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Argomento Selezionato: Terra
anteprima logo RID TOMAHAWK ed SM-6 per l’US Army

L’US Army sfrutterà anni d’investimento ed esperienza accumulati dalla US Navy per immettere rapidamente in servizio una capacità missilistica “a medio raggio”, ovvero con gittate attorno ai 1.800 km. L’Esercito ha infatti ufficializzato la selezione del missile cruise subsonico TOMAHAWK e del nuovo missile multi-missione STANDARD SM-6, per soddisfare il requisito  Mid-Range Capability (MRC), nell’ambito del programma Long Range Precision Fire (LRPF). La capacità MRC è intermedia tra il Precision Strike Missile e la Long Range Hypersonic Weapon, le altre 2 componenti dell’LRPF. L’SM-6 è, come noto, nato come un missile superficie-aria avanzato, fire and forget grazie al suo seeker radar integrato, capace di intercettare aerei e missili, anche balistici, a grandi distanze dalle navi lanciatrici. L’ordigno, tuttavia, ha anche una capacità secondaria di strike contro bersagli di superficie, una capacità che garantisce all’US Navy una prima capacità antinave supersonica a breve termine. L’Esercito a sua volta adotterà l’SM-6 per usarlo come arma d’attacco con cui colpire i bersagli più difficili e meglio difesi. L’attuale SM-6 è accreditato di velocità pari a Mach 3,5 con gittate che, per quanto mai rivelate, si stimano attorno ai 450 – 500 km, ma la Marina sta già lavorando ad una versione evoluta Block 1B che impiegherà lo stesso booster dell’antibalistico SM-3. L’effetto previsto è un aumento della velocità fino a Mach 5 e un incremento di gittata verso la soglia delle 1.000 miglia od oltre. Il TOMAHAWK adottato sarà presumibilmente la versione TLAM Va Maritime Strike TOMAHAWK, ovvero quella dotata di seeker radar e capacità incrementate contro bersagli mobili e navi. Subsonico ma con un raggio d’azione di 2.000 o più chilometri, il TOMAHAWK è anche molto più economico rispetto all’SM-6. L’USMC ha già ordinato un primo batch di 48 TOMAHAWK Va per le sua rinnovata componente missilistica. La combinazione dei 2 missili, destinati ad un veicolo lanciatore da definire, insieme ad un centro tattico di gestione, sarà valutata con una batteria d’artiglieria prototipica, operativa già nel 2023. Il 6 novembre 2020, lo sviluppo del sistema è stato affidato a Lockheed Martin con un contratto, comprensivo di opzioni, del valore di 339,3 millioni di dollari.

anteprima logo RID Presentato all’Esercito l’UGV THEMIS

La dita estone specializzata MILREM Robotics ha presentato all’Esercito Italiano nel corso di una dimostrazione l’UGV (Unmanned Goround Vehicle) THEMIS. Per l’occasione il veicolo era equipaggiato con il modulo Milrem’s Intelligent Functions Integration Kit (MIFIK) con il quale è possibile implementare la navigazione attraverso waypoint e la funzione “follow me”. Il THEMIS è già stato venduto a 9 Paesi, di cui 7 Paesi NATO (tra cui Francia e UK), mentre l’azienda ha lanciato di recente anche il veicolo non pilotato da combattimento per il supporto delle unità meccanizzate TYPE-X.

anteprima logo RID Esercito Italiano: le novità del Concetto Operativo 2020-2035

Quest’anno l’Esercito ha ultimato il proprio Concetto Operativo 2020-2035, un documento cardine per lo sviluppo delle capacità delle forze terrestri. Tale lavoro, che si innesta nell’alveo delle 5 sfide/opportunità dell’EI, note anche come le 5 linee programmatiche (relative a personale, organizzazione, addestramento e approntamento, capacità e sistemi d’arma e infrastrutture), ha l’obiettivo di “fare da ponte” tra la pianificazione a medio termine e quella a lungo termine (1). Abbiamo avuto modo di studiare in maniera approfondita questo documento e riteniamo utile metterne in evidenza gli aspetti più importanti.

