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anteprima logo RID Consegnato il quarto P-72A

L'11 febbraio scorso è giunto a Sigonella l'ultimo velivolo P-72A. A differenza dei 3 precedenti, questo ultimo velivolo è stato consegnato nella configurazione cosiddetta Final Plus (FC Plus), con l'implementazione di numerosi upgrade su sensori, sul sistema di missione e sulle capacità di integrazione e comunicazione. In parallelo è stato il programma di retrofit per i 3 precedenti velivoli, configurati in Initial Capability (IC), con l'obiettivo di portarli nel più breve tempo possibile allo standard FC Plus. Ulteriori dettagli su RID 04/2021.

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anteprima logo RID Al via lo studio per i nuovi cacciamine della MM

Intermarine ha ricevuto il contratto per lo studio di riduzione del rischio e di definizione del progetto dei Cacciamine di Nuova Generazione (CNG) della Marina Militare. Il contratto si inquadra nell’ambito di una pianificazione che prevede la realizzazione nei prossimi anni di 12 nuove unità destinate a sostituire i 4 cacciamine classe LERICI e gli 8 cacciamine classe GAETA Le nuove unità verranno prodotte in 2 versioni: una costiera, da 60 m, e una d’altura, da 80 m. Ulteriori dettagli su RID 3/21.

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anteprima logo RID Operativo il sistema NATO AGS di Sigonella

La NATO ha dichiarato la capacità operativa iniziale del sistema di sorveglianza AGS (Alliance Ground System) di Sigonella . Il sistema si basa su 5 UAV strategici categoria HALE (High Altitude Long Endurance) RG-4D PHOENIX, prodotti dalla Northrop Grumman per le esigenze della NATO sulla base dei GLOBAL HAWK americani. I velivoli sono dotati del radar a scansione laterale HISAR in banda X con una portata strumentale di 200 km su un arco di circa 120° e funzioni Syntetic Aperture Radar (SAR) e Ground Moving Target Indicator. Il sensore è dunque capace di scoprire e tracciare tutti i tipi di bersagli a terra, movimenti di truppe, nonché monitorare bersagli fissi ad alto contenuto strategico. Il tutto fornendo immagini radar ad alta risoluzione. Il sistema si compone poi di un segmento terrestre fisso comprendente la Mission Operation Support Centre (MOS) di Sigonella, vero cuore pulsante del sistema e sviluppata da Leonardo, di un segmento mobile basato su 2 Deployable UAV Control Center (DUCE) – utilizzabili come back-up nel caso in cui Sigonella non dovesse essere disponibile - 2 Transportable General Ground Station (TGGS), anche queste sviluppate da Leonardo, e 6 Mobile General Ground Station (MGGS) concepite per le esigenze di rischieramento. TGGS e MGGS sono unità mobili in grado di attingere direttamente alle rilevazioni dei PHOENIX in teatro (guidati da Sigonella o dai DUCE) in favore di unità a livello, rispettivamente, di divisione e di brigata o battaglione. In caso di necessità, entrambe le unità mobili possono fungere da relay tra il PHOENIX e Sigonella. A regime il personale addetto all’AGS supererà le 600 unità, a testimonianza della complessità e della rilevanza strategica del sistema. Con 5 macchine è possibile avere 2 macchine sempre in missione (una presumibilmente sul fronte orientale ed una sul fronte sud/Mediterraneo), 2 per rilevarle, ed una in manutenzione. Ogni missione può durare fino ad un massimo di 30 ore, con un tempo massimo di permanenza on-station di circa 20 ore. Sul fronte sud, uno dei target principali dell’AGS è senz’altro il dispositivo militare realizzato in Libia dai mercenari della Wagner e dai consiglieri russi. Si tratta di una serie di postazioni difensive che da Sirte si spingono a sud nel cuore del Fezzan fino alle basi di Jufra, dove è schierata un’aliquota di bombardieri tattici Su-24 e caccia MiG-29, e Brak Al Shati.

