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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Certificati i primi operatori per il cockpit navale dei PPA

Il primo PPA,THAON DI REVEL, è ormai prossimo alla consegna e con esso entrerà nella disponibilità della Squadra Navale il primo Naval Cokpit, l’innovativa postazione integrata che permette la condotta della nave e delle operazioni aereonavali da parte di soli 2 operatori, il Pilot e il Copilot, che hanno inglobato le figure dell’Ufficiale di Guardia in Plancia e del Command. Da questa postazione è infatti possibile gestire sia le macchine, i timoni e gli impianti di piattaforma che il Sistema di Combattimento al livello più spinto, ovverosia l’uso delle armi in dotazione. Da molti mesi è cominciata la formazione del personale durante le numerose uscite in mare dedicate alla nuova classe di pattugliatori. Navigazioni che hanno permesso agli ufficiali designati a questo nuovo incarico di affrontare un addestramento pratico di tipo on job training. Altra parte del percorso addestrativo si è svolta sia presso enti della Marina sui sistemi di simulazione, sia presso le ditte Leonardo e Seastema, con la frequenza di corsi propedeutici: si sono svolte infatti 2 settimane presso il Centro di Programmazione della Marina a cui hanno fatto seguito altre 2 settimane per la parte Sistema di Piattaforma e un’altra settimana per Sistema di Combattimento. Sarà dunque questo, d’ora in avanti, il percorso formativo che gli ufficiali dovranno seguire per conoscere questo innovativo sistema e condurre la navigazione e le operazioni aereonavali dei nuovi Pattugliatori Polivalenti d’Altura della classe THAON DI REVEL. Percorso che ha permesso di arrivare alla consegna dei primi Attestati Naval Cockpit, come annunciato ieri dalla Marina Militare. La cerimonia di consegna Attestati a bordo del pattugliatore THAON DI REVEL, alle presenza del Direttore di OCCAR (amm. Matteo Bisceglia), del Comandante in Capo della Squadra Navale (amm. Enrico Credendino), del Direttore degli Armamenti Navali (amm. Massimo Guma) e del personale formatore di Leonardo e Seastema, ha suggellato così l’inizio di una nuova fase per le navi della Squadra Navale. Una fase che permette un altro passo verso il futuro per vincere la scommessa fatta nel 2014, con l’approvazione della Legge Navale, che ha dato luce a questo futuristico sistema di condotta della nave e della navigazione.

anteprima logo RID Dopo le FREMM, l’Indonesia acquista le fregate Type-31

Per la capoclasse destinata alla Royal Navy (HMS VENTURER) il taglio della prima lamiera avverrà entro settembre. Il 16 dello stesso mese, le fregate Type-31 progettate da Babcock sulla base del design delle IVER HUITFELDT danesi hanno segnato il primo successo di export, nella versione ARROWHEAD-140, grazie al contratto firmato con l’Indonesia. Il gigante insulare asiatico infatti prosegue nel suo sforzo di modernizzazione avviato negli anni 2000 e già concretizzatosi con l’acquisto di sottomarini e navi anfibie sudcoreane, e fregate leggere/corvette della famiglia SIGMA dell’olandese DAMEN, e che il 10 giugno era culminato nel maxi contratto con Fincantieri per il procurement di 6 fregate FREMM-ASW, più 2 MAESTRALE ricondizionate come gap-filler. Il nuovo contratto con Babcock prevede un accordo per la costruzione su licenza da parte del cantiere indonesiano PT-PAL di Surabaya (che sarà coinvolto anche nella costruzione di 2 delle FREMM italiane) di 2 Type-31/ ARROWHEAD-140, in una versione modificata e customizzata di queste navi lunghe quasi 139 m, con un dislocamento di 5700 t e una velocità di 28 nodi. Nella versione destinata in 5 esemplari alla RN, la configurazione è quella di una fregata media di sorveglianza, relativamente poco armata sebbene con spazio e predisposizioni per ulteriori sistemi d’arma. La Marina Indonesiana, che nel 2007-2017 ha già immesso in servizio 9 fregate leggere/corvette e che dal 2025 schiererà le 6 sofisticate fregate antisom italiane, avrebbe ora bisogno di unità da difesa aerea: nel 2019-2020 era stata presa in considerazione proprio la IVER HUITFELDT per tale ruolo. Maggiori dettagli emergeranno con la definizione del contratto finale, attesa entro novembre.

