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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Sigonella, via ai test in volo degli RQ-4D PHOENIX

La NATO ha dato il via ai test in volo degli UAV strategici da ricognizione e sorveglianza RQ-4D PHOENIX – variante customizzata del GLOBAL HAWK americano - del sistema AGS (Alliance Ground Surveillance) di Sigonella. La prima missione ha avuto una durata di 9 ore e si è svolta nel quadrante mediterraneo. I primi 2 velivoli erano giunti a Sigonella a novembre e dicembre 2019. La Initial Operational Capability è prevista entro la fine di quest’anno e la Final Operational Capability a fine 2021.

anteprima logo RID Il Congresso congela i fondi per il nuovo caccia

La Commissione Difesa della Camera dei Rappresentanti ha congelato per il momento l’85% dei fondi per il caccia di nuova generazione – Next Generation Air Dominance (NGAD) – di USAF ed US Navy. Il “blocco” durerà finché la Commissione non riceverà maggiori dettagli ed un analisi più approfondita circa il programma in questione che prevede la realizzazione di 2 diversi caccia per Marina ed Aeronautica. In realtà, l’USAF al momento punta ad un sistema di combattimento aereo con al centro un caccia pilotato – da produrre eventualmente a cicli quinquennali grazie all’impiego delle nuove tecnologie di progettazione digitale, di architettura aperte e degli sviluppi avanzati nel campo del software - che coordina droni, UAV ed altri sistemi ed ha richiesto nel buget per l’anno fiscale 2021 1 miliardo di dollari. Le intenzioni dell’US Navy sono al momento meno chiare. La Marina sembra puntare ad un caccia a grande autonomia, attagliato soprattutto per l’impiego nel teatro Asia-Pacifico, affiancato da un grosso UCAV ed ha deciso di tagliare l'acquisizione dei SUPER HORNET da 36 esemplari a 24 esemplari tra gli anni fiscali 2022 e 2024 per liberare risorse da destinare, appunto, al futuro caccia/UCAV. Tuttavia, il Congresso non sembra attualmente disponibile ad accordare una riduzione nel procurement dei SUPER HORNET.

anteprima logo RID F-35 per l’Italia, completata la Fase 1

Il Pentagono ha formalmente concesso a Lockheed Martin il contratto, del valore di 368 milioni di dollari, per la fornitura di 6 F-35 all’Italia (5 F-35A ed 1 F-35B) appartenenti al lotto di produzione a basso rateo n.14 (LRIP 14). Si chiude così formalmente la Fase 1 del programma italiano che ha comportato l’acquisto da parte del nostro Paese di 28 aerei. Adesso si procede, dunque, con la Fase 2, annunciata dal Ministro ella Difesa Lorenzo Guerini a fine 2019, che comprende il procurement di altri 27 velivoli ed un primo stanziamento da 32 milioni per l'acquisizione dei cosiddetti materiali a lunga durata dei velivoli appartenenti ai lotti produttivi successivi al n.14. Quest’anno, lo stanziamento nel Bilancio della Difesa per il programma F-35 ammonta a 859 milioni di euro.

anteprima logo RID SUPER HORNET Block 3, via ai test in volo

Il primo F/A-18E/F SUPER HORNET nella nuova configurazione Block 3 ha iniziato i test in volo. L’aereo, un biposto numero di matricola F287, verrà consegnato, assieme ad un altro SUPER HORNET, ai reparti test e valutazioni VX-9 e VX-23 della US Navy al fine di permettere agli equipaggi di familiarizzare con i nuovi sistemi presenti sulla variante Block 3 ed effettuare i vari test di verifica riguardanti l’idoneità alle operazioni su portaerei. Va ricordato che gli upgrade previsti dalla nuova configurazione includono modifiche strutturali agli apparecchi – in primis la presenza di serbatoi conformali per il trasporto di 3.500 libbre addizionali di carburante, mancanti nell’F/-18F utilizzato nei primi test in volo, e una generale riduzione della segnatura radar – nonché un aggiornamento della suite sensoristica (incluso il nuovo IRST21 Block 2 dotato di maggiore portata ed efficacia contro obiettivi a bassa segnatura radar), di comunicazione (connettività rete SATCOM avanzata e maggior capacità di trasmissione dati grazie al nuovo processore DTP-N e datalink TTNT a bassa latenza) e dell’abitacolo (con unico schermo multifunzione touchscreen da 10x19 pollici). L’upgrade, inoltre, consentirà un incremento della vita operativa delle cellule che passerà dalle attuali 6.000 ore previste dalla configurazione Block 2 ad oltre 10.000. In base all’accordo firmato nel marzo 2019, Boeing ha ottenuto una commessa da 4 miliardi di dollari per la fornitura, entro il 2024, di 78 SUPER HORNET Block 3 di nuova produzione (61 monoposto F/A-18E e 17 biposto F/A-18F). Inoltre, in futuro è prevista la conversione della gran parte dei Block 2 della US Navy alla nuova configurazione, conversione che avverrà nel periodo 2022-2033. La consegna dei primi SUPER HORNET Block 3 operativi avverrà nel corso del prossimo anno, mentre per il 2024 la Marina prevede la presenza di almeno uno squadrone di Block 3 per ogni Carrier Air Wing.