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anteprima logo RID Varata la seconda corvettona per il Qatar

Presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), si è svolto il varo tecnico della corvettona/fregata leggera DAMSAH, seconda di 4 unità denominate classe ZUBARAH. Contestualmente si è svolta anche l’impostazione della quarta unità, SUMAYSIMAH. La consegna delle navi è prevista rispettivamente nel 2022 e 2023.

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anteprima logo RID Il CAVOUR a Norfolk

La portaerei CAVOUR ha raggiunto la base navale della Seconda Flotta della US Navy di Norfolk, in Virginia. Ad accogliere l’ammiraglia della Squadra Navale della Marina impegnata nella campagna “Ready for Operations” (RFO), l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio. La portaerei italiana è approdata nella costa atlantica degli Stati Uniti al termine di un’impegnativa navigazione di 17 giorni, di cui 10 di traversata oceanica, dopo aver lasciato il 28 gennaio scorso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto. La campagna RFO avrà l’importante fine di conseguire la certificazione all’impiego operativo degli F35-B. Nave CAVOUR resterà in sosta nella base navale di Norfolk per 2 settimane dove verranno effettuati tutti i preparativi tecnici per la successiva attività in mare. A fine febbraio l’unità lascerà Norfolk per dare il via ai sea trials, che prevede in primis il susseguirsi di decolli e appontaggi dei nuovi velivoli F35-B sull’unità oltre che numerose prove tecniche condotte da un team di ingegneri e collaudatori dell’Integrated Test Force statunitense, necessarie per le verifiche tecniche di compatibilità tra l’aereo, la nave e i suoi sistemi. Il conseguimento delle certificazioni RFO costituisce un importante passo verso il raggiungimento della “Initial Operation Capability” ossia la capacità operativa iniziale della portaerei CAVOUR con il velivolo F35-B, prevista entro la fine del 2024, quando la Marina Militare potrà disporre di un adeguato numero di velivoli e piloti. L’iter si concluderà con l’acquisizione della “Final Operational Capability” dopo la consegna del 15° velivolo alla Marina.

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anteprima logo Marina Italiana Nave CAVOUR arrivata a Norfolk

Ieri, 13 febbraio 2021, la portaerei Cavour della Marina militare ha ormeggiato nella base navale della Seconda Flotta della US Navy di Norfolk, in Virginia. Ad accogliere l’ammiraglia della Squadra Navale della Marina impegnata nella campagna “Ready for Operations” (RFO), l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Armando Varricchio.

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anteprima logo RID L’USAF ordina altri E-11 BACN

Poco più di una settimana dopo aver siglato un nuovo accordo con Northrop Grumman, del valore di 3,6 miliardi dollari, relativo alle attività di ricerca e sviluppo, test ed integrazione di futuri payload connessi o contenibili nei sistemi aviotrasportati BACN (Battlefield Airborne Communications Node) - nello specifico 3 Bombardier E-11A, dopo la perdita di un aereo avvenuta in Afghanistan nel gennaio 2020, e 4 UAV EQ-4B Block 20 GLOBAL HAWK – nonché per la prosecuzione del supporto operativo dei payload attualmente presenti sui suddetti velivoli per i prossimi 5 anni, l’USAF ha confermato l’intenzione di acquisire 6 nuovi E-11A. Come noto, si tratta di aerei sviluppati sulla base del velivolo business Bombardier BD-700, utilizzati nel fondamentale ruolo di snodo/ponte di comunicazione aviotrasportata per favorire la distribuzione e lo scambio di informazioni in tempo reale oltre la linea dell’orizzonte anche tra sistemi diversi (radio su diverse frequenze, voce-datalink e viceversa o datalink di diversa cifratura/generazione/protocollo, ad eccezione di quelli utilizzati da velivoli F-22 e da F-35). Ciò garantisce enorme interoperabilità tra sistemi e mezzi di diversa generazione e provenienza annullando, al contempo, le difficoltà nelle comunicazioni radio e satellitari causate dall’orografia del terreno e dalla distanza, e favorendo la creazione di una picture operativa e tattica unica e condivisa tra diversi asset (aerei e terrestri). Alla luce del suddetto contratto quinquennale di supporto e dell’acquisizione di altri 6 aerei, è verosimile ritenere che gli E-11A – attualmente inquadrati presso il 430th Expeditionary Electronic Combat Squadron di stanza tra Kandahar e Al Dhafra - resteranno in servizio almeno fino al 2028, anche tenuto conto del previsto ritiro degli EQ-4B entro la fine di quest’anno. In prossimità della suddetta data, ovvero il 2028, dovrebbe essere completato lo sviluppo del nuovo sistema ABMS (Advanced Battle Management System) che garantirà il superamento della necessità di disporre di un assetto come il BACN. Uno degli elementi fondamentali del nuovo sistema sarà la piattaforma software gatewayONE, che consentirà la traduzione e la comunicazione, oggi impossibile, anche tra il sistema di trasmissione dati IFDL, presente sugli F-22, e MADL, utilizzato dagli F-35 e, probabilmente, dai futuri velivoli B-21 e NGAD. È probabile che il datalink gatewayONE venga installato a bordo delle nuove aerocisterne KC-46 PEGASUS. I 6 nuovi E-11 dovrebbero essere consegnati nel corso dei prossimi 5 anni. La formalizzazione del contratto d’acquisto dovrebbe avvenire entro marzo, ma il finanziamento del primo velivolo - la cui consegna è prevista per fine giugno - risulta già approvato.

