LEONARDO
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Terra
anteprima logo RID Lo USMC acquisteranno un nuovo veicolo leggero utility

Lo U.S. Marine Corps ha confermato di voler sostituire la sua intera flotta di Utility Task Vehicle (UTV) con una nuova generazione di Ultra Light Tactical Platform (ULTP) nel corso dei prossimi 2 anni. Ad effettuare l’annuncio, il portavoce dell’Ufficio del Logistic Combat Element (LCE) del Marine Corps Systems Command, Jennifer Moore, che ha specificato che la prima generazione dei nuovi veicoli verrà consegnata negli anni fiscali (FY) 2022 e 2023. Lo USMC ha attualmente 248 UTV in servizio, prodotti dall’azienda Polaris Government and Defense di Medina nello Stato del Minnesota. Tali veicoli sono principalmente utilizzati in supporto alle forze di fanteria per il trasporto di carichi generici ma, in alcuni casi, vengono utilizzati anche per missioni di ricognizione. Attualmente la totalità di questa flotta è gestita da contractors, aspetto questo che ha dato un ulteriore spinta alla decisione della leadership del Corpo di cambiare piattaforma e permetterne quindi una gestione interna più idonea allo scopo expeditionary delle proprie forze e al concetto Marine Corps Force Design 2030. I nuovi ULTV verranno prodotti e consegnati sempre dalla stessa Polaris che ha già fatto sapere di essere in grado di produrre fino a 500 esemplari nel quadriennio tra il 2022 e il 2025. Il nuovo veicolo avrà un peso inferiore alle 1.500 libbre, un motore ibrido diesel-elettrico, e dovrà essere in grado di imbarcare oltre che su MV-22 OSPREY, anche su CH-53E/K SUPER STALLION e CH-47 CHINOOK. Nonostante la nuova piattaforma sia ormai entrata nella fase finale di progettazione, durante il 2021 verranno effettuati degli studi e dei test per verificare ile dotazioni dell’ULTP, in termini di pacchetti di corazzatura, di adattamento ai climi estremi e di armamento. Lo USMC, insieme con l’Esercito Americano, ha inoltre avviato uno studio per dotare la nuova piattaforma di guida autonoma o in modalità leader-follower, in grado quindi di seguire un veicolo pilotato o truppe appiedate in movimento.

anteprima logo RID I nuovi programmi dell’Esercito

Sul versante dei nuovi programmi e su quello degli upgrade, dopo un periodo relativamente “tranquillo”, in questi ultimi 3-4 anni l’Esercito ha dato una sensibile “accelerata” ai progetti per le nuove piattaforme e a quelli per la modernizzazione dei veicoli in servizio. Ci è parso quindi il momento per approfondire un po’ tali progetti, anche grazie alla disponibilità del IV Reparto Logistico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Il IV Reparto Logistico dell’EI è infatti l’ente dello Stato Maggiore dell’Esercito, che, tra le altre cose, si occupa proprio dei nuovi programmi di acquisizione della Forza Armata. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, abbiamo quindi potuto rivolgere una serie di domande direttamente al Generale di Divisione Maurizio Riccò, che guida questa importante realtà della Forza Armata, per farci un’idea piuttosto precisa riguardo a buona parte dei nuovi progetti. Poiché la “carne al fuoco” è veramente tantissima, abbiamo limitato i temi ad una serie di programmi prioritari e, come vedrete, ne è comunque scaturito un articolo molto lungo (grazie alle molte informazioni ricevute). Naturalmente, per i dettagli più approfonditi, il Gen. Riccò, al quale abbiamo fatto un’intervista che affronta argomenti un po' più "generali" (e che trovate a pag. 30 su questo stesso numero), si è appoggiato agli ufficiali che seguono i vari progetti in modo diretto. In particolare, viste le nostre richieste, abbiamo potuto approfondire molte tematiche con l’Ufficio Sistemi per la Mobilità, l’Ufficio Armamento, Munizionamento, NBC e Sensori e l’Ufficio Mezzi e Materiali per la 3a Dimensione: si tratta di alcuni degli uffici su cui è strutturato il IV Reparto (e che si occupano, rispettivamente, di mezzi blindati e corazzati, di armi leggere, artiglieria, munizionamento e di elicotteri e aerei dell’Aviazione dell’Esercito nonché di UAV).

