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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Nuovo caccia, il Giappone fa da sé? Anche no

Il Giappone ha annunciato che proseguirà in maniera indipendente nel programma per lo sviluppo del caccia di nuovo generazione F-3, destinato a rimpiazzare l’F-2, variante locale dell’F-16. Nel 2018, Tokyo aveva emesso una RFI con l’obbiettivo di ottenere per il programma il supporto in termini di progettazione e design da parte di aziende straniere. Alla RFI avevano risposto Lockheed Martin, proponendo una soluzione basata su un ibrido tra F-35 ed F-22, e BAE Systems, con una soluzione basata sul design del TEMPEST e sull’ingresso a pieno titolo del Giappone nel nuovo caccia. A questo punto, il Giappone sembra orientato a proseguire integralmente sulla strada dello sviluppo nazionale, salvo poi che la stessa Difesa nipponica ha precisato che il progetto include comunque la possibilità della cooperazione internazionale. Per cui è possibile immaginare sì uno sviluppo nazionale, ma con un qualche forma di apporto esterna. Il Giappone del resto ha un’industria militare molto sviluppata, soprattutto in campo cantieristico e elettronico, ma le competenze in termini di progettazione di caccia restano limitate come dimostrato pure dallo stesso F-2, co-sviluppato con gli Stati Uniti sulla base dell’F-16. La sfida, dunque, è molto impegnativa,anche perché si sta parlando di un velivolo di nuova generazione ed è probabile pertanto che, esattamente come accade in Corea del Sud con il caccia KF-X, anche il Giappone alla fine si rivolga in maniera rilevante ad aziende internazionali con una solida competenza e solide tradizioni di sviluppo e progettazione di caccia da combattimento.

anteprima logo RID SUPER HORNET (e TYPHOON) per la Germania?

La stampa tedesca in questi giorni di emergenza ha rilanciato la notizia dell’intenzione da parte del Governo di Berlino di acquistare fino a 90 Eurofighter TYPHOON oltre ad un pacchetto americano di 30 F/A-18E/F SUPER HORNET e 15 EA-18G GROWLER. Una scelta che, se confermata, dimostrerebbe ancora una volta la “scarsa vena” tedesca quando si tratta di decidere su questioni militari. La ratio dietro l’acquisto del SUPER HORNET, si sa, riguarda l’esigenza della Germania di avere un velivolo con capacità nucleare, in grado di trasportare la bomba B-61 americana nell’ambito della cosiddetta politica della “doppia chiave” NATO. Il SUPER HORNET non ha la certificazione nucleare, ma potrebbe presumibilmente ottenerla in tempi molto piu’ rapidi del TYPHOON. Su questo, ovviamente, hanno fatto leva gli Americani che avrebbero tirato molto per le lunghe una nuclearizzazione dell’EFA, qualora Berlino avesse scelto solo questo per rimpiazzare TORNADO IDS ed ECR, facendola magari pagare alla Sig.ra Merkel un salasso. Alla fine i Tedeschi si sono andati ad infilare in un vicolo cieco. Potevano tranquillamente acquistare un mix tra TYPHOON ed un piccolo numero di F-35 per i compiti nucleari, invece hanno scartato sdegnosamente il velivolo di Lockheed Martin, piu’ per ragioni ideologiche che per altro, e adesso potrebbero trovarsi ad affidare lo strike nucleare ad un velivolo come il SUPER HORNET, ormai di vecchia concezione e che non ha capacità di bassa osservabilità e penetrazione. Un paradosso per una macchina che dovrebbe portare su un obbiettivo una bomba a caduta come la B-61. Meglio, da questo punto di vista, sarebbe allora integrare sul TYPHOON il missile nucleare standoff francese ASMP-A o il suo successore, a gittata maggiorata (superiore ai 1.000 km), ASN4G, visto che peraltro Berlino ha deciso di legarsi fortemente a Parigi in termini militari con il Trattato di Aquisgrana e con il programma FCAS/SCAF. Non comprendiamo poi la scelta di acquistare pure il GROWLER dopo il lancio negli scorsi mesi da parte di Airbus del TYPHOON ECR da guerra elettronica. Si dirà, il GROWLER è ampiamente operativo e collaudato. Corretto, ma il TYPHOON ECR potrebbe essere pronto in tempi comunque abbastanza brevi – pod e missili ci sono - ed in ogni caso sviluppare una versione del caccia europeo dedicata sarebbe un modo per far crescere ancora la macchina, e con essa la “gracile” industria elettronica e della difesa tedesca, soprattutto in vista del già citato SCAF/FCAS. Una scelta logica, forse troppo, per questa Germania...

