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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo Marina Italiana Marina Militare, brevettati 7 nuovi incursori del GOI

Oggi, venerdì 21 gennaio 2022, 7 marinai hanno ricevuto l’ambito “basco verde” diventando a tutti gli effetti incursori della Marina Militare, in una cerimonia svoltasi presso il Comando Subacquei e Incursori (Comsubin) della Marina Militare alla Spezia, alla presenza del Sottosegretario alla Difesa, Senatore Stefania Pucciarelli, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, del Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di squadra Enrico Credendino, e di autorità civili e militari. Presente alla cerimonia anche la signora Irene Birindelli, figlia della Medaglia d’oro al valor militare Ammiraglio Gino Birindelli, padre fondatore dell’incursione navale e del Comando Subacquei e Incursori. Grazie alle possibilità offerte dai vari concorsi ufficiali, sottufficiali e volontari in ferma prefissata, 49 giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno caratterizzato da 4 fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessaria a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri. Solo 7 sono riusciti a concludere il 72° Corso ordinario incursori: “non esiste in Forza armata un percorso talmente selettivo e questo rende la misura dell’impegno e della devozione necessari, per raggiungere questo ambito traguardo” ha ricordato l’Ammiraglio Credendino. 

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anteprima logo RID Israele acquista 3 nuovi sottomarini lanciamissili dalla Germania

Israele ha sottoscritto un accordo con i cantieri tedeschi TKMS di Kiel per la fornitura di 3 nuovi sottomarini che andranno a rimpiazzare in seno alla Mairna Israeliana i DOLPHIN I attualmente in servizio. La nuova classe sarà denominata DAKAR. L’azienda tedesca ha rilasciato un rendering che mostra un battello caratterizzato da una grande falsatorre estesa per buona parte dello scafo. Una falsatorre così grande potrebbe significare maggiori spazi per le operazioni con le forze speciali ma anche con droni. Non è tuttavia nemmeno da escludere che la stessa falsatorre possa ospitare celle di lancio verticale per l'impiego di missili da crociera o di missili balistici (come sugli ex sovietici GOLF e sull’attuale GORAE nordcoreano, nei quali, appunto, nella falsatorre sono collocati i pozzi verticali per il lancio di missili balistici). Ricordiamo che i sottomarini DOLPHIN israeliani impiegano i missili da crociera, probabilmente equipaggiati con testate nucleari, TURBO POPEYE, impiegabili dai tubi lanciasiluri. Secondo alcune fonti l'ultimo dei 3 DOLPHIN II, attualmente impegnato nelle prove in mare, il DRAKON, potrebbe essere più prestante dei predecessori e già dotato di celle VLS.

anteprima logo RID Un futuro (anche) da drone carrier per il GARIBALDI?

Nei prossimi mesi Nave GARIBALDI sarà impegnata nell’esercitazione NATO COLD RESPONSE in Norvegia, assolvendo il ruolo di CATF-CLF (Commander Amphibious Task Force-Commander Lnading Force). Nel 2024 verrà sostituito dal TRIESTE nel ruolo di unità comando e piattaforma aerea per operazioni anfibie, in concomitanza al ritiro degli ultimi AV-8B Harrier dal servizio e della contemporanea IOC degli F-35B. In considerazione del valore dell’unità, e della sua vita residua, la Marina Militare sta valutando le ipotesi per il futuro impiego. Come era già stato indicato da RID giusto un anno fa, lo Stato Maggiore Marina intende perseguire il progetto SIMONA (Sistema di Messa in Orbita Navale) per il lancio di satelliti, in maniera autonoma, rapida e flessibile. Il progetto potrebbe essere realizzato con fondi europei, perché la piattaforma servirebbe anche al lancio di payload civili o dual-use, sia per utenti nazionali, che europei, che NATO. Si tratta di lanciatori VEGA per la messa in orbita di satelliti LEO (orbita bassa) con una massa di circa 300 kg. Oltre a questo ambizioso progetto il GARIBALDI dovrebbe essere impiegato per la valutazione di sistemi d’arma, tra cui si citano anche missili ipersonici, e come drone-carrier per droni aerei, navali e subacquei. Quest’ultima è una vera e propria primizia di cui RID è venuta a conoscenza nelle ultime ore. Il possibile utilizzo di drone carrier è un campo dove diversi Paesi (Turchia, Cina, Regno Unito, Stati Uniti) stanno attualmente concentrando l’attenzione, grazie all’accresciuta capacità operativa che potrebbe essere assicurata con l’impiego in ambito marittimo di droni sia per la sorveglianza/ricognizione che per l’attacco, che necessitano di un ponte di volo relativamente lungo per il decollo e l’appontaggio. Maggiori approfondimenti sui prossimi numeri di RID.

anteprima logo RID Velivoli senza pilota per le portaerei, la Royal Navy accelera

