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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID COLUMBIA, via alla costruzione dei primi 2 battelli

L’US Navy ha concesso a General Dynamics Electric Boat (GDEB) il contratto, del valore di 9,5 miliardi di dollari, per la costruzione ed i test dei primi 2 sottomarini nucleari lanciamissili balistici, SSBN, COLUMBIA. I COLUMBIA, di cui al momento sono previsti 12 esemplari, rimpiazzeranno i classe OHIO attualmente in servizio.

anteprima logo RID SSNX il nuovo SEAWOLF?

Stanno iniziando ad emergere i primi “dettagli” sul futuro sottomarino nucleare d’attacco dell’US Navy – programma SSNX. Ancora siamo al livello di studi – con il primo milione di euro stanziato nel budget per l’anno fiscale 2021 – ma qualcosa si può già dire. L’SSNX per prima cosa sarà molto diverso dagli attuali VIRGINIA. Sarà più “grosso” ed avrà come compito primario quello di dare la caccia ai sottomarini ed alle navy russe e cinesi. Si parla già di un dislocamento superiore a quello dei VIRGINIA e che potrebbe spinegrsi fino a 12.000 t in immersione, e forse più. Per intenderci un oridne di grandezza simile a quello del battello “speciale” JIMMY CARTER (nella foto) della classe SEAWOLF. Del resto, l’obbiettivo al momento è proprio quello di sviluppare un sottomarino attagliato sui requisiti degli scenari cosiddetti “peer”. E’ possibile anche che non ci saranno moduli di lancio verticali, ma solo tubi lanciasiluri, con un numero di armi che potrebbe essere superiore alle 60, dai cui però potrebbero essere lanciati pure missili land attack e rilasciati operatori delle forze speciali. Molto sviluppate saranno inoltre le capacità d’intelligence e guerra elettronica, nonché quelle di attacco Cyber e Cyber-EW.

anteprima logo RID Da Thales ecco BLUESCAN

Thales ha presentato un nuovo software di gestione delle tracce acustiche battezzato BLUESCAN e dedicato alla lotta antisommergibile (Anti-Submarine Warfare, ASW). Si tratta di un software pensato per essere installato a bordo di unità di superficie e che consente di fondere le rivelazioni sonar di tutti i sensori presenti in area di operazioni. Il BLUESCAN è costruito per lavorare con tutti i sonar presenti nel catalogo Thales, siano essi sonar a scafo (BLUEMASTER, BLUEHUNTER, BLUEWATCHER), sonar a profondità variabile (CAPTAS-4C, CAPTAS-2, CAPTAS-1), sonar attivi (FLASH, C-FLASH), sonoboe (SONOFLASH) e cortine antisiluro trainate (TORPEDO ALERT). Dal punto di vista operativo, BLUESCAN permette di presentare agli operatori un’immagine acustica di insieme che permette agli operatori di decidere rapidamente e in modo informato. In quanto programma di gestione, la suite suggerisce e permette di disporre i sensori a disposizione in posizione ideale per creare uno schermo acustico stratificato nel braccio di mare (o intorno alla formazione navale) che si vuole proteggere. Questo consente anche di mettere sotto pressione gli equipaggi dei sottomarini attaccanti, costretti a cambiare spesso posizione, velocità e piano d’attacco – con un aumento del rischio di essere scoperti. La gestione dello schermo acustico permette inoltre di coordinare le misure anti-siluro, che vengono attivate in modo coordinato dalle diverse unità navali e aeree in teatro. L’utilizzo di BLUESCAN è molto utile in ogni scenario che veda la presenza contestuale di navi, elicotteri e aerei. Ma si renderà indispensabile con la diffusione di USV e UAV sempre più capaci e con sensori di bordo sempre più sofisticati. Un numero crescente di Marine militari studia con attenzione gli approcci distribuiti all’ASW, con sensori montati a bordo di sistemi teleguidati e autonomi. A tal proposito, BLUESCAN possiede già elementi di intelligenza artificiale (AI) che verranno ulteriormente sviluppati prossimamente. L’AI faciliterà lo svolgimento di 3 missioni principali: gestione di grandi quantità di dati nel corso della missione e in fase di analisi post-missione, gestione contestuale di diversi USV, UAV e UUV/AUV e creazione di modelli comportamentali tramite il processo di machine learning (dunque automatizzazione crescente del sistema). Come ben specificato dal personale Thales, la sfida tecnica principale di BLUESCAN è la connettività, ovvero il dialogo continuo e costante tra sistemi diversi in ambienti operativi multipli, spesso appartenenti a generazioni diverse. Per esempio, negli scenari proposti si ipotizzava la collaborazione tra una fregata classe AQUITAINE (dunque sistema legacy), una fregata classe AMIRAUX (sistema futuro), un Breguet ATLANIQUE-2 (sistema di vecchia generazione), un NH-90 CAIMAN, un generico MALE, un generico RUAV, e diversi USV ed UUV – era presente perfino un relais comunicazioni a bordo di un ipotetico dirigibile. Dunque, si tratta di creare un protocollo di comunicazione universale (o perlomeno comune ai prodotti Thales) per le emissioni sonar. Per facilitare la gestione di così tanti dati e la loro trasmissione, l’idea di Thales è di mettere ciascun sensore in grado di eseguire un’analisi preliminare dei segnali sonar per poi inviare all’unità ospite soltanto l’informazione utile in formato sintetico. L’integralità dei dati raccolti verrà comunque stoccata per poter procedere all’analisi post-missione. In operazione, BLUESCAN procederà quindi all’aggregazione delle rilevazioni utili in un’immagine d’insieme e alla sua redistribuzione a tutti gli effector. Il programma è concepito come evolutivo. Il BLUESCAN V1 è una suite che, nella versione V2, permette di aggregare fonti multiple da diversi ambienti operativi. L’obiettivo finale è giungere alla versione V3, ovvero un approccio globale alla sorveglianza acustica che potrà prevedere un articolato centro comando a terra, un server dedicato e un cloud per una completa (e forse continua) situational awareness su vaste aree marittime.