anteprima logo RID FARA, selezionate Sikorsky e Bell

L’US Army ha selezionato Sikorsky con il RAIDER X e Bell con il 360 INVICTUS per la gara Future Attack and Reconnaissance Aircraft (FARA), destinata a trovare un rimpiazzo per gli elicotteri da ricognizione armata OH-58 KIOWA WARRIOR, il cui ruolo è attualmente ricoperto dagli elicotteri AH-64E GUARDIAN e UAV RQ-7B SHADOW. Vengono così eliminate AVX Aircraft-L3 Technologies, Boeing, e Karem Aircraft. La gara entra pertanto nel vivo con una campagna di test sui prototipi sviluppati dalle 2 aziende finaliste che culminerà con la selezione del vincitore nel 2023. Approfondimenti e dettagli su RID 5/20.

anteprima logo RID Completati primi test del nuovo jammer pod NGJ-MB

Il nuovo pod jammer in banda media NGJ-MB (Next Generation Jammer Mid-Band) della Raytheon, in via di sviluppo per gli EA-18G GROWLER, ha recentemente completato una parte della prima fase di test presso la struttura dedicata alle prove ambientali ed alle valutazioni di sistemi destinati alla guerra aerea della base navale di Patuxent River. 

anteprima logo RID La crisi dell’Aeronautica Spagnola

La “grande crisi” si è fatta sentire, eccome. Tagli alle ore di volo, problemi manutentivi - sarà un caso, ma dei 5 TYPHOOON perduti tra il 2010 e il 2017, 3 erano spagnoli -, rallentamenti nei programmi di acquisizione o di procurement. Dopo la brillante crescita avviata negli anni ’70, per l’Aeronautica Spagnola (Ejército del Aire, o Fuerza Aérea Española, FAE) l’ultimo decennio è stato estremamente difficile, segnato pesantemente dalle difficoltà economiche del Paese. La crisi si è abbattuta - e molto pesantemente - sul bilancio della Difesa che è costantemente calato dal 2009 (7,85 miliardi di euro, dopo il picco di 8,15 miliardi di euro raggiunto nel 2008), toccando il minimo nel 2014 (5,65 miliardi), ma con valori molto bassi pure nel 2015 (5,71 miliardi di euro) e nel 2016 (5,73 miliardi di euro), per poi risalire nel 2017 (7,5 miliardi di euro), nel 2018 (8,4 miliardi di euro) e nel 2019 (8,54 miliardi di euro). Una situazione che si è riverberata sulle 3 Forze Armate e che è costata molto cara all’Aeronautica sia, come accennato, in termini di incidenti aerei sia con una gravissima limitazione di tutte le attività istituzionali. Uno dei momenti più critici si è avuto alla fine del 2018, con il blocco di tutte le attività di volo (escluse quelle relative alle missioni internazionali e alle attività indispensabili), che ha costretto l’Ejercito del Aire a rinunciare ad una esercitazione multinazionale alle Canarie. Oggi, benché la situazione della Difesa sia in miglioramento, resta ancora molto grave proprio riguardo alla componente aerea. In questi ultimi anni il numero di ore di volo si è ridotto del 40% (nel 2007 erano state 95.000 mentre nel 2019 sono state 65.000), e inoltre diversi velivoli devono essere sostituiti a breve (F-5M da addestramento, F/A-18 da caccia/attacco, P-3 da pattugliamento marittimo) o sono stati radiati senza un sostituto (i tanker B-707 che facevano anche missioni di sorveglianza elettronica). I tagli, invece, non influiscono più di tanto sulle missioni internazionali a cui l’Ejercito del Aire fornisce un contributo importante. Ancora a febbraio 2020 proseguivano le missioni dei pattugliatori nelle operazioni ATALANTA e SOPHIA, l’impiego di aerei da trasporto C-130H e C-295 a supporto dell’operazione BARKHANE in Mali e nel gruppo MAMBA nella Repubblica Centrafricana, mentre sul fronte interno, oltre alle normali operazioni di vigilanza aerea, la FAE contribuisce al dispositivo antiterrorismo RENEGADE. Dal 2006, inoltre, i caccia spagnoli, prima MIRAGE F-1M, e dal 2015 gli EF-18M e i TYPHOON, partecipano con pacchetti di 4/6 velivoli alla Baltic Air Policing, rischierandosi in Estonia e Lituania, e accumulando un’importante esperienza di scramble in prima linea; con qualche disguido, come quando il 7 agosto 2018 uno dei 6 Eurofighter TYPHOON rischierati 3 mesi prima per controllare i cieli estoni, ha sparato per errore un missile aria-aria AIM-120, fortunatamente senza causare danni, e a circa 50 miglia dal confine con la Russia.

anteprima logo RID Rolls-Royce conclude i test preliminari sul motore F130

La Rolls Royce ha completato la fase di test preliminari del motore F130, in gara per la sostituzione dei propulsori Pratt & Whitney TF33 a basso rapporto di diluizione che attualmente equipaggiano i bombardieri B-52STRATOFORTRESS dell’USAF.

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