più sofisticate. Leonardo è il principale fornitore di sistemi di protezione elettronica per velivoli militari nel Regno Unito

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anteprima logo RID Angola, completate le consegne di Su-30

Secondo quanto comunicato Alexander Vorobey, Vicedirettore dei programmi di sviluppo del 558° Centro riparazioni aeronautico bielorusso di Baranavichy, l’Aeronautica dell’Angola ha ricevuto gli ultimi 2 caccia multiruolo ad alta manovrabilità Su-30KN negli ultimi giorni di aprile, completando l’ordine per 12 FLANKER risalente all’ottobre del 2013. Gli aerei, ex Su-30K indiani modificati allo standard Su-30KN dalla Bielorussia, sono dotati di 12 punti d’attacco - equipaggiabili con diversi tipi di ordigni guidati, tra cui missili aria-aria a medio raggio a guida radar attiva VYMPEL RVV-AE (variante export del R-77), missili antinave Kh-31A e antiradiazioni Kh-31P – nonché di un nuovo sistema di autoprotezione ECM contro i missili aria-aria operante nella banda 8-12 Ghz. Inoltre, il refit ha portato alla sostituzione di alcuni strumenti analogici con nuovi display multifunzione MFI-68 da 8 pollici e ha migliorato le capacità di targeting aria-terra grazie alla sostituzione del radar doppler a scansione meccanica N011, con il radar a scansione elettronica passiva N011M. Anche il sistema propulsivo è stato modificato, dotando i velivoli di motori AL-31FP con spinta vettoriale. Dal momento delle prime consegne, avvenute nell’autunno del 2017, i FLANKER angolani sono inquadrati all’interno di un unico Stormo caccia di stanza a Lubango/Mukanka.

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anteprima logo RID Prove in mare per la portaeromobili sudcoreana MARADO

Il 20 maggio, a un anno esatto dal varo (avvenuto il 14/5/2018), la portaeromobili ROKS MARADO (LPH-6112) ha iniziato le prove in mare, in vista dell’entrata in servizio della Marina Sudcoreana, nel 2020. Sebbene si tratti della seconda unità classe DODKO, la costruzione della MARADO segna un importante passo avanti, nel rapido sviluppo del potere marittimo di Seul. La prima unità della classe, infatti, era stata concepita nel 2000 come semplice portaelicotteri anfibia tuttoponte (LPH; programma LPX), da 18.000 tonnellate a pieno carico e 200 metri di lunghezza, e capacità di trasportare fino a 10 elicotteri. L’avvio della corsa alla portaerei tra le potenze asiatiche, nel 2004, era avvenuto mentre la nave era in costruzione, tra il 2002 e il 2007. La DODKO poteva solo accogliere sul ponte aerei STOVL, che all’epoca erano tipo HARRIER, e senza disporre di ski-jump. Il programma per i nuovi aerei F-35B apriva tuttavia nuove possibilità: pertanto, la realizzazione di altre 2 unità, già prevista, fu bloccata per riprogettarle, e lanciare così un piano nazionale per acquisire portaerei via via implementate. Primo passo, realizzare una seconda unità gemella della DODKO, ma modificata per un eventuale, limitato, impiego degli F-35B; poi un terzo esemplare più grande (230 m, 24.000 t), mentre nel 2014 veniva annunciata l’intenzione di realizzare nel 2028-2036 altre 2 portaerei leggere da 30.000 t, simili alla CAVOUR italiana e capaci di operare con 30 velivoli. La MARADO è soprattutto una versione ampliata, migliorata e aggiornata della DODKO, con nuovi sensori, come il radar di sorveglianza multifunzione ELM-2248 (MF-STAR) dell’israeliana ELTA Systems, al posto dello SMART-L di Thales, o il radar di sorveglianza 3D SPS-550K della sudcoreana LIG Nex1, al posto dell’apparato MW-08 Thales, e un sistema di difesa AAW più prestante del SEA RAM. Inoltre, pur conservando le stesse dimensioni, la MARADO è in grado ospitare sino a 15 velivoli, compresi 2 convertiplani MV-22 OSPREY. La nave non dispone di ski-jump, ma è predisposta all’impiego di F-35B, che Seul sta valutando di acquistare in 12 esemplari.

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