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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Un nuovo AESA per caccia da Saab

Lo scorso 8 aprile la Saab ha effettuato il primo test di volo del nuovo radar AESA in banda X destinato, principalmente, alla flotta di JAS-39C/D GRIPEN.

anteprima logo RID Gli UAV nei nuovi scenari operativi

Con l’evoluzione degli scenari in senso sempre più ibrido e convenzionale, il ruolo ed i compiti degli UAV (Unmanned Aerial Veihicle) sono destinati ad ampliarsi. Già oggi in ogni conflitto – dalla Libia, allo Yemen, passando per la Siria – UAV e droni di tutti i tipi sono ampiamente utilizzati per una molteplicità di ruoli, e non solo per il “classico” compito ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance). Gli UAV, infatti, nascono principalmente per svolgere compiti di ricognizione e sorveglianza, ma pian piano sono stati utilizzati sempre più per compiti d’attacco, anche perché l’UAV armato garantisce una straordinaria flessibilità operativa potendo scoprire con i propri sensori un target e neutralizzarlo immediatamente senza aspettare un intervento esterno che potrebbe dar modo allo stesso target di venire meno. In questo, l’esempio dell’MQ-1 PREDATOR è lampante. Nato come piattaforma ISR pura, è stato poi trasformato in piattaforma per la ricognizione armata fino ad evolvere nel più prestante MQ-9 REAPER, un vero e proprio ricognitore unmanned di teatro porta-bombe. Oggi sono sempre più numerosi i modelli di UAV tipo MALE (Medium Altitude Long Endurance) armati, ma stanno crescendo pure i numeri di UAV di categorie inferiori, come quella tattica o sub-tattica, armati. Non solo, ma come ha dimostrato soprattutto il conflitto siriano, dove i Russi in questo hanno messo in campo eccellenti capacità, l’UAV si caratterizza pure come uno strumento ideale per il controllo ed il coordinamento del fuoco dell’artiglieria. Ma non dimentichiamo neppure i compiti di guerra elettronica, la scorta ad assetti aeroportati pregiati, ma sempre più vulnerabili, come aerorifornitori o AWACS, per esempio, e così via. Insomma, un vero e proprio moltiplicatore di forza che sta seguendo diverse tendenze di sviluppo, ma tutte quante riconducibili in qualche misura a scenari operativi che si collocano in un continuum dove il polo “basso” è rappresentato dall’ibrido ed il polo “alto” dal convenzionale (“near peer” o “peer”). La prima tendenza è quella dello sviluppo di UAV, o meglio, di droni gregari spendibili/attritable e/o di remote carrier, ovvero di piattaforme a basso costo, dunque non necessariamente recuperabili al termine della missione, che devono fare diversi compiti in numeri significativi. La seconda tendenza riguarda invece l’evoluzione nel design e nei sistemi degli UAV in quanto tali, ovvero di macchine chiamate sempre di più ad operare in scenari a maggiore contrasto militare, e dove la sopravvivenza, per un UAV “non a perdere”, diventa un requisito fondamentale. In questa sede ci occuperemo di questa seconda tendenza, soffermandoci anche su ciò che si sta facendo in questo campo negli USA ed in Europa, lasciando invece droni e gregari ad un approfondimento successivo.

anteprima logo RID Prima missione combat per i REAPER dei Marines

I Marines hanno reso noto che, lo scorso 20 marzo, piloti ed operatori del Marine Unmanned Aerial Vehicle Squadron 1 (VMU-1) ‘Watchdogs' di stanza a Yuma hanno eseguito la prima missione operativa di un UCAV MQ-9A REAPER nel teatro mediorientale. Nello specifico, il velivolo utilizzato era uno dei 2 messi a disposizione degli USMC dalla General Atomics – di cui manteneva le anonime insegne di fabbrica - al fine di valutarne le prestazioni in teatro, dopo oltre 7.000 ore di volo di test generali, partiti nel settembre del 2018 ed effettuati sempre su apparecchi di proprietà e gestione della General Atomics. Durante la missione in oggetto, il REAPER ha fornito supporto avanzato ad un distaccamento operativo di Marines in un luogo imprecisato (probabilmente nell’area di Helmand in Afghanistan). Va ricordato che nel 2018 i Marines hanno deciso dotarsi di una componente di REAPER autonoma, ampliando le proprie capacità ISR, attualmente basate su droni catapultabili e di minori dimensioni e prestazioni RQ-21 BLACKJACK, che hanno rimpiazzato gli RQ-7 SHADOW nel 2018, ed ISR. La decisione va letta anche come volontà, da parte degli USMC, di acquisire esperienza diretta nell’utilizzo di apparecchi a pilotaggio remoto di maggior dimensioni e capacità ad elevate altitudini, componente fondamentale nelle operazioni marittime distribuite. Peraltro, l’acquisizione dei REAPER servirà come testbed in attesa dell’avvio del programma Marine Air Ground Task Force Unmanned Aircraft System Expeditionary (comunemente chiamato MUX e strettamente legato al concetto di DMO, Distributed Maritime Operations). Per quanto concerne la formazione, dal giugno del 2018 un numero imprecisato di piloti ed operatori del Corpo ha partecipato a corsi di formazione dell’USAF per ottenere l’abilitazione all’utilizzo dei droni appartenenti, secondo la classificazione del Pentagono, al “Gruppo 5” (vale a dire velivoli con peso massimo al decollo di 1.320 libbre), che includono RQ-4 GLOBAL HAWK, MQ-9C TRITON e, appunto, MQ-9 REAPER. Inoltre, per finanziare l’acquisizione di REAPER destinati agli USMC, negli ultimi 2 bilanci del Pentagono (2020/2021) erano stati previsti stanziamenti – il primo dei quali di 77 milioni di dollari per l’anno fiscale e 2020, scesi poi a 53,1 - per l’acquisto di 2 lotti da 3 MQ-9A Block 5 nel biennio 20/21. Tuttavia, la citata diminuzione dei fondi consentirà l’acquisto di soli 2 apparecchi per l’anno in corso, mentre i 3 inizialmente previsti per il 2021 sono stati cancellati dall’ultima richiesta di budget presentata lo scorso febbraio.

anteprima logo RID SUPER HORNET Germania, ci siamo?