anteprima logo RID Un nuovo sottomarino da Naval Group

Al salone virtuale Euronaval 2020 Naval Group ha presentato una versione migliorata del suo sottomarino virtuale SMX31E. L'SMX31E era già stato presentato come uno studio di concetto (concept study), ma adesso ci sono elementi meno teorici e più realistici. La versione attuale è un sottomarino completamente elettrico con caratteristiche più vicine ad un ipotetico battello operativo. L’SMX31E è lungo 77 m con un diametro massimo di 12 m e un dislocamento stimato in 3.200 t. Secondo Naval Group, la formula completamente elettrica porterebbe vantaggi significativi sotto molti aspetti. In primo luogo, l'automazione e l'uso di attuatori elettrici ridurrebbe la necessità di operazioni di manutenzione in mare e, quindi, limitando l’equipaggio a sole 15 persone. Questo sarebbe anche l'effetto di sistemi d'arma e sistemi di gestione del combattimento (CMS) sempre più autonomi. In secondo luogo, l'assenza di motori diesel e la completa dipendenza dalle batterie agli ioni di litio (o equivalenti) garantirebbe al battello una traccia acustica e infrarossa estremamente bassa, ulteriormente ridotta grazie al design idrodinamico all'avanguardia e alle piastrelle acustiche di nuova generazione (a forma di scaglie di pesce) poste lungo tutto lo scafo. Terzo, la permanenza in mare sarebbe simile a quella dei sottomarini a propulsione nucleare, ma al prezzo di una velocità ridotta. In effetti, l'SMX31E sembra una piattaforma ottimizzata per la presenza e sorveglianza a lungo raggio. Sarebbe in grado di effettuare missioni di 60 giorni a 5 nodi o 30 giorni a 8 nodi. L'SMX31E è stato pensato per fungere anche da nave madre per una pletora di AUV/UUV di diverse dimensioni. Due grandi baie di missione ospiteranno grandi veicoli subacquei autonomi (AUV), mentre altri UUV e/o AUV più piccoli saranno collocati nel vano siluri. Il battello sarebbe dotato di tubi lanciasiluri e sarebbe in grado di trasportare fino a 24 siluri pesanti o un mix di armi e mezzi senza equipaggio. Grazie ai suoi prosecutor senza equipaggio, Naval Group stima che il sottomarino potrebbe avere una capacità di sorveglianza 10 volte superiore a quella di un classe BARRACUDA. Se l'SMX31E dovesse essere sviluppato così com'è, Naval Group ritiene che sarebbero necessari 10 anni di studio, con altri 10 anni per lo sviluppo e le prove in mare. Infatti, la società lo definisce come il "sottomarino per il 2040". Più realisticamente, lo studio servirà come punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie destinate a migliorare le classi di sottomarini SCORPENE e BARRACUDA esistenti e, probabilmente, per contribuire agli studi (e allo sviluppo) recentemente avviati per la sostituzione degli SSBN LE TRIOMPHANT.