anteprima logo RID L'EI si addestra con le FA del Qatar

Ieri mattina la Brigata PINEROLO ha condotto la fase finale dell’esercitazione STEEL STORM, un’attività effettuata congiuntamente al personale dell’Esercito del Qatar. Tale esercitazione, che ha avuto una durata complessiva di una decina di giorni, si colloca tra le attività bilaterali tra gli Eserciti di Italia e Qatar volte ad incrementare l’integrazione e l’interoperabilità. La complessa attività tattica di ieri si è svolta alla presenza dell’Ambasciatore del Qatar in Italia, S.E. Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki Al Jehani e, per le Forze Armate Italiane, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina e del Comandante delle Forze Operative Sud, Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota. Per le Forze Armate del Qatar, hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Ghanim Shaheen Al-Ghanim e il Comandante delle Forze Terrestri del Qatar, Maggior Generale Saeed Hesayen Mohammed Al-Khayarin. Le attività hanno avuto inizio lo scorso 4 ottobre, a seguito di una pianificazione coordinata tra le 2 nazioni. L’addestramento congiunto ha avuto lo scopo di innalzare il livello di conoscenza e la capacità di operare con i principali sistemi d’arma e di comando e controllo digitalizzati di cui la PINEROLO è dotata. Le attività, svolte nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di contrasto al COVID-19, hanno consentito un proficuo scambio di esperienze tra le unità esercitate. Le forze schierate, organizzate in unità pluriarma, hanno operato in uno scenario warfighting, sia in fase di pianificazione sia di condotta, sfruttando i sistemi NEC (Network Enabled Capability). Contestualmente, è stato verificato il livello di interoperabilità raggiunto tra i due Eserciti. Il Comandante della Brigata Meccanizzata PINEROLO, Generale di Brigata Giovanni Gagliano, durante un briefing a premessa dell’atto tattico, ha illustrato alle Autorità le attività condotte dalle unità partecipanti alla STEEL STORM, mettendo in evidenza il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi addestrativi. L’evento conclusivo ha visto le forze dell’Esercito Italiano e del Qatar dispiegate simultaneamente nelle aree di Torre Veneri (Lecce) e di Torre di Nebbia (Bari), distanti tra loro oltre 250 km, e impegnate nella condotta di esercitazioni di livello complesso minore rinforzato a fuoco, con l’impiego di sistemi di comando e controllo digitalizzati. Durante l’attività, le unità italiane, su base 7° Reggimento Bersaglieri, e i colleghi del Qatar hanno impiegato diverse piattaforme e sistemi d’arma tra cui VBM 8x8 FRECCIA, sia in versione combat sia porta mortaio da 120 mm, VBL PUMA, blindo armate CENTAURO, carri ARIETE, elicotteri da esplorazione e scorta A-129D MANGUSTA e elicotteri multiruolo NH-90. Sono stati inoltre schierati e integrati nella manovra assetti specialistici quali tiratori scelti, Advanced Combat Reconaissance Team (ACRT) del Genio, dotati di blindati 4x4 VTMM ORSO equipaggiati con sensori e attrezzature per la ricerca e la rimozione di ordigni esplosivi improvvisati, e un team per il pilotaggio del drone AeroVironment RQ-11 RAVEN. Mediante l'utilizzo dei sistemi di comunicazione dei posti comando digitalizzati, gli ospiti e gli osservatori hanno potuto apprezzare tutte le fasi della manovra, condotte simultaneamente nelle due differenti aree addestrative.

anteprima logo RID Svelato il SUPERAV LAND

E’ stato svelato, presentandolo al personale delle Forze Armate del Qatar, il nuovo blindato di Iveco DV SUPERAV LAND, variante non anfibia del 8x8 SUPERAV/ACV vincitore del concorso dei Marines (e futuro VBA, Veicolo Blindato Anfibio, delle FA italiane). Il personale qatarino è in Italia, presso il poligono di Torre Veneri (LE), per partecipare ad un’esercitazione congiunta con l’EI. Oltre al SUPERAV LAND, il Qatar è interessato al SUPERAV/ACV, per equipaggiare la propria componente anfibia basata sulla LPD fornita da Fincantieri nell’ambito del programma navale, ed alla blindo pesante CENTAURO 2. Dettagli e approfondimenti su RID 11/20.

anteprima logo RID Conclusa la campagna STINGER 2020

Nell’ambito della campagna lanci missili 2020, al culmine del ciclo addestrativo/valutativo che ha interessato i due reggimenti di artiglieria controaerei - 17° SFORZESCA e 121° RAVENNA- si è svolta dal 24 settembre al 7 ottobre l’esercitazione al lancio dei sistemi d’arma STINGER. L’esercitazione, portata a termine nel pieno rispetto della normativa vigente sul contrasto alla diffusione del CoViD-19 e con particolare riguardo verso il minimo impatto ambientale dell'area, ha avuto lo scopo di valutare le unità controaerei dell'Esercito, mantenendo elevata la loro capacità operativa, al fine di garantire una risposta efficace contro un'eventuale minaccia portata dal cielo. Nel corso dell’esercitazione, oltre alle tradizionali unità controaerei, sono stati impiegati assetti della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare (CNPM), della quale lo SFORZESCA fa parte dal 2006, nonché unità del Reggimento Lagunari SERENISSIMA, equipaggi di volo del 21° Distaccamento Permanente ORSA MAGGIORE, del 3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali (REOS) e personale del Centro di Eccellenza contro mini/micro aeromobili a pilotaggio remoto (C-M/M APR) e dei reggimenti abilitati all'utilizzo dei sistemi anti-drone (C/UAS). Dislocati in Sardegna, all’interno del Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ), il nucleo radio bersagli del COMACA ha simulato una serie di attacchi utilizzando aeromodelli radiocomandati, mentre gli artiglieri controaerei hanno provveduto a neutralizzare la minaccia grazie al sistema d’arma in dotazione ai reparti dell’Esercito. Le unità STINGER hanno effettuato inserzioni via terra, via mare e sbarcando dagli elicotteri dell'Aviazione dell'Esercito, un'attività combinata che mette in risalto la coordinazione raggiunta tra reparti di diversa natura e la capacità multiruolo intrinseca della specialità, capace di intervenire tempestivamente in ogni condizione ambientale, anche equipaggiati con maschera antigas e indumento protettivo contro la minaccia CBRN. Inoltre, in tale contesto è stata verificata e testata con successo l'integrazione dei sistemi controaerei quali lo SKYGUARD e il sistema anti-drone AD3S, capaci di garantire la sorveglianza dello spazio aereo contro minacce rappresentate da aerei convenzionali ma anche, nell'ottica di uno scenario più moderno, da mini e micro aeromobili a pilotaggio remoto. All’attività hanno preso parte: 130 militari e 30 veicoli e sono stati lanciati 18 missili STINGER.

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