anteprima logo RID Altri URAN-9 per le FA russe

Il Ministro della Difesa russo, Generale Sergei Shoigu, ha annunciato durante una visita presso la nota società Kalashnikov, ormai esperta in sperimentazione e produzione di sistemi robotici, che altri 20 sistemi URAN-9 saranno a breve consegnati alle Forze Armate russe. Quest’ultima consegna è composta da esemplari di serie che hanno ultimato le valutazioni presso il famoso Dipartimento di Produzione e Completamento Tecnico della Forze Armate della Federazione Russa (DPTC) OJSC 766. L’URAN-9 è un veicolo da combattimento senza pilota (UCGV) progettato con il primario compito di fornire supporto di fuoco diretto alle truppe di fanteria e svolgere ulteriori compiti, come quello di ricognizione armata. L’armamento è composto da una mitragliera Shipunov 2A72 da 30 mm e una mitragliatrice da 7,62 mm, un sistema SHMEL-M pluritubo per razzi termobarici (6 razzi), e la predisposizione per imbarcare 4 contenitori per missili anticarro 9M120-1 ATAK o missili SAM IGLA-S/STRELA, a seconda del profilo della missione assegnata. Vasta la dotazione sensoristica con telemetro laser, sistemi optoelettronici infrarossi, IFF e laser warning. Ogni sistema URAN-9 è composto da un mezzo di comando e controllo, basato sul veicolo pesante KamAZ, e 4 veicoli da combattimento UCGV. Testato in combattimento con non molto successo in Siria, nella versione di serie l’URAN-9 ha beneficiato di notevoli miglioramenti in grado di accrescere la Situational Awareness dell’operatore e quindi aumentarne la sopravvivenza sul campo di battaglia; non confermate invece le notizie secondo il quale il sistema sia stato dotato di spiccate capacità autonome grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale e alla capacità di operare grazie all’utilizzo di comandi vocali.

anteprima logo RID TROPHY sui LEOPARD 2 tedeschi

Rafael ha annunciato che la Germania ha deciso di dotare i suoi LEOPARD 2 con il sistema di protezione TROPHY. A seguito della decisione, presa dal BAAINBw e approvata dal Bundestag tedesco, Rafael si è aggiudicato un contratto per la fornitura di un lotto iniziale di sistemi TROPHY, che comprende un contratto con Krauss-Maffei Wegmann (KMW), design authority dell’MBT LEOPARD 2, e che prevedeva la fornitura di una serie di sistemi APS (Active Protection System), di “intercettori” e di ricambi, nonché formazione operativa e tecnica. I sistemi APS verranno consegnati nei prossimi anni. Si prevede che in futuro la Germania acquisterà ulteriori TROPHY per equipaggiare i propri carri LEOPARD 2.