Le voci si rincorrono sempre di più. L’ultima è stata rilanciata dal Der Spiegel secondo il quale la Difesa tedesca avrebbe ufficialmente comunicato agli Stati Uniti la decisione di acquistare 45 caccia multiruolo F/A-18E/F per rimpiazzare i cacciabombardieri TORNADO. Il pacchetto, come da tempo riporto anche su Portale Difesa e RID, sarebbe di 15 15 EA-18G GROWLER per la guerra elettronica e 30 SUPER HORNET per i compiti di strike nucleare con la bomba a caduta B-61/12.

anteprima logo RID Primo volo per l'F-15QA

La Boeing ha riferito che lo scorso 14 aprile a St. Louis è stato effettuato il primo volo di prova del nuovo F-15QA destinato all’Aeronautica Qatarina. Il test è durato circa 90 minuti durante i quali radar e sistemi avionici hanno risposto in modo soddisfacente, così come la cellula messa alla prova con l’attuazione di manovre – decollo con cabrata ad un angolo di 70/90° e virate strette – da 9g. Una volta in servizio, la variante in oggetto rappresenterà la configurazione maggiormente avanzata dell’F-15E STRIKE EAGLE ed un testbed per le tecnologie e le soluzioni strutturali relative all’F-15EX SUPER EAGLE destinato all’USAF – opzione per 144 velivoli, di cui 8 già contrattualizzati e finanziati con 1,1 miliardi di dollari, in sostituzione degli F-15C/D EAGLE - che condividerà una buona parte dei sistemi con i caccia qatarini. Sebbene esternamente l’F-15QA (che sta per Qatari Advanced) sia molto simile allo STRIKE EAGLE, con l’unica differenza visibile riguardante la presenza di 11 punti d’attacco tra piloni subalari e ventrali rispetto ai 9 degli F-15E, molte delle caratteristiche strutturali e delle dotazioni avioniche sono differenti. Riguardo alle prime, le ali sono state riprogettate nella struttura interna e rese maggiormente solide senza alterarne l’aerodinamica. Passando agli aggiornamenti avionici, i velivoli qatarini saranno dotati di un abitacolo completamente riprogettato con nuovo computer di missione, di un unico grande schermo touchscreen da 10x19 pollici ad alta definizione e di un nuovo HUD progettato da BAE Systems. Inoltre, saranno equipaggiati con un IRST integrato Lockheed Martin AAS-42 TIGER EYES, nonché di un sistema radar AESA APG-82(V)1 (in questo caso, lo stesso presente sugli STRIKE EAGLE dell’USAF) integrato con sistema di puntamento montato sui caschi di entrambi i membri dell’equipaggio, e di una suite EW interamente digitalizzata, unite a sistemi per il controllo del volo fly-by-wire totalmente digitali e ad un nuovo sistema propulsivo basato su 2 motori GE-F110-129 (gli stessi presenti sugli F-15 sudcoreani, singaporiani e sauditi). Come detto, l’aereo rappresenta il primo di 36 F-15QA ordinati dal Qatar (con opzione per altri 36 caccia) in base ad un accordo di 6,2 miliardi di dollari firmato nel 2017 (non inclusivo dell’addestramento e della manutenzione, inseriti in un contratto successivo firmato nel 2019), e dovrebbe essere consegnato, insieme ad altri 5 apparecchi, il prossimo marzo. I programmi iniziali, inoltre, prevedono la consegna dell’intera flotta di F-15QA entro la fine del 2023 (2026, invece, per l’eventuale secondo lotto dei 36 opzionati).

anteprima logo RID Lunga vita al venerabile U-2

L’USAF ha assegnato a Lockheed Martin un contratto, del valore di 50 milioni di dollari, per la progettazione, per avviare l’integrazione ed i test di un nuovo pacchetto di aggiornamenti destinati ai 31 velivoli da ricognizione ad alta quota U-2S DRAGON LADY. Nello specifico, l’upgrade - ufficialmente denominato Avionics Tech Refresh (ATR) - riguarderà i sistemi avionici degli aerei, con una suite che includerà un nuovo computer di missione (denominato EMC2) basato sul sistema ad architettura aperta OMS (Open Mission System) dell’USAF che consentirà l’integrazione degli U-2S con altri sistemi (aerei, cyber, navali, spaziali e terrestri) e che garantirà un incremento nelle capacità di trattamento e processamento dei dati in termini di velocità e una più ampia capacità di ripianificazione dinamica della missione, nonché 4 nuovi display touchscreen multifunzione ad alta risoluzione che permetteranno al pilota un accesso più immediato ai dati ed una maggiore facilità di navigazione. Va ricordato, peraltro, che dal febbraio 2019 la flotta di DRAGON LADY ha iniziato a ricevere il nuovo sensore elettro-ottico deca-banda ad alta risoluzione spaziale SYERS-2C, per la ricerca, il tracking e l’analisi a lungo raggio e in ogni condizione meteo di obiettivi mobili e fissi e con capacità di trasmissione dati con aerei di 5ª generazione. I primi test degli aerei aggiornati dovrebbero avvenire nel 2021, mentre l’installazione sull’intera flotta di U-2S dovrebbe partire l’anno successivo. Ulteriori approfondimenti e dettagli su RID 6/20.