anteprima logo RID Primo test missilistico dal DDG1000 ZUMWALT

Il 13 ottobre scorso, presso il poligono navale di Point Mugu, il DDG1000 USS ZUMWALT, capostipite della classe omonima, ha concluso con successo il primo lancio reale di un missile STANDARD SM-2 dai suoi lanciatori verticali MK57. Il MK57 Peripheral Vertical Launch System è un nuovo lanciatore verticale pensato per l’installazione lungo il perimetro dello scafo, così da ridurre la concentrazione delle armi e quindi la vulnerabilità ai colpi avversari. Un modulo MK57 ha 4 celle di lancio, a differenza del ben noto modulo MK41 che ne raggruppa 8. Le celle MK57 sono significativamente più larghe (28 pollici contro 25, 71 cm contro 63) per consentire l’adozione di futuri missili di maggiori dimensioni. Il lancio ha visto la nave dimostrare la sua capacità di scoprire, tracciare ed abbattere un missile antinave. Questo è un passaggio fondamentale per completare l’attivazione dei sistemi di bordo in vista dell’operatività iniziale, in programma per il 2021. Secondo gli attuali piani, una delle principali armi dei DDG1000 sarà il più avanzato missile SM-6 Block II, in virtù della sua polivalenza che gli consente di ingaggiare anche bersagli di superficie oltre che volanti. Questi grandi cacciatorpediniere stealth, originariamente concepiti per missioni di attacco contro costa, sono infatti ora visti come un potente strumento per la lotta di superficie contro navi nemiche. Ulteriori dettagli su RID 12/20.

anteprima logo RID Leonardo presenta le torrette LIONFISH

Leonardo amplia la sua gamma di prodotti per la difesa navale con LIONFISH, la nuova famiglia di torrette di piccolo calibro a controllo remoto. Completamente progettata e sviluppata da Leonardo, la linea si compone di 4 modelli: l’ULTRALIGHT, l’INNER RELOADING, il TOP e il 20. La prime 3 sono armate di mitragliatrice in calibro 12.7 mm mentre il modello LIONFISH 20 di mitragliera in calibro 20 mm. La famiglia si caratterizza per l’adozione di un’architettura comune, una struttura compatta e un peso contenuto. La soluzione è altamente versatile e adatta a essere installata a bordo di qualsiasi tipo di imbarcazione, sia come sistema di difesa primario che secondario. L’interfaccia uomo-macchina, tecnologicamente avanzata e di facile utilizzo, consente tempi ridotti per l’addestramento degli equipaggi, mentre le soluzioni architettoniche adottate garantiscono affidabilità e manutenzione semplificata. Il controllo remoto delle torrette, che avviene tramite una consolle, e la suite di sensori elettro-ottici allo stato dell’arte di cui sono dotate, consentono di individuare gli obiettivi con estrema precisione, sia di giorno che di notte. Controllo delle frontiere, interdizione del traffico marittimo, autoprotezione, contrasto a minacce di superficie compresi elicotteri e droni, sono tra gli scenari operativi in cui il sistema è in grado di garantire elevata efficacia. Pensata per soddisfare le esigenze più stringenti, LIONFISH integra tecnologie in linea con gli standard di mercato più elevati, con un notevole rapporto tra costo e prestazioni offerte.

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