anteprima logo RID USA, via alla sostituzione dei REAPER

L’USAF ha diramato una Request For Information all’industria per cominciare a delineare le caratteristiche di sistema e una strategia d’acquisizione per un nuovo Unmanned Air System ‘Hunter-Killer’ (quindi macchina che combina ruolo ISR e capacità d’attacco) da immettere in servizio come successore degli attuali MQ-9A REAPER. La RFI ipotizza una Capacità Operativa Iniziale nel terzo quadrimestre del 2031, grazie alle prime consegne da avviare sul finire del 2030. La RFI chiede all’industria di delineare lo stato dell’arte di quanto è già disponibile e di quanto potrebbe essere maturato, sia a livello di sistema completo sia per quanto riguarda sotto-sistemi e singole componenti. La RFI non formula requisiti specifici per quanto riguarda le prestazioni, ma invita l’industria a considerare che queste nuove macchine dovranno operare in presenza di minacce sempre più evolute, e quindi dovranno avere maggiori chance di sopravvivenza all’azione avversaria e/o rientrare in una logica di “attrito”, risultando quindi economiche a sufficienza da essere sacrificabili senza rimpianti. Infatti, in ossequio ai concetti della National Defense Strategy del 2018, all’industria è richiesto di pensare in termini di “Autonomy, Artificial Intelligence (AI), Machine Learning, Digital Engineering, Open Mission Systems (OMS) and Attritable Technology”. Le nuove macchine dovranno essere maggiormente autonome, con sistemi di missione aperti e payload modulari ed economiche grazie all’uso di progettazione e sperimentazione digitale. In parallelo, la RFI chiede anche proposte per soluzioni alternative per quanto riguarda le operazioni in scenari a bassa intensità, dove l’avversario ha poche o nessuna capacità di contrastare i velivoli in volo. Per ricoprire questa parte del requisito l’USAF è aperta a considerare, in alternativa al rimpiazzo, anche una modernizzazione ed evoluzione delle macchine già in servizio. Nella Budget Request per il 2021, al momento sottoposta alla consueta revisione da parte delle commissioni congressuali, l’USAF ha rivisto al ribasso i piani per la flotta MQ-9: se il piano non sarà modificato, il 2021 vedrà la fine dell’acquisizione con l’acquisto degli ultimi 24 esemplari, per un totale di 337. Fino ad ora era invece stata prevista una fine graduale nell’arco di 3-5 anni, con il totale dei velivoli che avrebbe raggiunto i 363.

anteprima logo RID Quale trainer per l'Australia?

Potrebbe tornare a parlare italiano, l’addestramento dei piloti della Royal Australian Air Force, che tra il 1967 e il 2001 si erano guadagnati le “ali” sul leggendario MB-326H, realizzato per lo più su licenza in 97 esemplari come CA-30 entro il 1972 (destinati anche alla Fleet Air Arm della Marina). Con la pubblicazione di una Request for Information (RFI), infatti, nei giorni scorsi la RAAF ha avviato la prima fase del programma Project AIR-6002-Phase 1 Future Lead-In Fighter Training System (LIFTS), che punta a sostituire i 33 addestratori avanzati BAE HAWK-127, che nel 1997-2001 avevano preso il posto del gioiello di Ermanno Barzocchi. Anche per il jet inglese dopo 20 anni è infatti arrivato il momento della pensione, dopo che nel 2015 il Governo australiano aveva già provveduto ad aggiornare la linea degli addestratori basici acquistando il Pilatus PC-21. Anche se la procedura per il nuovo programma è ancora ai primi passi, tenendo conto degli standard operativi e dei velivoli da combattimento in forza alla RAAF, che sta concentrando le sue risorse su SUPER HORNET e F-35, al momento sono ipotizzabili solo 3 concorrenti al Project AIR-6002: il Boeing-Saab T-7A RED HAWK, forte della sua selezione per il prestigioso programma T/X dell’USAF, ma ancora in fase di sviluppo (con qualche ritardo), e al suo primo esordio fuori dagli Stati Uniti; il KAI T-50 GOLDEN EAGLE, finora risultato vincitore solo su mercati meno sofisticati (Thailandia, Indonesia, Filippine, Iraq, oltre che in casa), rispetto al suo avversario diretto: appunto l’M-346 MASTER di Leonardo, forte dei successi in Paesi esigenti come Israele, Singapore e Polonia, e che come l’Italia operano sull’F-35 al pari dell’Australia. Clienti cui si sono aggiunti di recente il Turkmenistan, come emerso dalla relazione sull’export militare italiano 2019 (ma non confermato da Leonardo), ed a breve presumibilmente anche l’Azerbaijan, mentre ci sono buone prospettive pure in Egitto e Austria. Leonardo inoltre ha già venduto alla RAAF 10 C-27J SPARTAN. Il Project AIR-6002 è stato varato col Libro Bianco della Difesa 2016, e ha un valore stimato di 5 miliardi di dollari, spalmati sul periodo 2022-2033. Le risposte alla RFI sono attese entro il 31 luglio 2020, con l’obbiettivo di arrivare alla selezione del nuovo apparecchio entro il 2022, alla luce dei crescenti problemi di mantenimento del motore Rolls-Royce Turbomeca Adour Mk871, che equipaggia gli HAWK in forza agli Squadrons 76 e 79, negli ultimi anni diventato sempre più difficile da supportare, e già oggetto di un progetto di sostituzione col Mk-951, che però si scontra col crescente affaticamento della cellula; senza contare che, pur uscito di fabbrica 20 anni fa, il jet inglese è stato progettato negli anni ’60, col primo volo effettuato nel 1974. Tra 2014 e 2019 gli HAWK della RAAF sono già stati aggiornati, soprattutto nell’avionica, portata allo stesso standard, Mk-128, adottato per i velivoli inglesi.