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Argomento Selezionato: Forze Armate
anteprima logo RID I Marines accelerano sull’acquisizione di loitering munitions

Il Corpo dei Marines ha ufficialmente comunicato che la priorità di acquisizione numero uno nel breve termine è quella di dotarsi di loitering munitions. Durante la periodica revisione del documento Force Design 2030, il Comandante del Corpo, il Generale David Berger, ha sottolineato l’importanza di dotare le nuove unità di tali sistemi d’arma, sempre nell’ottica di mantenere le forze dei Marines più leggere, veloci e letali. In particolare, i 2 progetti che hanno ricevuto maggiore attenzione e supporto dal USMC sono definiti “Organic Precision Fires”, con una variante Infantry (OPF-I) e una mounted (OPF-M). Il primo è composto da un tubo portatile di tipo mortaio leggero in grado di lanciare un drone con un autonomia massima di 90 minuti, a una distanza di circa 12 miglia; il sistema è dotato, oltre che della capacitá di ingaggiare il bersaglio in maniera autonoma, anche di operare integrato con altri droni, con un profilo d’attacco definito “a sciame". Tra i contendenti più accreditati per rispondere all’esigenza dell’USMC si pone la società AeroVironment con il suo sistema SWITCHBLADE, ampiamente testato dallo US SOCOM. La variante mounted dell’OPS invece verrebbe lanciata da un veicolo da ricognizione e andrebbe a sostituire parzialmente molti dei mortai da 120 mm di cui i Marines hanno intenzione di disfarsi. I 2 sistemi si adattano perfettamente al nuovo contesto dottrinale delle Expeditionary Advanced Base Operations (EABO), in supporto a una forza di fanteria expeditionary progettata per essere dispiegata rapidamente sin dall’inizio delle ostilità e mantenere nella mobilità e letalità le sue caratteristiche fondamentali. Per quanto riguarda l’OPF-M, va comunque specificato che sarà possibile vederne un impiego operativo solo nel momento in cui i Marines avranno acquisito un nuovo veicolo da ricognizione adatto allo scopo. Il Tenente Generale Eric Smith, del USMC Combat Development Office, ha definito il nuovo veicolo semplicemente Advanced Reconnaissance Vehicle (ARV), una piattaforma ad architettura aperta, con la capacità primaria di controllare sistemi robotici aerei e terrestri ed effettuare ricognizione tattica.

anteprima logo RID NMESIS, la prima immagine dell’antinave mobile dei Marines

E’ stata svelata da Raytheon e l’US Navy la prima immagine del nuovo sistema antinave mobile dei Marines NMESIS (Navy Marine Expeditionary Ship Interdiction System). Il sistema, che ha effettuato il primo test lo scorso novembre, si compone di un veicolo tattico leggero JLTV remotizzato - Remotely Operated Ground Unit Expeditionary-Fires (ROGUE-Fires) – e di un lanciatore per 2 missili antinave intermedi Naval Strike Missile (NSM). Al momento, non è chiaro se il veicolo sia pilotato in remoto oppure se abbia un sistema di guida autonomo o semi-autonomo. Il NMESIS rientra nel concetto di operazioni marittime distribuite e di Expeditionary Advanced Base Operations (EABO), ovvero nel concetto di operazioni condotte da piccole unità disperse. Il compito di tale unità è dissuadere eventuali azioni di “fatto compiuto”, in particolare cinesi, e qualora la deterrenza fallisse di ingaggiare il nemico dando un contributo alle operazioni di sea control. Per questa ragione, per i Marines, che sono al centro di questa strategia, sarà necessario disporre di sistemi antinave, ma anche di loitering munitions, UAV e di sistemi per l’ingaggio a lungo raggio. Il tutto però con dimensioni, mobilità, pesi e ingombri tali da consentirne la dispiegabilità e, appunto, l'utilizzo da parte di unità “piccole”.

