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Argomento Selezionato: Sicurezza
anteprima logo RID Assicurare le migliori performance AESA

Il progresso tecnologico ha introdotto delle innovazioni rivoluzionarie, come la sintesi digitale diretta, le antenne phased array e l’uso del nitruro di gallio (GaN), dando vita ad una nuova tipologia di radar multifunzionali, ovvero gli AESA (Active Electronic Scanned Array). Le prestazioni dei radar AESA dipendono principalmente dalla qualità dei moduli di trasmissione / ricezione (TRM) di cui si compongono le loro antenne e, a causa della loro complessità, i TRM richiedono molte verifiche e test durante il loro sviluppo, con un conseguente grande impatto su tempistiche e sui costi.

anteprima logo RID UAV logistici cinesi in Tibet

La China Central Television (CCTV – la rete tv nazionale cinese) ha mostrato nei giorni scorsi alcune immagini che ritraggono alcuni vertical take off and landing (VTOL) UAVs impegnati nel rifornimento logistico di alcune unità dell’Esercito Cinese in Tibet. Secondo alcune fonti aperte, l’Esercito Popolare Cinese (PLA) impegnato nel Distretto Militare del Tibet, che utilizza da tempo UAV per compiti di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), ha deciso di utilizzare velivoli ad ala rotante senza pilota per rifornire le unità militari distaccate in aree impervie di confine che non sono facilmente accessibili con ruotati o che presentano elevati rischi operativi. L’UAV mostrato nel video della CCTV, di cui non si conosce la designazione ufficiale ma sembrerebbe una versione potenziata del precedente modello XM-20, è un VTOL dotato di 6 mini-rotori in grado di trasportare un limitato payload; in questo caso si è trattato di cibo, acqua, medicine ed altri materiali. Sempre dalle immagini, di natura propagandistica, si è potuto osservare lo sciame di UAV procedere in formazione e lanciare i rifornimenti sulla posizione amica, invece di effettuare un atterraggio di precisione sulla stessa. Da sottolineare il fatto che l’area in cui il velivolo unmanned si vede operare, la Tibetan Plateau, si trova a circa 4.500 m sopra il livello del mare.

anteprima logo Stato Maggiore Difesa KFOR: la missione NATO in Kosovo compie 21 anni

Il 12 giugno 1999 le prime forze della NATO entravano in Kosovo su mandato ONU.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa MISIN: donato materiale a favore Armée de l'Air del Niger

Venerdì 6 marzo, presso l’aeroporto militare di Niamey (BA 101), è avvenuta la consegna di materiale che l’Aeronautica Militare ha donato in favore dell’Armée de l’Air del Niger, alla presenza del Comandante della MISIN, Generale di Brigata Aerea Marco Lant e del Comandante della BA101, Colonnello Salifou Mainassara.

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anteprima logo RID Campagna di prevenzione coronavirus

Nella circostanza della diffusione del “coronavirus”, il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha tra le proprie funzioni istituzionali la gestione delle campagne di comunicazione del Governo, sta realizzando alcuni materiali di informazione per i cittadini, finalizzati a fornire indicazioni asseverate e di provenienza istituzionale sui comportamenti da seguire per circoscrivere e ridurre la diffusione per virus. Il primo prodotto consiste in uno spot sui comportamenti consigliati dal Ministero della Salute e aggiornati alla data odierna, che anche noi di RID rilanciamo.

anteprima logo RID Libia, nuova missione dell’UE

L’UE ha deciso di lanciare una nuova missione nel Mediterraneo per garantire il rispetto dell’embargo di armi verso la Libia. La nuova missione prenderà il posto di SOPHIA, che sarà chiusa alla scadenza del suo mandato, il 20 marzo, ed agirà principalmente nelle aree orientali prospicienti le coste libiche. Inoltre, qualora dovessero tornare a crescere le partenze di migranti dalla Liba, la missione verrebbe bloccata, mentre il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato di disponibilità di estendere la sorveglianza anche ai confini terrestri della Libia. Si tratta sicuramente dui un apsso in avanti postivo, ma prima di trarre ogni conclusione bisognerà attendere che venga messo nero su bianco il mandato, con le relative regole di ingaggio. Cosa potrebbe succedere se, per esempio, una nave turca che trasporta armi a Tripoli – magari scorata da una fregata – dovesse rifiutarsi di essere ispezionata? Uno scenario tutt’altro che irrealistico considerando la recente assertività di Ankara in tutto il Mediterraneo. E poi c’è la questione del confine con l’Egitto, attraverso il quale passano le armi – provenienti dallo stesso Egitto, ma pure dagli Emirati Arabi Uniti – destinate alle milizie di Haftyar. Stiamo parlando di un confine lungo oltre 1.000 km e sorvegliarlo in maniera efficace significherebbe dover mettere in campo un contingente molto robusto e articolato. Un’ipotesi al momento difficilmente praticabile. Le incognite, dunque, restano molte e l’impressione generale è che le opzioni realmente efficaci a disposizioni dei Paesi europei per risolvere la questione libica siano limitate, per non dire nulle.

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