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Argomento Selezionato: Sicurezza
anteprima logo RID L’esercitazione NATO CYBER COALITION

Grazie ad un press tour virtuale organizzato dalla NATO, abbiamo potuto dare uno sguardo all’esercitazione CYBER COALITION, il principale evento addestrativo dedicato alla difesa informatica dell’Alleanza, che si è tenuto dal 16 al 20 novembre. CYBER COALITION è una delle più grandi esercitazioni informatiche al mondo, con uno scenario realistico che consente ai partecipanti di testare dottrina e tattiche per l’ottenimento della consapevolezza della situazione nel cyberspazio, la raccolta di intelligence e la risposta rapida agli incidenti e/o attacchi informatici. Al contempo, le esercitazioni di questo genere consentono di sperimentare nuove strategie per lo sviluppo della guerra nel cyberspazio, con un occhio particolare alle nuove capacità. All'esercitazione hanno partecipato circa 1.000 persone provenienti da tutta l'Alleanza, da 4 nazioni partner (Finlandia, Irlanda, Svezia, Svizzera) e dall'Unione Europea (EU Military Staff ed EU Computer Emergency Response Team). Diretta dall'Allied Command Transformation (ACT) della NATO, CYBER COALITION è alla sua tredicesima edizione, quest’anno condotta in modo completamente virtuale per la prima volta. L'esercitazione testa e addestra i “difensori informatici” di tutta l'Alleanza nella loro capacità di difendere la NATO e le reti nazionali. L'esercitazione mira a migliorare la collaborazione tra gli Alleati così come con i principali partner (Finlandia, Irlanda, Svezia, Svizzera e Unione Europea) per quanto riguarda la conduzione di operazioni articolate nel cyberspazio. Tra i Paesi organizzatori figurano Estonia, Repubblica Ceca, Portogallo, Romania e Stati Uniti, coadiuvati da numerosi reparti e comandi NATO, tra cui il NATO International Military Staff (IMS), la NATO Emerging Security Challenges Division (ESCD), l’ACT Cyberspace Branch, gli SHAPE Cyber Operations Centre (CyOC) e NATO Communication & Information Systems Group (NCISG, Belgio), la NATO Communications and Information (NCI) Agency ed il suo NATO Cybersecurity Centre (Belgio), il NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence  (CCDCOE, Estonia), il Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger (Norvegia) e il Joint Force Command (JFC) di Brunssum (Olanda). Formatori e partecipanti erano collegati all'evento attraverso il Cyber Security Exercises and Training Centre CR14 estone (richiamo al 2014, anno della fondazione). Il centro estone permette l’addestramento delle FA nazionali e NATO, soprattutto attraverso il Cyber Range, spesso considerato il più avanzato al mondo. Gli scenari simulabili comprendono attacchi a infrastrutture critiche, intrusione nella rete, spionaggio, minaccia da parte di insider, esfiltrazione di informazioni, manipolazione dei dati e altro ancora. Sebbene CYBER COALITION sia l’evento più visibile, il CR14 collabora con tutti i reparti NATO dedicati e con i Paesi alleati su base continua, con incontri e videoconferenze settimanali. Oltre all’addestramento puro, l’obiettivo è quello di costruire un network di professionisti del cyberspazio, in grado di intervenire prontamente quando l’Alleanza lo richieda. Oltre che per esercitarsi alla risposta coordinata, nel corso di CYBER COALITION 2020 sono state svolte 3 sperimentazioni chiave per sviluppare le capacità future. La prima era dedicata alla validazione delle cosiddette “deception platforms” come strumenti per carpire informazioni sull’attaccante – ricordiamo che il problema della certezza di attribuzione degli attacchi rimane l’aspetto più critico della sicurezza informatica – nonché come strumento di difesa contro attacchi complessi. La seconda era volta alla validazione dei pattern analitici che permettono di sfruttare le informazioni presenti nel cyberspazio – sebbene dominio in continua evoluzione – per permettere ai comandi NATO di prendere decisioni informate. Infine, la terza sperimentazione ha testato la validità di strumenti dedicati al monitoraggio dei social media (per esempio dei text analyzer e sentiment analyzer) per l’individuazione delle campagne di disinformazione in atto, nonché per contribuire anche in questo caso alla completa consapevolezza della situazione da parte dei comandanti NATO. Come ribadito dagli organizzatori, l’esercitazione CYBER COALITION e le attività correlate si collocano nel quadro delineato dal Segretario Generale Jens Stoltenberg in merito alla cybersecurity. Nello specifico, la NATO è chiamata a svolgere oggi 3 ruoli chiave nel cyberspazio: guida per i Paesi dell’Alleanza, hub per la condivisione di informazioni, competenze e capacità, e difesa attiva delle reti NATO.

