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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Boeing propone un nuovo missile aria-aria a 2 stadi

Boeing ha proposto un nuovo missile aria-aria a lunghissimo raggio, a 2 stadi, in risposta ad una richiesta dell’Air Force Research Laboratory dell’USAF di presentare idee e concetti per armi di nuova generazione. L’AFRL ha lasciato ampia libertà all’industria di determinare quali soluzioni presentano le migliori caratteristiche, in termini di razzi multi-stadio, nuovi propellenti, motori RamJet ed altro. Ha però specificato di essere particolarmente interessato al potenziale di razzi a combustibile solido con spinta ad impulsi (multi pulse rocket) e nuove combinazioni di combustibile, grani e corpi-razzo capaci di garantire velocità e gittate superiori a quelle attualmente garantite dall’AMRAAM. L’USAF e l’US Navy hanno già in corso un programma d’acquisizione per un nuovo missile, l’AIM-260 Joint Air Tactical Missile (JATM) sviluppato da Lockheed Martin, che probabilmente impiega per l’appunto un avanzato razzo multi-impulso poiché, fra le pochissime informazioni disponibili sul suo design, c’è la conferma che non impiega un Ramjet. Il concetto Long-Range Air-to-Air Missile (LRAAM) proposto da Boeing punta ad ottenere la massima gittata attraverso l’uso di una sezione booster che, dopo aver spinto il missile fino ad una certa distanza e velocità, si stacca: soluzione comune per i missili superficie-aria, non altrettanto per gli aria-aria. Il missile vero e proprio, liberato dal peso del booster, può così sviluppare una maggiore velocità e agilità terminale. L’uso del termine “kill vehicle” per identificare il missile suggerisce un metodo d’ingaggio centrato sull’impatto diretto (hit to kill) piuttosto che sulla detonazione di prossimità di una grossa testata bellica. Si può persino ipotizzare che l’Hit to Kill vehicle potrebbe, quando sprovvisto di booster, servire indipendentemente come missile a medio/corto raggio. Il nuovo missile potrebbe rispondere al requisito Long Range Engagement Weapon, un progetto separato gestito direttamente dall’ufficio del Segretario alla Difesa. Assumendo che l’LRAAM sia un missile decisamente più grande dell’AMRAAM, almeno quando completo di booster, potrebbe collegarsi all’intenzione dell’USAF di impiegare i nuovi F-15EX come vettori di missili aria-aria “oversize” per l’ingaggio da grande distanza e, nello specifico, dal di fuori della “bolla” delle difese aeree nemiche.

anteprima logo RID Sono già 5 i B-21 in fase di assemblaggio

Secondo quanto affermato dal Segretario dell’USAF Frank Kendall, al momento sono (almeno) 5 i bombardieri B-21 RAIDER che risultano in diverse fasi di assemblaggio presso lo stabilimento della Northrop Grumman di Palmdale. 

anteprima logo RID L’Argentina acquista 12 JF-17 pachistani

Il Governo argentino ha ufficialmente incluso l’acquisto di 12 caccia PAC JF-17A THUNDER Block III nel proprio bilancio per il 2022. 

anteprima logo RID L’Italia entra nello sviluppo del radar AESA CAPTOR-E Mk2 del TYPHOON