anteprima logo RID Test di lancio terrestre per lo SLBM M51 francese

Il 28 aprile la Francia ha effettuato un nuovo test di lancio di un SLBM (missile balistico lanciato da sommergibile) M51. Nonostante quest’ultimo sia concepito per essere impiegato dai 4 sottomarini classe LE TRIOMPHANT in servizio nella Marine Nationale, il test in oggetto ha riguardato il lancio del vettore – privo della sua testata esplosiva - da una piattaforma presumibilmente terrestre situata nel sito missilistico di Biscarosse, sulla costa occidentale francese. Il missile ha percorso l’intera traiettoria balistica sull’Atlantico, fino a raggiungere il punto d’impatto previsto, situato un centinaio di miglia a nord dell’isola di Bermuda. Durante il volo il missile è stato monitorato da uno dei 3 RC-135S COBRA BALL in dotazione all’USAF, velivoli appositamente dedicati alla raccolta di informazioni (ELINT, IMINT e dati telemetrici) riguardanti i test di lancio di missili balistici, anche effettuati da paesi alleati/partner, oltre che da potenziali avversari, secondo quanto previsto dal progetto OLYMPIC TITAN. Nei pressi del sito di ricaduta del missile, inoltre, era presente un pattugliatore marittimo FALCON 50M francese utilizzato, probabilmente, per sorvegliare eventuali intrusioni nella zona d’impatto da parte di aerei o navi. Impiegati anche un AWACS E-3F SENTRY per monitorare lo spazio aereo intorno a Biscarosse, nonché la nave MONGE, utilizzata dai Francesi per la raccolta dei dati relativi al lancio. Sebbene gli M51 siano entrati in servizio nel 2010, sostituendo i precedenti M45, la Francia esegue regolarmente lanci di prova – il test in oggetto rappresenta il quinto tiro di prova del M51 - per verificarne l’affidabilità generale, nonché quella delle sue varianti progressivamente introdotte. Ad oggi, 3 dei battelli classe LE TRIOMPHANT sono equipaggiati con la versione M51.1, mentre l’ultima unità ad essere entrata in servizio - LE TERRIBLE – dispone della più recente M51.2, probabilmente oggetto dell’ultimo test e dotata di una maggior gittata (non specificata) e generiche migliori capacità di penetrazione nelle difese nemiche, probabilmente riferite a superiori doti manovranti. Una nuova variante – la M51.3 – è in fase di sviluppo e dovrebbe essere introdotta nel 2025 ed equipaggiare i 4 sommergibili SNLE-3G che nel 2035 sostituiranno i LE TRIOMPHANT. Il Ministero della Difesa francese ha anche reso noto che fino al 21/5 è vietata la navigazione nelle acque poste all’interno di 4 diverse zone - indicate da precise coordinate e corrispondenti alle previste aree di ricaduta dei 3 stadi del missile - lungo un corridoio situato tra la costa occidentale della Francia (Golfo di Biscaglia) e un’area poche miglia a nord dell’isola di Bermuda per “operazioni missilistiche”. È probabile, quindi, che in questi giorni possa essere effettuato un nuovo lancio – da sommergibile o da piattaforma terrestre - di M51. Non è da escludere, tuttavia, che il lancio possa riguardare un nuovo missile ipersonico.

anteprima logo Marina Italiana SIGLATO ACCORDO TRA L’ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA ED IL LEBANESE NAVY HYDROGRAPHIC SERVICE

Il giorno 28 aprile 2021 è stato firmato l’annesso tecnico per la co-produzione cartografica da parte del capo di Stato Maggiore della Marina Libanese, Captain Commodore Haissam DANNAOUI, e dal Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina militare ammiraglio Massimiliano Nannini. L’accordo sancisce l’inizio della produzione del primo piano cartografico libanese e rafforza la storica cooperazione tra i due Paesi, sugellata dalla firma, nel luglio 2020, del “Technical Arrangement tra i ministeri della Difesa italiano e libanese nel settore dell’idrografia, oceanografia e della cartografia nautica”.

a cura della
anteprima logo RID Tiene l’export militare italiano: midget al Qatar, FREMM all’Egitto e non solo

Nonostante il COVID l’export militare italiano nel 2020 si è confermato sugli stessi livelli del 2019. Lo si apprende dall’annuale relazione sull’argomento inviata dal Governo in Parlamento. Nel 2020, infatti, l’export militare italiano ha totalizzato 3,927 miliardi di euro contro i 4,085 miliardi di euro del 2019. A farla da padrone, la commessa FREMM per l’Egitto, che si riconferma primo destinatario delle esportazioni di materiale d'armamento italiano, con 991 milioni di euro. Dopo l’Egitto troviamo Stati Uniti e UK con, rispettivamente, 456,4 milioni di euro e 352 milioni di euro, e poi il Qatar con 212 milioni di euro. In quest’ultimo caso, a incidere è sopratutto la commessa da 190 milioni di euro per la fornitura di 2 sottomarini midget da parte della società bergamasca M23 srl, società che ha rilevato dalla triestina GSE il ramo di azienda dedicato alla produzione di sottomarini midget e che è partecipata dalla compagnia qatarina Al Shamal. Insomma, una triangolazione che alla fine ha portato alla chiusura di un'operazione di cui avevamo anticipato i contenuti da tempo. Spulciando tra le centinaia di pagine della relazione – che, ahimè, è tutt’altro che trasparente… - si trova anche traccia di una commessa da 27 milioni di euro per la vendita di 3 sistemi ASTORE (il cliente non è ovviamente specificato, ma potrebbe trattarsi del Turkmenistan). L’ASTORE, ricordiamolo, è la variante armata con razzi guidati di fabbricazione turca CIRIT dell’UAV tattico-pesante FALCO EVO. Interessanti anche i 29 milioni per la fornitura agli EAU dell’imbarcazione veloce d'assalto FSD 320 ed i 41 milioni per la fornitura, da parte dei Cantieri Vittoria, ad un cliente non specificato di 3 pattugliatori veloci da 38 m equipaggiati con apparati elettro-ottici ed una torretta a controllo remoto con mitragliatrice da 12,7 mm della Elbit. Tutti i dettagli su RID 6/21.

anteprima logo Stato Maggiore Difesa Kuwait: il Task Group Typhoon subentra al Task Group Devil

La cerimonia di avvicendamento alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kuwait e del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare

a cura dello
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