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La Spezia. Oggi, venerdì 12 febbraio 2021, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare alla Spezia, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone, si è svolta la cerimonia di conferimento dei brevetti da palombaro agli allievi del corso Ordinario 2020. La cerimonia di “imbascamento” prevede proprio la consegna del tipico berretto degli operatori del Gruppo Operatori Subacquei, il basco blu.

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anteprima logo RID Un MQ-8C FIRE SCOUT antisom

La Northrop Grumman e la britannica Ultra Maritime hanno annunciato di aver svolto con successo una dimostrazione impiegando il VTUAS (Vertical Take-off Unmanned Aerial System) MQ-8C FIRE SCOUT nel ruolo ASW (Anti-Submarine Warfare). Il velivolo senza pilota, derivato dall’elicottero leggero Bell 407, è stato impegnato in una ricerca acustica multistatica, con l’utilizzo di sonoboe della stessa Ultra, in una vasta area di mare della California. La ASW picture risultante è stata poi disseminata a differenti stazioni sia in mare che a terra, che hanno potuto utilizzarne i dati per pianificare le relative azioni di contrasto. Il responsabile del progetto riguardante la nuova capacità del FIRE SCOUT, Dan Redman, ha sottolineato quanto l’elevato payload della piattaforma permetta un’ampia versatilità di ruolo, spaziando dalla capacità ISTAR (Intelligence Surveillance Target Acquisition Reconnaissance) a quella di attacco, fino ad arrivare appunto anche a quella ASW. Lo stesso rappresentante della Northrop Grumman, a cui ha fatto eco il presidente della Ultra Marine, Thomas Link, ha però precisato che in quest’ultimo ruolo, il FIRE SCOUT non deve essere visto solo come un possibile sostituto delle piattaforme con equipaggio umano, quanto invece come un ottimo comprimario in grado di ampliare le capacità nell’ASW e i suoi effetti, grazie alla creazione di un binomio multiforze tra piattaforme manned e unmanned. Ulteriori dettagli su RID 4/21.

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anteprima logo RID FLOTLOG, impostata la prima sezione di prua

Si è svolta presso lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia l’impostazione della sezione di prua della JACQUES CHEVALLIER, prima di 4 unità LSS (Logistic Support Ship) ordinate a Fincantieri da Chantiers de l’Atlantique nell’ambito del programma FLOTLOG (“Flotte logistique”) della Marina Francese.Le sezioni saranno costruite tutte nel cantiere di Castellammare di Stabia, con consegne a Chantiers de l’Atlantique programmate tra il 2021 e il 2027. Il programma FLOTLOG prevede la costruzione di 4 navi di supporto logistico (LSS) per la Marina Francese, derivate dalla LSS VULCANO della MM, da parte del consorzio temporaneo formato da Chantiers de l’Atlantique e Naval Group nell’ambito del programma franco-italiano guidato da OCCAR (Organizzazione per la cooperazione congiunta in materia di armamenti) per conto di DGA, la Direzione generale per gli armamenti francese, e della sua controparte italiana NAVARM.