L'Italia si è unita ufficialmente al Regno Unito nello sviluppo del nuovo radar AESA CAPTOR-E Mk2 dell’Eurofighter TYPHOON. Si tratta di una decisione da parte del nostro Paese attesa da tempo ed anticipata mesi fa da RID. Il primo passo di questa collaborazione vedrà un team di ingegneri del sito Leonardo di Nerviano (Milano) raggiungere la squadra che lavora allo sviluppo dell’Mk2 nel sito dell’azienda a Edimburgo. Obiettivo del team di ingegneri italiani è contribuire al completamento dello sviluppo del sensore, acquisendo al contempo quelle capacità nella progettazione che assicureranno alla Difesa italiana ed all’Aeronautica Militare il pieno controllo del nuovo sistema radar in ogni fase della sua vita operativa. A settembre 2020 il MoD britannico aveva concesso a Leonardo UK (responsabile dello sviluppo e della produzione del sensore) e BAE Systems (responsabile per l’integrazione a bordo) un contratto da 317 milioni di sterline per completare lo sviluppo ed integrare il nuovo sensore sui TYPHOON della RAF (probabilmente solo sugli esemplari Tranche 3). Rispetto al CAPTOR-E Mk1 – oggetto di uno sviluppo separato e di una cooperazione tra Spagna e Germania – il Mk2 offre anche capacità di attacco elettronico e, a quanto risulta a RID, pure capacità cosiddette ESM Enhanced. Il primo CAPTOR-E Mk2 sarà consegnato a BAE System - Warton nel 2022 per l’integrazione e le prove in volo. Tutti i dettagli su RID 10/21.

anteprima logo RID La Difesa conferma l’acquisto di 90 F-35

Per la prima volta la Difesa conferma, in un documento pubblico ufficiale, l'acquisizione di 90 F-35 per le Forze Armate italiane. Nel DPP 2021 viene, difatti, ufficializzato l’avvio della Fase 2B che prevede l'acquisizione di 35 velivoli – che, aggiungendosi, ai 28 della Fase 1 ed ai 27 della Fase 2A, porta il totale, appunto, a 90 esemplari – ad un costo complessivo fino al 2031 di 7 miliardi di euro. Tutti i dettagli su RID 10/21.

anteprima logo RID GA-ASI dimostra un sistema portatile per il comando dei Loyal Wingman

Con il crescente interesse di varie aeronautiche maggiori per i Loyal Wingmen senza pilota, un tema fondamentale da affrontare è quello dell’interfaccia uomo-macchina. Con la gran maggioranza dei caccia condotti in battaglia da un singolo pilota, limitare il carico di lavoro e adottare un’interfaccia comoda ed intuitiva è indispensabile. General Atomics Aeronautical Systems, (GA-ASI) ha annunciato di aver completato con successo un’importante dimostrazione in cui un pilota, in volo in questo caso su un biturbina Beechcraft King Air usato come surrogato di un caccia, ha comandato un velivolo senza pilota AVENGER sfruttando una App installata su un tablet. Il test, annunciato il 3 settembre scorso, risale al 25 agosto ed ha avuto luogo sopra la California meridionale, con l’AVENGER decollato dalla base GA-ASI nel deserto del Mojave e il King Air dall’aeroporto “Montgomery-Gibbs” di San Diego. Il test ha avuto una durata di circa 2 ore. L’uso di un AVENGER, una variante a getto e stealth del REAPER, è indicativo delle capacità che si vogliono ottenere dai Loyal Wingman, che dovranno essere velivoli “Group 5”, ovvero i più grandi e capaci secondo la classificazione statunitense. Per essere efficaci, i wingmen senza pilota dovranno avere un’ampia autonomia per, ad esempio, mantenere la formazione senza intervento del pilota umano. Quest’ultimo però deve necessariamente mantenere il comando e controllo tattico, impartendo specifici comandi ai droni, e, nel caso, autorizzando l’uso di armamenti. Il tablet, che un pilota può indossare assicurato alla coscia, è una possibile soluzione al problema di come portare i droni “dentro” velivoli che non sono stati pensati come posti comando volanti. Modificare il cockpit avrebbe costi e implicazioni proibitive, mentre il tablet, equipaggiato con l’applicazione RCU-1000 Advanced Human Machine Interface, messa a punto da Autonodyne, rappresenta una soluzione plug and play. L’RCU-1000 offre un’interfaccia intuitiva che mostra al pilota le informazioni provenienti dai droni e consente di impartire loro ordini, sia singolarmente sia a gruppi, sfruttando i data link del caccia.

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