anteprima logo RID Un nuovo ruolo e nuovi sistemi per le artiglierie occidentali

Fra i numerosi eventi trasferitisi dalle abituali sedi “reali”, in questo caso Londra, al Web, causa COVID, vi è stata la Future Artillery Conference divenuta Future Artillery Online, organizzata come sempre da Defence iQ. Oltre 20 i briefing proposti con una sigla a dominare l’intera conferenza, quell’A2/AD (Anti Access/Area Denial) (1) che comporta la necessità di trovare nuovi sistemi per poter “plasmare il campo di battaglia”. Shaping the battlefield significa influenzare la situazione sul campo di battaglia al fine di trarre vantaggi per le proprie forze a discapito di quelle avversarie, portando il nemico a conformarsi al proprio volere. Per fare ciò è necessario colpire in profondità e poter disporre di una certa libertà di manovra specie nella terza dimensione, cosa che i sistemi A2/AD sviluppati dai potenziali peer adversaries, ossia gli avversari di pari livello in grado di contrastare le forze NATO e occidentali in genere (leggi Cina e Russia) tendono a impedire. Gran parte di questa operazione è stata finora devoluta alle forze aeree; nella Guerra del Golfo del 1991 il campo di battaglia fu “plasmato” a favore delle forze della Coalizione con l’impiego di velivoli e missili che eliminarono di fatto la minaccia aerea e le difese terra-aria irachene nel corso della prima notte, con azioni contro le basi aeree avversarie e con missioni SEAD (Suppression of Enemy Air Defences) condotte dalle forze aeree amiche. Ciò assicurò nella successiva fase terrestre il totale controllo della terza dimensione, consentendo ad esempio missioni CAS (Close Air Support) da parte di aeromobili ad ala fissa e rotante a favore delle forze terrestri. Con i sistemi A2/AD attualmente schierati dai potenziali avversari di pari livello ciò non sarebbe chiaramente possibile, probabilmente nemmeno se si accettassero elevati numeri in termini di perdite umane. Gli assetti A2/AD appartengono a molti dei domini che compongono oggi il campo di battaglia; a quelli terrestre, aereo e navale si sono aggiunti lo spazio e il cyber, ma di certo i sistemi terra-aria sempre più efficaci e le artiglierie sono fra quelli che hanno visto i maggiori sviluppi, specie presso il potenziale avversario più prossimo ai confini europei, ossia la Russia. Le ultime grandi battaglie si sono svolte in uno scenario che l’Occidente aveva controllato a proprio piacimento; in futuro ciò non sarà più vero. Ci si troverà ad operare in un ambiente degradato, e se contro un avversario di pari livello tecnologico, la libertà di movimento sarà senz’altro minore. Da qui la necessità di disporre di sistemi erogatori in grado di produrre elevati volumi di fuoco, concentrandoli con notevole precisione a grande distanza, riducendo il più possibile i rischi. Un ruolo che ben si adatta all’artiglieria, a patto che questa veda incrementare le sue prestazioni nei 3 settori sopracitati: raggio d’azione, volume di fuoco e precisione. Questo accresciuto ruolo "dell’Arma Dotta" è stato ampiamente discusso nel corso della conferenza; i numerosi interventi hanno consentito di fare il punto sul potenziamento delle artiglierie terrestri, in primo luogo negli Stati Uniti, ma non solo, dato che anche nazioni con forze di consistenza estremamente limitata stanno comunque potenziando i loro sistemi d’arma a tiro indiretto. Sono state anche messe in evidenza le numerose problematiche che vanno ad affiancare l’incremento del raggio d’azione: dall’impatto sulla terza dimensione, considerato l’apogeo della traiettoria balistica, all’acquisizione degli obiettivi, alla riduzione del tempo che intercorre fra l’individuazione dell’obiettivo e l’erogazione del fuoco, e altro. Le informazioni raccolte in occasione della conferenza sono state integrate da quelle che si sono rese disponibili nel periodo successivo, al fine di attualizzare il pezzo.

anteprima logo RID L'EI guarda all'IFV LYNX?

Dall’audizione parlamentare dell’Ing. Alessandro Ercolani, AD di Rheinmetall Italia, si apprende dell'interesse dell’Esercito Italiano per il veicolo cingolato da combattimento tedesco LYNX. Il veicolo è proposto da Rheinmetall proprio attraverso la sua diramazione italiana. In particolare, tenendo conto dell’esigenza dell’EI di rimpiazzare il DARDO a partire dal 2025 – a tal proposito si parla dei primi prototipi disponibili già in 2 anni – l’attenzione dell’EI si starebbe concentrando, appunto, su un mezzo già disponibile sul mercato. In tale ottica l’azienda tedesca offrirebbe un pacchetto di offset pari a circa il 70% del valore della commessa – l’EI ha un requisito per oltre 400 veicoli – trasferimento di tecnologia a favore dell’industria italiana e una piu’ ampia collaborazione aperta anche all’ingresso del nostro Paese nel programma per il nuovo carro franco-tedesco-spagnolo. Ulteriori dettagli su RID 3/21.

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>