anteprima logo RID Taiwan presenta la sua unità "carrier killer"

Il Presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, partecipando alla cerimonia per il suo ingresso in servizio nella base di Su’ao, sulla costa orientale dell’isola, ha orgogliosamente presentato l’unità TA CHIANG, gioiello della cantieristica nazionale taiwanese. 

anteprima logo RID In servizio la prima unità per il tracciamento degli ICBM e satelliti indiana

L’India ha annunciato di aver immesso in servizio la sua prima unitá navale responsabile del tracciamento di satelliti e dei missili balistici intercontinentali (ICBM). 

anteprima logo RID L’Australia chiude la cooperazione con la Francia per i sottomarini e punta al nucleare

Un disastro annunciato, ampiamente previsto su queste colonne. L'Australia ha ufficialmente chiuso la cooperazione con la Francia per l’acquisto di 12 nuovi sottomarini convenzionali derivati dagli SSN nucleari BARRACUDA/SUFFREN. Giunge così al termine la più ambiziosa operazione di procurement della difesa australiana (peraltro impegnata anche su altri fronti costosi, dalle nuove fregate agli F-35) che prevedeva nell’arco di 3 decenni di raddoppiare la flotta subacquea della RAN. Adesso Canberra dovrà pure pagara miliardi di dollari di penali. Il programma presentava sin dall’inizio problemi di ogni tipo: l’acquisto di un battello sulla carta derivato da un design di un sottomarino nucleare francese in sviluppo, la scelta di un CMS americano abbinata all’integrazione di un'azienda australiano-americana, gli enormi limiti di manpower della cantieristica locale – priva delle risorse tecniche, ingegneristiche e industriali per gestire programmi così complessi – e, non ultima, le difficoltà di relazione tra la componente locale e quella francese. Insomma, le premesse per il disastro c’erano tutte – già i più modesti COLLINS erano stati un bagno di sangue – e questo è quanto puntualmente si è verificato. Lo stesso programma per le fregate Type 26 si sta dibattendo in problemi analoghi, con ritardi ed incremento di costi. Ma la perseveranza di Canberra non ha limiti e, contestualmente alla chiusura con Parigi e Naval Group, è stata annunciata l’intenzione di dotarsi di “almeno” 8 sottomarini d’attacco a propulsione nucleare (SSN) nell’ambito di una nuova cooperazione strategica con USA e UK, denominata AUKUS. Il primo passo in questa direzione è il lancio di un'iniziativa per la valutazione della fattibilità del progetto, della durata prevista in un anno e mezzo. Il Primo Ministro australiano, Scott Morrison, ha già annunciato che questi nuovi SSN, che saranno equipaggiati solo con aermamento convenzionale, saranno realizzati nel cantiere di Adelaide. Con queste premesse si annunciano nuovi disastri e tempistiche bibliche. Ad oggi, l’Australia è completamente priva di un'infrastruttura industriale per la realizzazione e gestione di sottomarini a propulsione nucleare. Questa andrebbe realizzata ex novo con decine e decine di miliardi di dollari di investimenti e l’importazione in Australia di risorse tecniche ed ingegneristiche di cui il Paese scarseggia. Ricordiamo, infatti, che l’Australia è un Continente di soli 25 milioni di abitanti. Canberra dovrebbe dunque commisurare un po' meglio le sue ambizioni alla sua reale dimensione umana e industriale, ed imbarcarsi in programmi fattibili, “accontentandosi”di colmare eventuali gap con acquisizioni off-the-shelf mirate.

anteprima logo RID Taiwan, il budget 2022 si concentra sulla difesa aeronavale

Col budget appena varato dal Ministero della Difesa per l’anno 2022, Taiwan focalizza l’attenzione su assetti aerei e navali, cui va una bella fetta degli oltre 17 miliardi di dollari proposti per il procurement. 

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