anteprima logo RID Le origini della medicina tattica

Nel 1984 il colonnello medico Ron Bellami pubblicò un articolo dal titolo: come le persone muoiono sul campo di battaglia. I dati furono raccolti a seguito delle guerre in Korea e in Vietnam, gettando le basi per un cambiamento negli interventi preospedaliero per i pazienti traumatizzati. Dalla raccolta delle informazioni in merito ai decessi sui campi di battaglia emerse che il: 9% morì per emorragie massive, il 31% per lesioni al sistema nervoso centrale, 1% per ostruzione delle vie aeree, il 7% per lesioni da onda d’urto, il 5% pneumotorace iperteso, il 12% infezioni e shock, il 25% lesioni toraciche irrecuperabili e il 10% lesioni toraciche recuperabili.

anteprima logo RID L’SBS in azione nella Manica

Fonti giornalistiche britanniche hanno l’avvenuto intervento di un team dello Special Boat Service (SBS) britannico per riprendere il possesso di una petroliera, in pieno Stretto della Manica, e risolvere il tentativo di dirottamento effettuato da alcuni clandestini rinvenuti a bordo del mercantile. L’azione è avvenuta al largo delle Isola di Wight e ha riguardato la petroliera ANDROMEDA, proprietà della compagnia greca Navios, partita da Lagos in Nigeria e diretta verso la raffineria di Fanley nel Southampton Water. Secondo la ricostruzione della BBC, durante l’ultima tratta della navigazione, l’equipaggio sembra aver rinvenuto 7 clandestini a bordo del mercantile, probabilmente imbarcati illegalmente nel porto di partenza che, rifiutando di essere confinati in un alloggio, hanno incominciato a minacciare l’equipaggio tanto da costringere quest’ultimo a riparare nella cosiddetta “cittadella” e chiedere l’intervento dei soccorsi. L’allarme di tentativo di dirottamento è stato subito raccolto dalle Autorità inglesi che, vista la delicata situazione in ambiente navale, hanno deciso di attivare il reparto delle Forze Speciali che vede nel mare il suo più congeniale ambiente operativo, l’SBS. Data l’elevata prontezza operativa di tale reparto, tramite 2 elicotteri WILDCATS e 2 AW101 MERLIN Mk.4, la Royal Navy ha rapidamente infiltrato a bordo del mercantile un team di 16 operatori del SBS che hanno velocemente neutralizzato la minaccia e arrestato i 7 sospetti, colti completamente di sorpresa dall’azione e dalla professionalità degli uomini di sua Maestà.

anteprima logo RID Un piccolo gesto, per un grande Paese

Immuni è l'app che può aiutarci a contenere e contrastare la diffusione del Coronavirus.

anteprima logo RID Assicurare le migliori performance AESA

Il progresso tecnologico ha introdotto delle innovazioni rivoluzionarie, come la sintesi digitale diretta, le antenne phased array e l’uso del nitruro di gallio (GaN), dando vita ad una nuova tipologia di radar multifunzionali, ovvero gli AESA (Active Electronic Scanned Array). Le prestazioni dei radar AESA dipendono principalmente dalla qualità dei moduli di trasmissione / ricezione (TRM) di cui si compongono le loro antenne e, a causa della loro complessità, i TRM richiedono molte verifiche e test durante il loro sviluppo, con un conseguente grande impatto su tempistiche e sui costi.

anteprima logo RID UAV logistici cinesi in Tibet

La China Central Television (CCTV – la rete tv nazionale cinese) ha mostrato nei giorni scorsi alcune immagini che ritraggono alcuni vertical take off and landing (VTOL) UAVs impegnati nel rifornimento logistico di alcune unità dell’Esercito Cinese in Tibet. Secondo alcune fonti aperte, l’Esercito Popolare Cinese (PLA) impegnato nel Distretto Militare del Tibet, che utilizza da tempo UAV per compiti di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), ha deciso di utilizzare velivoli ad ala rotante senza pilota per rifornire le unità militari distaccate in aree impervie di confine che non sono facilmente accessibili con ruotati o che presentano elevati rischi operativi. L’UAV mostrato nel video della CCTV, di cui non si conosce la designazione ufficiale ma sembrerebbe una versione potenziata del precedente modello XM-20, è un VTOL dotato di 6 mini-rotori in grado di trasportare un limitato payload; in questo caso si è trattato di cibo, acqua, medicine ed altri materiali. Sempre dalle immagini, di natura propagandistica, si è potuto osservare lo sciame di UAV procedere in formazione e lanciare i rifornimenti sulla posizione amica, invece di effettuare un atterraggio di precisione sulla stessa. Da sottolineare il fatto che l’area in cui il velivolo unmanned si vede operare, la Tibetan Plateau, si trova a circa 4.500 m sopra il livello del mare.

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