La Royal Navy ha avviato l’acquisizione di un primo nucleo di droni ad ala fissa da usare a bordo delle sue portaerei, iniziando la Fase 1 del progetto VAMPIRE. Gli obiettivi sono 2: nel breve termine, acquisire un sistema di velivoli senza pilota che possano essere usati come Aggressor per simulare attacchi aerei e navali contro la flotta nelle esercitazioni. Questo requisito è reso urgente dall’ormai prossimo ritiro degli HAWK T1 del 736 Naval Air Squadron, ed è il più facile da soddisfare: nei mesi scorsi erano già stati testati a bordo della HMS PRINCE OF WALES dei droni Qinetiq BANSHEE Jet 80+. I requisiti minimi prevedono manovrabilità di 6G e velocità di 200 m/s ad altitudini comprese fra meno di 50 piedi (15 m sulla superficie del mare) e 25.000 (7.600 m di quota) con bassa osservabilità sia infrarossa sia radar fra le bande C e K. Il drone sarà lanciato con l’ausilio di una catapulta e il recupero avverrà tramite paracadute, in acqua o su terra ferma. I requisiti di base sono facilmente soddisfabili, così da permettere la consegna dei primi 4 droni, un lanciatore ed una stazione di controllo già entro fine marzo. Tuttavia, viene anche richiesto “un chiaro percorso di crescita” per far evolvere il sistema verso un ruolo più ampio e prestazioni più significative: altitudine meno di 20 e oltre 35.000 piedi, velocità transonica (250 m/s ed oltre) con manovrabilità elevata a 9G; carico di missione comprensivo di un radar AESA e di torretta EO/IR per assolvere a missioni ISR e di guerra elettronica e, soprattutto, recupero direttamente sul ponte della nave, tramite una qualche forma di cavo di arresto. Le prestazioni di altitudine, velocità e manovrabilità non rappresentano un particolare problema, con diversi droni bersaglio che potrebbero da subito garantire quel tipo di performance. Più complesso, ovviamente, è l’integrare un carico di missione con radar e torretta elettro-ottica e, soprattutto, sviluppare una modalità di recupero direttamente sul ponte della nave. Oltre ai primi 4 droni, la Royal Navy ne riceverà un altro nel 2023 e ancora nel 2024, con opzione per fino ad altri 10. Oltre al primo set lanciatore e control station, esistono opzioni per altri 2 set. Il progetto VAMPIRE è il “fratello minore” del più ambizioso VIXEN, che punta a velivoli senza pilota di dimensioni e pesi molto più elevati, con capacità di Strike, Airborne Early Warning, per sostituire gli elicotteri MERLIN CROWSNEST nel ruolo, e possibilmente persino tanker imbarcato. VAMPIRE è chiaramente un progetto apripista che la Royal Navy spera di sfruttare non solo per colmare il gap Aggressor ed acquisire in tempi brevi una soluzione unmanned ISR / EW imbarcata, ma proprio per cominciare a sviluppare le soluzioni tecniche per rendere possibile in futuro le operazioni con il sistema VIXEN. Da notare come entrambi i programmi adottino nomi che rimandano ad importanti caccia imbarcati del passato. In particolare il VAMPIRE fu il primo jet ad operare da portaerei, e l’uso di questo nome per questo particolare progetto non appare casuale.

anteprima logo RID Nuovo test della variante navalizzata del BRAHMOS

Lo scorso 11 gennaio, la Marina indiana ha effettuato il terzo test di lancio della nuova variante navalizzata del missile cruise supersonico antinave/sup-sup BRAHMOS dal cacciatorpediniere VISAKHAPATNAM. Come detto, non si tratta del primo lancio di prova, essendo il BRAHMOS già stato testato con successo in 2 precedenti occasioni - ottobre e dicembre 2020 - dai cacciatorpediniere CHENNAI e RANVIJAY. In tutti e 3 i test il BRAHMOS ha sempre colpito la nave bersaglio. Secondo quanto comunicato dalla DRDO – l’agenzia responsabile dei programmi di ricerca e sviluppo della difesa indiana – la prova aveva il duplice obiettivo di verificare la piena compatibilità del sistema di combattimento della nuova unità, entrata in servizio lo scorso novembre, con il BRAHMOS, nonché di validare le capacità – in termini di precisione e gittata - della versione più recente del missile. Per quanto non si conosca la designazione ufficiale di tale variante – c’è parecchia confusione sulle varie designazioni e su ciò che è effettivamente operativo e ciò che risulta ancora in fase di sviluppo o test – rispetto alle configurazioni precedenti, il BRAHMOS oggetto del recente test di lancio dovrebbe essere dotato di una cellula e di un booster di produzione interamente indiana, caratteristiche che gli garantirebbero un ampliamento della gittata da 280 a circa 400 km.

anteprima logo RID Parte la costruzione del primo sottomarino U-212 NFS per la Marina Militare

Presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) ha preso oggi il via la costruzione del primo dei 2 nuovi sottomarini U-212 NFS per la Marina Militare. L’U-212 NFS è un’evoluzione dell’U-212A, sviluppato nell’ambito di una cooperazione con i Tedeschi di TKMS, rispetto al quale introduce importanti modifiche ed innovazioni sviluppate autonomamente da parte di Fincantieri, e sancisce il ritorno dell’Italia alla progettazione e produzione sovrana di sottomarini, tanto è vero che la proprietà intellettuale dell’U-212 NFS appartiene alla stessa Fincantieri. Tra le novità rilevanti anche il CMS, concepito e realizzato da Leonardo, che rimpiazzerà il CMS norvegese in uso sugli U-212A, e la nuova suite di EW realizzata da Elettronica.

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