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Viaggi RID
Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID L’US Navy sperimenta soluzioni anti-Swarm

L’unità navale sperimentale M80 STILETTO dell’US Navy ha completato con successo una dimostrazione della durata di 6 settimane incentrata su un sistema di scoperta e contrasto di sciami di veicoli unmanned a 360°.

anteprima logo RID Un Blackshape VTOL non pilotato per la Marina Militare?

Droni e UAV sono sempre più importanti per le operazioni militari, e ciò vale anche per le operazioni in campo navale. In questo quadro la Marina Militare ha un programma di acquisizione per 14 sistemi non pilotati, tra i candidati il Boeing SCAN EAGLE ed il RUAV Leonardo AWHERO, già sperimentati sulle unità della MM, ma anche una variante VTOL (Vertical Take Off and Landing) non pilotata (o a pilotaggio opzionale) dell’ultra leggero sportivo Blackshape PRIME, capace di operare tanto da navi a ponte continuo quanto da navi a ponte discontinuo ed equipaggiato con pod modulari per una varietà di missioni. Il velivolo dell’azienda pugliese, ricordiamolo, è già stato testato in una campagna sperimentale sul CAVOUR nel 2014. Tutti i dettagli su RID 9/21.

anteprima logo RID Missili CAMM e ASTER 30 modernizzati per potenziare i Type 45

Prende forma il progetto di Mid Life Upgrade per i Type 45 della Royal Navy. 

anteprima logo RID FREMM, dopo l'Indonesia si guarda a Grecia e Marocco, ma non solo

La FREMM si è ormai affermata come prodotto di riferimento per il mercato mondiale delle fregate. Il recente successo in Indonesia – con la vendita di 6 unità, 4 da prodursi in Italia e 2 nei cantieri indonesiani PT-Pal – ha fatto salire a 20 il numero delle unità, tra ordini e opzioni, del modello prodotto dalla “nostra” Fincantieri:10 per la Marina Americana, 2 + 2 per la Marina Egiziana – a proposito: le 2 opzioni egiziane sono in variante antisom – e le 10 (8 già in servizio più le 2 sostitutive di quelle cedute all’Egitto già in costruzione) per la Marina Militare. Ma le buone notizie per le FREMM non finiscono certo qua. Il Marocco che, ricordiamolo, ha in servizio una FREMM francese, vorrebbe acquistare altre 2 unità, ma questa volta in configurazione italiana (antisom). L’interesse è concreto e le discussioni con Fincantieri sono in corso. Poi c’è la gara in Grecia, alla quale Fincantieri prende parte, per 4 fregate “subito” e fino ad un totale di 12. Ma anche il Canada ha fatto un pensiero alle FREMM – sull’onda della vittoria nella gara per l’US Navy – ed ha chiesto più di un’informazione a Fincantieri. Insomma, ad Ottawa si guardano intorno dopo un vertiginoso aumento dei costi del programma Global Combat Ship, basato sul design delle britanniche Type 26. Il Parlamento non è per nulla contento, e non vuole un bagno di sangue per il contribuente canadese. In casa BAE Systems c’è grande preoccupazione...Dettagli e approfondimenti su RID 7/21.

anteprima logo RID La US Navy armerà gli ZUMWALT con 12 missili ipersonici

Con la presentazione al Congresso del suo nuovo piano di costruzione navale a lungo termine, la US Navy ha reso noto maggiori dettagli riguardo la già anticipata volontà di imbarcare armi ipersoniche sugli incrociatori ZUMWALT, già a partire dal 2025. Il progetto relativo alle armi ipersoniche della Marina Americana, definito ufficialmente Conventional Prompt Strike (CPS), riguarda lo sviluppo, in cooperazione con l’US Army, di un missile ipersonico basato su un motore razzo “acceleratore” ed un glide ipersonico, quest’ultimo sviluppato, appunto, in cooperazione con l’US Army. Nel nuovo documento presentato viene riportato che, vista la non idoneità degli attuali lanciatori verticali dello ZUMWALT, da 25 e 28 pollici, nell’ospitare il nuovo sistema d’arma, si procederà presto alla rimozione dei 2 sistemi Advanced Gun System prodieri per fare posto ad un nuovo “Advanced Payload Module” (APM). Quest’ultimo, idoneo ad ospitare il CPS e il suo razzo da 34,5 pollici, sarà composto da diverse celle in grado di ospitare fino a 12 missili ipersonici. La rimozione dei 2 cannoni di precisione a lungo raggio prodieri non rappresenta una grossa perdita per lo ZUMWALT, dato che con il taglio del numero totale delle unità da 30 a 3, il costo di ogni singolo proiettile “speciale” per il sistema d’arma era arrivato a sfiorare quello di un missile da crociera TOMAHAWK. Inoltre, la modifica prodiera non provoca nessuna ripercussione sugli esistenti 80 ulteriori “pozzi” verticali che l’incrociatore utilizza per gli altri sistemi missilistici. Lo stesso documento programmatico rivela che lo stesso sistema di lancio APM verrà imbarcato anche sui sottomarini classe OHIO e VIRGINIA a partire dal 2028.

anteprima logo RID L’US Navy vuole ridurre i numeri delle navi e puntare sul non pilotato

La US Navy ha presentato al Congresso il suo piano di costruzioni navale a lungo termine, per i futuri 30 anni, che rappresenta, almeno formalmente, un passo indietro rispetto alla tanto pubblicizzata richiesta di avere i fondi per la costruzione di 355 unità combattenti.. Il documento presentato, in linea con il bilancio corrente, le capacità cantieristiche attuali e il concetto di Future Distributed Naval Force, stabilisce il futuro requisito minimo a 321 navi da guerra con equipaggio. La riduzione nei numeri però, molto probabilmente, non corrisponderà ad una riduzione delle capacità della Marina Americana. Nello stesso documento infatti viene riportato che le unità con equipaggio verranno supportate da un non stabilito numero di navi non pilotate, compreso tra le 77 e le 140. Come risultato, quindi, il numero totale delle unità della US Navy dovrebbe essere compreso tra le 398 e le 512, con equipaggio e senza. L’ardita decisione di tendere sempre di più verso l’unmanned, pur rappresentando un’intelligente mossa per ridurre i costi di gestione ed incrementare la protezione dell’elemento umano, rappresenta un rischio d’investimento significativo. Considerando infatti i lenti progressi effettuati nel campo dei battelli unmanned, di superficie e sotto la superficie del mare, sono ancora molti i dubbi che ruotano intorno ai prototipi e ai test effettuati finora, se comparati ai requisiti operativi richiesti. Molti i rischi associati alla decisione dei vertici del Dipartimento della Marina, non solo legati al fatto se i risultati riusciranno ad essere in linea con quanto richiesto, ma soprattutto se questi risultati non richiederanno addirittura un maggiore investimento, o spese di gestione, rispetto ad una flotta “tradizionale”. Il documento di pianificazione trentennale continuerà ad essere presentato dall’US Navy annualmente, di conseguenza, nonostante il sensibile e notato “cambiamento di rotta”, sarà possibile effettuarne un aggiornarmento con un relativo tempismo. Il documento del 2021 sottolinea inoltre quanto sia importante proteggere ed espandere l’attuale vantaggio di cui gode la Marina Americana nell’ambito della lotta sotto la superficie del mare. Nessuna novità, invece, riguardo la tanto discussa situazione delle portaerei: viene infatti semplicemente confermato che procedono gli studi e le valutazioni di progettazione delle future portaerei “light”.

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