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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Decolla il primo gregario inglese

Spirit Aero Systems, con la sua diramazione nordirlandese di Belfast (attività fino al 2019 appartenenti a Bombardier Aviation), è stata selezionata dal Ministero della Difesa britannico per realizzare il primo prototipo di gregario nell’ambito del programma MOSQUITO. Quest’ultimo è un programma di dimostrazione tecnologica che deve aprire la strada al primo Loyal Wingman della RAF, da acquisire nell’ambito del più ampio LANCA (Lightweight Affordable Novel Combat Aircraft). L’obbiettivo è dare il via ad una fase di test e sperimentazioni in volo entro la fine del 2023 ed utilizzare i primi esemplari operativi nel contesto della Long Term Evolution Strategy (LTE) dell’Eurofighter TYPHOON e, successivamente, nell’ambito del sistema di combattimento aereo TEMPEST.

anteprima logo RID Via al progetto per il nuovo caccia MiG-41

L’azienda russa Rostec ha finalizzato la fase di design e ha avviato la successiva fase di ricerca e sviluppo relativa al progetto riguardante il nuovo intercettore a lungo raggio che dovrebbe rimpiazzare gli attuali MiG-31 FOXHOUND. Il progetto, ufficialmente denominato MiG-41/PAK-DP (acronimo che sta per “futuro sistema aereo per intercettazione a lungo raggio”), prevede lo sviluppo di un velivolo di “nuova generazione”. Per quanto le sue caratteristiche non siano state ancora ufficializzate, è verosimile ritenere che si tratterà di un aereo stealth a pilotaggio convenzionale (forse remotizzabile), quasi certamente bimotore (probabilmente con propulsione di tipo scramjet), in grado di raggiungere velocità prossime all’ipersonico (non inferiori a Mach 4), con una tangenza operativa di 30 km e dotato di un’autonomia che gli consenta di coprire lunghe distanze con elevata capacità di permanenza in zona operazioni. Analogamente al MiG-31 - e al suo predecessore MiG-25 – il MiG-41 dovrà fungere da piattaforma di lancio dei missili aria-aria a lungo raggio R-37/R-37M contro minacce aeree classiche, quali bombardieri tattici/strategici e ricognitori. A differenza dei FOXHOUND e dei FOXBAT, tuttavia, è probabile che il velivolo venga impiegato anche come sistema di intercettazione contro minacce ipersoniche (aerei e missili) e spaziali (satelliti). A tal proposito, il MiG-41 dovrebbe essere armato con il nuovo missile aria-aria MPKR-DP, anch’esso in via di sviluppo e accreditato di una gittata minima di 300 km. Il missile parrebbe caratterizzato dalla presenza di una testata multipla con subminizioni separabili dal corpo del missile principale al fine di incrementarne le capacità di impatto proprio contro bersagli ipersonici. Non è da escludere, inoltre, che il PAK-DP possa essere ottimizzato con secondarie capacità aria-suolo e con armamento ad energia diretta (laser). Sulla carta, quindi, dovrebbe trattarsi di un aereo di 6ª generazione (o 5ª e mezza), le cui capacità andrebbero ad integrare quelle del Su-57 FELON, velivolo con una vocazione maggiormente multiruolo rispetto a quello che dovrebbe rappresentare un intercettore puro. Ulteriori dettagli su RID 3/21.

anteprima logo RID L’USAF acquisterà nuovi F-16?

A 15 anni dall’entrata in servizio dell’ultimo F-16C FIGHTING FALCON tra le proprie fila, l’Air Force americana sta seriamente valutando la possibilità di acquisire nuove aliquote di tali aerei, ovviamente nella variante più recente Block 70/72 VIPER. Seguendo un po’ la falsariga di quanto già avvenuto nella scelta di affiancare i nuovi caccia F-15EX ad F-22, F-35 ed ai più recenti FIGHTING FALCON e STRIKE EAGLE, la ratio di un eventuale ordine per nuovi F-16 andrebbe ricercata nella volontà dell’Aeronautica di garantirsi il giusto numero di velivoli alla luce del ritiro delle piattaforme più anziane (l’età media dei 934 FIGHTING FALCON attualmente in organico - 783 F-16C e 151 F-16D - è di 28 anni e 7 mesi) e dell’ancora difficile gestione dei costi di acquisizione ed operativi, nonché dell’ancora lento tasso di produzione degli F-35. Anche in questo caso, un eventuale ordine dell’’USAF sfrutterebbe una linea produttiva ancora attiva, quella di Greenville (Carolina del Sud), che continua a produrre F-16 VIPER destinate ai clienti export (Bahrein, Bulgaria, Slovacchia e presto Marocco e Taiwan). Tale possibilità, in realtà, sarebbe già stata ventilata in un documento dell’Air Force Warfighting Integration Capability risalente al 2018, nel quale veniva delineata una road map che prevedeva un più marcato mix “high-low” di aerei da combattimento (a pilotaggio convenzionale e remotizzato), con una contrazione nel numero di F-35A destinati all’USAF (da 1.763 a 1.050) e l’utilizzo di parte dei fondi risparmiati per l’acquisizione di 300/400 velivoli di 4,5 generazione. Di questi, come noto, 144 saranno F-15EX, mentre è possibile che la restante parte venga riservata a nuovi F-16V VIPER, magari in una configurazione pesantemente customizzata “Block 80”. C’è da dire, tuttavia, che al momento non esistono conferme ufficiali sul possibile procurement di nuovi F-16 da parte dell’USAF. La suddetta roadmap, peraltro, era stata fortemente caldeggiata dall’ex assistente Segretario all’Aeronautica per i programmi di acquisizione, logistica e tecnologia, Will Roper, dimessosi lo scorso 20 gennaio. Con la nuova Amministrazione Biden non è detto che il suddetto progetto venga confermato. Per il momento, di ufficiale c’è solo la recente firma, tra USAF e Lockheed Martin, del contratto decennale per la manutenzione e il supporto dell’attuale flotta di F-16C/D Block 40/42/50/52. Inoltre, allo stato attuale, per 72 di questi è previsto il retrofit di alcune componenti – vedi radar APG-83 SABR e suite EW – condivise con la variante F-16V.

