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Argomento Selezionato: Intelligence
anteprima logo RID Infodemia da COVID-19

La crisi pandemica da COVID-19 ha prodotto un’equivalente fenomeno informativo, definito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità «infodemia»: concetto che plasticamente evoca velocità, gravità e pervasività di un contagio informativo incontrollabile e (potenzialmente) dannoso. In quanto fenomeno globale, la crisi ha colpito i diversi sistemi nazionali determinando, di volta in volta, differenti risposte, effetti e ripercussioni nelle relazioni internazionali. Da un punto di vista comunicativo, la crisi ‘infodemica’ ha reso disponibile, ad attori statuali e non, un nuovo campo di battaglia. Lo scontro in questo nuovo spazio è inevitabilmente finalizzato al dominio informativo o, ancora meglio, ad una robusta combinazione di supremazia e influenza che si può riassumere in un semplice obiettivo: aggiudicarsi la narrazione vincente. La competizione tra narrazioni è frutto di strategie contrapposte, tattiche e operazioni di grande complessità e dagli esiti incerti. Una delle difficoltà più comuni è certamente quella dell’introduzione di narrazioni all’interno di un ambiente informativo che, per definizione, è già affollato di voci in competizione. Una notizia manipolata o favorevole può essere pubblicata da una o più fonti, essere ripresa da diversi siti amplificatori (più o meno attivamente), per poi diffondersi sui social media fino ad entrare a far parte del discorso condiviso da un gruppo sociale. Narrazioni declinate in relazione a diversi audience possono avere la finalità di introdurre nuovi temi o rinforzare percezioni preesistenti. Lo scontro informativo innescato dalla ‘infodemia’ da COVID-19 ha offerto numerosi esempi di queste dinamiche comunicative, anche nell’ambiente informativo Europeo e italiano.

anteprima logo RID Droni persi in Libia, la mano dei Russi

Un portavoce dell’AFRICOM ha confermato all’Agenzia Reuters che la perdita del drone americano a fine novembre in Libia sarebbe stata causata da sistemi antiaerei impiegati da personale di una compagnia privata russa. Nella fattispecie si tratterebbe di personale della Wagner che avrebbe impiegato per l’occasione un apparato per il jamming. A questo punto, il sospetto è che anche il PREDATOR/REAPER italiano perduto in Libia nello stesso periodo possa aver subito la medesima sorta.

anteprima logo RID Attacco a petroliera iraniana nel Mar Rosso?

Questa mattina sono circolate notizie di origine iraniana su 2 esplosioni a bordo della petroliera SABITI, battente la bandiera di Teheran e in navigazione nel Mar Rosso a circa 100 km al largo del porto saudita di Jeddah. Le esplosioni sono state inizialmente attribuite ad un attacco missilistico, lanciato secondo alcuni da velivoli e secondo altre fonti dalla costa. Tuttavia le foto della nave hanno mostrato un incendio a bordo, poi domato, con danni di lieve entità e nessun ferito, mentre l’agenzia iraniana IRNA ha reso noto che la perdita di petrolio è stata arrestata. Si potrebbe dunque pensare ad un sabotaggio o ad un semplice problema a bordo. L’unità trasporta un milione di barili di greggio ed è di proprietà della compagnia di stato iraniana NITC. Inizialmente anche l’identità della petroliera in difficoltà è stata fonte di confusione, poiché nelle immediate vicinanze si trovava anche la SINOPA ed i primi rapporti suggerivano che fosse questa la nave colpita. Un particolare interessante è che la SABITI avrebbe navigato a lungo prima dell’attacco con il transponder spento. In tutta la regione, dopo episodi analoghi accaduti nei mesi scorsi a petroliere emiratine, e l’attacco contro i siti petroliferi sauditi di ARAMCO del mese scorso, la tensione resta altissima.

anteprima logo RID Incidente sul sottomarino speciale russo LOSHARIK

Quattordici sommergibilisti russi sono morti in un incendio a bordo di uno dei sottomarini speciali, assegnati al 29th Special Submarine Squadron basato ad Olenya Bay

anteprima logo RID La narco-guerra in Messico

La crisi messicana è un conflitto a bassa intensità dilatato da forme di narco-terrorismo.

anteprima logo RID Le nuove priorità della CIA

E’ molto raro che il Direttore della CIA parli. E lo è ancora meno se si tratta di farlo in pubblico. Per questo il recente discorso tenuto a Louisville, Kentucky, da Gina Haspel, la nuova responsabile dell’Agenzia, è stato seguito con grande attenzione. E lei, tra ricordi personali e professionali, ha indicato la futura strategia dell’esercito di spie al suo comando. Sono 6 le priorità rilanciate dall’account ufficiale. Le sintetizziamo, aggiungendo qualche nota. Primo. “E’ necessario accrescere il reclutamento, includendo profili diversi”, più agili nel seguire una società che corre veloce. Secondo. Gli agenti dovranno concentrare i loro sforzi contro il terrorismo, ma dedicare anche tempo e risorse nel tenere testa “agli avversari più duri”. E’ chiaro che per anni l’intelligence ha dovuto scarpinare per parare i colpi prima di al Qaeda, quindi dello Stato Islamico. Ora non basta in quanto gli USA devono vedersela con problemi nuovi e antichi. I dossier iraniano e nordcoreano, la sfida cinese e il continuo duello con la Russia rappresentano solo alcuni dei fronti. Terzo. Salirà il numero di uomini schierati all’estero, questo per estendere la raccolta di informazioni in aree critiche. Quarto. Servono professionisti che conoscano più lingue straniere, elementi capaci di cogliere meglio culture diverse o lontane. E’ chiaro il tentativo di colmare un gap spesso emerso in molti quadranti: la CIA ha un mare di dati, però fatica a comprendere il teatro dove si muove, le sfumature, i dettagli. Compiendo errori di valutazione. Quinto. Migliorare e intensificare la collaborazione con altri dipartimenti investigativi (esempio l’FBI): in America come in Europa le gelosie di “reparto” sono forti, la mancata comunicazione di un dettaglio può rivelarsi fatale. Sesto. Investire nella battaglia contro le organizzazioni dei narcotrafficanti, visto che i Cartelli hanno provocato un alto numero di vittime tra gli americani.

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