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NAVIRIS, la joint venture 50/50 tra Fincantieri e Naval Group, e NAVANTIA hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) finalizzato all’ampliamento della cooperazione industriale nell’ambito del programma European Patrol Corvette (EPC), la più importante iniziativa navale nell’ambito della Permanent Structured Cooperation (PESCO). La EPC sarà una nave smart, innovativa, economicamente accessibile, sostenibile, interoperabile e flessibile per soddisfare i requisiti dettati dal contesto mondiale evoluto del 21° secolo. L’EPC sarà un’unità di superficie pronta a svolgere missioni diversificate, finalizzate principalmente a migliorare la conoscenza dello scenario marittimo, la superiorità di superficie e la power projection. La nave avrà una lunghezza di circa 100 m e un dislocamento di 3000 t, e potrà sostituire nel prossimo futuro (a partire dal 2027) diverse classi di navi, dai pattugliatori alle fregate. I requisiti di progettazione, con un chiaro obiettivo di convergenza di soluzioni e modularità per l’adattamento alle esigenze nazionali, sono attesi dalle diverse Marine quest’anno. L’ambizione del progetto, a cui hanno aderito finora quattro Paesi a livello PESCO, (Italia come coordinatore, Francia, Spagna e Grecia), è di includere altri partner europei per integrare la base tecnologica, che è determinata dai requisiti della EPC delle singole nazioni nonché dalla strategia e alle linee guida della Commissione Europea.

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anteprima logo RID Nuove frizioni sullo SCAF/FCAS

Venerdì scorso, nel corso della riunione del Consiglio franco-tedesco di Difesa e Sicurezza, il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha sostenuto le rivendicazioni degli industriali tedeschi che chiedono un ruolo maggiore all’interno del programma SCAF/FCAS. In particolare, i Tedeschi mal digeriscono la leadership di Dassault Aviation e preferirebbero un maggior carico di lavoro per il gruppo Airbus. Altro grande nodo irrisolto è la proprietà del know-how acquisito tramite il programma. Lo ricordiamo, la Germania proviene dall’esperienza Eurofighter, nella quale tutti e 4 i paesi partner (Italia, Germania, Gran Bretagna e Spagna) hanno portato qualcosa delle loro conoscenze al progetto comune ma poi possiedono interamente le conoscenze sviluppate per il programma. A quanto pare, gli industriali tedeschi chiederebbero un trattamento simile per lo SCAF/FCAS, ma da quanto si capisce la controparte francese gradirebbe invece che la posizione di leader consentisse di mantenere l’esclusività su una parte delle tecnologie. Una posizione che mal si concilia con la ripartizione degli oneri finanziari che da qui al 2025-2026 (primo volo atteso del dimostratore) ammontano a circa 6 miliardi di euro – ripartizione equa tra Francia e Germania ed un contributo minoritario da parte spagnola. Il dibattito tira in ballo anche il carro franco-tedesco, in quanto le aziende francesi coinvolte (essenzialmente Nexter, ma anche la filiera di subfornitori correlata) temono che se Parigi la spunterà sul caccia sarà in cambio di analoga concessione in favore delle industrie tedesche per il carro – e quindi in questo caso con minore accesso francese alle tecnologie del programma. D’altronde, il vero collo di bottiglia di ambedue i programmi è il Bundestag tedesco (la Francia non ha bisogno di passaggi parlamentari per i singoli programmi), che deve dare il proprio consenso per l’erogazione dei fondi e che lo farà soltanto se ritiene che l’interesse tedesco è sufficientemente rispettato.

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