anteprima logo RID L’UAV AVENGER vola con il LEGION POD

L’UAV AVENGER di General Atomics è stato testato in volo con il LEGION POD di Lockheed Martin. Nel dettaglio, si è trattato di un test per valutare la compatibilità meccanica e strutturale del pod nell’inviluppo del velivolo. Il LEGION POD è dotato dell’IRST 21 per la scoperta ed il tracciamento in modalità completamente passiva dei bersagli aerei, ma la sua configurazione è completamente modulare ed è pertanto possibile impiegare anche ulteriori sensori. A ciò bisogna aggiungere la capacità di triangolazione network-centrica, che ne rendono uno strumento ideale per operare nei contesti ad alta densità di minaccia. Il test di un tale pod da un UAV come l’AVENGER mira a valutare l’impiego di velivoli non pilotati come l’AVENGER nel ruolo di gregario o “sentinella” per piattaforme ad alto valore strategico come aerei AWACS, SIGINT, rifornitori, ecc. Un concetto che si sta consolidando nella dottrina americana, ma non solo, e su cui General Atomics sta già investendo da tempo. L’AVENGER è un UAV con propulsione a getto e buone caratteristiche di bassa rilevabilità rimasto finora allo stato sperimentale. Diverse fonti, tuttavia, ritengono che alcuni esemplari siano operativi e che siano stato impiegati nei teatri operativi.

anteprima logo RID Crescono le capacità dei TYPHOON dell’AM

E’ previsto quest’anno l’avvio delle attività per l’aggiornamento della flotta degli Eurofighter T2 e T3 dell’Aeronautica Militare allo standard P2Eb che, tra l’altro, prevede l’integrazione del missile aria-aria a lungo raggio MBDA METEOR. Contestualmente, verrà avviata anche l’integrazione sugli stessi velivoli del pod RECCE LITE, attualmente impiegato solo sui TYPHOON T1 Drop4. Tutti i dettagli su RID 3/21.

anteprima logo RID L’Australia sceglie l’AH-64E

La capacità di ricognizione aerea armata dell’Esercito Australiano subirà un notevole incremento dal 2025, dopo la scelta, comunicata ufficialmente dal Ministro della Difesa, Linda Reynolds, dell’AH-64E GUARDIAN quale sostituto dell’Armed Reconnaissance Helicopter (ARH) TIGER. Lo stesso Ministro ha chiarito che la scelta è stata dettata dalla necessità di avere una piattaforma ad ala rotante in grado di avere un impatto immediato nello scenario strategico di riferimento e agire da subito, quindi, in deterrenza a possibili azioni ostili contro gli interessi nazionali australiani. La scelta finale del progetto denominato Land 4503 giunge dopo una lunga valutazione di diversi elicotteri d’attacco e ricognizione, in particolare riguardo all’abilità provata e la maturità unita alla possibilità di avere un sistema off-the-shelf. Con tali requisiti il GUARDIAN ha dimostrato secondo gli Australiani di essere l’opzione senza dubbio più letale, maggiormente protetta e priva di rischi per l’Australian Army, rispettando al tempo stesso i requisiti relativi alla facilità di supporto tecnico, sicurezza dei sistemi e di certificazione secondo le normative australiane. Le lesson learned ricavate negli anni di utilizzo del TIGER, tra i suoi alti e bassi rendimenti e problemi, hanno fornito una chiara idea sulle reali necessità dell’Australian Army nel delicato ruolo della ricognizione armata e di supporto alle truppe a terra. A rinforzare la scelta del Governo di Canberra, ha contribuito anche la conferma di solide opportunità per l’industria della difesa australiana di essere coinvolta nel progetto: supporto logistico, servizi di approviggionamento dei pezzi di rispetto, addestramento di equipaggi e tecnici, ingegneristica, manutenzione e riparazione. Massimizzando tali contributi, l’Australia avrà inoltre la possibilità di sviluppare un proprio know-how ed expertise nella gestione di piattaforme ad ala rotante e fornire quindi il proprio contributo alla catena logistica globale per simili sistemi. Ancora non noto il numero di velivoli che verranno acquisiti per sostituire le attuali 29 macchine in servizio.